lunedì 16 gennaio 2012

Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Quarantaquattresimo appuntamento

Torniamo ad approfondire la figura di Santa Faustina Kowalska, nota come l'Apostola della Divina Misericordia. Vediamo cosa ci mostra oggi il Suo Diario:

29.VI.1935.
Quando parlai col mio direttore spirituale delle varie cose che il Signore esigeva da me, pensavo che m'avrebbe risposto che non sono adatta a compiere simili cose e che Gesù non si serve di anime misere come sono io, per qualunque opera voglia compiere. Invece mi sentii dire che il più delle volte Dio sceglie proprio tali anime per realizzare i suoi disegni. Quel sacerdote però è guidato dallo Spirito di Dio; egli riuscì a scrutare nell'intimo della mia anima i più nascosti segreti che c'erano fra me e Dio, e di cui non gli avevo ancora mai parlato, e non gliene avevo parlato poiché io stessa non li avevo compresi bene ed il Signore non mi aveva detto chiaramente che gliene parlassi. Il segreto è questo, che Iddio esige che ci sia una congregazione che annunci la Misericordia di Dio al mondo e la impetri per il mondo. Quando quel sacerdote mi chiese se avessi avuto tali ispirazioni, risposi che ordini precisi non ne avevo avuti. Ma in quello stesso momento era penetrata una strana luce nella mia anima ed avevo capito che il Signore mi parlava per mezzo di lui. Mi ero difesa inutilmente dicendo che non avevo un ordine preciso, poiché verso la fine del colloquio vidi Gesù sulla soglia, nello stesso aspetto come è dipinto nell'immagine, che mi disse: « Desidero che ci sia una tale Congregazione ». La cosa durò un momento. Di questo però non parlai subito; anzi, avevo fretta di tornare a casa e ripetevo continuamente al Signore: « Io non sono idonea a realizzare i Tuoi piani, o Dio ». Ma, e questa è la cosa curiosa, Gesù non badò a questa mia invocazione, bensì mi illuminò e mi fece conoscere quanto Gli fosse gradita quell'opera; non prese in considerazione la mia debolezza, ma mi fece conoscere quante difficoltà dovevo superare. Ed io, Sua povera creatura, non seppi rispondere nient'altro che questo: « Non sono idonea, o Dio ».

30.VI.1935.
Il giorno dopo durante la S. Messa, subito all'inizio, vidi Gesù che era di una bellezza indescrivibile. Mi disse che esige che tale congregazione venga fondata al più presto e « Tu vivrai in essa con le tue compagne. Il Mio spirito sarà la regola della vostra vita. La vostra vita deve essere modellata su di Me, dalla mangiatoia alla morte in croce. Penetra nei Miei segreti e conoscerai l'abisso della Mia Misericordia verso le creature e la Mia bontà insondabile e questa farai conoscere al mondo. Per mezzo della preghiera farai da intermediaria fra la terra e il cielo». Era il momento di accostarsi alla S. Comunione. Gesù scomparve e vidi un grande bagliore. All'improvviso udii queste parole: «Ti impartiamo la Nostra benedizione » e in quell'attimo da quel bagliore usci un raggio chiaro, che mi trapassò il cuore ed un fuoco misterioso si accese nella mia anima. Pensavo di morire per la gioia e la felicità; sentivo il distacco dello spirito dal corpo; sentivo la totale immersione in Dio; sentivo che venivo rapita dall'Onnipotente, come un granellino di polvere verso spazi immensi e sconosciuti. Tremando di felicità nelle braccia del Creatore, sentivo che era Lui stesso che mi sosteneva, perché potessi sopportare quella grande felicità e guardare alla Sua Maestà. Ora so che, se prima non mi avesse fortificato Egli stesso con la grazia, la mia anima non avrebbe potuto sopportare quella felicità e in un attimo sarebbe sopraggiunta la morte. La santa Messa era finita non so quando, poiché non ero in condizioni di poter notare ciò che avveniva nella cappella. Però quando rientrai in me, sentii la forza ed il coraggio di compiere la volontà di Dio. Nulla mi sembrava difficile e, come prima mi rifiutavo davanti al Signore, così ora sento il coraggio e la forza del Signore che è in me e dissi al Signore: « Sono pronta ad ogni cenno della Tua volontà ». Sperimentai interiormente tutto ciò che dovrò passare in futuro. O mio Creatore e Signore, ecco hai tutto il mio essere. Disponi di me secondo il Tuo divino beneplacito, secondo i Tuoi disegni eterni e la Tua infinita Misericordia. Ogni anima riconosca quanto è buono il Signore; nessun'anima abbia timore di trattare familiarmente col Signore e non si sottragga per la Sua indegnità e non rinvii mai a dopo gli inviti di Dio, poiché questo al Signore non piace. Non c'è un'anima più misera di me, come veramente mi riconosco e sono stupita che la Maestà Divina si abbassi tanto. O Eternità, a mio parete sei troppo cotta per lodare a sufficienza l'infinita Misericordia del Signore. Una volta che l'immagine era stata esposta su un altare, in occasione della processione del Corpus Domini, quando il sacerdote posò il Santissimo Sacramento ed il coro cominciò a cantare, ad un tratto i raggi dall'immagine passarono attraverso l'Ostia Santa e si diffusero su tutto il mondo. Allora udii queste parole: « Attraverso te, come attraverso questa Ostia, passeranno i raggi della Misericordia sul mondo ». Dopo queste parole una grande gioia penetrò nella mia anima. Una volta che il mio confessore celebrava la S. Messa, come al solito vidi il Bambino Gesù sull'altare dal momento dell'offertorio. Ma un momento prima dell'elevazione il sacerdote scomparve alla mia vista e rimase Gesù e, quando fu il momento dell'elevazione, Gesù prese nelle Sue manine l'Ostia ed il calice e li alzò assieme e guardò verso il cielo e dopo un momento vidi di nuovo il mio confessore e domandai al Bambino Gesù dov'era stato il sacerdote durante il tempo che non l'avevo visto. E Gesù mi rispose: «Nel Mio Cuore». E non riuscii a capire altro di quelle parole di Gesù. Una volta sentii queste parole: «Desidero che tu viva secondo la Mia volontà fin nei più segreti recessi della tua anima ». Cominciai a riflettere su quelle parole che mi avevano colpito fino al profondo del cuore. Quel giorno c'era la confessione della comunità. Quando andai a confessarmi, dopo che mi ero accusata dei peccati, quel sacerdote mi ripeté le stesse parole che poco prima mi aveva detto il Signore. Quel sacerdote mi disse queste parole profonde, che ci sono tre gradi nell'adempimento della volontà di Dio: il primo si ha quando l'anima fa tutto ciò che è notoriamente compreso nei comandamenti e nei precetti; il secondo si ha quando l'anima ascolta le ispirazioni interiori e le mette in pratica; il terzo grado è quello in cui l'anima, abbandonatasi alla volontà di Dio, lascia a Dio la libertà di disporre di lei e Dio fa con lei quello che Gli piace; in breve è uno strumento docile nelle mani di Lui. E quel sacerdote mi disse che io ero al secondo grado nell'adempimento della volontà di Dio e che non avevo ancora il terzo grado, però avrei dovuto impegnarmi per raggiungere il terzo grado della divina volontà. Queste parole mi attraversarono l'anima da parte a parte. Vedo chiaramente che il Signore spesso fa conoscere al sacerdote quello che avviene nel profondo della mia anima. La cosa non mi stupisce affatto, anzi ringrazio il Signore che ha tali eletti. Giovedì. Adorazione notturna. Quando andai all'adorazione, fui subito investita dal bisogno di raccoglimento interiore e vidi Gesù legato alla colonna, spogliato delle Sue vesti e sottoposto subito alla flagellazione. Vidi quattro uomini che a turno sferzavano coi flagelli il Signore. Il cuore mi si fermava alla vista di quello strazio. Ad un tratto il Signore mi disse queste parole: « Ho una sofferenza ancora maggiore di quella che vedi ». E Gesù mi fece conoscere per quali peccati si sottopose alla flagellazione: sono i peccati impuri. Oh, che tremende sofferenze morali patì Gesù, quando si sottomise alla flagellazione! Improvvisamente Gesù mi disse: « Guarda e osserva il genere umano nella situazione attuale ». E in un attimo vidi cose tremende: i carnefici si allontanarono da Gesù, e si avvicinarono per flagellarLo altri uomini, che presero la sferza e sferzarono il Signore senza misericordia. Erano sacerdoti, religiosi e religiose ed i massimi dignitari della Chiesa, cosa che mi stupì molto; laici di diversa età e condizione; tutti scaricarono il loro veleno sull'innocente Gesù. Vedendo ciò il mio cuore precipitò in una specie di agonia. Quando Lo flagellarono i carnefici, Gesù taceva e guardava lontano; ma quando lo flagellarono le anime che ho menzionato sopra, Gesù chiuse gli occhi e dal Suo Cuore uscì un gemito represso, ma tremendamente doloroso. Ed il Signore mi fece conoscere nei particolari l'enorme malvagità di quelle anime ingrate: « Vedi, questo è un supplizio peggiore della Mia morte ». Tacquero allora le mie labbra e cominciai a provare su di me l'agonia e capivo che nessuno poteva consolarmi, né togliermi da quello stato, se non Colui che ad esso m'aveva condotto. Ed allora il Signore mi disse: « Vedo il dolore sincero del tuo cuore che ha procurato un immenso sollievo al Mio Cuore. Guarda ora e consolati ». E vidi Gesù inchiodato sulla croce. Dopo che Gesù era rimasto appeso per un momento, vidi tutta una schiera di anime crocifisse come Gesù. E vidi una terza schiera di anime ed una seconda schiera di anime. La seconda schiera non era inchiodata sulla croce, ma quelle anime tenevano saldamente la croce in mano. La terza schiera di anime invece non era né crocifissa né teneva la croce in mano, ma quelle anime trascinavano la croce dietro di sé ed erano insoddisfatte. Allora Gesù mi disse: « Vedi quelle anime, che sono simili a Me nella sofferenza e nel disprezzo: le stesse saranno simili a Me anche nella gloria. E quelle che assomigliano meno a Me nella sofferenza e nel disprezzo: le stesse assomiglieranno meno a Me anche nella gloria». La maggior parte delle anime crocifisse appartenevano allo stato religioso; fra le anime crocifisse ho visto anche delle anime che conosco, la qual cosa mi ha fatto molto piacere. Ad un tratto Gesù mi disse: « Nella meditazione di domani riflettersi su quello che hai visto oggi ». E Gesù scomparve immediatamente. Venerdì. Sono stata malata e non ho potuto andare alla S. Messa. Alle sette di mattina ho visto il mio confessore, che celebrava la S. Messa, durante la quale ho visto il Bambino Gesù. Verso la fine della S. Messa la visione è scomparsa e mi sono vista come prima nella mia cella. Ho provato una gioia indicibile per il fatto che, pur non avendo potuto assistere alla S. Messa nella nostra cappella, l'ho ascoltata da una chiesa molto lontana. Gesù può provvedere a tutto.

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