mercoledì 24 novembre 2010

L'omosessualità è una condizione di peccato

Se qualcuno presenta delle tendenza radicate omosessuali profondamente radicate - ed oggi ancora non si sa se sono effettivamente congenite oppure se nascano invece con la prima fanciullezza - se in ogni caso queste tendenze hanno un certo potere su quella data persona, allora questa è per lui una grande prova, così come una persona può dovere sopportare altre prove".

Queste sono le parole pronunciate dal Papa Benedetto XVI, nel suo libro, che hanno scatenato un malumore generale. Io sono rimasto allibito per l'ignoranza di coloro che hanno alzato la voce: l'mosessualità, infatti, è stata sempre considerata una situazione peccaminosa che bisognava combattere. Troviamo riferimenti nelle Lettere Apostoliche, specie con San Paolo:  "Non entreranno nel regno dei cieli gli immorali, gli idolatri, gli adulteri, gli effeminati, i sodomiti, gli avari, gli ubriaconi, i maldicenti, i rapaci" (1 Cor 6,9-10).
Troviamo riferimenti nel Catechismo della Chiesa Cattolica: 2357 L'omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un'attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, [Cf  Gen19,1-29; Rm 1,24-27; 2357  1Cor 6,10;  1Tm 1,10 ] la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati” [Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Persona humana, 8]. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati. 2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.
2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un'amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.


Anche Giovanni Paolo II (Papa "moderno") disse in merito all'omosessualità: atti che vengono privati della loro finalità essenziale e indispensabile, come “intrinsecamente disordinati” e tali che non possono essere approvati in nessun caso.


Allora da dove escono gli attacchi al nostro Papa? Forse l'uomo pensa che modernità vuol dire cancellare la Parola di Dio? Se un uomo vuole giustificare il suo peccato, è una sua responsabilità, ma non può pretendere che si cambi la Bibbia, che si pieghi la Volontà di Dio alle proprie convinzioni. L'omosessualità è una situazione di prova, di tentazione simile alle altre prove che il cristiano affronta come la concupiscenza o la fornicazione. Tempo fa, venne da noi un ragazzo omosessuale che sta, piano piano, entrando in quel cammino che porta alla Verità e alla Speranza. Egli, come avrete modo di leggere, è un omosessuale che però ha scelto di combattere il suo stato perché si è reso conto che l’omosessualità non è gradita a Dio e che può e deve essere combattuta come un normale peccato. Non discriminiamo gli omosessuali in quanto a persone, perché anche loro sono uomini e figli di Dio esattamente come noi. Questo però non giustifica la loro condotta. Infatti è proprio la condotta omosessuale, inteso come peccato, che non vediamo di buon occhio, ma non le persone. Difendere quindi questa categoria, non vuol dire condividere le loro idee, ma proteggere loro come uomini. Allo stesso modo, non vedere l'omosessualità di buon occhio, non vuol dire avercela con gli omosessuali. Premesso questo, ecco la sua testimonianza:

Premetto che non sono in grado di citare passi del Vangelo perché non lo conosco bene, però nel corso degli anni ho fatto un ragionamento, basato molto su una visione religiosa. Ho compreso che l'omosessualità è un peccato. Questa certezza mi viene anche da un ragionamento: la procreazione viene da Uomo e Donna, per cui anche se guardiamo la nostra fisiologia, l'Uomo è fatto per stare con la Donna, solo dalla loro unione "nasce" la vita. Anche la genetica ce lo insegna. Da questo deduco che qualunque rapporto fisico da uomo e uomo o donna e donna non è un rapporto normale. Certo mi si potrebbe dire: il sesso non si fa solo per procreare, anche per piacere: due uomini (o donne) fanno sesso per puro piacere; ma allora siamo peggio degli animali: ci lasciamo travolgere dagli istinti più noi che siamo esseri superiori e intelligenti che non gli animali che pur non possedendo una ragione, hanno rapporti solo ai fini della procreazione. Questo mi basta per capire che l'atto sessuale ha lo scopo di procreare, e due uomini (o donne) non possono procreare. In conclusione credo che la omosessualità sia peccato perché:

1) Non lo ritengo un comportamento normale; anche se molti si dicono tolleranti, quando si vedono due uomini che si baciano si prova una sensazione spiacevole. Attenzione però: non ho nulla contro gli omosessuali, anche perché io ne faccio parte.

2) E' condannato nella Bibbia. Considerazione alquanto superficiale per un non credente.

Questa è la mia umile constatazione che può sicuramente essere opinabile.

Volevo aggiungere una frase che sarà sicuramente nota a molti: "Il peggior inganno del Diavolo è quello di persuaderci che egli non esiste". ( Charles Baudelaire )".”


Spero che ciò servi a far capire la bontà delle parole del Papa e che in futuro, prima di aprire bocca, si pensi che la guida di un cristiano è la Parola di Dio e quella, nessuno la può cambiare!

2 commenti:

Mikhael ha detto...

Molto bene Angel per questo post. Volevo farne uno simile, ma non così bene come hai fatto tu e sono contento tu l'abbia fatto. Purtroppo ho letto dei commenti assurdi ed insensati su un noto giornale online sulle parole del Papa e questi commenti non fanno che confermare come chi vive secondo il mondo esprime giudizi veramente sconnessi con la verità.

L'arcigay non si è risparmiata di intervenire sulle parole del Papa. L'uomo a causa del suo peccato ancora una volta gira la faccia a Dio per continuare a commetterlo. E questa realtà addolorante è sotto gli occhi di tutti. Un omosessuale dovrebbe prendere in considerazione il punto di vista religioso, quello cattolico che è quello vero, e cercare di fare un percorso e non di ribellarsi contro la Chiesa e il Signore.

Il Signore pesa le azioni di tutti per cui un omosessuale deve lottare contro le sue tentazioni come anche noi eterosessuali combattiamo contro le pulsioni della nostra carne per essere conformi alla volontà di Dio.

Per cui omosessuali ed eterosessuali sono sulla stessa barca, con l'unica differenza che la maggior parte degli omosessuali non accetta ciò che la Chiesa dice... ma deve accettarlo, per il suo bene e soprattutto per amore del Signore.

Angel ha detto...

Giusto Mik: la condizione tra omo ed etero non è così forte come vogliono far credere perchè anche noi lottiamo quotidianamente per cercare di rimanere puri e casti. Dio ci ha donato la sessualità non per un piacere personale ed egoistico, ma affinché ci unissimo alla donna per divenire una cosa sola e da questa unione di amore, nascesse la scintilla della vita. Questo è il disegno di Dio e chi lo nega, usando anche riferimenti alla modernità, allora, come ben dici tu, volta le spalle a Dio per giustificare quel piacere puramente personale ed egoistico. Grazie di aver espresso il tuo punto di vista e a presto!

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