domenica 27 febbraio 2011

Non preoccupatevi di nulla, ma abbiate fiducia nella Provvidenza

Torna l'appuntamento, della Domenica mattina, di meditazione del Vangelo. Il Vangelo di oggi è molto importante perchè ci aiuta a riflettere sull'affidarci totalmente a Dio il quale vede e provvede. Dobbiamo seguire gli esempi dei santi che hanno davvero saputo affidarsi alla Divina Provvidenza e tutti noi abbiamo visto come essa si è presa cura di loro!
Meditiamo questa Domenica attraverso la riflessione di padre Antonio Rungi:

La parola di Dio di questa ottava domenica del tempo ordinario ci fa riflettere sulla provvidenza divina che continuamente sperimentiamo nella nostra vita. Certo per chi ha il necessario e il superfluo nella vita questo vangelo risulta di particolare attualità e soprattutto rassicurante, ma per chi non ha nulla, ha problemi di sopravvivenza, di reperire il necessario ogni giorno, magari senza neppure la possibilità di alimentarsi, questa parola risulta di speranza e di incoraggiamento a non perdere l'orizzonte di una possibile vita migliore, soprattutto se scatta la generosità e la slidarietà degli altri.
La preghiera iniziale della santa messa di oggi ci introduce nella tematica della provvidenza di Dio: "Padre santo, che vedi e provvedi a tutte le creature, sostienici con la forza del tuo Spirito, perché in mezzo alle fatiche e alle preoccupazioni di ogni giorno non ci lasciamo dominare dall'avidità e dall'egoismo, ma operiamo con piena fiducia per la libertà e la giustizia del tuo regno". Ma è soprattutto il Vangelo di oggi ad aiutarci in questo intinerario di speranza cristiana, che non esclude anche la giustizia sociale.
Di fronte al dramma della miseria e della fame nel mondo, della mancanza di lavoro questa parola sembra risuonare come contraddittoria. C'è gente che vive nell'ozio e non vuole lavorare pur avendo la possibilità di farlo; mentre altri che vorrebbero, non trovano e sono nella sofferenza perché non sanno come alimentarsi, vestirsi, assicurare a se stesso e ai propri il necessario. A chi ha possibilità di lavorare e non la fa ricordiamo con l'apostolo Paolo neppure mangi, perché la provvidenza è anche la nostra capacità di prestare servizio e di guadagnare onestamente. Non ti comprendono questo e magari c'è chi sfrutta e approfitta degli altri. L'uomo è degno di ogni attenzione da parte di Dio che considera la creatura umana la più grande messa in essere nell'atto della creazione, avendola fatta a sua immagine e somiglianza.
Basta ricordare quello che leggiamo oggi nella prima lettura di oggi tratta dal profeta Isaia per dire che Dio non ci abbandona anche nelle nostre sofferenze e nei nostri drammi quotidiani.
Il paragone che viene qui fatto, della madre che cura in modo speciale il suo figlio, ci indica il grado di attenzione che Dio ha nei confronti di ogni persona, ma Dio chiede anche la collaborazione di altri fratelli per risolvere i problemi esistenziali delle tante persone che hanno a che fare con la quotidianità. La collaborazione, la condivisione, altro argomento per riflettere oggi sulla parola di Dio che ci offre opportuni stimoli per riscoprire la nostra appartenenza alla chiesa e alla comunità dei credenti, il nostro essere per gli altri, in quanto di tutto quello che facciamo, sia quello visibile e sia quello nascosto, di tutto dobbiamo rendere conto al Signore e nella misura in cui siamo fedeli e facciamo ogni cosa per amore, non possiamo non essere in pace con la nostra coscienza.
Paolo Apostolo della Lettura di oggi, tratta dalla sua prima lettera ai Corinzi ci ricorda in modo esplicitò tutto ciò.
In conclusione, la parola di Dio di questa ottava domenica ci aiuta a mettere al centro della nostra vita il Signore, ad aver fiducia in lui e a nutrire la segreta speranza che tutto è possibile in questo mondo se ci lasciando condurre dalla divina provvidenza in ogni cosa. Con il Salmo 61 possiamo pregare cosi: "In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio. Confida in lui, o popolo, in ogni tempo; davanti a lui aprite il vostro cuore". Il Signore sa ciò che sta veramente nel profondo del nostro cuore ed ogni cosa egli ben conosce. Ciò che può darci ce lo donerà, non ci farà attendere molto, ma se qualche ritardo ci sarà è solo per verificare la nostra fede e la nostra pazienza.

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