<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548</id><updated>2012-02-26T09:48:14.069+01:00</updated><title type='text'>L'Angolo di Angel</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Angel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10192843818584780362</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/Sq-t8I8y7MI/AAAAAAAAAIE/Gb2VJ1DI-Xo/S220/Copia+di+angelo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>554</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-2505575399061690000</id><published>2012-02-26T09:48:00.000+01:00</published><updated>2012-02-26T09:48:14.076+01:00</updated><title type='text'>Convertitevi e credete al Vangelo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_P06rcByV-00/S_AM7jT4GXI/AAAAAAAAAeE/YB4BrKbktoI/s1600/Ges%C3%B9+prega.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_P06rcByV-00/S_AM7jT4GXI/AAAAAAAAAeE/YB4BrKbktoI/s1600/Ges%C3%B9+prega.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Torna l'appuntamento domenicale di meditazione del Vangelo: quest'oggi, meditiamo la pagina evangelica che ci riporta al momento in cui Gesù si ritirò nel deserto per quaranta giorni, attraverso il commento di mons. Antonio Riboldi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt; In questa prima domenica di Quaresima sembra che Gesù ci indichi come vivere il grande dono della Quaresima. Un tempo davvero di grazie che non può essere consegnato alla normalità, troppe volte senza senso.&lt;br /&gt;E per ottenere che questo tempo, e non solo, sia vissuto bene, il Vangelo ci avverte:&lt;br /&gt;"In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto ed egli vi rimase quaranta giorni, tentato da satana: stava con le fiere e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni (Battista) fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il Vangelo di Dio, e diceva: 'Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino: convertitevi e credete al Vangelo" (Mc. l, 12-15)&lt;br /&gt;Un programma denso di significato, ma che Gesù riassume con due parole dal contenuto difficile ma innovativo: convertirsi e credere al Vangelo!&lt;br /&gt;Ma sapremo, in ogni modo, pone al centro della nostra vita, in questo tempo santo, l'urgenza di una necessaria conversione, con la guida del Vangelo?&lt;br /&gt;Lasciamoci condurre dalle parole a noi sempre preziose di Paolo VI.&lt;br /&gt;"Dobbiamo dunque convertirci al Signore. Qui sarebbe necessaria un'analisi previa.&lt;br /&gt;Che cosa vuol dire questa parola «conversione», alla quale la nostra mente moderna è così poco disposta, fino quasi a cancellarla dal dizionario stesso della vita spirituale?&lt;br /&gt;Qual è il vero significato di tale richiamo?&lt;br /&gt;A cominciare da quello etimologico, molto semplice, convertirsi vuol dire cambiare strada, scegliere una direzione, un indirizzo. Ebbene la Quaresima chiama tutti a rivolgersi a Dio; a tracciare fra noi e il Signore una linea diretta, quella completa attenzione che molte volte è distratta dalle cose profane, con le faccende quotidiane, gli affanni della vita.&lt;br /&gt;Occorre, invece, che risplenda su tutta questa esperienza così complessa, talvolta confusa e talvolta non del tutto limpida, lo splendore del raggio di immediatezza che ci indica Iddio.&lt;br /&gt;E non si tratta di muoverci verso di Lui materialmente, fisicamente: sarebbe già gran cosa, perché ciò implica la pratica degli esercizi che a Dio ci portano.&lt;br /&gt;C'è assai di più. Sappiamo tutti che la parola «conversione» indica un senso di mutamento, di rivolgimento, di metànoia: il rinnovarsi, cioè. Ora ed è ciò che più conta - tale rivolgimento non tocca tanto le cose esteriori, le abitudini, le vicende a cui è legata la nostra esistenza, bensì, invece, la cosa tanto nostra, e tanto poco nostra: il cuore.&lt;br /&gt;C'è non poco da cambiare dentro di noi: è necessario rimodellare la nostra mentalità; avere il coraggio di entrare fin nel segreto della nostra coscienza, dei nostri pensieri, e là operare un cambiamento. Questo, inoltre, deve essere così vivo e sincero da produrre - e siamo ancora al contenuto della parola «conversione» - una novità.&lt;br /&gt;Qui sta l'esigenza prima del grande esercizio ascetico e penitenziale della Quaresima. Allora ci chiediamo: che cosa fare per ottenere un tale risultato e come comportarci?&lt;br /&gt;La risposta è ovvia: entrare in se stessi, riflettere sulla propria persona, acquisire una nozione chiara di quel che siamo, vogliamo e facciamo; e, a un certo momento - qui la frase drammatica, ma risolutiva - convertire, rompere qualche cosa di noi, spezzare questo o quell'elemento che magari ci è molto caro ed a cui siamo abituati, sì da non rinunciarvi facilmente.&lt;br /&gt;Il termine «conversione» entra in queste profondità e dimostra queste esigenze.&lt;br /&gt;E non è tutto. Stabilito il rinnovamento, è d'uopo incominciare di nuovo, far sorgere in noi un po' di primavera, di rifioritura; una manifestazione anche esteriore del fenomeno verificatosi all'interno del nostro essere.&lt;br /&gt;Si diceva poco fa' che ricordare queste nozioni a chi già conosce le vie del Signore, ha ormai vissuto le ore decisive ed ha orientato nella maniera giusta la sua vita, sembrerebbe cosa superflua, convenzionale e quasi retorica.&lt;br /&gt;Così non è: perché tutti abbiamo sempre bisogno di convertirci.&lt;br /&gt;C'è un bel paragone, addotto da esperto maestro di spirito. Esso si riferisce al navigante il quale deve, di continuo, rettificare la guida del timone, e perciò guardare che la direzione sia sempre quella esatta indicata dalla bussola. Per sua natura, la nostra vita è incline a deviare. Siamo volubili, fragili; i nostri stati d'animo sono contraddittori, successivi, complicati, e soggetti agli stimoli esteriori, al punto che la nostra rettitudine interiore ne risulta compromessa.&lt;br /&gt;È perciò logico, indispensabile ad ogni stagione ed anno, ad ogni Quaresima, riportarci al buon cammino primitivo se già fu determinato; trovare la direzione giusta se non fosse ancora allineata perpendicolarmente verso il Signore.&lt;br /&gt;A così alta finalità mirano i doni e i carismi che la santa Quaresima ci offre. Come si fa a convertirsi?&lt;br /&gt;Il primo passo - tutti lo sappiamo - consiste nell'ascoltare, sentire il richiamo e orientare la nostra mente là donde parte la voce. Questa voce è la parola di Dio, che deve risuonare sempre nuova, e quale eco personale che il Signore suscita nelle nostre anime.&lt;br /&gt;Oh, come piacerebbe sostare in conversazione con ciascuna delle persone qui presenti e chiedere se hanno questa capacità di udito, se ascoltano la parola divina, a cominciare da quella che arriva dal di fuori con la sacra predicazione, che ora, nella Quaresima e nella riforma liturgica, diviene tanto organizzata, premurosa, sollecita, urgente.&lt;br /&gt;Abbiamo tutti questa indispensabile ricettività? o non forse imitiamo anche noi tanti superficiali, allorché mormorano: sono cose già note, già sentite, non sono per me... e così via? (3 marzo 1965)&lt;br /&gt;"Pregare non significa macinare 'avemaria' e poi essere lontani dalla legge del Signore; non è fare una doppia vita: fare delle scelte comode.&lt;br /&gt;Pregare significa soprattutto aderire alla volontà di Dio;&lt;br /&gt;entrare nella logica del Vangelo che è la logica della povertà, la logica della accoglienza, la logica del servizio, la logica della fiducia, la logica della speranza.&lt;br /&gt;Logica di SPERANZA .. soprattutto nei momenti difficili, quando le cose vanno di traverso, quando la salute non c'è più.&lt;br /&gt;Coltivare la speranza significa non darsi mai per vinti: significa sapere che Dio è più forte di tutti i nostri problemi, e che alla fine la spunta; significa sapere infine che la morte non è l'ultimo capitolo della vita .. Questo significa preghiera e speranza". (Tonino Bello)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-2505575399061690000?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/2505575399061690000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/02/convertitevi-e-credete-al-vangelo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/2505575399061690000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/2505575399061690000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/02/convertitevi-e-credete-al-vangelo.html' title='Convertitevi e credete al Vangelo'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_P06rcByV-00/S_AM7jT4GXI/AAAAAAAAAeE/YB4BrKbktoI/s72-c/Ges%C3%B9+prega.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-2408337286214390723</id><published>2012-02-22T11:02:00.000+01:00</published><updated>2012-02-22T11:25:00.814+01:00</updated><title type='text'>Tempo di Quaresima</title><content type='html'>&lt;b&gt;Carissimi, oggi interrompiamo il corso della programmazione perchè siamo in un giorno speciale: oggi entriamo ufficialmente nel tempo di Quaresima, un tempo di penitenza da dedicare interamente alla preghiera, al digiuno e all'elemosina. Ecco perchè conviene meditare queste parole di Gesù:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 3Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, 4perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.&lt;br /&gt;Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padre nostro che sei nei cieli,&lt;br /&gt;sia santificato il tuo nome;&lt;br /&gt;venga il tuo regno;&lt;br /&gt;sia fatta la tua volontà,&lt;br /&gt;come in cielo così in terra.&lt;br /&gt;Dacci oggi il nostro pane quotidiano,&lt;br /&gt;e rimetti a noi i nostri debiti&lt;br /&gt;come noi li rimettiamo ai nostri debitori,&lt;br /&gt;e non ci indurre in tentazione,&lt;br /&gt;ma liberaci dal male. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe. E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. &amp;nbsp;Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Gesù ci ha indicato la via da seguire nella nostra vita: cerchiamo, in questo tempo quaresimale, di predisporci all'ascolto di queste sante parole, in modo da avvicinarci sempre di più a Gesù. Purtroppo, la nostra vita quotidiana ci allontana da Lui a causa delle numerose distrazioni: per questo, dobbiamo fare in modo che questa Quaresima porti nel nostro cuore non solo la pace, ma soprattutto Gesù e l'ascolto delle Sue Parole, affinché il mondo non continui a distrarci da Lui. Possiamo cominciare già da oggi, andando in Chiesa per ricevere sul capo la cenere, simbolo di penitenza. Presentiamoci dinanzi al Signore con cuore contrito, abbassiamo la nostra superbia, ammettiamo la nostra miseria di peccatori e chiediamo perdono all'Altissimo per tutto il male che abbiamo commesso e concepito: già dopo quest'atto penitente si cominceranno a vedere i frutti della liberazione.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Adesso, per meglio mettere in pratica le parole di Gesù che abbiamo letto poco fa, riflettiamo con Sant'Agostino il quale ha sapientemente commentato l'intero "discorso della montagna": noi oggi ne vediamo solo una parte in cui Sant'Agostino si sofferma su ciò che noi dobbiamo seguire e cioè la preghiera, l'elemosina e il digiuno:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. 5. Quando dunque fai l’elemosina, dice il Signore, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e per le strade per essere lodati dagli uomini. Non voler farti notare, dice, come gli ipocriti. È evidente che gli ipocriti non hanno nel cuore quel che pongono davanti agli occhi degli uomini. Infatti gli ipocriti sono operatori di finzioni sul tipo dei presentatori dell’altrui personalità nelle rappresentazioni teatrali. Ad esempio chi nella tragedia fa la parte di Agamennone o di un altro personaggio storico o mitologico non è realmente lui, ma lo rappresenta ed è detto mimo. Così nella Chiesa e in tutta l’umana convivenza è un ipocrita chi vuol sembrare quel che non è. Infatti imita con finzione il virtuoso, non lo esibisce, perché ripone tutto l’utile nella lode umana, che possono conseguire anche quelli che fingono nell’atto che ingannano coloro a cui sembrano buoni e dai quali vengono lodati. Ma tali individui da Dio, che scruta il cuore, ricevono come ricompensa soltanto la condanna dell’inganno. Infatti hanno ricevuto dagli uomini, dice Gesù, la loro ricompensa. E molto giustamente sarà detto loro: Allontanatevi da me, operatori d’inganno, perché avete portato il mio nome, ma non avete praticato le mie opere. Hanno dunque ricevuto la loro ricompensa coloro che fanno l’elemosina soltanto per essere lodati dagli uomini, non però se sono lodati dagli uomini, ma se la fanno appunto per esser lodati, come è stato discusso precedentemente. La lode umana non si deve ambire dunque da chi fa opere buone, ma deve accompagnare chi le fa, affinché diventino migliori coloro che possono imitare ciò che lodano e non perché egli pensi che essi, lodandolo, gli siano di vantaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. 6. Invece mentre fai l’elemosina non sappia la tua sinistra quel che fa la tua destra. Se intenderai che con la sinistra sono indicati i non cristiani, sarà evidente che non v’è colpa nel voler essere gradito ai cristiani, mentre ci è assolutamente proibito di stabilire il vantaggio e il fine dell’opera buona nella lode di qualsiasi persona. Ma il complesso di atti, affinché ti imitino coloro ai quali saranno gradite le tue buone azioni, si deve mostrare non soltanto ai cristiani ma anche ai non cristiani, affinché nel lodare le nostre buone opere onorino Dio e giungano alla salvezza. Se poi per sinistra vorrai intendere un nemico nel senso che un tuo nemico non sappia quando fai l’elemosina, perché mai il Signore stesso, mosso a pietà, sanò alcune persone alla presenza dei Giudei suoi nemici? Perché l’apostolo Pietro, avendo guarito quell’uomo di cui alla porta Bella del tempio ebbe compassione in quanto storpio, dovette subire la collera dei nemici contro di sé e contro gli altri discepoli di Cristo? Se poi è necessario che il nemico non sappia quando facciamo l’elemosina, non sappiamo che fare col nemico stesso per adempiere il comandamento: Se il tuo nemico avrà fame, dàgli da mangiare; se avrà sete, dàgli da bere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. 7. Di solito v’è una terza interpretazione, assurda e ridicola, dei materialisti. Non la ricorderei se non conoscessi per esperienza che non pochi sono incappati nell’errore in quanto dicono che con l’appellativo di sinistra è indicata la moglie. Siccome abitualmente le donne nella gestione della famiglia sono più attaccate al denaro, non dovrebbero conoscere a causa dei litigi di famiglia quando i loro mariti danno qualcosa ai bisognosi. Come se soltanto gli uomini siano cristiani e il comandamento non sia dato anche per le donne. A quale sinistra dunque la donna deve occultare l’opera della propria misericordia? O anche l’uomo sarà la sinistra della donna? È proprio assurdo. Ovvero se si pensasse che l’uno è la sinistra dell’altro, qualora da uno si distribuisce qualcosa dal patrimonio familiare in modo che sia contro il volere dell’altro, tale matrimonio non sarebbe cristiano. Ma è inevitabile che se uno dei due, secondo il comandamento di Dio, vorrà fare l’elemosina, chiunque dei due avrà contro, sia nemico del comandamento di Dio e sia quindi da considerarsi tra i non cristiani. E su tali argomenti è comandamento di Dio che mediante un buon rapporto e comportamento il marito cristiano conquisti la moglie o la moglie cristiana il marito. Perciò non debbono nascondere l’uno all’altro le proprie buone azioni, alle quali si debbono spronare a vicenda, sicché possa l’un l’altro spronarsi alla comune professione della fede cristiana. E non si devono commettere furti per guadagnarsi la bontà di Dio. Ma poniamo che si debba occultare qualcosa fin quando la debolezza dell’altro non può sopportare con animo sereno, giacché questo non è né ingiusto né illecito. Tuttavia dall’esame di tutto il brano non appare con evidenza chi sia indicato come sinistra, perché da esso emergerà che è insieme all’altro chi potrebbe considerare come sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. 8. Evitate, dice il Signore, di praticare la vostra virtù davanti agli uomini per essere da loro ammirati; altrimenti non avrete la ricompensa dal Padre vostro che è nei cieli. Nell’inciso ha parlato della virtù in generale, in seguito svolge separatamente. È un settore della virtù l’opera che si compie mediante l’elemosina e quindi ne deduce la massima: Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e per le strade per essere lodati dagli uomini. A questo si riferisce quel che ha detto prima: Evitate di praticare la vostra virtù davanti agli uomini per essere da loro lodati. Invece quel che segue: In verità vi dico, hanno ricevuto la loro ricompensa si riferisce al pensiero che ha espresso precedentemente: Altrimenti non avrete la ricompensa dal Padre vostro che è nei cieli. Poi continua: Invece quando tu fai l’elemosina. Quando dice: Invece quando tu cosa dice di diverso che: non come loro? Che cosa mi comanda allora? Invece quando tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la tua destra. Quindi essi agiscono in modo che la loro sinistra sappia ciò che fa la loro destra. Quindi a te si proibisce di fare quel che in loro è reprensibile. E in loro è reprensibile che agiscano in modo da bramare le lodi degli uomini. Quindi è evidente che con immediata deduzione la sinistra simboleggia la compiacenza della lode, la destra l’intenzione di adempiere i precetti divini. Quando dunque alla coscienza di chi fa l’elemosina si congiunge il desiderio della lode umana, la sinistra si rende cosciente dell’azione della destra. Non sappia dunque la tua sinistra quel che fa la tua destra, cioè: Non si congiunga il desiderio della lode umana alla tua consapevolezza, quando nel fare l’elemosina t’impegni a osservare il comandamento divino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. 9. Affinché la tua elemosina rimanga nel segreto. Che cosa significa nel segreto se non nella stessa retta coscienza che non si può mostrare alla vista umana né svelare con le parole? Difatti molti dicono molte menzogne. Quindi se la destra agisce interiormente nel segreto, sono di competenza della sinistra tutte le cose esteriori poste nello spazio e nel tempo. Quindi la tua elemosina avvenga nella coscienza stessa in cui molti fanno l’elemosina con la buona volontà, sebbene non abbiano denaro o qualsiasi altro bene che si deve offrire al bisognoso. Molti invece agiscono all’esterno e non agiscono all’interno, in quanto vogliono apparire compassionevoli per ambizione o per amore di qualsiasi altro tornaconto esteriore, perché si deve ritenere che in essi agisce soltanto la sinistra. Così alcuni hanno una posizione di mezzo fra gli uni e gli altri, sicché fanno l’elemosina con l’intenzione volta a Dio e tuttavia s’insinua in questa ottima disposizione un certo desiderio della lode o di qualche altro vantaggio labile ed effimero. Ma nostro Signore con grande energia proibisce che in noi agisca soltanto la sinistra, quando proibisce che essa s’insinui nelle opere della destra affinché, cioè, non solo evitiamo di fare l’elemosina per il solo desiderio dei beni caduchi ma anche affinché in questa opera non volgiamo l’attenzione a Dio in modo che vi si confonda o aggiunga il desiderio di vantaggi esteriori. Si tratta infatti di purificare il cuore che, se non sarà limpido, non sarà puro. E come sarà limpido se serve a due padroni e non purifica il proprio sguardo con la sola percezione dei beni eterni, ma la offusca con l’amore delle cose caduche ed effimere? Sia dunque la tua elemosina nel segreto e il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà. Assolutamente giusto e vero. Se infatti attendi il premio da colui che è il solo scrutatore della coscienza, ti basti a riscuotere in premio la coscienza stessa. Molti codici latini hanno: E il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà apertamente. Ma siccome nei codici greci, che sono più antichi, non ho trovato apertamente, ho pensato che non se ne deve trattare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. 10. E quando pregate, soggiunge, non siate come gli ipocriti che amano stare in piedi a pregare nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini. Ed anche in questo caso non è proibito essere visti, ma compiere queste azioni per farti vedere dagli uomini. E inutilmente ripetiamo tante volte i medesimi concetti, perché una sola norma si deve osservare, dalla quale si è appreso che non si deve temere o evitare se gli uomini conoscono questi fatti ma se si compiono con l’intenzione di presumere da essi il risultato di essere graditi agli uomini. E il Signore stesso usa le medesime parole nel soggiungere come prima: In verità vi dico, hanno ricevuto la loro ricompensa, lasciando intendere di proibire che si desideri quella ricompensa, di cui godono gli stolti quando sono lodati dagli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. 11. Voi invece quando pregate, soggiunge, entrate nella vostra camera da letto. Evidentemente la camera è il cuore stesso che viene anche indicato in un salmo, in cui si dice: Di quel che dite nel vostro cuore pentitevi anche sul vostro letto. E chiudendo la porta, continua Gesù, pregate il Padre vostro nel segreto. È troppo poco entrare nelle camere da letto, se la porta è aperta agli sfacciati, perché attraverso la porta le cose esterne irrompono dentro a frotte e disturbano la nostra interiorità. Ho detto che sono fuori tutte le cose poste nel tempo e nello spazio, le quali attraverso la porta, cioè attraverso il senso esteriore, s’introducono nei nostri pensieri e con la confusione delle varie immaginazioni ci disturbano mentre preghiamo. Si deve quindi chiudere la porta, cioè opporsi al senso esteriore, affinché la preghiera proveniente dallo spirito si levi al Padre perché essa avviene nel profondo del cuore, quando si prega il Padre nel segreto. E il Padre vostro che vede nel segreto vi ricompenserà. E l’argomento doveva aver termine con una simile conclusione. Difatti con esso non ci esorta a pregare ma a come dobbiamo pregare; e precedentemente non affinché facciamo l’elemosina, ma con quale intenzione dobbiamo farla. Difatti ingiunge di purificare il cuore e lo purifica soltanto il solo e schietto anelito alla vita eterna in un unico e puro amore della sapienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. 12. Quando pregate poi, continua, non dite molte parole come i pagani, i quali suppongono di essere esauditi per le loro molte parole. Come degli ipocriti è esibirsi alla vista, poiché il loro intento è piacere agli uomini, così è degli etnici, cioè in latino pagani, ritenere di essere esauditi per le molte parole. E in verità il molto parlare proviene dai pagani che s’impegnano più ad educare il linguaggio che a purificare la coscienza. E si sforzano di adibire questa forma di futile attitudine a convincere Dio con la preghiera, perché suppongono che egli, come l’uomo giudice, sia mosso dalle parole a prendere una decisione. Non siate dunque come loro, dice l’unico vero Maestro, perché il Padre vostro sa di che cosa avete bisogno, prima che glielo chiediate. Se infatti si pronunziano molte parole per informare e istruire uno che non sa, che bisogno se ne ha per colui che conosce tutte le cose, perché a lui parlano tutte le cose nell’atto stesso che esistono e si segnalano come avvenute? Ed anche gli eventi futuri non sono nascosti alla capacità creativa e sapienza di lui, perché in essa sono presenti e non transeunti tutti gli eventi che sono passati e che passeranno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12. 40. Segue il comando sul digiuno che riguarda anche esso la purificazione del cuore, di cui si tratta in questo brano. Anche in questo impegno si deve evitare che s’insinuino l’ostentazione e il desiderio della lode umana che infetta di doppiezza il cuore e non permette che sia puro e schietto a intendere Dio. Dice: Quando digiunate, non diventate tristi come gli ipocriti che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico, hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece quando voi digiunate, profumatevi la testa e lavatevi il viso per non far vedere agli uomini che digiunate, ma al Padre vostro che è nel segreto; e il Padre vostro, che vede nel segreto, vi ricompenserà. È evidente che con questi comandi ogni nostra intenzione è diretta alle gioie interiori, per non conformarci al mondo cercando la ricompensa al di fuori e per non perdere la promessa di una felicità tanto più compiuta e stabile, quanto più intima, con la quale Dio ci ha scelto a divenire conformi all’immagine del Figlio suo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12. 41. Nel brano citato si deve soprattutto notare che non soltanto nella magnificenza e sfarzo delle cose sensibili, ma anche nel desolato sudiciume degli abiti vi può essere la millanteria, e tanto più dannosa in quanto inganna col pretesto del servizio a Dio. Chi dunque si distingue per una smodata raffinatezza dell’acconciatura e dell’abbigliamento e per la magnificenza delle altre cose è incolpato dalla realtà stessa di essere seguace degli sfarzi del mondo e non inganna nessuno con una illusoria apparenza di santità. Se qualcuno invece, nel presentarsi come cristiano, attira lo sguardo degli uomini con l’inconsueto squallore e con gli abiti sudici, se lo fa volontariamente e non perché costretto dal bisogno, si può arguire dalle altre sue azioni se lo fa nel rifiuto di una superflua raffinatezza o per ambizione, perché il Signore ha comandato di guardarci dai lupi in pelame di pecora. Dai loro frutti, egli dice: li riconoscerete. Quando incominceranno con determinate tentazioni ad essere tolte o impedite quelle prerogative che con quella copertura hanno conseguito o intendono conseguire, allora è inevitabile che appaia se è un lupo col pelame di pecora o una pecora col suo. Non per questo il cristiano deve attirare lo sguardo con ornamenti superflui, perché anche gli imbroglioni spesso assumono un atteggiamento d’indispensabile riserbo per ingannare gli imprudenti, perché anche le pecore non devono deporre il proprio pelame, se talora se ne coprono i lupi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12. 42. È abituale porsi il problema che cosa significhino le parole: Invece voi, quando digiunate, profumatevi il capo e lavatevi il viso per non far vedere alla gente che digiunate. Difatti, sebbene abitualmente ogni giorno ci laviamo il viso, non si potrebbe ragionevolmente comandare che dobbiamo stare col capo profumato quando digiuniamo. E se tutti ammettono che la faccenda è molto sconveniente, si deve intendere che l’ingiunzione di profumarsi il capo e di lavarsi il viso è relativa all’uomo interiore. Quindi il profumarsi il capo è relativo alla gioia e il lavarsi il viso alla pulizia e perciò si profuma chi gioisce nell’interiorità con un atto del pensiero. Per questo convenientemente intendiamo per capo la facoltà che domina nell’anima, dalla quale è evidente che le altre sono dirette e regolate. E compie questa opera chi non cerca la gioia all’esterno per godere carnalmente delle lodi della gente. La carne infatti, poiché deve essere sottomessa, non può assolutamente essere il capo di tutto l’essere umano. Nessuno ha avuto in odio la propria carne, dice l’Apostolo quando ingiunge che si deve amare la moglie, ma capo della donna è l’uomo e capo dell’uomo è Cristo. Colui dunque, che secondo questo comando desidera avere il capo profumato, goda nell’interiorità durante il suo digiuno, per il fatto stesso che così digiunando si distoglie dai piaceri del mondo per essere sottomesso a Cristo. Così laverà anche il viso, cioè renderà pulito il cuore, con cui vedrà Dio, poiché non si verifica l’offuscamento per la precarietà proveniente dalle sozzure, ma egli sarà sicuro e stabile, perché pulito e schietto. Lavatevi, dice Isaia, purificatevi, togliete la cattiveria dalla vostra coscienza e dalla mia vista. Quindi il nostro viso si deve lavare da quelle sozzure, da cui è offeso lo sguardo di Dio. Difatti noi a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_TnuZsjlgGsI/Rdyc5K4jMuI/AAAAAAAAAKI/mSHlAh_Ly_4/s320/Ges%C3%B9+nel+deserto.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_TnuZsjlgGsI/Rdyc5K4jMuI/AAAAAAAAAKI/mSHlAh_Ly_4/s320/Ges%C3%B9+nel+deserto.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La Quaresima ricorda i quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto dopo il suo battesimo nel Giordano e prima del suo ministero pubblico. Furono i giorni in cui Gesù si mise alla prova, sottoponendosi alle tentazioni del maligno e resistendo ad ogni seduzione.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-2408337286214390723?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/2408337286214390723/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/03/tempo-di-quaresima.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/2408337286214390723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/2408337286214390723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/03/tempo-di-quaresima.html' title='Tempo di Quaresima'/><author><name>Angel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10192843818584780362</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/Sq-t8I8y7MI/AAAAAAAAAIE/Gb2VJ1DI-Xo/S220/Copia+di+angelo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_TnuZsjlgGsI/Rdyc5K4jMuI/AAAAAAAAAKI/mSHlAh_Ly_4/s72-c/Ges%C3%B9+nel+deserto.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-1568563768456573829</id><published>2012-02-20T16:52:00.000+01:00</published><updated>2012-02-20T16:52:58.907+01:00</updated><title type='text'>Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Quarantasettesimo appuntamento</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Torniamo ad approfondire la figura di Santa Faustina Kowalska, nota come l'Apostola della Divina Misericordia. Vediamo cosa ci mostra oggi il Suo Diario:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;15.VIII.35.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La sera dello stesso giorno sentii nell'anima una grande nostalgia di Dio. In questo momento non Lo vedo con gli occhi del corpo, come nel passato, ma Lo sento e non comprendo. Ciò mi procura una nostalgia ed una pena indescrivibile. Muoio dal desiderio di possederLo, per immergermi in Lui per l'eternità. Il mio spirito tende verso di Lui con tutte le forze; non c'è nulla al mondo che possa consolarmi. O amore eterno, ora comprendo in quali stretti rapporti di intimità era il mio cuore con Te. Infatti che cosa mai potrà soddisfarmi in cielo o in terra all'infuori di Te, o mio Dio, in Te è annegata la mia anima. Quando una sera guardai il cielo dalla mia cella e vidi un firmamento stupendo, disseminato di stelle e la luna, ad un tratto entrò nella mia anima una inconcepibile fiamma d'amore verso il mio Creatore. Non riuscendo a sopportare la nostalgia che era aumentata nella mia anima per Lui, caddi con la faccia a terra umiliandomi nella polvere. Lo adorai per tutte le Sue creature, e quando il mio cuore non riuscì a sopportare quello che avveniva in lui, scoppiai in un pianto dirotto. Allora il mio Angelo Custode mi toccò e mi disse queste parole: «&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Il Signore mi ordina di dirti che ti alzi da terra&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». Lo feci immediatamente, ma la mia anima non venne consolata. La nostalgia di Dio mi prese ancora di più. Un giorno in cui ero all'adorazione ed il mio spinto era quasi in agonia per la nostalgia di Lui e non riuscivo a trattenere le lacrime, all'improvviso vidi uno spirito che era di una grande bellezza, che mi disse queste parole: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Non piangere, dice il Signore&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». Dopo un attimo domandai: «&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Tu chi sei?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;». Ed egli mi rispose: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sono uno dei sette spiriti che stanno giorno e notte davanti al trono di Dio e L'adorano senza posa&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». Tuttavia quello spirito non alleviò la mia nostalgia, ma suscitò in me una maggior nostalgia di Dio. Quello spirito non mi lascia un istante, mi segue ovunque. Il giorno dopo, durante la S. Messa, prima dell'elevazione, quello spinto cominciò a cantare queste parole: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Santo, Santo, Santo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». La sua voce era come se equivalesse a migliaia di voci, impossibile descriverla. Ad un tratto il mio spirito venne unito a Dio; in un attimo vidi l'inconcepibile grandezza e santità di Dio e nello stesso tempo conobbi la nullità che io sono in me stessa. Conobbi in maniera più evidente di qualsiasi altra volta le Tre Persone Divine: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Tuttavia la loro essenza è una, come pure l'uguaglianza e la maestà. La mia anima è in rapporti di intimità con le Tre Persone, ma non riesco ad esprimere ciò a parole, però l'anima lo comprende bene. Chiunque è unito con una di queste tre Persone, per ciò stesso è unito con tutta la Santissima Trinità, poiché la loro unità è indivisibile. Questa visione, cioè questa conoscenza mi riempì l'anima di una felicità inimmaginabile, per il fatto che Dio è così grande. Quello che ho descritto qui non l'ho visto con gli occhi, come in passato, ma in una visione interiore, in modo puramente spirituale ed indipendente dai sensi. Questo durò fino alla fine della S. Messa. Ora questo mi capita spesso e non solo in cappella, ma anche durante il lavoro e quando meno me l'aspetto. Quando il nostro confessore partì io in quel periodo mi confessai dall'arcivescovo. Quando gli svelai la mia anima, ottenni questa risposta: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Figlia mia, armati di tanta pazienza. Se queste cose vengono da Dio, prima o poi raggiungeranno il loro risultato e ti dico di stare assolutamente tranquilla. Io, figlia mia, ti comprendo bene in queste cose. Ma ora per quanto concerne l'abbandono della Congregazione e l'idea di un'altra, a questo proprio non devi nemmeno pensarci, poiché sarebbe una grave tentazione interiore&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». Finita la confessione, dissi a Gesù: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Perché mi ordini di eseguire queste cose e non mi dai la possibilità di portarle a termine?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». All'improvviso, dopo la S. Comunione, vidi Gesù nella stessa cappella dove mi ero confessata, con lo stesso aspetto con il quale sta dipinto su quell'immagine. Il Signore mi disse: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Non essere triste. Gli farò capire le cose che esigo da te&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». Quando stavamo per uscire, l'arcivescovo era molto occupato, ma ci fece dire dì tornare indietro e di attendere un momento. Quando tornammo di nuovo nella cappella, udii nell'anima queste parole: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Digli quello che hai visto in questa cappella&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». In quel preciso momento entrò l'arcivescovo e ci chiese se avevamo qualche cosa da dirgli. Tuttavia, benché avessi l'ordine di parlare, non mi fu possibile, perché ero in compagnia di una consorella. Ancora una parola dalla santa confessione: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Quella di impetrare la Misericordia per il mondo, è un'idea grande e bella. Sorella, preghi molto per chiedere Misericordia per i peccatori, ma lo faccia nel suo convento&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL GIORNO DOPO, VENERDI 13.IX.1935.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La sera, mentre ero nella mia cella, vidi un Angelo che era L’esecutore dell'ira di Dio. Aveva una veste chiara ed il volto risplendente; una nuvola sotto i piedi e dalla nuvola uscivano fulmini e lampi che andavano nelle sue mani e dalle sue mani partivano e colpivano la terra. Quando vidi quel segno della collera di Dio che doveva colpire la terra ed in particolare un certo luogo, che per giusti motivi non posso nominare, cominciai a pregare l'Angelo, perché si fermasse per qualche momento ed il mondo avrebbe fatto penitenza. Ma la mia invocazione non ebbe alcun risultato di fronte allo sdegno di Dio. In quel momento vidi la Santissima Trinità. La grandezza della Sua Maestà mi penetrò nel profondo e non osai ripetere la mia invocazione. In quello stesso istante sentii che nella mia anima c'era la forza della grazia di Gesù. Quando ebbi la consapevolezza di tale grazia, nello stesso momento venni rapita davanti al Trono di Dio. Oh! quanto è grande il Signore e Dio nostro ed incomprensibile la Sua santità. Non cercherò nemmeno di descrivere tale grandezza, poiché fra non molto Lo vedremo tutti quale Egli è. Cominciai a implorare Dio per il mondo con parole che si udivano interiormente. Mentre pregavo così vidi l'impotenza dell'Angelo che non poté compiere la giusta punizione, che era equamente dovuta per i peccati. Non avevo ancora mai pregato con una tale potenza interiore come allora. Le parole con le quali ho supplicato Dio sono le seguenti: «&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo, per i peccati nostri e del mondo intero; per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». La mattina del giorno dopo, mentre entravo nella nostra cappella, udii interiormente queste parole: «&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Ogni volta che entri nella cappella, recita subito la preghiera che ti ho insegnato ieri&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». Appena recitai quella preghiera, udii nell'anima queste parole: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Questa preghiera serve a placare la Mia ira. La reciterai per nove giorni con la comune corona del rosario nel modo seguente: prima reciterai il Padre Nostro, l'Ave Maria ed il Credo; poi sui grani del Padre Nostro, dirai le parole seguenti: Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero. Sui grani delle Ave Maria reciterai le parole seguenti: Per la Sua dolorosa Passione abbi misericordia di noi e del mondo intero. Infine reciterai tre volte queste parole: Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale: abbi pietà di noi e del mondo intero&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». Il silenzio è una spada nella lotta spirituale; non raggiungerà mai la santità un'anima ciarliera. Questa spada del silenzio reciderà nettamente tutto ciò che volesse attaccarsi all'anima. Siamo sensibili alle parole ed intendiamo rispondere subito con sensibilità, e non consideriamo se sia volontà di Dio che noi rispondiamo. L'anima silenziosa è forte; nessuna avversità le reca danno, se persevera nel silenzio. L'anima silenziosa è idonea alla più profonda unione con Dio; essa vive quasi di continuo sotto il soffio dello Spirito Santo. In un'anima silenziosa Iddio opera senza impedimenti. O mio Gesù, Tu sai, Tu solo sai bene che il mio cuore non conosce altro amore all'infuori di Te. Tutto il mio amore verginale è annegato in Te, o Gesù, per l'eternità. Sento bene come il Tuo Sangue Divino circola nel mio cuore; non c'è alcun dubbio che col Tuo Sangue Preziosissimo è entrato nel mio cuore il Tuo purissimo amore. Sento che dimori in me col Padre e lo Spirito Santo, o meglio sento che io vivo in Te, o Dio inimmaginabile. Sento che mi sciolgo in Te come una goccia nell'oceano. Sento che sei all'esterno e nelle mie viscere; sento che sei in tutto ciò che mi circonda, in tutto ciò che mi capita. O Dio mio, Ti ho conosciuto nell'intimo del mio cuore e Ti ho amato sopra ogni cosa, sopra qualunque cosa esista in terra o in cielo. I nostri cuori si comprendono a vicenda e nessuno intende ciò. Seconda confessione dall'Arcivescovo: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sappi, figlia mia, che se questa è volontà di Dio, prima o poi si realizzerà, poiché la volontà di Dio si deve compiere. Ama Dio nel tuo cuore; abbi...&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [Frase rimasta incompiuta].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s320/73200I.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s320/73200I.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-1568563768456573829?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/1568563768456573829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/02/scopriamo-santa-maria-faustina-kowalska_20.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/1568563768456573829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/1568563768456573829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/02/scopriamo-santa-maria-faustina-kowalska_20.html' title='Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Quarantasettesimo appuntamento'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s72-c/73200I.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-521700465387957212</id><published>2012-02-19T09:50:00.000+01:00</published><updated>2012-02-19T09:50:31.874+01:00</updated><title type='text'>La ragione del dolore davanti a Dio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-epquNkDyepM/T0C3zCHGl1I/AAAAAAAAAb0/4WF5mUtWUHY/s1600/10.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="256" src="http://1.bp.blogspot.com/-epquNkDyepM/T0C3zCHGl1I/AAAAAAAAAb0/4WF5mUtWUHY/s320/10.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Torna l'appuntamento domenicale di meditazione del Vangelo: quest'oggi, meditiamo la pagina evangelica che ci mostra come tutti andavano da Gesù in cerca di guarigione, attraverso il commento di mons. Antonio Riboldi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Vangelo di oggi sembra rispondere alla grande domanda che l'uomo si pone davanti alla sofferenza o al dolore, che è la stessa cosa.&lt;br /&gt;Anche se a volte ci riferiamo, parlando di sofferenza, più a quella interiore - ed è tanta - quasi una compagna della vita.&lt;br /&gt;Sono tante le cause della sofferenza interiore, quella che sentiamo per esempio per una persona cara che soffre o è in difficoltà, oppure per l'isolamento o l'abbandono in cui ci si sente immersi, per motivi di ingiustizia nei nostri confronti o perché non si sa come far fronte alle difficoltà quotidiane che coinvolgono non solo noi stessi, ma anche i nostri cari. Sono davvero infinite le cause...&lt;br /&gt;Il dolore è un poco la stessa cosa, anche se in genere lo si riferisce alla dimensione della salute: il dolore fisico, la malattia che colpisce il nostro corpo in modo più o meno grave.&lt;br /&gt;Del resto sappiamo tutti come il corpo - pur essendo anch'esso destinato a risorgere - debba prima avviarsi giorno per giorno verso la corruzione nella morte.&lt;br /&gt;Gesù oggi, nel Vangelo, dà una risposta al valore più grande della vita, la fede. Racconta l'evangelista Marco:&lt;br /&gt;"Dopo alcuni giorni, Gesù entrò di nuovo a Cafarnao. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta ed Egli annunziava la Sua parola.&lt;br /&gt;Si recarono da Lui con un paralitico portato da quattro persone. Non potendo però portarglielo davanti, a causa della folla, scoperchiarono il tetto, nel punto dove egli si trovava, e fatta un'apertura, calarono il tettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: 'Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati!'. Seduti là erano alcuni scribi, che pensavano in cuor loro: 'Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?'. Ma Gesù, avendo subito conosciuto il loro pensiero disse loro: 'Perché pensate così nei vostri cuori? Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, ti ordino - disse al paralitico - alzati prendi il tuo lettuccio e va' a casa tua'. Questi si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: 'Non abbiamo mai visto nulla di simile! (Mc. 2, 1-12)&lt;br /&gt;La domanda di Gesù certamente vuole evidenziare il problema: è più facile guarire fisicamente una persona o guarire un peccatore dal suo peccato?&lt;br /&gt;Conosciamo persone che proprio nel dolore fisico o nella sofferenza morale hanno trovato la via per un cambiamento di mentalità: una guarigione interiore.&lt;br /&gt;Basterebbe pensare a Santi come S. Ignazio di Loyola, che nella malattia trovò, per grazia di Dio, la bellezza della fede, al punto che poi fondò una grande congregazione religiosa: i Gesuiti.&lt;br /&gt;O a S. Francesco di Assisi, che, ritornato dalla guerra, dopo una lunga prigionia e malattia, abbandonò il suo stato di benessere, su cui aveva impostato la vita e scelse Madonna povertà.&lt;br /&gt;O ai martiri che riuscivano ad interpretare i tormenti che li attendevano come via maestra e gioiosa per poter incontrare presto Gesù.&lt;br /&gt;Il dolore non è mai una maledizione; se parliamo di quello fisico, che è la malattia, il dolore è inevitabile, ma anche lì si può trovare la ragione per farne un'occasione di accostamento a Dio. Tutte le volte che si accompagna un pellegrinaggio a Lourdes, si nota una differenza sostanziale: spesso, nell'andata, domina il lamento e lo scoraggiamento. Ma al ritorno qualcosa è cambiato: si avvertono i frutti di una guarigione interiore, che sempre accade.&lt;br /&gt;Mi è toccato più volte di dirigere la processione eucaristica del pomeriggio, e alla fine, passando a benedire gli ammalati - erano sempre tanti - sempre ho notato una serenità incredibile.&lt;br /&gt;Maria sempre ci fa dono di riuscire a concepire la malattia come un'occasione di viaggio, aerso il Paradiso.&lt;br /&gt;Più difficile il dolore interiore, per tante ragioni, soprattutto quando si assiste alla sofferenza di una persona cara e poi alla sua morte. Non si può non sentire dolore per la morte di una persona cara, che era la ragione, per il suo amore, di un senso e di una pienezza di gioia, direi una preziosa ragione di gioia.&lt;br /&gt;Ma, per chi ha fede, anche in queste situazioni, che possono diventare devastanti, il dolore trova la sua consolazione nel credere che verrà un giorno che ci si troverà insieme in Cielo.&lt;br /&gt;Ma la malattia più difficile da guarire è di chi vive in peccato.&lt;br /&gt;C'è troppa gente che pare abbia fondato la ragione della propria soddisfazione nei piaceri della vita o nella ricchezza o in altro e non si sogna neppure che possa, solamente nella conversione, esistere una vera gioia. Questa è la grave malattia da cui è difficile guarire.&lt;br /&gt;Come nel Vangelo, occorrerebbe rivedere la verità della nostra vita e la vera sorgente della pace e della gioia, nelle parole pronunciate da Gesù, oggi: 'Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati '.&lt;br /&gt;Chi di noi ha provato la gioia di questa vera 'resurrezioné, nel cambiamento della vita, morendo al peccato e vivendo di grazia, sa di che cosa sto parlando.&lt;br /&gt;Sono i veri momenti di Grazia, la vera medicina che Dio usa per guarirci dal male e davvero far conoscere la bellezza della salute spirituale.&lt;br /&gt;Abbiamo bisogno di questa grazia: "Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati".&lt;br /&gt;Come può infatti vivere una persona, se ha conservato ancora un briciolo di verità della vera vita in Dio, senza la Grazia della conversione? E' forse vera gioia quella di vivere con il peso del peccato? Credo proprio di no.&lt;br /&gt;Come vorremmo anche noi provare la gioia del paralitico e sentirci dire da Gesù: 'Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati. Alzati e cammina".... Vivi in pienezza la tua vita!...&lt;br /&gt;Credetemi è una grande gioia sentirsi in pace con Dio!&lt;br /&gt;Così come dovrebbe essere una grande disgrazia vivere esclusi dall'amore del Padre, non perché Lui non ci voglia sempre bene, ma perché noi abbiamo deciso di voltarGli le spalle.&lt;br /&gt;Dovremmo fare nostre le parole del profeta Isaia:&lt;br /&gt;"Così dice il Signore: 'Non ricordate più le cose passate; non pensate più alle cose antiche! Ecco faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?&lt;br /&gt;Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa ..&lt;br /&gt;Il popolo che io ho plasmato per me celebrerà le mie lodi.&lt;br /&gt;Invece tu non mi hai invocato, o Giacobbe; anzi ti sei stancato di me, o Israele...&lt;br /&gt;Ma io cancello i tuoi misfatti per riguardo a me, non ricordo più i tuoi peccati". (Is. 19,21-25) Non resta allora che accogliere il dolore, di qualunque sorta, per vederne seppur tra le lacrime, le ragioni più profonde: un compagno della vita, di tutti, senza eccezioni, ma soprattutto un'opportunità per farne la scalata verso la santità.&lt;br /&gt;E' stata la strada dei santi ed è quello che tante volte si nota, come grande Grazia, visitando gli ammalati. Quante lezioni ci danno.&lt;br /&gt;Che il Signore ci renda capaci di saper vedere nel dolore, ripeto, di qualunque natura sia - non certamente di quello frivolo, - la mano del Padre che ci sostiene, ci consola.&lt;br /&gt;Il dolore non è una Sua 'creaturà e per questo ha mandato Gesù a salvarci dalla disperazione e dalla morte. Il dolore non possiamo evitarlo, ma con la Presenza amorevole e forte di Gesù possiamo accoglierlo come purificazione del cuore dal male o come espiazione, per renderei degni della vera gioia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MERCOLEDI' delle CENERI: inizia il tempo santo della Quaresima.&lt;br /&gt;C'è veramente bisogno che ci sia un tempo lungo, in cui ogni fedele metta da parte tanti aspetti solo umani, e si concentri su quel bene di estrema importanza che è la propria salvezza. La Quaresima vuole essere questo tempo di preparazione per 'risorgere' ogni giorno, vivendo intensamente il tempo che ci è donato, ma guardando al grande giorno della Resurrezione.&lt;br /&gt;Resurrezione. Abbiamo tutti qualcosa da togliere, che è inutile se non dannosa nella nostra vita "Non vogliamo credere - scrive Paolo VI - che voi figli della nostra Chiesa, che ci ascoltate, non conosciate quale tipo di uomo risulti dalla disciplina dell'ascetica cristiana: risulta l'uomo forte, l'uomo libero, l'uomo seguace di Gesù Cristo. Si dirà forse da alcuni, sedotti da certe correnti amorali, che questo non può essere programma del figlio del nostro secolo, a cui si propone con tante blandizie di liberare finalmente se stesso abbandonandosi alla vita larga, che si chiama 'amoralità permissiva' e comporta una conversione a rovescio. Codesta bassezza è viltà e non chiamiamola 'libertà'. Non resta che ascoltare le parole di S. Paolo: "Gettiamo via le opere delle tenebre, rivestiamo le armi della luce". Non, dispiaccia imporre a noi stessi qualche maggiore vigilanza, qualche astinenza di cose vane e tentatrici. Questa è la palestra della Quaresima.&lt;br /&gt;Non resta a noi tutti che entrare, ciascuno di noi, nella austerità della Quaresima: toglierci di dosso qualche aspetto o dissipazione che allontana dal vivere il tempo della Quaresima con serietà e sobrietà. Ciascuno, per quello che può, sappia toglie qualche cosa del superfluo, come prova della propria volontà di purificarsi dalle futilità, ma soprattutto - ed è quello che conta - impostiamo quotidianamente il nostro stile di vita, come segno di partecipazione alla Quaresima, soprattutto, aggiungerei, dedicando alla preghiera ed alla carità maggior tempo.&lt;br /&gt;Insomma in qualche modo imitiamo Gesù che, prima di iniziare la sua vita pubblica, cercò la Parola del Padre e la forza dello Spirito nel deserto che, ancora oggi, visitando la Terra santa, si chiama il monte della Quarantena. L'importante è che ogni giorno porti il segno che viviamo la Quaresima. Se non ci sforziamo di cambiare vita e abitudini in questo tempo, quando lo faremo?&lt;br /&gt;Che il Signore conceda a me e a tutti una Grazia: quella di una vera conversione, che è seguire Gesù nella morte 'a noi stessi', per aprirci alla pasqua di resurrezione.&lt;br /&gt;"Donaci, o Dio onnipotente, di rinnovare, con propositi di vita più austera,&lt;br /&gt;il nostro impegno cristiano, nella lotta contro lo spirito del male, e il coraggio di rinunce salutari".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-521700465387957212?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/521700465387957212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/02/la-ragione-del-dolore-davanti-dio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/521700465387957212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/521700465387957212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/02/la-ragione-del-dolore-davanti-dio.html' title='La ragione del dolore davanti a Dio'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-epquNkDyepM/T0C3zCHGl1I/AAAAAAAAAb0/4WF5mUtWUHY/s72-c/10.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-5196115399586656452</id><published>2012-02-13T15:44:00.000+01:00</published><updated>2012-02-13T15:44:24.295+01:00</updated><title type='text'>Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Quarantaseiesimo appuntamento</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Torniamo ad approfondire la figura di Santa Faustina Kowalska, nota come l'Apostola della Divina Misericordia. Vediamo cosa ci mostra oggi il Suo Diario:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;+ G.M.G. Wilno, 12.VIII.1935. ESERCIZI SPIRITUALI DI TRE GIORNI.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La sera del giorno precedente gli esercizi spirituali, durante l'assegnazione serale dei punti della meditazione, udii queste parole: « Durante questi esercizi spirituali ti parlerò per bocca di questo sacerdote, al fine di rassicurarti e rafforzarti sulla veridicità delle parole che ti rivolgo nel profondo dell'anima. Sebbene gli esercizi spirituali li facciano tutte le suore, tuttavia ho un riguardo particolare per te, per rafforzarti e toglierti ogni paura di fronte a tutte le contrarietà che ti attendono. Ascolta perciò attentamente le sue parole e meditale nel profondo dell'anima». Oh! come restai stupita, dato che tutto quello che il padre diceva sull'unione con Dio e sugli impedimenti a tale stretta unione, io l'avevo vissuto alla lettera nell'anima e l'avevo ascoltato da Gesù, che mi parla nel profondo dell'anima. La perfezione consiste in questa stretta unione con Dio. Nella meditazione delle dieci, il Padre parlò della Misericordia di Dio e della bontà di Dio verso di noi. Disse che, se si esamina la storia del genere umano, si vede ad ogni passo la grande bontà di Dio. Tutti gli attributi di Dio come l'onnipotenza, la sapienza, contribuiscono a rivelarci quest'unico attributo, che è il più grande, cioè la bontà di Dio. La bontà divina è il più grande attributo di Dio. Tuttavia molte anime che tendono alla perfezione non conoscono questa grande bontà di Dio. Tutto quello che il Padre ha detto durante questa meditazione sulla bontà di Dio, corrispondeva a tutto quello che Gesù aveva detto a me e si riferiva strettamente alla festa della Misericordia. Adesso in verità ho compreso chiaramente quello che il Signore mi aveva promesso e non ho più alcun dubbio: la parola di Dio è chiara ed evidente. Durante tutto il tempo della meditazione vidi Gesù sull'altare, in veste bianca, che teneva in mano il mio quaderno, nel quale sto scrivendo queste cose. Durante tutta la meditazione sfogliò le pagine del quaderno e taceva; il mio cuore però non riuscì a sopportare l'ardore che si era acceso nella mia anima. Nonostante gli sforzi della volontà per dominarmi e non far sapere a quelli che mi stavano attorno ciò che avveniva nella mia anima, verso la fine della meditazione, sentii che ero completamente fuori di me. Ad un tratto il Signore mi disse: « In questo quaderno non hai scritto tutto sulla Mia bontà verso gli uomini; desidero che non tralasci nulla. Desidero che il tuo cuore si consolidi in una completa tranqaillità ». O Gesù, il mio cuore si arresta quando penso a tutto quello che fai per me. Ti ammiro, Signore, perché Ti abbassi fino alla misera anima mia. Che sistemi impensabili usi per convincermi! È la prima volta in vita mia che faccio un corso di esercizi spirituali di questo genere; comprendo in modo particolare e chiaro ogni parola del Padre, dato che tutto questo l'ho vissuto prima nella mia anima. Ora vedo che Gesù non lascia nel dubbio un'anima che Lo ama sinceramente. Gesù desidera che l'anima, che tratta con Lui nel modo più stretto, sia pienamente tranquilla, nonostante le sofferenze e le contrarietà. Comprendo bene ora che ciò che unisce nel modo più stretto un'anima a Dio è il rinnegamento di sé, cioè l'unione della nostra volontà alla volontà di Dio. Ciò rende l'anima libera, facilita un profondo raccoglimento dello spirito, rende leggere tutte le pene della vita e dolce la morte. Gesù mi ha detto che se avrò qualche dubbio su quanto si riferisce alla festa od anche in merito alla fondazione della Congregazione «come pure su qualunque cosa di quello che ti ho detto nel profondo dell'anima, ti risponderò subito per bocca di quel sacerdote ». Durante la meditazione sull'umiltà, mi era ritornato il vecchio dubbio, che un'anima così misera come la mia, non poteva realizzare il compito, che il Signore esigeva. Mentre io rimuginavo su questo dubbio, il sacerdote che ci predicava gli esercizi, interruppe l'argomento e disse proprio quello che riguardava il mio dubbio, cioè che Dio sceglie in prevalenza come strumenti, per realizzare le Sue opere più grandi, le anime più deboli e più semplici. « E questa è una verità incontestabile; guardiamo infatti chi ha scelto per apostoli oppure esaminiamo la storia della Chiesa, e vedremo che grandi opere hanno compiuto anime che erano le meno adatte a ciò, perché proprio in questo le opere di Dio si rivelano come tali». Quando il dubbio mi scomparve completamente, il sacerdote ritornò sul tema dell'umiltà. Gesù, come al solito durante ogni predica, stava sull'altare e non mi disse nulla, ma col Suo sguardo penetrò amabilmente la mia povera anima, che non ebbe più alcuna scusa. Gesù, vita mia, sento bene che mi stai cambiando in Te, nel segreto dell'anima, dove i sensi scorgono ben poco. O mio Salvatore, nascondimi tutta nel profondo del Tuo Cuore e difendimi coi Tuoi raggi da tutto ciò che m'allontana da Te. Ti prego, Gesù, fa' che questi due raggi, che sono usciti dal Tuo misericordiosissimo Cuore, rafforzino continuamente la mia anima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;AL MOMENTO DELLA CONFESSIONE.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il confessore mi domandò se in quel momento c'era Gesù e se Lo vedevo. « Sì, c'è e Lo vedo ». Mi ordinò di chiedere informazioni su certe persone. Gesù non mi rispose nulla, ma guardò verso di lui. Però, finita la confessione, mentre facevo la penitenza, Gesù mi disse queste parole: «Va' e confortalo da parte Mia ». Pur non comprendendo il significato di queste parole, ripetei immediatamente ciò che Gesù mi aveva ordinato di dire. Per tutto il periodo degli esercizi, fui continuamente in contatto con Gesù e trattai con Lui intimamente con tutta la forza del mio cuore. Il giorno della rinnovazione dei voti. All'inizio della santa Messa vidi come al solito Gesù che ci benedisse ed entrò nel Tabernacolo. Ad un tratto vidi la Madonna con una veste bianca, un manto azzurro e col capo scoperto, che dall'altare venne verso di me, mi toccò con le Sue mani, mi copri col Suo manto e mi disse: « Offri questi voti per la Polonia. Prega per essa ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s320/73200I.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s320/73200I.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-5196115399586656452?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/5196115399586656452/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/02/scopriamo-santa-maria-faustina-kowalska.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/5196115399586656452'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/5196115399586656452'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/02/scopriamo-santa-maria-faustina-kowalska.html' title='Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Quarantaseiesimo appuntamento'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s72-c/73200I.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-3761105841913409759</id><published>2012-02-05T09:46:00.002+01:00</published><updated>2012-02-05T09:46:56.258+01:00</updated><title type='text'>Se Tu vuoi, puoi guarirmi</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Torna l'appuntamento domenicale di meditazione del Vangelo: quest'oggi, meditiamo la pagina evangelica che ci mostra come tutti andavano da Gesù in cerca di guarigione, attraverso il commento di mons. Antonio Riboldi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è nei comportamenti di Gesù, in quei primi approcci con la gente comune - così come ce lo presenta l'evangelista Marco - qualcosa che seguita a stupirci e avrà certamente affascinato quanti Lo avvicinavano. Facile capire come, al suo apparire sulla scena pubblica, dopo tanto silenzio a Nazareth, si sia fatto tanta strada tra la gente povera immediatamente, non solo per le sue Parole, ma per al Sua attenzione a quelli che soffrivano. Un' attenzione che non era solo pura compassione, ma andava oltre, fino al miracolo.&lt;br /&gt;La gente a volte si lascia affascinare dalle parole di uno - e sappiamo come è facile imbastire un discorso, magari solo di bravura, ma senza concreti contenuti, discorsi che sono solo 'chiasso', amato da chi non riflette - ma Gesù affascinava, lasciando senza parole per lo stupore, quanti si accostavano a Lui, chiedendoGli l'impossibile per noi: essere guariti da una malattia. E la ottenevano. Nello stesso tempo, sapendo di essere oggetto di ammirazione e non volendo comunicare solo stupore, ma lasciare un segno concreto di divinità, per fare strada poi alla missione vera, affidata alla PAROLA, che annunciava il VANGELO della SALVEZZA: una salvezza che, per tutti, è ben più grande di una guarigione.&lt;br /&gt;Poiché la gente si lascia tante volte incantare da eventi fuori del comune, Gesù davanti a questo atteggiamento preferisce fuggire, cercando di cancellare ogni errore si potesse compiere nella esatta interpretazione della sua missione tra noi, che aveva obbiettivi ben diversi dalle semplici attese della gente: la nostra totale guarigione dal male e quindi la salvezza.&lt;br /&gt;Ma quante volte cadiamo anche noi nella tentazione di cercare in Dio solo la soluzione ai nostri problemi o difficoltà della vita quotidiana, dimenticando che Dio ha nell'amarci il solo obbiettivo di donarci la salvezza per sempre in Paradiso, pur prendendosi cura personalmente di ciascuno di noi, ma secondo i misteriosi 'pensieri' del Suo cuore, ben conoscendo qual è il nostro vero bene. Racconta il Vangelo di Marco:&lt;br /&gt;"In quel tempo venne a Gesù un lebbroso, lo supplicava in ginocchio e gli diceva: 'Se vuoi, puoi guarirmi'. Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: 'Lo voglio, guarisci!'. Subito la lebbra scomparve ed egli guarì. E ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse: 'Guarda di non dire niente a nessuno, ma VA', PRESENTATI AL SACERDOTE e offri la tua purificazione, quella che Mosé ha ordinato a testimonianza per lorò. ma quegli allontanatosi cominciò a promulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti e venivano a Lui da ogni parte". (Mc. 1,40-45)&lt;br /&gt;Può forse meravigliare come Gesù fugga dalla folla dopo avere guarito il lebbroso, ma la sua fuga nel deserto, era un chiaro messaggio, che il Messia, era venuto tra di noi dal Cielo, non tanto per guarire l'uomo dalle malattie fisiche. Sapeva molto bene che la salute fisica è un bene, ma non definitivo, proprio per la nostra fragilità creaturale. E sarebbe stata, la Sua presenza tra di noi, in questo caso, una visita da 'medico della mutua', che non può assicurare, mai, la salute per sempre.&lt;br /&gt;A Gesù stava a cuore un'altra salute, quella eterna, ossia salvarci dal peccato e quindi farci degni del Paradiso per sempre. Sappiamo tutti per esperienza che questa vita è un passaggio. Un passaggio che, nella volontà di Dio che ci ha creato, non doveva esserci.&lt;br /&gt;Dio ci aveva creati a Sua Immagine e quindi felici e incorruttibili. E' stata la disobbedienza dei nostri progenitori ad allontanarci dal Padre e quindi a dover subire quella che è un campo di prova per tornare degni di essere di Dio, liberandoci dalla vera malattia che è il peccato.&lt;br /&gt;Purtroppo le indicazioni che oggi, più che mai, arrivano dal mondo è di disinteresse per la verità del vero fine del nostro esistere, non siamo aiutati a comprendere quale sia il nostro vero bene, cioè purificarci dal male e quindi riscattarci per il Paradiso. La salvezza eterna, per troppi, non è il primo bene da cercare, e quindi non si riesce a comprendere che occorre fare delle difficoltà, comprese le malattie, una via, un mezzo, un 'trampolino di lanciò, per purificarsi dal vero male e presentarsi a Dio con la veste della santità.&lt;br /&gt;Fa davvero impressione, a chi è stato in pellegrinaggio a Lourdes o Fatima o Medjugorie come gente, andata in questi luoghi di preghiera, per guarire fisicamente, affidandosi alla bontà di Maria, nostra amata Mamma in Cielo, alla fine si sia trovata davvero 'guarita dentrò, provando una grande serenità interiore, dopo aver come intravisto proprio la malattia e la sofferenza possano essere una strada privilegiata verso il Cielo.&lt;br /&gt;Ricordo le diverse visite a Lourdes, avendo avuto come vescovo il privilegio di presiedere la meravigliosa processione eucaristica e al termine di benedire solennemente i malati, schierati a cerchio. Ero stupito dalla loro serenità, come se avessero compreso che la vera salute è l'amore di Dio che si trasmetteva, attraverso l'Eucarestia. Mai visto un gesto di stizza per non essere stati guariti... ma, al contrario, rinnovata fiducia e serenità.&lt;br /&gt;Noi, impregnati di materialismo, a volte non riusciamo a vedere il bello che Dio dà a noi attraverso le prove della vita o le tante povertà di ogni genere. Eppure quante volte, visitando gli ammalati, si rimane meravigliati dal sorriso sul volto di chi sa con fede vedere nel male una occasione di amore che va oltre la salute. E' vero che Dio ci ha creati per la felicità, ma è anche vero, come Gesù sulla croce, che tale felicità è una conquista che passa nella sofferenza. Chi ha poca fede difficilmente sa scorgere nel male un'occasione per guarire. Capita a volte di trovare poveri, o gente sfortunata, che sanno accettare tutto: è quello che più meraviglia e dove mette in discussione la nostra sola fiducia nello stare fisicamente e materialmente bene, per offrire il grande bene della nostra carità.&lt;br /&gt;Scriveva Paolo VI, pensando ai tanti poveri di ogni genere, che sono la stragrande maggioranza degli uomini sulla terra:&lt;br /&gt;"Viene subito in mente una folla di pensieri, che ci fa sperimentare come sotto la lineare semplicità del Vangelo si racchiudano profondità immense e realtà straordinariamente complesse.&lt;br /&gt;E' molteplice il numero dei fortunati che compongono l'umanità vittoriosa: molteplice nelle forme, nei tipi della santità per cui si accede al regno dei cieli. I santi sono molti, le forme di santità sono molte, come le beatitudini che canonizzano diversi modi dell'esperienza umana trasfigurata dallo Spirito di Cristo."&lt;br /&gt;Parlando di beatitudini scrive ancora Paolo VI: "Le beatitudini rivelano una grande forza morale. Cristo, annunciando le beatitudini, sposta i cardini dell'operare umano. Sposta quello terminale, quello a cui tende necessariamente il nostro operare, cioè la felicità, dal presente al futuro, da questa vita presente a quella del futuro, da questa vita presente ad un'altra vita successiva, dal tempo alla eternità, dal regno della terra a quello del Cielo. Insegnava il grande Bossuet: 'Tutto lo scopo dell'uomo consiste nell'essere felice'. Gesù Cristo non è venuto che per darcene il mezzo. Mettere la felicità dove si deve, è la sorgente di ogni bene, e la sorgente di ogni male è metterla dove non si deve. Diciamo dunque, io voglio essere felice. Vediamo i mezzi per raggiungerla. Stabilire in Dio il fine dell'uomo e indicare il modo per raggiungerlo è l'innovazione più grande: è la fondazione di un nuovo modo di vivere (Paolo VI, l Novembre 1960)&lt;br /&gt;E vorrei a questo punto farmi vicino a quanti soffrono fisicamente o materialmente o per tante altre ragioni. Lo so molto bene che è difficile dire parole quando il fratello soffre. Ma è una grande carità sapere mettersi nei loro panni e condividere la sofferenza. Può sembrare poco, ma è tanto: senza questa solidarietà la vita diventa un vero inferno, che si può evitare. E non pensiamo mai che le difficoltà o la sofferenza siano un castigo. Fanno parte della nostra vita terrena e mirano, se accolte con fede, a costruire la felicità eterna con Dio. Facciamo nostra la preghiera di santa Faustina:&lt;br /&gt;"O mio Gesù, dammi la forza di sopportare le sofferenze, in modo che non mi rifiuti di bere il calice dell'amarezza. Aiutami tu stesso, affinché il mio sacrificio sia gradito:&lt;br /&gt;non lo contamini l'amor proprio, anche se si prolunga negli anni.&lt;br /&gt;La purezza di intenzioni te lo renda ben accetto, sempre nuovo e vitale. La lotta perenne, uno sforzo incessante, questa è la mia vita, per adempiere la santa volontà:&lt;br /&gt;ma tutto ciò che è in me, sia la miseria che la forza, tutto ti lodi, o mio Signore".&lt;br /&gt;E voglio assicurare che i malati che mi leggono o quanti soffrono, sono al centro del ricordo nella&lt;br /&gt;mia S. Messa quotidiana, perché il Padre doni forza e serenità.&lt;br /&gt;Che nulla vada perso agli occhi del Padre!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-3761105841913409759?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/3761105841913409759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/02/se-tu-vuoi-puoi-guarirmi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3761105841913409759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3761105841913409759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/02/se-tu-vuoi-puoi-guarirmi.html' title='Se Tu vuoi, puoi guarirmi'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-6572080529381260298</id><published>2012-02-01T16:46:00.000+01:00</published><updated>2012-02-01T16:46:55.765+01:00</updated><title type='text'>Alle sorgenti della Pietà - XXVI parte</title><content type='html'>&lt;b&gt;Torniamo a meditare con l'opera di don Luigi Fusina che ha raccolto alcune meditazioni rivolte a semplici fedeli e capaci di sollecitare in loro un senso di meditazione e riflessione sulle grandi verità che generano nell'anima la vera pietà cristiana:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;- Capitolo 24 - &lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt; "HA PARLATO PER MEZZO DEI PROFETI" &lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;RIVELAZIONE E ISPIRAZIONE&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo visto, nei capitoli precedenti, il significato di quelle parole del Credo in cui si dice: Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora vorrei meditare con voi le altre, che dicono: "ed ha parlato per mezzo dei profeti". Con questa espressione la Chiesa proclama la sua fede nella divina rivelazione e nella ispirazione della Bibbia. Sono due realtà molto interessanti per la nostra vita cristiana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dico due realtà perché altro è la divina rivelazione, altro l'ispirazione della Bibbia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fede cattolica proclama che alla fonte di queste due realtà sta l'azione divina dello Spirito Santo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1° - La prima realtà è la divina rivelazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa intendiamo noi con queste parole? Immaginatevi di essere in una piazza all'inaugurazione di un monumento. La statua è coperta da un velo tricolore che la nasconde ai nostri occhi. Il sindaco tira una cordicella ed il velo cade a terra e vien tolto. Ed ecco appare il monumento in tutta la sua bellezza. La gente batte le mani felice e lo scultore della statua viene congratulato da tutti. E' commosso per la gloria che ne riceve. Poi il sindaco fa un discorso e spiega il perché di quel monumento illustrandone il significato. Così tutta la gente lo capisce e lo ammira ed ogni volta che passa da quel luogo, guardando quel monumento, rivive l'avvenimento che esso ricorda, il fatto glorioso o la persona famosa alla cui memoria e gloria è stato innalzato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, Dio ha fatto proprio così nella storia della salvezza. Egli ha innalzato numerosi monumenti per richiamare il suo amorevole disegno paterno verso l'uomo peccatore: la sua volontà di salvarlo ad ogni costo. Questi monumenti sono i grandi fatti storici che costellano i secoli della vicenda umana, da quando siamo stati creati fino all'ultimo giorno del mondo. Con linguaggio biblico-liturgico vengono chiamati "memoriali". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il monumento centrale è la Croce Gloriosa di Cristo, ossia il mistero dell'Incarnazione, della Passione, della Morte, della Risurrezione, della Glorificazione di Gesù e dell'effusione dello Spirito Santo ai credenti. Ma attorno a questo avvenimento centrale e fondamentale ce ne sono molti altri sia nell'Antico, come nel Nuovo Testamento. Ebbene Dio si è servito di alcuni uomini per rivelarci il mistero racchiuso in questi fatti. Con le parole Egli ha tolto il velo che copriva questi misteri. Ecco da dove viene la parola rivelazione: significa appunto togliere il velo perché tutti possano vedere quello che Dio ha fatto, fa e continuerà a fare per tutti noi e per ciascuno di noi! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli uomini che hanno prestato la loro voce a Dio si chiamano ro eti. (Profeta vuol dire: colui che parla in nome di Dio). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi "profeti" Dio ha agito in tempi e modi diversi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- A volte appariva loro in visione e rivelava loro i suoi progetti: così ha fatto con Abramo e Mosè. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- A volte, invece, li illuminava nel sonno con sogni che non erano frutto della fantasia, ma che venivano da Dio: così accadde a Giuseppe l'ebreo, quello che venduto dai fratelli divenne vicerè dell'Egitto. E così accadde anche a San Giuseppe, lo sposo di Maria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Altre volte ancora Dio illuminava la mente del profeta facendogli capire la divina volontà, il disegno della salvezza, i progetti del suo cuore. Allora il profeta si sentiva invaso da una luce interiore sconosciuta e soprannaturale e sapeva con certezza assoluta che in quel momento Dio parlava dentro di lui e lo spingeva a proclamare le parole del Signore al popolo. Così accadde ad Isaia, a Geremia ed a tanti altri profeti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Spesso Dio univa insieme visioni e parole interiori e rivelava al profeta anche cose future. In questo caso il profeta, pur sapendo di parlare in nome di Dio e di rivelare il futuro non capiva fino in fondo il significato di quello che profetizzava per cui era costretto a ricorrere a parole e ad immagini che, a prima vista, sembrano oscure, ma quando il futuro si realizza, appaiono in tutta la luce della loro verità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Infine alcune volte il profeta sentiva l'impulso interiore di esortare il popolo alla conversione, di richiamarlo dal peccato, di minacciarlo dei divini castighi e lo faceva con parole sue e con sentimenti suoi, anche se sapeva che era Dio stesso a volere ciò. Così è accaduto spesso ai vari profeti dell'Antico e del Nuovo Testamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Notate bene che non sempre il carisma della profezia era unito alla santità della vita. Dio si è sempre mantenuto libero nelle sue scelte. Talvolta si è servito anche di gente pagana ed idolatra (come Balaam), in certi casi anche di persone indegne e cattive, come accadde al pontefice ebreo Caifa quando affermò: "E' meglio che Gesù solo muoia per tutti noi, piuttosto che i Romani vengano a massacrarci" e così, senza saperlo e senza volerlo (come recita il Vangelo) egli disse una grande verità e cioè che Gesù è morto al nostro posto, per noi tutti. La Chiesa insegna che nei profeti è lo Spirito Santo che agisce e parla e perciò che dai loro gesti e dalle loro parole noi veniamo a conoscere il disegno di Dio sul mondo. Ecco: questa è la divina rivelazione! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essa ha il suo centro in Gesù: Gesù è il Profeta per eccellenza. Egli infatti non solo ci dice di Dio cose che nessun altro ha mai detto né potrà dire, ma addirittura mostra Dio in se &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;stesso: "Chi vede Me, vede il Padre!". Per questo ogni altra rivelazione deve essere verificata con la rivelazione di Gesù e trova il suo compimento nella persona di Lui, nelle sue parole e nella sua opera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo anche non è possibile un'ulteriore rivelazione che aggiunga qualcosa alla rivelazione di Gesù. Certo, lo Spirito Santo ha ancora dei profeti in questo mondo e ne avrà sempre, ma essi non sono più chiamati a portare messaggi nuovi, bensì a richiamare ed a rischiarare il grande messaggio di Gesù, la sua Buona Novella. Oggi Dio ha dotato il suo popolo con un carisma nuovo: quello che ha affidato al Papa ed ai Vescovi, il carisma dell'infallibilità per confermare nella vera fede tutti i fratelli. Di fronte a nuove, presunte, rivelazioni stiamo ben attenti se siano in perfetta armonia con il Vangelo del Signore ed accolte come autentiche dalla Chiesa e dal suo Magistero. Purtroppo oggi c'è molta gente che corre a cercare rivelazioni a destra ed a sinistra... Gesù stesso e gli apostoli ci hanno messo in guardia da questa pericolosa insidia di Satana! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il poeta Dante, raccogliendo la vera saggezza cristiana, afferma: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avete il Vecchio e Nuovo Testamento e il Pastor della Chiesa che vi guida. Questo vi basti a vostro salvamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2° - Veniamo ora all'altro carisma dello Spirito Santo: quello dell'ispirazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questa parola intendiamo quell'azione dello Spirito mediante la quale, uomini scelti ed illuminati da Dio, hanno scritto tutte e solo quelle cose che Egli voleva trasmetterci. Nel corso dei secoli lo Spirito Santo si è posato su certe persone (profeti e non, apostoli e non) ed ha agito in esse con una triplice azione soprannaturale: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) le ha spinte a mettere per iscritto alcune cose (fatti, discorsi, poesie, ecc.); &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) le ha illuminate perché scrivessero tutto e solo quello che Egli voleva fosse scritto; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;c) le ha assistite perché nello scrivere non tradissero in nessun modo la verità, ma la servissero anche con la scelta delle stesse parole usate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste persone, che usiamo chiamare autori sacri, agiografi o anche uomini ispirati non sempre erano i profeti. Spesso erano i loro segretari, o i loro discepoli: così, per esempio, il vangelo di S. Marco è stato scritto da Marco, discepolo di Pietro, pur contenendo la predicazione dell'apostolo. Altrettanto avvenne soprattutto per i profeti dell'Antico Testamento. Gli stessi discorsi di Gesù non sono stati scritti da Lui, ma dai suoi discepoli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I profeti perciò erano illuminati dallo Spirito Santo affinché trasmettessero agli uomini la divina rivelazione; invece gli scrittori sacri erano ispirati affinché la scrivessero secondo il desiderio dello Spirito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non tutto ciò che è stato rivelato, è stato anche scritto, specialmente nel Nuovo Testamento. Per questo la Chiesa attinge la divina rivelazione dalla predicazione apostolica che arriva a noi e nella Sacra Scrittura e nella Sacra Tradizione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco come ne parla il Concilio Vaticano 11: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La Sacra Tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un unico sacro deposito della Parola di Dio affidato alla Chiesa. La Chiesa ha sempre considerato e considera le Divine Scritture, insieme con la Sacra Tradizione, come la regola suprema della propria fede: esse infatti, ispirate come sono da Dio e redatte una volta per sempre, impartiscono immutabilmente la Parola stessa di Dio e fanno risuonare, nelle parole dei Profeti e degli Apostoli, la voce dello Spirito Santo". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I santi Padri della Chiesa paragonano l'ispirazione biblica all'incarnazione di Cristo. E, a dire il vero, il paragone è quanto mai significativo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) Chi è che si incarna nel seno di Maria? E' il Verbo di Dio, cioè la Parola Persona, il Figlio Eterno del Padre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E chi è che si rivela nelle sacre scritture? E' sempre Lui, la Parola Vivente di Dio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) In che modo si incarna il Verbo nel seno di Maria? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si incarna per l'azione divina dello Spirito Santo. Gesù è il frutto dell'opera dello Spirito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così avviene nella Bibbia. E' l'azione dello Spirito che incarna, per così dire, la Parola Eterna di Dio ispirandola al sacro scrittore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;c) Come si incarna in Maria il Verbo di Dio? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si incarna in un determinato momento storico, assumendo un determinato aspetto fisico, parlando, vivendo, agendo secondo la mentalità e le modalità di quel momento e di quel luogo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così è avvenuto anche per l'ispirazione della Bibbia. Lo Spirito Santo ha illuminato gli scrittori sacri, ma li ha lasciati nella loro situazione terrena di ambiente, di linguaggio, ecc. La Bibbia è stata scritta per tutti gli uomini di tutti i tempi: essa porta un messaggio divino che è sempre attuale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però la parola che incarna questo messaggio rispecchia una mentalità, un carattere, una particolare situazione storica. E come per capire Gesù mi è necessario uno sforzo per entrare nel suo tempo e nel suo linguaggio, così devo fare per capire la Bibbia. Essa mi porta sì un messaggio per me oggi, ma lo porta rivestito di parole umane frutto di una situazione e di una mentalità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco perché, tra l'altro, noi abbiamo bisogno di una guida e di una maestra nella lettura e nella comprensione della Scrittura. Questa guida e questa maestra è la Santa Chiesa:- &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'apostolo San Pietro scrive in proposito: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Per mezzo dello Spirito Santo mandato dal Cielo, alcuni uomini vi hanno portato il messaggio del Vangelo...". E ancora: "Le parole dei profeti sono degne di fiducia, oggi più di prima. E voi farete bene a considerarle con attenzione. Esse sono come una lampada che brilla in un luogo oscuro, fino a quando non comincerà il giorno, e la stella del mattino illuminerà i vostri cuori. Soprattutto sappiate una cosa: gli antichi profeti non parlavano mai di loro iniziativa, ma furono uomini guidati dallo Spirito Santo e parlavano in nome di Dio. Perciò nessuno può spiegare con le sue sole forze le profezie che ci sono nella Bibbia" (cfr 2Pt 1,19-21) . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; CONTEMPLAZIONE&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli Atti degli Apostoli ci viene raccontato un fatto molto significativo per chi vuole conoscere la Bibbia. Chissà quante volte sarà capitato anche a te di non capire quello che leggi. Ebbene, hai vicino a te la Chiesa che, guidata dallo Spirito Santo, ti può condurre alla verità, Contempla questo episodio mettendoti umilmente accanto al ministro della regina Candàce. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Atti degli Apostoli cap. 8 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un angelo del Signore parlò intanto a Filippo: «Alzati, e và verso il mezzogiorno, sulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli si alzò e si mise in cammino, quand'ecco un Etíope, un eunuco, funzionario di Candàce, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i suoi tesori, venuto per il culto a Gerusalemme, se ne ritornava, seduto sul suo carro da viaggio, leggendo il profeta Isaia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disse allora lo Spirito a Filippo: «Và avanti, e raggiungi quel carro». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quegli rispose: «E come lo potrei se nessuno mi istruisce?». E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo: Come una pecora fu condotta al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non apre la sua bocca. Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato, ma la sua posterità chi potrà mai descriverla? Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E rivoltosi a Filippo l'eunuco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Filippo, prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli annunziò la buona novella di Gesù. Proseguendo lungo la strada, giunsero a un luogo dove c'era acqua e l'eunuco disse: «Ecco qui c'è acqua; che- cosa mi impedisce di essere battezzato?». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunuco, ed egli lo battezzò. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando furono usciti dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l'eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-6572080529381260298?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/6572080529381260298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/02/alle-sorgenti-della-pieta-xxvi-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/6572080529381260298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/6572080529381260298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/02/alle-sorgenti-della-pieta-xxvi-parte.html' title='Alle sorgenti della Pietà - XXVI parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-3265851938688170682</id><published>2012-01-30T18:42:00.000+01:00</published><updated>2012-01-30T18:42:56.166+01:00</updated><title type='text'>Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Quarantacinquesimo appuntamento</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Torniamo ad approfondire la figura di Santa Faustina Kowalska, nota come l'Apostola della Divina Misericordia. Vediamo cosa ci mostra oggi il Suo Diario:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;30 luglio [sic!] 1935. Giorno di Sant'Ignazio.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ho pregato fervorosamente questo santo, facendogli dei rimproveri: Come può osservarmi e non venirmi in aiuto in questioni tanto importanti, cioè nell'adempimento della volontà di Dio? Ho detto a questo santo: « O nostro Patrono, che sei stato infiammato dal fuoco dell'amore e dello zelo per la maggior gloria di Dio, Ti prego umilmente, aiutami a realizzare i disegni di Dio. Questo avveniva durante la santa Messa. All'improvviso sul lato sinistro dell'altare ho visto Sant'Ignazio con un gran libro in mano, il quale mi ha detto queste parole: « &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Figlia Mia, non sono indifferente alla tua causa. Questa regola si può adattare anche a questa congregazione&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; ». E indicando il libro con la mano, scomparve. Mi rallegrai enormemente vedendo quanto i santi si interessino di noi e quanto sia stretta l'unione con loro. O bontà di Dio! Come è bello il mondo interiore dato che già qui sulla terra trattiamo direttamente coi santi. Per tutta la giornata sentii la vicinanza di questo Patrono, a me così caro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;5 agosto 1935. Festa della Madonna della Misericordia.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Mi sono preparata a questa festa con un fervore maggiore degli anni passati. Al mattino di questo giorno ho avuto una lotta interiore al pensiero che debbo abbandonare la Congregazione che gode della protezione particolare di Maria. In questa lotta è trascorsa la meditazione e la prima Santa Messa. Durante la seconda S. Messa ho pregato così la Madre Santissima: « O Maria, è difficile per me staccarmi dalla Congregazione che è sotto il Tuo speciale patrocinio ». All'improvviso vidi la Santissima Vergine indicibilmente bella, che dall'altare si avvicinò a me, al Mio inginocchiatoio. Mi strinse a Sé e mi disse queste parole: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Vi sono Madre per l'infinita Misericordia di Dio. L'anima che mi è più cara è quella che compie fedelmente la volontà di Dio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;». Mi fece comprendere che ho eseguito fedelmente tutti i desideri di Dio e per questo ho trovato grazia ai Suoi occhi. « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sii coraggiosa; non temere gli ostacoli ingannevoli, ma considera attentamente la Passione di Mio Figlio ed in questo modo vincerai &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adorazione notturna. Mi sentivo molto male e mi sembrava che non avrei potuto andare all'adorazione, ma ci misi tutta la forza della volontà e, benché fossi caduta nella cella, non badai a quello che mi doleva, avendo davanti agli occhi la Passione di Gesù. Quando giunsi in cappella ebbi la comprensione interiore di quanto sia grande la ricompensa che Iddio ci prepara, non solo per le buone azioni, ma anche per il desiderio sincero di compierle. Che grande grazia di Dio è questa! Oh, come è dolce lavorare con sacrificio per Iddio e per le anime! Non voglio riposare durante la battaglia, ma combatterò fino all'ultimo soffio di vita per la gloria del mio Re e Signore. Non deporrò la spada finché non mi prenderà davanti al Suo trono; non temo i colpi poiché il mio scudo è Dio. Il nemico deve aver paura di noi, non noi del nemico. Satana vince solo i superbi e vili, poiché gli umili posseggono la forza. Nulla confonde né spaventa un'anima umile. Ho indirizzato il mio volo verso l'ardore stesso del sole e nulla riuscirà a farmelo abbassare. L'amore non si lascia incatenare, è libero come una regina; l'amore giunge fino a Dio. Una volta, dopo la S. Comunione, udii queste parole: “Tu sei la nosrra dimora”. In quell'istante avvertii nell'anima la presenza della SS.ma Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo. Mi sentivo il tempio di Dio. Sento che sono figlia del Padre. Non so dare spiegazione di tutto, ma lo spirito lo comprende bene. O bontà infinita, come Ti abbassi fino ad una misera creatura! Se le anime vivessero nel raccoglimento, Iddio farebbe subito sentir loro la Sua voce, poiché la dissipazione soffoca la parola del Signore. Una volta il Signore mi disse: «&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Perché hai paura e tremi, quando sei unita a Me? Non Mi piace un'anima soggetta ad inutili paure. Chi oserebbe toccarti quando sei con Me? L'anima che Mi è più cara è quella che crede fermamente nella Mia bontà ed ha piena fiducia in Me: le ricambio la Mia fiducia e le do tutto quello che chiede&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;». Una volta il Signore mi disse: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Figlia Mia, prendi le grazie che gli uomini disprezzano; prendine quante riesci a portarne&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». In quell'istante la mia anima venne inondata dall'amore di Dio. Sento che sono unita al Signore così strettamente che non riesco a trovare un termine col quale poter definire bene quest'unione; inoltre sento che tutto ciò che Dio ha, tutti i beni ed i tesori, sono miei, sebbene non mi occupi molto di essi, poiché mi basta Lui solo. In Lui vedo tutto; all'infuori di Lui: nulla. Non cerco la felicità all'infuori dell'intimo, dove dimora Iddio. Gioisco di Dio nel mio intimo; qui dimoro continuamente con Lui; qui avviene il mio rapporto più familiare con Lui; qui con Lui dimoro sicura; qui non giunge occhio umano. La Santissima Vergine mi incoraggia a trattare così con Dio. Quando mi colpisce qualche sofferenza, ora non mi procura più amarezza, né le grandi consolazioni mi esaltano; si sono impadronite di me la serenità e l'equilibrio dello spirito, che deriva dalla conoscenza della verità. Che m'importa vivere circondata da cuori ostili, quando ho la pienezza della felicità nella mia anima? Oppure a cosa può giovarmi il favore del cuore degli altri, se non posseggo nel mio intimo Iddio? Quando ho Dio nel mio intimo, chi potrà in qualche modo danneggiarmi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s320/73200I.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s320/73200I.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-3265851938688170682?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/3265851938688170682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/scopriamo-santa-maria-faustina-kowalska_30.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3265851938688170682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3265851938688170682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/scopriamo-santa-maria-faustina-kowalska_30.html' title='Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Quarantacinquesimo appuntamento'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s72-c/73200I.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-4773303365622501566</id><published>2012-01-29T10:02:00.000+01:00</published><updated>2012-01-29T10:02:12.406+01:00</updated><title type='text'>Chi è mai costui? Ha una dottrina nuova</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.conmaria.it/Lo_Spirito_Santo/Cacciatadidemoni.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="262" src="http://www.conmaria.it/Lo_Spirito_Santo/Cacciatadidemoni.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Torna l'appuntamento domenicale di meditazione del Vangelo: quest'oggi, meditiamo la pagina evangelica che ci mostra lo stupore suscitato dall'insegnamento di Gesù, attraverso il commento di mons. Antonio Riboldi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si rimane certamente impressionati e direi 'catturati' dalla parola di chi sa offrire proprio nella parola squarci di verità che in fondo sono la vera sete dell'uomo. Abbiamo bisogno di parole che contengano verità e amore. Altre parole possono solo ingigantire quel chiasso che già ci circonda, risultato dei mezzi di comunicazione o di presunti dialoghi tra noi che, di fatto, sono davvero un suono confuso che non giunge al cuore. E' una vita, da parroco e da vescovo, che cerco di porgere la vera Parola di vita, quella di Gesù. A volte ho l'impressione che la gente sentendo la Parola di Dio, provi la gioia e lo stupore degli ascoltatori di Gesù, di cui leggiamo nel Vangelo di oggi. Ricordo un fatto che mi ha lasciato una grande impressione e il desiderio di portare ovunque la parola di Dio. Superficialmente può sembrare che l'uomo si affidi solo alla parola di uomini, ma tutti sappiamo come difficilmente il nostro povero argomentare risponda a quella sete di verità e di amore che cerchiamo. Solo di fronte alla Parola di Dio, se bene ascoltata ed accolta, si ha la certezza di stare di fronte alla verità, che fa conoscere l'amore.&lt;br /&gt;Invitato un giorno d'estate a partecipare ad una festa patronale, che sembrava essere stata ingoiata dal consumismo, lasciando pochissimo spazio alla Parola, contrariamente a quanto si attendevano gli organizzatori, (in seguito anche a fallimenti, in questo senso, negli anni passati) la sala si riempì talmente che molti furono costretti a seguire l'incontro affacciati alle finestre. Incredibile!&lt;br /&gt;Il tema era "Gesù, il vero segreto della felicità". Sembrava un tema in aperto contrasto con la festa civile. Quello che mi sorprese è stato il grande silenzio con cui tutti seguirono l'incontro, come fossero in presenza di una verità che covavano nel cuore. Dopo un'ora, cercai di chiudere l'incontro, ma la gente mi pregò di andare avanti. "Continui, Padre, fu l'invito, qui abbiamo trovato il senso della vita, fuori c'è solo la grande farsa dell'uomo smarrito'. E si continuò per un'altra ora.&lt;br /&gt;Un fatto che mi convinse ulteriormente di quanto la gente, anche oggi, nonostante l'apparente indifferenza o disinteresse, senta la necessità di verità, quella che solo Dio sa donare.&lt;br /&gt;I primi passi di Gesù tra la gente evidenziano e descrivono proprio questo stupore davanti alla Parola. Racconta l'evangelista Marco: "A Cafarnao - racconta Marco - entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo, che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: 'Che c'entri con noi Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Lo so chi sei, il Santo di Dio. E Gesù lo sgridò: 'Taci! Esci da quell'uomo'. E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: 'Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!'. La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea. (Mc. 1,21-28)&lt;br /&gt;Difficile 'parlare con autorità', ossia dando alla parola quella verità che deve contenere la luce per lo spirito. Sì, è difficile. Si ha come l'impressione che a volte anche noi ci affidiamo al chiasso della parola, mettendo in angolo il bisogno della verità.&lt;br /&gt;Basterebbe a volte seguire un comizio, per capire che le parole sono solo un mezzo per ottenere il consenso, tante volte senza alcun contenuto realistico e veritiero. O basta affidarsi ad un telegiornale per uscirne sbigottiti: si parla di tutto, notizie mescolate ad opinioni, cronaca nera intrecciata a quella rosa, ma sicuramente è il male che prevale, difficilmente si può sapere del bene che pur fa parte della nostra quotidianità. Eppure Dio solo sa come invece sentiamo la necessità di sentire qualcosa di bello e di vero.&lt;br /&gt;Può accadere anche nelle chiese ascoltando le omelie. Possiamo davvero dire che il nostro annuncio della Parola provochi stupore nei fedeli o, a volte, è quasi come se la PAROLA di DIO; proclamata, appartenesse ad un altro mondo?&lt;br /&gt;E' compito di noi sacerdoti e vescovi, trasmettere lo stupore di cui parla il Vangelo, ma per questo per primi dobbiamo sperimentarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo un discorso del beato Giovanni Paolo II alla giornata mondiale della gioventù. I giovani vedevano nel Santo Padre LA P AROLA. Era Parola la sua stessa presenza.&lt;br /&gt;Già sofferente, fu difficile al Santo Padre parlare. Ma i giovani avevano già visto in lui quella Parola che attendevano, tanto che ad un certo momento un giovane, gridò "Tu, la Parola fatta carne!"&lt;br /&gt;La Parola di Dio non ha bisogno di quell'abito di eleganza che a volte sfoggiamo noi sacerdoti. Avevo ascoltato il discorso di un sacerdote conosciuto e stimato da tante persone: parole che mi lasciarono il ricordo di una esibizione inutile. Tornando a casa, mi imbattei in una piccola chiesa. Entrai. Un sacerdote, dall'apparenza umile e timida, stava predicando. Mi colpì la sua grande fede che si trasmetteva ai fedeli. Davvero in quella semplicità umile, la Parola si faceva 'cibo dell'anima'. E Dio sa quanto abbiamo bisogno di verità. Ma occorre che ci sia chi sappia proporcela. E' un compito di chi è chiamato a proclamarla, sacerdoti e vescovi, ma ricordando che tutti i credenti sono chiamati ad annunciare la Parola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovremmo essere capaci di rendere attuali le parole del Vangelo di oggi:&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: "Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità&lt;/em&gt;."&lt;br /&gt;E confesso che non è facile avere questa autorità. Per noi sacerdoti, in particolare, si impone una grande preparazione, accompagnata da umiltà, e dalla preghiera.&lt;br /&gt;La Parola di Dio, che siamo chiamati a donare ai fedeli, è importante come l'Eucarestia che celebriamo. Se l'Eucarestia è il pane del Cielo che dà la vita, la Parola è il pane della fede che si fa indirizzo e forza della vita.&lt;br /&gt;Sono tante le raccomandazioni che riceviamo, vescovi e sacerdoti, di sapere donare la Parola, con cuore fedele, annuncio sincero, con gioia e stupore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse a volte siamo preoccupati del tempo a disposizione. Ma quando i fedeli sentono il calore e la luce della verità, proclamata da uno che fa della Parola il senso della vita, non guarda l'orologio.&lt;br /&gt;E che ci sia oggi necessità urgente la conoscenza della Parola, ma, ripeto, come una luce per il cuore e la mente, credo, sia una consapevolezza di tutti i fedeli ed anche di quanti, pur non frequentando le liturgie, nella vita si accorgono di essere storditi da parole vuote e a volte dannose, che generano solo chiasso o turbamento, senza mai essere uno sprazzo di luce per il cuore.&lt;br /&gt;Ed era quello che proclamò in un discorso famoso il nostro caro Paolo VI, un vero profeta nella Parola. E' il celebre suo discorso sulla necessità di Gesù tra noi.&lt;br /&gt;"Oggi l'ansia di Cristo pervade anche il mondo dei lontani, quando in essi vibra qualche autentico movimento spirituale.&lt;br /&gt;La storia contemporanea ci mostra i segni di un messianismo profano. Il mondo, dopo avere dimenticato e negato Cristo, lo cerca.&lt;br /&gt;Ma non Lo vuole cercare per quello che è e dove è.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Lo cerca tra gli uomini mortali: ricusa di adorare Dio che si è fatto uomo e non teme di prostrarsi servilmente davanti all'uomo che si fa Dio. Dalla inquietudine degli uomini laici e ribelli, prorompe fatale una confessione del Cristo assente: di te abbiamo bisogno.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Di te abbiamo bisogno dicono altre voci isolate e disperate, sono molte oggi e fanno coro. E' una strana sinfonia di nostalgici che sospirano a Cristo perduto; di generosi che da Lui imparano il vero eroismo, di sofferenti che sentono simpatia per l'uomo dei dolori, di delusi che cercano una parola ferma, una pace serena; di onesti che riconoscono la saggezza del vero maestro. L'ansia di trovare Cristo si insinua anche in un mondo avvinto dalla tecnica, dal materialismo e dalla politica; e sospira: o Cristo, nostro unico mediatore, tu ci sei necessario per venire in comunione con Dio Padre, per diventare con te, che sei Figlio unico e Signore nostro, suoi figli adottivi. Tu ci sei necessario o solo e vero maestro delle verità recondite e indispensabili della vita, per conoscere il nostro essere e il nostro destino e la via per conseguirlo. Tu ci sei necessario, o fratello primogenito del genere umano, per ritrovare le ragioni vere della fraternità tra gli uomini, i fondamenti della giustizia, i tesori della carità, il sommo bene della pace.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Tu ci sei necessario, o Cristo, o Signore, o Dio-con-noi, per imparare l'amore vero e per camminare nella gioia e nella forza della carità, lungo il cammino della nostra via faticosa, fino all'incontro finale con te amato, con te atteso, con te benedetto nei secoli". (Quaresima 1955)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-4773303365622501566?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/4773303365622501566/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/chi-e-mai-costui-ha-una-dottrina-nuova.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/4773303365622501566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/4773303365622501566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/chi-e-mai-costui-ha-una-dottrina-nuova.html' title='Chi è mai costui? Ha una dottrina nuova'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-843574143954714544</id><published>2012-01-27T16:30:00.000+01:00</published><updated>2012-01-27T16:40:27.295+01:00</updated><title type='text'>Per non dimenticare</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TUGVsd23T4I/AAAAAAAABuA/eMGMnZRizD4/s1600/Giornata_della_memoria.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="220" src="http://2.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TUGVsd23T4I/AAAAAAAABuA/eMGMnZRizD4/s320/Giornata_della_memoria.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Oggi, 27 Gennaio, ricorre la Giornata della Memoria. In questo giorno l'uomo deve ricordare il massacro compiuto su milioni di persone: un massacro causato da discriminazione, odio e delirio di onnipotenza. E dobbiamo ricordare tutto questo per impedire che un simile orrore si ripeta nel futuro. Purtroppo ancora oggi ci sono spinte razziste preoccupanti: odi che vogliono spingere per un ritorno all'età del nazismo e del fascismo. Queste idee vanno diffondendosi soprattutto tra le giovani generazioni: per questo dobbiamo fare in modo che essi comprendano la conseguenza dell'odio e il dolore che è stato recato a milioni di uomini come noi. Io non posso nemmeno immaginare quel dolore, il terrore che è stato provato in quegli anni infernali: la paura della deportazione, dei campi di concentramento, delle morti assurde. Mi viene davvero il cuore in gola nel pensare a cosa l'uomo è giunto.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;C'è un uomo che ha vissuto gli orrori del nazismo, che ha vissuto la paura, che ha vissuto il vero terrore e che ha visto morire chi amava, nella terra che amava: Karol Wojtyla. Nonostante tutto l'orrore di quel periodo, Dio aveva già fatto scattare una scintilla da quella Polonia così distrutta e martoriata: e quella scintilla era proprio Karol che sarebbe divenuto il Pastore della Chiesa Cattolica e che avrebbe rappresentato un simbolo della vera fede. Ora siamo prossimi alla sua beatificazione e questo mi rende particolarmente felice. Considerando queste premesse, ho pensato che nel giorno della Memoria, fosse giusto dar spazio al nostro Giovanni Paolo II che, durante il viaggio apostolico in Polonia (il secondo del suo pontificato), sua terra natia, andò a visitare il lager di Brzezinka. Quelle che seguono sono parole che hanno fatto la storia e che hanno segnato un'apertura nel dialogo tra ebrei e cattolici. Ma più di ogni altra cosa, queste parole sono parole di vita che sottolineano l'orrore di quegli anni e che invitano a far di tutto per evitare che in futuro possano nuovamente accadere cose così aberranti:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;SANTA MESSA PRESSO IL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI BRZEZINKA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OMELIA DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brzezinka, 7 giugno 1979&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;1. “...Questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede” (1Gv 5,4).&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste parole della Lettera di San Giovanni mi vengono alla mente e mi penetrano nel cuore, quando mi trovo in questo posto in cui si è compiuta una particolare vittoria per la fede. Per la fede che fa nascere l’amore di Dio e del prossimo, l’unico amore, l’amore supremo che è pronto a “dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13; cf.Gv 10,11). Una vittoria, dunque, per l’amore, che la fede ha vivificato fino agli estremi dell’ultima e definitiva testimonianza. Questa vittoria per la fede e per l’amore l’ha riportata in questo luogo un uomo, il cui nome è Massimiliano Maria, il cognome: Kolbe; di professione (come si scriveva di lui nei registri del campo di concentramento): sacerdote cattolico; di vocazione: figlio di San Francesco; di nascita: figlio di semplici, laboriosi e devoti genitori, tessitori nei pressi di Lodz; per grazia di Dio e per giudizio della Chiesa: beato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vittoria mediante la fede e l’amore l’ha riportata quell’uomo in questo luogo, che fu costruito per la negazione della fede – della fede in Dio e della fede nell’uomo – e per calpestare radicalmente non soltanto l’amore, ma tutti i segni della dignità umana, dell’umanità. Un luogo, che fu costruito sull’odio e sul disprezzo dell’uomo nel nome di una ideologia folle. Un luogo, che fu costruito sulla crudeltà. Ad esso conduce una porta, ancor oggi esistente, sulla quale è posta una iscrizione: “Arbeit Macht frei”, che ha un suono sardonico, perché il suo contenuto era radicalmente contraddetto da quanto avveniva qua dentro.&lt;br /&gt;In questo luogo del terribile eccidio, che recò la morte a quattro milioni di uomini di diverse nazioni, Padre Massimiliano, offrendo volontariamente se stesso alla morte nel bunker della fame per un fratello, riportò una vittoria spirituale simile a quella di Cristo stesso. Questo fratello vive ancor oggi sulla terra polacca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Padre Massimiliano Kolbe fu l’unico? Egli, certo, riportò una vittoria che risentirono subito i compagni di prigionia e che risentono ancor oggi la Chiesa e il mondo. Sicuramente, però, molte altre simili vittorie sono state riportate; penso, ad esempio, alla morte nel forno crematorio di un campo di concentramento della Carmelitana suor Benedetta della Croce, al mondo Edith Stein, illustre allieva di Husserl, che è diventata ornamento della filosofia tedesca contemporanea, e che discendeva da una famiglia ebrea abitante a Wroclaw.Sul posto ove è stata calpestata in modo così orrendo la dignità dell’uomo, la vittoria riportata mediante la fede è l’amore!&lt;br /&gt;Può ancora meravigliarsi qualcuno che il Papa, nato ed educato in questa terra, il Papa che è venuto alla Sede di San Pietro dalla diocesi sul cui territorio si trova il campo di Oswiecim, abbia iniziato la sua prima Enciclica con le parole Redemptor Hominis e che l’abbia dedicata nell’insieme alla causa dell’uomo, alla dignità dell’uomo, alle minacce contro di lui e infine ai suoi diritti inalienabili che così facilmente possono essere calpestati ed annientati dai suoi simili? Basta rivestire l’uomo di una divisa diversa, armarlo dell’apparato della violenza, basta imporgli l’ideologia nella quale i diritti dell’uomo sono sottomessi alle esigenze del sistema, completamente sottomessi, così da non esistere di fatto?...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.Vengo qui oggi come pellegrino. Si sa che molte volte mi sono trovato qui... Quante volte! E molte volte sono sceso nella cella della morte di Massimiliano Kolbe e mi sono fermato davanti al muro dello sterminio e sono passato tra le macerie dei forni crematori di Brzezinka. Non potevo non venire qui come Papa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vengo dunque in questo particolare santuario, nel quale è nato – posso dire – il patrono del nostro difficile secolo, così come nove secoli fa nacque sotto la spada in Rupella San Stanislao, Patrono dei Polacchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vengo per pregare insieme con voi tutti che oggi siete venuti qui – e insieme con tutta la Polonia – e insieme con tutta l’Europa. Cristo vuole che io, divenuto il Successore di Pietro, renda testimonianza davanti al mondo di ciò che costituisce la grandezza dell’uomo dei nostri tempi e la sua miseria. Di quel che è la sua sconfitta e la sua vittoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vengo allora e mi inginocchio su questo Golgota del mondo contemporaneo, su queste tombe, in gran parte senza nome, come la grande tomba del Milite Ignoto. Mi inginocchio davanti a tutte le lapidi che si susseguono e sulle quali è incisa la commemorazione delle vittime di Oswiecim nelle seguenti lingue: Polacco, Inglese, Bulgaro, Zingaro, Ceco, Danese, Francese, Greco, Ebraico, Yiddish, Spagnolo, Fiammingo, Serbo-Croato, Tedesco, Norvegese, Russo, Rumeno, Ungherese, Italiano.&lt;br /&gt;In particolare mi soffermo insieme con voi, cari partecipanti a questo incontro, davanti alla lapide con l’iscrizione in lingua ebraica. Questa iscrizione suscita il ricordo del Popolo, i cui figli e figlie erano destinati allo sterminio totale. Questo Popolo ha la sua origine da Abramo, che è padre della nostra fede (cf. Rm 4,12), come si è espresso Paolo di Tarso. Proprio questo popolo, che ha ricevuto da Dio il comandamento: “non uccidere”, ha provato su se stesso in misura particolare che cosa significa uccidere. Davanti a questa lapide non è lecito a nessuno di passare oltre con indifferenza.&lt;br /&gt;Ancora davanti ad un’altra lapide scelgo di soffermarmi: quella in lingua russa. Non aggiungo alcun commento. Sappiamo di quale nazione parla. Conosciamo quale è stata la parte avuta da questa nazione nell’ultima terribile guerra per la libertà dei popoli. Davanti a questa lapide non si può passare indifferenti.&lt;br /&gt;Infine l’ultima lapide: quella in lingua polacca. Sono sei milioni di Polacchi che hanno perso la vita durante la seconda guerra mondiale: la quinta parte della nazione. Ancora una tappa delle lotte secolari di questa nazione, della mia nazione, per i suoi diritti fondamentali fra i popoli dell’Europa. Ancora un alto grido per il diritto ad un suo proprio posto sulla carta dell’Europa. Ancora un doloroso conto con la coscienza dell’umanità. Ho scelto soltanto tre lapidi. Bisognerebbe fermarsi ad ognuna di quelle esistenti, e così faremo.&lt;br /&gt;3. Oswiecim è un tale conto. Non lo si può soltanto visitare. Bisogna in questa occasione pensare con paura dove si trovano le frontiere dell’odio, le frontiere della distruzione dell’uomo, le frontiere della crudeltà.&lt;br /&gt;Oswiecim è una testimonianza della guerra. La guerra porta con sé una sproporzionata crescita dell’odio, della distruzione, della crudeltà. E se non si può negare che essa manifesta anche nuove possibilità del coraggio umano, dell’eroismo, del patriottismo, rimane tuttavia il fatto che in essa prevale il conto delle perdite. Prevale sempre di più, perché ogni giorno cresce la capacità distruttiva delle armi inventate dalla tecnica moderna. Delle guerre sono responsabili non solo quanti le procurano direttamente, ma anche coloro che non fanno tutto il possibile per impedirle. E perciò mi sia permesso di ripetere in questo luogo le parole che Paolo VI pronunciò davanti all’Organizzazione delle Nazioni Unite: “Basta ricordare che il sangue di milioni di uomini e innumerevoli ed inaudite sofferenze, inutili stragi e formidabili rovine sanciscono il patto che vi unisce, con un giuramento che deve cambiare la storia futura del mondo: non più la guerra, non più la guerra! La pace, la pace deve guidare le sorti dei Popoli e dell’intera umanità!” (Paolo VI, Allocutio in Consilio Nationum Unitarum: AAS 57 [1965] 881).&lt;br /&gt;Se comunque questa grande chiamata di Oswiecim, il grido dell’uomo qui martoriato deve portare frutti per l’Europa (e anche per il mondo), bisogna trarre tutte le giuste conseguenze dalla “Dichiarazione dei Diritti dell’uomo”, come esortava a fare Giovanni XXIII nell’enciclica Pacem in Terris. In essa infatti viene “riconosciuta, nella forma più solenne, la dignità di persona a tutti gli esseri umani; e viene di conseguenza proclamato come loro fondamentale diritto quello di muoversi liberamente nella ricerca del vero, nell’attuazione del bene morale e della giustizia; e il diritto a una vita dignitosa; e vengono pure proclamati altri diritti connessi con quelli accennati” (Giovanni XXIII, Pacem in Terris, IV: AAS 55 [1963] 295-296).&lt;br /&gt;Bisogna ritornare alla sapienza del vecchio maestro Pawel Wlodkowic, Rettore dell’Università Jagellonica a Cracovia, ed assicurare i diritti delle nazioni: all’esistenza, alla libertà, all’indipendenza, alla propria cultura, all’onesto sviluppo.&lt;br /&gt;Scrive Wlodkowic: “Dove opera più il potere che l’amore, si cercano i propri interessi e non quelli di Gesù Cristo, quindi ci si allontana facilmente dalla norma della legge divina... Ogni diritto si oppone a chi minaccia quanti vogliono vivere in pace: vi si oppone il diritto civile... e canonico..., il diritto naturale, cioè il principio: “Quello che vuoi per te, fallo all’altro”. Si oppone il diritto divino, in quanto... nell’enunciato “Non rubare” viene proibita ogni rapina e nell’enunciato “Non uccidere” ogni violenza” (Pawel Wlodkowic, Saeventibus 1415, Tract. II, Solutio quaest. 4ª; cf. L. Ehrlich, Pisma Wybrane Pawla Wlodkowica, Warszawa 1968, t. 1, s. 61; 58-59).&lt;br /&gt;E non soltanto il diritto vi si oppone, ma anche e, soprattutto, l’amore. Quell’amore del prossimo nel quale si manifesta e si traduce l’amore di Dio che il Cristo ha proclamato come il suo comandamento. Ma è anche il comandamento che ogni uomo porta scritto nel suo cuore, scolpito dal suo stesso Creatore. Tale comandamento si concreta anche nel “rispetto dell’altro”, della sua personalità, della sua coscienza; si concreta nel “dialogo con l’altro”, nel saper ricercare e riconoscere quanto di buono e di positivo può esserci anche in chi ha idee diverse dalle nostre, anche in chi, in buona fede, sinceramente erra.&lt;br /&gt;Mai l’uno a spese dell’altro, a prezzo dell’asservimento dell’altro, a prezzo della conquista, dell’oltraggio, dello sfruttamento e della morte!&lt;br /&gt;Pronuncia queste parole il successore di Giovanni XXIII e di Paolo VI. Ma le pronuncia contemporaneamente il figlio della Nazione che nella sua storia remota e più recente ha subìto dagli altri un molteplice travaglio. E non lo dice per accusare, ma per ricordare. Parla a nome di tutte le Nazioni, i cui diritti vengono violati e dimenticati. Lo dice perché a ciò lo sollecitano la verità e la sollecitudine per l’uomo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Santo Dio, Santo Potente, Santo e immortale! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla pestilenza, dalla fame, dal fuoco e dalla guerra... e dalla guerra, liberaci, o Signore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.nostreradici.it/papa.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.nostreradici.it/papa.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-843574143954714544?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/843574143954714544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/01/per-non-dimenticare.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/843574143954714544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/843574143954714544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/01/per-non-dimenticare.html' title='Per non dimenticare'/><author><name>Angel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10192843818584780362</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/Sq-t8I8y7MI/AAAAAAAAAIE/Gb2VJ1DI-Xo/S220/Copia+di+angelo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TUGVsd23T4I/AAAAAAAABuA/eMGMnZRizD4/s72-c/Giornata_della_memoria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-8929468745619059754</id><published>2012-01-22T09:09:00.000+01:00</published><updated>2012-01-22T09:09:27.983+01:00</updated><title type='text'>La chiamata al sacerdozio, "altro Cristo"</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Carissimi, il nostro cuore oggi è triste perché ci ha lasciati la nostra cara Patrizia; ma noi siamo certi che lei non ci avrebbe voluti tristi e avrebbe voluto vederci continuare a rendere testimonianza alla nostra fede. La ricordiamo riflettendo sul Vangelo di oggi attraverso le parole di Monsignor Riboldi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Dio ci chiamò alla vita diede a ciascuno di noi un compito con cui, non solo si realizza il disegno della santità, ma anche la bellezza del servizio per i fratelli.&lt;br /&gt;E' la vocazione. Tutti, senza eccezione, abbiamo la nostra vocazione, ossia questo cammino della vita in cui passo, passo, facendosi guidare da Dio, si compie il disegno della santità: una santità che ha per ciascuno un volto diverso dall'altro, ma a tutti garantisce la personale realizzazione nella vita e nell'eternità.&lt;br /&gt;Penso alla vocazione di tanti sposi, che sanno ricamare la bellezza incredibile del loro amore e la guida dei figli, come un racconto di fedeltà ed una meravigliosa storia di figli che continuano la storia dell'amore di Dio, con il compiere il disegno che Dio ha posto su di loro.&lt;br /&gt;Non si finisce mai di rendere grazie a Dio per tutto quello che sa compiere tramite gli uomini, se Gli sono fedeli, sulla terra. Certo l'uomo è anche capace di usare i doni di intelligenza, di scienza, non al servizio dell'uomo, ma causando del male all'uomo.&lt;br /&gt;Basta dare uno sguardo fugace e preoccupato, su tutti gli ordigni che ogni giorno si moltiplicano sulla terra, ordigni di guerra. Si spendono incredibili somme, sottratte al benessere delle popolazioni, per dare corso a ciò che è solo mezzo di distruzione.&lt;br /&gt;Ma è questo che dal Padre siamo chiamati a fare? E' questa la vocazione che ha posto in ciascuno di noi? Dovremmo ogni giorno chiederci se si vive per la gloria di Dio e il bene dei fratelli, o se la vita è un intreccio di egoismi che nulla hanno a che fare con ciò che Dio ha pensato e progettato per noi e per il bene della umanità.&lt;br /&gt;Sarebbe bene che nelle linee del Vangelo di oggi tutti dessimo uno sguardo alla storia della nostra vita: vocazione disegnata dal Padre per il bene nostro e di quanti incontriamo o sono vicini nella vita. Ma è così?&lt;br /&gt;Confrontandoci alla luce della Parola, forse potremmo scoprire di essere molto lontani dal pensiero di Dio, quando invece la nostra vita dovrebbe essere il racconto del nostro viaggio sulla terra con e per gli altri, che il Padre ha disegnato per tutti. Ed allora occorre un cambiamento, se veramente vogliamo trovare pace e serenità in Lui.&lt;br /&gt;Ma ci sono anche vocazioni che sono davvero speciali, come quelle a cui Gesù ha chiamato, iniziando il suo piano di salvezza, invitando persone semplici a seguirLo, per poi un giorno diventare le colonne fondamentali della Sua Chiesa: gli apostoli, chiamati a seguire ieri Gesù, oggi a fare strada a noi.&lt;br /&gt;Racconta Marco, l'evangelista:&lt;br /&gt;"Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea, predicando il Vangelo di Dio e dicendo: 'Il tempo è vicino: convertitevi e credete nel Vangelo"'.&lt;br /&gt;E passando lungo il mare di Galilea vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare, erano infatti pescatori. Gesù disse loro: 'Seguitemi, vi farò pescatori di uomini'.&lt;br /&gt;E subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando un poco oltre, vide sulla barca Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, mentre riassettavano le reti. Li chiamò ed essi, lasciato il loro padre Zebedeo sulla barca con i garzoni, lo seguirono". (Mc. 1, 16-20)&lt;br /&gt;Stupisce questa prontezza nel seguire Gesù. Non sapevano nulla di ciò che li attendeva. Erano poveri uomini come tutti noi. Ma un giorno, dopo la Pentecoste, saranno le pietre d'angolo su cui si fonda la Chiesa e quindi noi.&lt;br /&gt;E davvero ci assale lo stupore in questa scelta. Da poveri uomini, più volte nel Vangelo si evidenzia come il loro sogno fosse di divenire 'qualcuno che contà seguendo Gesù. E lo ammettono. Mostrano tutta la loro debolezza nel Getsemani addormentandosi, e, quando Gesù viene arrestato, scappano e si nascondono, tranne Pietro che però poi si lascia prendere dalla paura e lo rinnega tre volte fino al canto del gallo, come gli aveva predetto Gesù. Semplicemente ebbero paura di finire come Gesù. C'è tutta la debolezza dell'uomo che sognava forse altro, seguendo Gesù, e si vede crollare il mondo. Lo dichiarano frastornati anche i due discepoli sulla strada di Emmaus.&lt;br /&gt;Eppure rimane in loro quello che non si cancella dal cuore, che sa che l'amore va oltre tutte le prove. E lo dimostra Pietro quando incontrando Gesù, dopo la resurrezione, alla domanda esplicita del Maestro: "Pietro mi ami tu più di costoro?" La risposta non lascia spazio ai dubbi. "Signore, tu sai che io Ti amo". Dopo la Pentecoste, in cui lo Spirito prende dimora in loro, esplode la loro potenza di apostoli, che affronteranno tutto e tutti per annunciare Gesù e il suo V angelo.&lt;br /&gt;Non si lasceranno fermare da prigioni, battiture e tormenti, fino al martirio.&lt;br /&gt;Gesù aveva avuto e continua ad avere tanta fiducia in loro. Li considerava 'amici', come è nel Vangelo, prima ancora dei loro abbandoni e tradimenti: "Il mio comandamento è questo: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha amore più grande di questo; morire per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate quello che comando. Non vi chiamo più schiavi, perché lo schiavo non sa cosa fa il suo padrone. Vi ho chiamato amici perché vi ho fatto sapere quello che ho udito dal Padre mio. Non siete voi che avete scelto me, ma io ho scelto voi, e vi ho destinato a portare molto frutto, un frutto duraturo" ( Gv. 15, 12-16)&lt;br /&gt;E' davvero commovente questa scelta di GESÙ, che non si ferma alle debolezze umane, ma sa che con la forza dello Spirito, un giorno, i Suoi amici saranno pronti a dare la vita per farLo conoscere e annunciare il Suo Vangelo.&lt;br /&gt;Basterebbe leggere la vita di tanti, in ogni tempo, di come hanno interpretato la volontà di Dio, seguendo la propria vocazione, senza paura nel darsi totalmente, per restare fedeli all'amicizia con Gesù. Non parlo solo di martiri, o di santi speciali, ma voglio riferirmi a tanta gente semplice che ho incontrato nella mia vita pastorale e che sempre hanno lasciato una traccia in me della loro passione per Gesù ed hanno dato nella vita una testimonianza di amore a Dio e quanti erano loro vicini. Penso ai tanti missionari - sconosciuti alle cronache del mondo - ma sparsi nel mondo, che non hanno paura delle difficoltà, fino al martirio a volte, per fare conoscere Gesù a chi non Lo conosce. E' davvero immenso il mondo di chi ha interpretato la vita come una vocazione, chiamata di Dio. Del resto, se dalla nostra vita togliamo questo spirito, che resta della nostra esistenza?&lt;br /&gt;Un viaggio nel nulla e verso il nulla, che fa tristi ed è senza senso.&lt;br /&gt;Ecco perché tutti dobbiamo nella vita seguire i passi che Dio traccia con gli eventi che incrociamo. Non avrei mai pensato di diventare addirittura vescovo della Chiesa: una grande vocazione che ci rende simili agli apostoli. Credevo di avere raggiunto il fine nella vita consacrata. Poi l'obbedienza mi volle parroco nel Belice: difficile compito allora. E all'improvviso si è affacciata la volontà di Dio, tramite il caro Paolo VI, che improvvisamente mi chiamò e mi chiese di essere vescovo di questa Diocesi. Incredibile. Se è vero che seguire la propria vocazione, chiede tanta fede, tanto amore, e tanta dedizione al prossimo, debbo dire che nel mio apostolato ho sperimentato tutto questo, ma molto di più il sentire su di me - davvero stupendo - la mano di Dio che apre la strada. Ma bisogna che ciascuno diventi attento e appassionato nel cercare e scoprire la Sua volontà, la chiamata di Dio in quello che capita o decidiamo nella vita.&lt;br /&gt;La vita non è, non può essere, una camminata a vuoto, non sapendo dove andare: la vita, se la si accoglie come vocazione, è un cammino con Dio e i fratelli fino al Cielo.&lt;br /&gt;Scriveva Paolo VI: "La vita è una chiamata. E' una libertà liberissima, messa alla prova, forse la più difficile, ma la più bella. E' la voce che ha un duplice linguaggio, quello del Signore e quello dell'educatore. E' una voce che dice: 'Venite' e che passa come un vento profetico sopra la testa degli uomini, anche di questa generazione, la quale piena com'è del frastuono della vita moderna, si direbbe sorda a coglierne il senso segreto e drammatico: ma non è così. Qualcuno ascolta."&lt;br /&gt;Non resta a noi, sempre se diamo alla vita il senso che dà Dio, che farci prendere per mano, sicuri che, anche se siamo fragili, Lui non tradisce, attende solo che, come Pietro nei momenti difficili, siamo pronti a dirGli, passata la prova: "Signore, tu sai che io ti amo".&lt;br /&gt;E questo vale per tutti, indipendentemente dalla nostra specifica vocazione. Ma saremo capaci?&lt;br /&gt;Che Dio ci tenga per mano, sempre, per non perderci.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-8929468745619059754?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/8929468745619059754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/la-chiamata-al-sacerdozio-altro-cristo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/8929468745619059754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/8929468745619059754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/la-chiamata-al-sacerdozio-altro-cristo.html' title='La chiamata al sacerdozio, &quot;altro Cristo&quot;'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-8406409649540160463</id><published>2012-01-18T16:57:00.000+01:00</published><updated>2012-01-18T16:57:37.592+01:00</updated><title type='text'>Alle sorgenti della Pietà - XXV parte</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Torniamo a meditare con l'opera di don Luigi Fusina che ha raccolto alcune meditazioni rivolte a semplici fedeli e capaci di sollecitare in loro un senso di meditazione e riflessione sulle grandi verità che generano nell'anima la vera pietà cristiana:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;- Capitolo 23 - &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; "LO SPIRITO VIVIFICANTE" (3) &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;SACRAMENTI E CARISMI&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Nel capitolo precedente abbiamo visto come lo Spirito Santo sia datore di vita eterna. Egli infatti porta in noi e fa crescere in noi una vita nuova, la vita del Figlio di Dio. Per questo Gesù paragona lo Spirito Santo ad una sorgente di acqua viva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora ci vogliamo chiedere: in che modo e con quali mezzi lo Spirito di Dio produce e fa crescere in noi la nuova vita? Qui è necessario che facciamo alcune considerazioni molto importanti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima considerazione: Dio è invisibile perché è spirito. Egli non ha un corpo come noi. Di conseguenza per rendersi accessibile a noi Egli deve scendere al nostro livello e usare il nostro stesso linguaggio. Ora noi abbiamo due modi di esprimerci: le parole ed i gesti. Facciamo un esempio: io voglio bene ad un amico. Il mio amore è nel cuore, è un affetto spirituale, invisibile. Come posso far capire il mio amore a questo amico? Come far sì che il mio amore passi nel suo cuore? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1° - Posso servirmi della parola. Gli dico: "Ti voglio bene, sono tuo amico". In queste parole io racchiudo il mio affetto spirituale. Lo rendo, per così dire, sensibile. Egli lo può capire ascoltando le mie parole e può farlo suo accogliendo le mie parole. Allora egli sa che io lo amo e si sente pieno del mio amore. In un certo senso io mi sono donato a lui con le mie parole. Anche Dio fa così! Egli si serve delle parole per rivelarci e donarci il suo amore. Non solo ce lo rivela e ce lo fa sapere: ma se Gli apriamo il cuore con fede, ce lo dona. Con il suo amore entra dentro di noi, ci trasforma e ci dona una vita nuova. La Bibbia dice che noi siamo stati generati ad una vita nuova dalla Parola di Dio accolta con fede. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2° - Oltre che di parole, io posso servirmi di gesti per manifestare e comunicare il mio amore. Così tornando all'esempio dell'amico che amo, io posso comunicargli il mio affetto con le parole, ma posso anche abbracciarlo, baciarlo, fargli un dono. Da questi gesti il mio amico capisce che io lo amo davvero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche Dio fa così! Anch'Egli si serve di questi gesti per rivelarci e donarci il suo amore e la sua salvezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo dire che il gesto di Dio è uno solo: quello di donarci Gesù. In Gesù Dio ci rivela e ci dona sè stesso, il suo amore, la sua salvezza. "Dio ha tanto amato il mondo - scrive Giovanni nel suo Vangelo - da darci il suo stesso Figlio Unigenito affinché il mondo si salvi per mezzo di Lui" (Gv 3,16). E San Paolo ci insegna che "l'amore di Dio per noi si misura dal fatto che ha mandato Gesù a morire per i peccatori" (cfr Rm 5,8). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù, dunque, è il gesto con cui Dio si rivela a noi e si dona a noi con la pienezza della sua vita e della sua salvezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In greco (lingua originale dei Vangeli) questo "gesto" di Dio viene chiamato mistero: Gesù è il mistero di Dio, scrive San Paolo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In latino la parola mistero viene tradotta con sacramento: Gesù è il sacramento di Dio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco come Dio si fa sentire, vedere, toccare: con il gesto di donarci Gesù, cioè con quel mistero, con quel sacramento vivo che è Cristo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ascoltate ora come San Giovanni ci parla di questo modo di agire da parte di Dio: "IL Figlio di Dio, il Verbo della vita, esisteva fin dal principio. Ebbene noi apostoli lo abbiamo udito e visto con i nostri occhi, lo abbiamo contemplato, e le nostre mani lo hanno toccato. Egli, che è la vita, si è mostrato a noi e noi vi garantiamo di averlo visto e ve lo annunciamo" (cfr Gv 1,1-4). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3° - Eccoci al terzo punto. Dio, fonte della vita, si fa presente in Gesù e così, mediante questo mistero o sacramento, Egli può essere visto, toccato, accolto. Egli che è Spirito, si fa toccare nel corpo di Gesù: Egli che è invisibile, si fa vedere nell'umanità di Gesù. Con la bocca di Gesù ci parla, con il cuore di Gesù ci rivela il suo amore, con gli occhi di Gesù ci guarda, con la carne e il sangue di Gesù ci nutre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è un solo modo dato all'uomo per entrare in contatto con Dio: la fede in Gesù, ossia accogliere Gesù "sacramento" di Dio. Ebbene questo sacramento è stato formato nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. E' stato lo Spirito a prepararci in Gesù la sorgente della salvezza e della vita eterna! Ora lo stesso Spirito porta Gesù in altri gesti sacramentali nei quali e mediante i quali noi possiamo toccare ed accogliere Dio stesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo di essi è la Chiesa, la comunità cristiana. La Chiesa, infatti, è il Tempio vivente in cui dimora Gesù: è il suo Corpo. Perciò là dov'è la Chiesa, ivi è Gesù, ivi è Dio! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, dunque, un secondo sacramento: la Chiesa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo, quello che è la fonte di tutti gli altri, è Gesù stesso. 4° - E ora veniamo al quarto punto. Dio che si fa presente e si dona in Gesù, Gesù che si fa presente e si dona nella Chiesa, si fa pure presente e si dona a noi mediante il ministero della Chiesa in alcuni segni o gesti che chiamiamo Sacramenti. Essi, come sapete, sono sette: il battesimo, la cresima, l'eucarestia, la confessione, l'unzione degli infermi, l'ordine sacro ed il matrimonio. Questi sette sacramenti sono stati istituiti da Gesù e ci sono stati rivelati da Lui stesso o dai suoi santi apostoli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In modo chiaro ed esplicito Gesù ci ha rivelato quattro sacramenti: il battesimo quando ha detto: "Andate e battezzate nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo" (Mt 28,19). Ci ha poi rivelato il sacramento dell'eucarestia quando, dopo la consacrazione del pane e del vino ha comandato: "Fate questo in mia memoria" (Lc 22,19). Ci ha rivelato il sacramento dell'ordine sacro e della confessione quando, la sera di Pasqua, ha soffiato sopra gli apostoli dicendo: "Ricevete lo Spirito Santo. Coloro ai quali rimetterete i peccati, li avranno rimessi..." (Gv 20,22). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo passo, anzi, la struttura del sacramento appare in tutta chiarezza: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) c'è Gesù che compie un gesto: alita sopra gli apostoli. Con questo gesto Egli vuole significare il dono che viene dal suo Cuore: lo Spirito; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) c'è la Parola che dà senso al gesto, ne rivela il contenuto soprannaturale. Dice: "Ricevete lo Spirito Santo"; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;c) c'è il dono significato dal gesto e dalla Parola: è il dono dello Spirito Santo; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d) infine c'è l'effetto soprannaturale procurato negli apostoli dal Dono ricevuto: il potere di rimettere i peccati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedete come il Signore ha racchiuso in questo gesto pasquale una meravigliosa realtà divina che trasforma gli apostoli in ministri di Cristo: "Come il Padre ha mandato Me, così Io mando voi! Ricevete lo Spirito Santo... Coloro ai quali rimetterete i peccati, li avranno rimessi". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così ha fatto per gli altri sacramenti. Ne abbiamo notizia esplicita o implicita negli stessi Vangeli nonché dalla tradizione apostolica, che è stata accolta e proposta solennemente dalla Chiesa nel Concilio di Trento. Tutti e 7 provengono da Gesù: sono gesti di Gesù mediante i quali ci viene donato lo Spirito Santo vivificante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Dono del sacramento è sempre lo Spirito, il quale poi agisce e compie in noi l'opera della santificazione secondo il fine che è proprio di ciascun sacramento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così nel Battesimo lo Spirito ci fa rinascere a vita nuova, unendoci alla morte ed alla Risurrezione del Signore Gesù. Nella Cresima ci conferma quali testimoni e discepoli di Cristo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'Eucarestia ci dona, mediante il Corpo ed il Sangue di Cristo, il nutrimento soprannaturale che ci fa diventare una cosa sola, una sola comunità, un solo corpo con Lui e ci fa partecipare al sacrificio di Cristo per la gloria del Padre e la salvezza del mondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Riconciliazione cancella i nostri peccati per i meriti infiniti di Gesù e ci guarisce dalle nostre piaghe spirituali, soprattutto dall'egoismo, radice di ogni peccato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'Olio degli infermi ci rende partecipi della sofferenza di Cristo, ci consola e ci dà forza per affrontare la lotta della malattia e della morte trasformandole nella croce di Gesù che è la porta della vita eterna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel matrimonio trasforma l'amore degli sposi nell'amore di Gesù e della Chiesa, come a Cana trasformò l'acqua nel vino miracoloso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, come abbiamo visto, nell'Ordine Sacro lo Spirito scendendo sugli eletti al ministero li rende capaci di operare nel nome e nella persona del divino Pastore Gesù a favore della sua Chiesa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono gesti sacramentali diversi, che producono effetti diversi, ma nei quali agisce sempre lo stesso unico Spirito vivificante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parola di Dio e Sacramenti: ecco i due mezzi principali di cui si serve lo Spirito Santo per unirci e trasformarci sempre più in Cristo. Alla Parola ed ai Sacramenti noi dobbiamo corrispondere con la nostra fede accogliendo con amore il dono di Dio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così come ha fatto Maria, quando ha accolto nel suo Cuore prima e nel suo seno poi il Verbo di Dio portato in Lei dallo Spirito Santo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seconda considerazione. Ma vi è una seconda considerazione da fare ed è questa: lo Spirito non agisce soltanto per mezzo della Parola e dei Sacramenti, ma elargisce pure alla sua Chiesa innumerevoli doni di grazia che usiamo chiamare carismi. Le lettere di San Paolo contengono diverse elencazioni e descrizioni di questi carismi. Essi sono doni gratuiti (in quanto non sono dati in base ai meriti della persona, ma in base alle necessità della Chiesa). I carismi sono la risposta dello Spirito Santo alle varie necessità della comunità cristiana. Alcuni di essi sono permanenti, altri transitori. Questi carismi non sono mai cessati nella Chiesa, anche se può essere cessata, in genere, la loro straordinarietà. Voglio dire che il carisma c'è anche quando non appare in maniera miracolosa. Ci sono però anche i carismi straordinari, come vediamo nei santi. Tuttavia ordinariamente noi li troviamo senza questo alone di miracolo e li troviamo spesso nelle persone più umili e più semplici. Possiamo dire che in ogni comunità cristiana, in ogni parrocchia, lo Spirito diffonde con abbondanza i suoi carismi secondo le necessità di quella comunità e secondo il disegno che Dio vuole attuare in essa e per mezzo di essa. E' compito del Pastore, coadiuvato dal consiglio pastorale, individuare i carismi dello Spirito per arricchirne la comunità tutta e per conoscere il disegno di Dio su di essa. E' qui, soprattutto, che deve intervenire il consiglio pastorale, più che nel fare sterili discussioni sull'orario delle messe e sul numero delle candele da accendere. Un vero consiglio pastorale coadiuva il Pastore nel discernere l'opera dello Spirito nella comunità e l'orientamento che Egli, mediante i carismi, indica alla medesima. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tal modo noi scopriamo nella nostra comunità il carisma della profezia: ci sono cioè persone sagge che parlano in nome di Dio, ci fanno conoscere la volontà di Dio, i suoi desideri. Basta metterci in ascolto. Lo Spirito parla alle chiese magari servendosi della vecchietta o del bambino. Egli fa le sue scelte, che sono ben diverse dalle nostre. Così, se stiamo attenti, scopriremo il carisma dell'insegnamento che è tipico dei catechisti. Non tutti sono chiamati a questo ministero perché non tutti hanno il carisma per esercitarlo con efficacia. Scopriremo in altre persone il carisma della consolazione: sono spesso le persone più umili e più semplici del popolo, quelle persone che hanno una particolare capacità per assistere con amore e con dolcezza i malati ed i sofferenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco come lo Spirito di Dio vivifica e il singolo discepolo e le comunità della Chiesa. Ci sarebbero tante altre cose da dire in proposito, ma non mi è possibile parlare di tutti i carismi e le operazioni dello Spirito. Mettiamoci invece al cospetto del Signore, come ha fatto la Madonna, nella quale Dio ci offre il modello e l'immagine vivente non solo del cristiano, ma anche della Chiesa e chiediamo il Dono dello Spirito su di noi e sulle nostre comunità perché ci porti la vera vita, perché ci riempia dei suoi doni, perché ci faccia sempre più simili al Signore Gesù! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vieni, Santo Spirito... Vieni, datore dei doni... Vieni, fonte di vita! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; CONTEMPLAZIONE&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora mettiti in preghiera devota davanti al Tabernacolo o ad una immagine sacra. Ascolta con le orecchie del cuore l'insegnamento dello Spirito dalla bocca dell'apostolo Paolo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Prima Lettera ai Corinti cap. 12 &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Riguardo ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio che restiate nell'ignoranza.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Voi sapete infatti che, quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare verso gli idoli muti secondo l'impulso del momento.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Ebbene, io vi dichiaro: come nessuno che parli sotto l'azione dello Spirito di Dio può dire «Gesù è anàtema», così nessuno può dire «Gesù è Signore» se non sotto l'azione dello Spirito Santo.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune: a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far-guarigioni per mezzo dell'unico Spirito; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti; a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine l'interpretazione delle lingue.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Ma tutte queste cose è l'uníco e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi vengono i miracoli, poi i doni di far guarigioni, i doni di assistenza, di governare, delle lingue.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Desiderate invece intensamente i carismi più grandi. Ebbene vi mostrerò la via più sublime.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-8406409649540160463?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/8406409649540160463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/alle-sorgenti-della-pieta-xxv-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/8406409649540160463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/8406409649540160463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/alle-sorgenti-della-pieta-xxv-parte.html' title='Alle sorgenti della Pietà - XXV parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-2975414180769822383</id><published>2012-01-16T17:39:00.001+01:00</published><updated>2012-01-16T17:42:05.233+01:00</updated><title type='text'>Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Quarantaquattresimo appuntamento</title><content type='html'>&lt;b&gt;Torniamo ad approfondire la figura di Santa Faustina Kowalska, nota come l'Apostola della Divina Misericordia. Vediamo cosa ci mostra oggi il Suo Diario:&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;29.VI.1935.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Quando parlai col mio direttore spirituale delle varie cose che il Signore esigeva da me, pensavo che m'avrebbe risposto che non sono adatta a compiere simili cose e che Gesù non si serve di anime misere come sono io, per qualunque opera voglia compiere. Invece mi sentii dire che il più delle volte Dio sceglie proprio tali anime per realizzare i suoi disegni. Quel sacerdote però è guidato dallo Spirito di Dio; egli riuscì a scrutare nell'intimo della mia anima i più nascosti segreti che c'erano fra me e Dio, e di cui non gli avevo ancora mai parlato, e non gliene avevo parlato poiché io stessa non li avevo compresi bene ed il Signore non mi aveva detto chiaramente che gliene parlassi. Il segreto è questo, che Iddio esige che ci sia una congregazione che annunci la Misericordia di Dio al mondo e la impetri per il mondo. Quando quel sacerdote mi chiese se avessi avuto tali ispirazioni, risposi che ordini precisi non ne avevo avuti. Ma in quello stesso momento era penetrata una strana luce nella mia anima ed avevo capito che il Signore mi parlava per mezzo di lui. Mi ero difesa inutilmente dicendo che non avevo un ordine preciso, poiché verso la fine del colloquio vidi Gesù sulla soglia, nello stesso aspetto come è dipinto nell'immagine, che mi disse: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Desidero che ci sia una tale Congregazione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». La cosa durò un momento. Di questo però non parlai subito; anzi, avevo fretta di tornare a casa e ripetevo continuamente al Signore: « Io non sono idonea a realizzare i Tuoi piani, o Dio ». Ma, e questa è la cosa curiosa, Gesù non badò a questa mia invocazione, bensì mi illuminò e mi fece conoscere quanto Gli fosse gradita quell'opera; non prese in considerazione la mia debolezza, ma mi fece conoscere quante difficoltà dovevo superare. Ed io, Sua povera creatura, non seppi rispondere nient'altro che questo: « Non sono idonea, o Dio ». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;30.VI.1935.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo durante la S. Messa, subito all'inizio, vidi Gesù che era di una bellezza indescrivibile. Mi disse che esige che tale congregazione venga fondata al più presto e « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Tu vivrai in essa con le tue compagne. Il Mio spirito sarà la regola della vostra vita. La vostra vita deve essere modellata su di Me, dalla mangiatoia alla morte in croce. Penetra nei Miei segreti e conoscerai l'abisso della Mia Misericordia verso le creature e la Mia bontà insondabile e questa farai conoscere al mondo. Per mezzo della preghiera farai da intermediaria fra la terra e il cielo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;». Era il momento di accostarsi alla S. Comunione. Gesù scomparve e vidi un grande bagliore. All'improvviso udii queste parole: «&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ti impartiamo la Nostra benedizione &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;» e in quell'attimo da quel bagliore usci un raggio chiaro, che mi trapassò il cuore ed un fuoco misterioso si accese nella mia anima. Pensavo di morire per la gioia e la felicità; sentivo il distacco dello spirito dal corpo; sentivo la totale immersione in Dio; sentivo che venivo rapita dall'Onnipotente, come un granellino di polvere verso spazi immensi e sconosciuti. Tremando di felicità nelle braccia del Creatore, sentivo che era Lui stesso che mi sosteneva, perché potessi sopportare quella grande felicità e guardare alla Sua Maestà. Ora so che, se prima non mi avesse fortificato Egli stesso con la grazia, la mia anima non avrebbe potuto sopportare quella felicità e in un attimo sarebbe sopraggiunta la morte. La santa Messa era finita non so quando, poiché non ero in condizioni di poter notare ciò che avveniva nella cappella. Però quando rientrai in me, sentii la forza ed il coraggio di compiere la volontà di Dio. Nulla mi sembrava difficile e, come prima mi rifiutavo davanti al Signore, così ora sento il coraggio e la forza del Signore che è in me e dissi al Signore: « Sono pronta ad ogni cenno della Tua volontà ». Sperimentai interiormente tutto ciò che dovrò passare in futuro. O mio Creatore e Signore, ecco hai tutto il mio essere. Disponi di me secondo il Tuo divino beneplacito, secondo i Tuoi disegni eterni e la Tua infinita Misericordia. Ogni anima riconosca quanto è buono il Signore; nessun'anima abbia timore di trattare familiarmente col Signore e non si sottragga per la Sua indegnità e non rinvii mai a dopo gli inviti di Dio, poiché questo al Signore non piace. Non c'è un'anima più misera di me, come veramente mi riconosco e sono stupita che la Maestà Divina si abbassi tanto. O Eternità, a mio parete sei troppo cotta per lodare a sufficienza l'infinita Misericordia del Signore. Una volta che l'immagine era stata esposta su un altare, in occasione della processione del Corpus Domini, quando il sacerdote posò il Santissimo Sacramento ed il coro cominciò a cantare, ad un tratto i raggi dall'immagine passarono attraverso l'Ostia Santa e si diffusero su tutto il mondo. Allora udii queste parole: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Attraverso te, come attraverso questa Ostia, passeranno i raggi della Misericordia sul mondo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». Dopo queste parole una grande gioia penetrò nella mia anima. Una volta che il mio confessore celebrava la S. Messa, come al solito vidi il Bambino Gesù sull'altare dal momento dell'offertorio. Ma un momento prima dell'elevazione il sacerdote scomparve alla mia vista e rimase Gesù e, quando fu il momento dell'elevazione, Gesù prese nelle Sue manine l'Ostia ed il calice e li alzò assieme e guardò verso il cielo e dopo un momento vidi di nuovo il mio confessore e domandai al Bambino Gesù dov'era stato il sacerdote durante il tempo che non l'avevo visto. E Gesù mi rispose: «&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nel Mio Cuore&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;». E non riuscii a capire altro di quelle parole di Gesù. Una volta sentii queste parole: «&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Desidero che tu viva secondo la Mia volontà fin nei più segreti recessi della tua anima&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». Cominciai a riflettere su quelle parole che mi avevano colpito fino al profondo del cuore. Quel giorno c'era la confessione della comunità. Quando andai a confessarmi, dopo che mi ero accusata dei peccati, quel sacerdote mi ripeté le stesse parole che poco prima mi aveva detto il Signore. Quel sacerdote mi disse queste parole profonde, che ci sono tre gradi nell'adempimento della volontà di Dio: il primo si ha quando l'anima fa tutto ciò che è notoriamente compreso nei comandamenti e nei precetti; il secondo si ha quando l'anima ascolta le ispirazioni interiori e le mette in pratica; il terzo grado è quello in cui l'anima, abbandonatasi alla volontà di Dio, lascia a Dio la libertà di disporre di lei e Dio fa con lei quello che Gli piace; in breve è uno strumento docile nelle mani di Lui. E quel sacerdote mi disse che io ero al secondo grado nell'adempimento della volontà di Dio e che non avevo ancora il terzo grado, però avrei dovuto impegnarmi per raggiungere il terzo grado della divina volontà. Queste parole mi attraversarono l'anima da parte a parte. Vedo chiaramente che il Signore spesso fa conoscere al sacerdote quello che avviene nel profondo della mia anima. La cosa non mi stupisce affatto, anzi ringrazio il Signore che ha tali eletti. Giovedì. Adorazione notturna. Quando andai all'adorazione, fui subito investita dal bisogno di raccoglimento interiore e vidi Gesù legato alla colonna, spogliato delle Sue vesti e sottoposto subito alla flagellazione. Vidi quattro uomini che a turno sferzavano coi flagelli il Signore. Il cuore mi si fermava alla vista di quello strazio. Ad un tratto il Signore mi disse queste parole: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ho una sofferenza ancora maggiore di quella che vedi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». E Gesù mi fece conoscere per quali peccati si sottopose alla flagellazione: sono i peccati impuri. Oh, che tremende sofferenze morali patì Gesù, quando si sottomise alla flagellazione! Improvvisamente Gesù mi disse: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Guarda e osserva il genere umano nella situazione attuale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». E in un attimo vidi cose tremende: i carnefici si allontanarono da Gesù, e si avvicinarono per flagellarLo altri uomini, che presero la sferza e sferzarono il Signore senza misericordia. Erano sacerdoti, religiosi e religiose ed i massimi dignitari della Chiesa, cosa che mi stupì molto; laici di diversa età e condizione; tutti scaricarono il loro veleno sull'innocente Gesù. Vedendo ciò il mio cuore precipitò in una specie di agonia. Quando Lo flagellarono i carnefici, Gesù taceva e guardava lontano; ma quando lo flagellarono le anime che ho menzionato sopra, Gesù chiuse gli occhi e dal Suo Cuore uscì un gemito represso, ma tremendamente doloroso. Ed il Signore mi fece conoscere nei particolari l'enorme malvagità di quelle anime ingrate: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Vedi, questo è un supplizio peggiore della Mia morte&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». Tacquero allora le mie labbra e cominciai a provare su di me l'agonia e capivo che nessuno poteva consolarmi, né togliermi da quello stato, se non Colui che ad esso m'aveva condotto. Ed allora il Signore mi disse: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Vedo il dolore sincero del tuo cuore che ha procurato un immenso sollievo al Mio Cuore. Guarda ora e consolati&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ». E vidi Gesù inchiodato sulla croce. Dopo che Gesù era rimasto appeso per un momento, vidi tutta una schiera di anime crocifisse come Gesù. E vidi una terza schiera di anime ed una seconda schiera di anime. La seconda schiera non era inchiodata sulla croce, ma quelle anime tenevano saldamente la croce in mano. La terza schiera di anime invece non era né crocifissa né teneva la croce in mano, ma quelle anime trascinavano la croce dietro di sé ed erano insoddisfatte. Allora Gesù mi disse: « &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Vedi quelle anime, che sono simili a Me nella sofferenza e nel disprezzo: le stesse saranno simili a Me anche nella gloria. E quelle che assomigliano meno a Me nella sofferenza e nel disprezzo: le stesse assomiglieranno meno a Me anche nella gloria&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;». La maggior parte delle anime crocifisse appartenevano allo stato religioso; fra le anime crocifisse ho visto anche delle anime che conosco, la qual cosa mi ha fatto molto piacere. Ad un tratto Gesù mi disse: «&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Nella meditazione di domani riflettersi su quello che hai visto oggi &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;». E Gesù scomparve immediatamente. Venerdì. Sono stata malata e non ho potuto andare alla S. Messa. Alle sette di mattina ho visto il mio confessore, che celebrava la S. Messa, durante la quale ho visto il Bambino Gesù. Verso la fine della S. Messa la visione è scomparsa e mi sono vista come prima nella mia cella. Ho provato una gioia indicibile per il fatto che, pur non avendo potuto assistere alla S. Messa nella nostra cappella, l'ho ascoltata da una chiesa molto lontana. Gesù può provvedere a tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s320/73200I.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s320/73200I.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-2975414180769822383?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/2975414180769822383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/scopriamo-santa-maria-faustina-kowalska_16.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/2975414180769822383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/2975414180769822383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/scopriamo-santa-maria-faustina-kowalska_16.html' title='Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Quarantaquattresimo appuntamento'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s72-c/73200I.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-3211874070240694436</id><published>2012-01-15T10:06:00.001+01:00</published><updated>2012-01-15T10:07:41.289+01:00</updated><title type='text'>Fede e Testimonianza</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://files.splinder.com/bd1679495844028532382231a03246ea_medium.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://files.splinder.com/bd1679495844028532382231a03246ea_medium.jpg" width="232" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Torna l'appuntamento domenicale di meditazione del Vangelo: quest'oggi, meditiamo la pagina evangelica al cui centro vi sono i discepoli che decidono di rimanere con Gesù, attraverso il commento di mons. Antonio Riboldi:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo tutti come il mondo vada in cerca di persone che sappiano trasmettere, non solo la bellezza della vita, ma anche quelle virtù nascoste che Dio ha certamente deposto in noi e che hanno bisogno di manifestarsi concretamente.&lt;br /&gt;Non suscita, se non freddezza, chi nella vita in qualche modo non dà spettacolo di grandi valori. Ognuno di noi sente la necessità di essere quelli che davvero siamo, forse senza che ce ne accorgiamo: testimoni di quella bontà e bellezza che è l'immagine che Dio ha messo in noi con il Battesimo e dovrebbe essere composta nelle ferialità della fede e della vita.&lt;br /&gt;L'uomo guarda all'apparenza e vuole apparire, tranne le persone umili che cercano di nascondere la bontà che abita nel loro cuore, ma ottenendo di fatto un effetto meraviglioso: è proprio quella umiltà che diventa luce per chi osserva. Ed è di questi fratelli e sorelle che sentiamo il bisogno che ci siano tra noi per trovare anche noi il coraggio di dare alla vita il suo vero senso, che nasce da quei valori e quella bellezza che deve risplendere in ciascun essere umano.&lt;br /&gt;Fanno molto rumore i tanti che si affidano alla fama ed al successo nel mondo, ma è un successo che ha vita breve.&lt;br /&gt;Suscita spesso tanta compassione quel modo di esprimersi per affermare una fama che è davvero basata sul niente: "Lo sai chi sono io?". Suscita compatimento, conoscendo quanto pietosi siamo agli occhi di Dio - ma proprio per questo da Lui tanto amati! - Lui, che è la vera bellezza che trasmette ai santi.&lt;br /&gt;Ed è quello che racconta oggi il Vangelo, descrivendo l'inizio della missione di Gesù tra di noi, per indicare con la Parola e la vita la via per arrivare a essere figli di Dio.&lt;br /&gt;"Il giorno dopo, Giovanni (il Battista) stava ancora là con due suoi discepoli e, fissando gli occhi su Gesù che passava, disse: 'Ecco l'agnello di Dio!'. I due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, vedendo che Lo seguivano, disse: 'Chi cercate?'. Gli risposero: 'Rabbì (che significa Maestro), dove abiti?'. Disse loro: 'Venite e vedete'.&lt;br /&gt;Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui: erano circa le quattro del pomeriggio.&lt;br /&gt;Uno dei due, che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: 'Abbiamo trovato il Messia, che significa il Cristo, e lo condusse da Gesù'.&lt;br /&gt;Gesù, fissando lo sguardo su di lui disse: 'Tu sei Simone, il figlio di Giovanni: ti chiamerai Cefa (che significa Pietro)' ". (Gv. 1,35-42)&lt;br /&gt;Fa davvero impressione come Gesù attira i discepoli di Giovanni e subito li chiama.&lt;br /&gt;Ma cosa aveva Pietro di tanto interessante, - come a volte pensiamo noi - da richiamare l'attenzione di Gesù che poi lo inviterà a seguirLo?&lt;br /&gt;Una storia, quella di Pietro, fatta di grandezza d'animo, di generosità, ma anche di quella debolezza, tutta umana, che lo porterà, di fronte alla prova, nella passione di Gesù, per paura, a rinnegarne la conoscenza. Un errore che rivela tutta la fragilità, che è nella nostra natura, nonostante la nostra presunzione, e che Pietro riscatterà solo dopo la resurrezione, quando, a Gesù che gli chiedeva" Mi ami?", per tre volte, senza esitare risponderà: "Signore tu lo sai che ti voglio bene", cancellando il suo errore e ricevendo così da Gesù, quasi a ricambiare questo amore ormai saldo e fedele, la missione di guidare la Sua Chiesa.&lt;br /&gt;Episodi che richiamano alla nostra mente la nostra generosità, quando affermiamo la nostra fede e amore a Dio, ma nello stesso tempo, anche quando, di fronte alla necessità, ci comportiamo come Pietro. Ma guardando proprio a lui, sappiamo che possiamo sempre ravvederci, rinnovando il nostro amore a Cristo, con sincerità e umiltà di cuore: "Signore, tu sai che ti voglio bene, anche se sono povero e miserò.&lt;br /&gt;Viene alla memoria l'incontro che ebbi con Madre Teresa di Calcutta, in una assemblea di giovani. Alla domanda che le venne fatta se, tornando per ipotesi indietro e sapendo delle difficoltà che avrebbe incontrato, avrebbe ancora seguito la chiamata di Gesù, dopo una lunga pausa di silenzio rispose: "Gli direi di no". Un 'no' che fu come un gelo calato su quel migliaio di giovani. Attendevano una risposta che andasse contro le paure della vita per seguire Gesù o un ideale, e la risposta non era quella che si erano aspettati.&lt;br /&gt;Ricordo che, stando a fianco della Madre, anch'io fui allibito, senza riuscire a comprendere la sua risposta, perché davo per scontato un eroico "sì" da lei.&lt;br /&gt;Di fronte alla sgomento di tutti, le chiesi se aveva capito bene la domanda. Serena mi rispose di "sì". Ci fu un silenzio strano nell'assemblea, il silenzio che non si arrende ad un sogno che abbiamo tutti, di riuscire nel bene a superare le inevitabili difficoltà. Dopo qualche attimo di riflessione, che parve un'eternità, Madre Teresa, con uno straordinario sorriso, diede una risposta, che fa risuonare quella di Pietro a Gesù: 'Ma Gli voglio tanto bene che Gli direi di sì'.&lt;br /&gt;E' l'atteggiamento di tantissimi martiri, anche oggi, che di fronte alle minacce per la professione di fede, non hanno paura delle sofferenze che li attendono, accolte come lo scambio di un amore che non conosce difficoltà e confini.&lt;br /&gt;Proviamo davvero un senso di vergogna pensando alla nostra povera fede o amore a Dio, noi, che Gli voltiamo le spalle per un nulla o per una difficoltà.&lt;br /&gt;Siamo spesso così lontani dall'essere testimoni che possono attirare i fratelli!&lt;br /&gt;"L'uomo contemporaneo - affermava Paolo VI - ascolta più volentieri i testimoni che i maestri o se ascolta i maestri è perché questi sono testimoni. L'uomo contemporaneo, impegnato nella conquista della materia, ha fame d'altro, e prova una strana solitudine. Il cristiano, consacrato a Cristo, conosce un mistero: il mistero di Dio che invita l'uomo a una partecipazione di vita in comunione senza fine con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Oggigiorno più che mai occorrono testimoni dell'invisibile. Gli uomini del nostro tempo sono degli esseri fragili che conoscono facilmente l'insicurezza, la paura, l'angoscia. I nostri fratelli hanno bisogno di incontrare altri fratelli che irradiano la serenità, la gioia, la speranza, malgrado le prove e le contraddizioni dalle quali essi stessi sono colpiti. Le nuove generazioni sono particolarmente assetate di sincerità, di verità, di autenticità. Hanno orrore del fariseismo sotto tutte le forme. Il mondo insomma ha bisogno di santi'&lt;br /&gt;(Paolo VI, Ottobre 1974)&lt;br /&gt;Ed è bello sia così. Ed è da questa realtà, che non possiamo - nessuno - ignorare, che occorre dare alla vita feriale quel sapore di bontà, di fede vera e concreta, facendoci prendere mano da Gesù, perché sia Lui, e Lui solo, a guidarci.&lt;br /&gt;Vivere alla giornata, affidandoci al nulla che la vita offre, non è sopportabile.&lt;br /&gt;E' necessario che tutti ci lasciamo riempire dalla necessità di dare al nostro vivere feriale il sapore della fede vissuta e di una santità ricercata, che è poi vivere con Gesù, immersi nella Sua Presenza e Grazia. Ma occorre avere la prontezza a rispondere a Dio che ci invita con segni inequivocabili a seguirLo, come è nel racconto di Samuele:&lt;br /&gt;"In quel giorno, Samuele era coricato nel tempio del Signore dove si trovava l'arca di Dio. Allora il Signore lo chiamò: 'Samuele!'. E Samuele rispose: 'Eccomi!', poi corse da Eli e gli disse: 'Mi hai chiamato, eccomi!'. Egli rispose: 'No, non ti ho chiamato, torna a dormire!'. Tornò a dormire. Ma Dio lo chiamò una seconda volta e si ripeté la prontezza di Samuele.&lt;br /&gt;"Per la terza volta il Signore tornò a chiamare: 'Samuele!'. Questi si alzò ancora e andò da Eli dicendo: 'Mi hai chiamato, eccomi!'. Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovanetto e disse a Samuele: 'Vattene a dormire e se ti chiamerà ancora dirai: 'Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascoltà? Samuele acquistò autorità, perché il Signore era con lui è lasciò andare a vuoto una sola delle Sue parole" (Sam. 3, 3-19)&lt;br /&gt;Con santa Faustina preghiamo:&lt;br /&gt;Da oggi la tua volontà, Signore, è il mio nutrimento.&lt;br /&gt;Hai tutto il mio essere, disponi di me secondo i tuoi divini intendimenti.&lt;br /&gt;Qualunque cosa mi porgerà la Tua mano patema, l'accetterò con gioia.&lt;br /&gt;Non temo nulla, in qualunque modo vorrai guidarmi, e, con l'aiuto della Tua grazia, eseguirò tutto quello che vorrai da me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-3211874070240694436?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/3211874070240694436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/fede-e-testimonianza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3211874070240694436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3211874070240694436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/fede-e-testimonianza.html' title='Fede e Testimonianza'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-9016430269781119579</id><published>2012-01-13T16:55:00.003+01:00</published><updated>2012-01-13T16:56:39.077+01:00</updated><title type='text'>Questa è la nostra fede - XI parte</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;Continuiamo l'approfondita analisi del documento pastorale della CEI "Questa è la nostra fede": oggi il punto riguarda la pedagogia della fede e soprattutto il ruolo delle Parrocchie nel curare la vita di fede non solo di chi frequenta regolarmente, ma anche e sopratutto di chi è lontano o frequenta solo per convenzione:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;IV. “NOI LO ANNUNCIAMO A VOI”&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;20. Struttura dell’annuncio e pedagogia della fede&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la struttura essenziale del primo annuncio, è opportuno tenere presenti alcuni elementi irrinunciabili: la testimonianza della carità, come via privilegiata per l’evangelizzazione, sostenuta da una fede matura e consapevole; il dialogo schietto e cordiale con le persone, per far emergere interessi, interrogativi, ansie e speranze, riflessioni e giudizi, che confluiscono nel desiderio di dare o ridare un senso alla vita; la  narrazione dell’evento pasquale come la vera, efficace “buona notizia” per colui che la comunica e colui che la riceve, per l’uomo di oggi e di sempre; la promessa del dono dello Spirito e della sicura efficacia del messaggio della Pasqua anche nella vita dell’ascoltatore, se esso verrà accettato nella fede; l’esortazione ad aderire al messaggio cristiano consegnandosi a Cristo liberamente, totalmente, senza riserve e senza rimpianti; l’indicazione della via da seguire fino ad arrivare al battesimo o alla sua riscoperta, per entrare o rientrare nella Chiesa e seguire un percorso di catechesi e di conversione permanente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pedagogia della fede terrà nel debito conto tutte quelle attenzioni e gli atteggiamenti conseguenti, ispirati al comportamento di Cristo: l’accoglienza dell’altro come persona amata e cercata da Dio; l’annuncio schietto e lieto del Vangelo; uno stile di benevolenza sincera, rispettosa e cordiale; l’impiego intelligente di tutte le risorse della comunicazione interpersonale. La prima trasmissione del messaggio cristiano richiede inoltre che ci si attenga a quei criteri fondamentali che fanno parte del tesoro di pedagogia della fede, acquisito dalla Chiesa lungo i secoli: l’attenzione alla segreta azione dello Spirito Santo, primo e insostituibile Maestro che guida alla verità tutta intera, il protagonista di tutta la missione ecclesiale; la cura della relazione interpersonale e del processo del dialogo; la fedeltà a Dio e la fedeltà all’uomo in uno stesso atteggiamento di amore; l’attenzione a non entrare mai nel giudizio delle coscienze, ricordando le parole di san Paolo: «Accogliete chi è debole nella fede, senza discuterne le esitazioni» (Rm 14,1) e ancora: «Esaminate voi stessi, se siete nella fede» (2Cor 13,5).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;21. Il ministero del vescovo e la coscienza missionaria della parrocchia&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quanto successori degli apostoli, testimoni oculari e araldi diretti del Risorto, i vescovi sono i primi annunciatori del Vangelo pasquale, come indica il rito dell’imposizione dell’evangeliario nella liturgia di ordinazione episcopale. A loro è rivolto l’invito: «Annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno» (2Tm 4,2); essi hanno il compito e di far risuonare nella propria Chiesa particolare il messaggio della Pasqua, in modo che raggiunga non solo i credenti, ma anche i non cristiani o coloro che, pur battezzati, dopo un periodo di lontananza, desiderano “ricominciare” un cammino di riscoperta della fede, come indicato nella terza nota sull’iniziazione cristiana[38]. In questo senso la visita pastorale, che ogni vescovo è tenuto a fare almeno ogni cinque anni per tutta la diocesi,[39] costituisce una valida occasione per tenere alta la coscienza missionaria e l’effettiva capacità evangelizzatrice di ogni comunità parrocchiale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parrocchia, a sua volta, dovrà porre un’attenzione particolare per curare la vita di fede di quanti già sperimentano la bellezza della vita cristiana, senza però dimenticare quanti non incrociano più i suoi percorsi, come pure senza trascurare mai coloro che frequentano più per convenzione sociale che per convinzione profonda e consapevole. «L’esperienza pastorale attesta, infatti, che non si può sempre supporre la fede in chi ascolta. Occorre ridestarla in coloro nei quali è spenta, rinvigorirla in coloro che vivono nell’indifferenza, farla scoprire con impegno personale alle nuove generazioni e continuamente rinnovarla in quelli che la professano senza sufficiente convinzione o la espongono a grave pericolo. Anche i cristiani ferventi, del resto, hanno sempre bisogno di ascoltare l’annuncio delle verità e dei fatti fondamentali della salvezza e di conoscerne il senso radicale, che è la “lieta novella” dell’amore di Dio»[40]. La parrocchia assolverà questo compito, innervando di primo annuncio tutte le azioni pastorali: la catechesi, che non potrà non cominciare o ripartire dalla prima evangelizzazione e dovrà sempre ricondurre al cuore vitale del messaggio cristiano; la celebrazione eucaristica, in cui si annuncia la morte del Signore, si proclama la sua risurrezione, nell’attesa della sua venuta; l’omelia, parte della stessa liturgia, che ha tra le sue finalità principali quella di condurre i fedeli a rinnovare l’atto di fede; la testimonianza della carità, perché a tutti, soprattutto ai più bisognosi, sia annunciato il Vangelo della carità e insieme venga comunicata a tutti la carità del Vangelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se quindi sarà soprattutto la vita ordinaria della parrocchia a mostrare come in essa rimanga sempre accesa la lampada dell’annuncio pasquale, andranno anche ripensate con fantasia pastorale le tradizionali occasioni straordinarie – come feste, pellegrinaggi, centri di ascolto del Vangelo, visita pasquale alle famiglie – perché la luce di Cristo risorto raggiunga, possibilmente, il cuore di tutti coloro che vivono e operano nel territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.libreriacoletti.it/prdimages/big/9788/9788801005172.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.libreriacoletti.it/prdimages/big/9788/9788801005172.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-9016430269781119579?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/9016430269781119579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/questa-e-la-nostra-fede-xi-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/9016430269781119579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/9016430269781119579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/questa-e-la-nostra-fede-xi-parte.html' title='Questa è la nostra fede - XI parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-5031965182738328369</id><published>2012-01-12T17:07:00.001+01:00</published><updated>2012-01-12T17:07:24.332+01:00</updated><title type='text'>Alle sorgenti della Pietà - XXIV parte</title><content type='html'>&lt;b&gt;Torniamo a meditare con l'opera di don Luigi Fusina che ha raccolto alcune meditazioni rivolte a semplici fedeli e capaci di sollecitare in loro un senso di meditazione e riflessione sulle grandi verità che generano nell'anima la vera pietà cristiana:&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;- Capitolo 22 - &lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt; "... CHE DA' LA VITA" &lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;IL CRISTIANO E' UN ALTRO CRISTO&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;I1 tema dello Spirito Santo che porta in noi la vita è così vasto e così importante che occorrerebbero molti incontri per esaurirne la portata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo visto come il cristiano abbia ricevuto da Dio, mediante la fede in Cristo, una vita nuova che lo fa figlio di Dio. E' Gesù stesso che viene a vivere in lui mediante l'azione salvatrice e santificatrice dello Spirito Santo. Per farci capire meglio questa realtà, Gesù usa paragonare se stesso alla vite e noi ai tralci (cfr Gv 15). Appare così evidente l'intima unione dei credenti con Lui e come un'unica linfa vitale scorra da Lui in noi, una linfa che ci rende capaci di produrre frutti di santità. Questa linfa è immagine dello Spirito Santo che ci è stato donato. Egli ha il compito di far maturare la nostra esistenza cristiana rendendola capace di produrre in noi come frutto il carattere di Gesù, ossia la sua immagine spirituale. Così il cristiano maturo è simile a Gesù: un altro Cristo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; IL FRUTTO DELLO SPIRITO&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S. Paolo, nella lettera ai Galati, ci svela quale sia il frutto dello Spirito Santo: "Il frutto dello Spirito Santo in noi è: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, dolcezza, dominio di sè" (Gal 5,22). E' come se dicesse: `Eo Spirito Santo produce in noi le caratteristiche spirituali di Gesù, che sono: amore, gioia, pace ecc. ". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accade spesso che parlando di qualcuno diciamo: E' tutto suo padre! Ha lo stesso carattere, la stessa intelligenza, la stessa passione di suo padre! Ebbene lo Spirito Santo tende a produrre in noi le stesse caratteristiche spirituali che sono in Gesù, cosicché guardandoci, ognuno, possa dire: è tutto Gesù! E' simile a Gesù! Soprattutto è il Padre Celeste che dovrebbe dire così guardando ciascuno di noi! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è possibile tutto questo? Certo che è possibile! Ed, è logico, anche! Infatti non è logico che da un melo si producano mele e da un pesco si producano pesche? E' nella natura del melo produrre mele ed è nella natura del pesco . produrre pesche. Ogni albero produce frutti secondo la propria specie. E' naturale che nascano animali da coppie di animali. Nessuno si pone la domanda: è possibile? Perché è logico, è naturale che sia così! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché allora ci poniamo la domanda quando si tratta del frutto dello Spirito Santo? Non è stato lo Spirito Santo a produrre Gesù, il Figlio di Dio incarnato nel seno di Maria Vergine? Dove c'è lo Spirito, lì è naturale che ci sia il frutto, cioè il Cristo! Per questo infatti esso ci è stato dato dal Padre! Ma l'esperienza - direte voi - ci mostra il contrario: noi vediamo ogni momento dei cristiani che non assomigliano affatto a Gesù, anzi agiscono spesso in pieno contrasto con il suo Vangelo. Noi stessi poi constatiamo di giorno in giorno come ben altri siano i frutti della nostra vita: invidie, gelosie, cattiverie, peccati di ogni genere. Ciò vorrebbe significare che in noi non c'è lo Spirito? No! Lo Spirito c'è e la Parola di Dio ce ne rende sicuri: "Chi ha sete venga a me e chi crede in me beva. Una sorgente d'acqua pura zampillerà in vita eterna dal suo seno!" (cfr Gv 7,37-38). Sono parole di Gesù! "Voi siete il tempio di Dio - scrive S. Paolo - e lo Spirito Santo abita in voi!" (1Cor 3,16). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché allora non troviamo in noi il frutto dello Spirito, mentre troviamo i frutti del peccato? La risposta ci viene dalla Bibbia, come sempre, e precisamente dalla Lettera ai Galati. In essa S. Paolo ci insegna come in noi ci siano due forze potenti: la forza dell'Egoismo e la forza dello Spirito Santo. La forza dell'Egoismo ha la sua radice nella carne, ossia nella nostra natura corrotta. Fino a quando non moriremo la forza dell'Egoismo vivrà con noi ed in noi. Quando moriremo, essa pure morirà e noi risorgeremo trasformati, diversi, in tutto simili a Gesù. Allora resterà in noi solo la forza dello Spirito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino a quel momento però noi dobbiamo lottare contro l'egoismo per mortificarlo per dominarlo, per assoggettarlo alla forza dello Spirito. In ogni istante ed in ogni circostanza noi siamo arbitri di una grande lotta tra queste due forze e spetta a noi scegliere l'una o l'altra. Se lo, Spirito non produce il suo frutto di santità è solo perché noi diamo corda all'egoismo e mortifichiamo lo Spirito. Lo Spirito è l'ospite divino dell'anima. Spesso però è più prigioniero che ospite in quanto Gli impediamo di agire, non Lo ascoltiamo, non seguiamo i suoi consigli, non chiediamo il suo aiuto (cfr Gal 5). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto penso che ognuno di noi abbia fatto un rapido esame di coscienza e riconosca umilmente di tenere imprigionato lo Spirito, mentre lascia scorrazzare liberamente il proprio egoismo. Che fare? E' semplice: liberate lo Spirito Santo dalla prigione in cui l'avete confinato. Allora Egli agirà in voi e voi produrrete il frutto della santificazione. Ebbene la liberazione dello Spirito può essere fatta in vari modi. Io voglio insegnarvene uno. Nella mia esperienza l'ho trovato molto efficace. Qualcuno chiama questa liberazione dello Spirito battesimo nello Spirito Santo; qualche altro preferisce il termine effusione dello Spirito Santo. Così preferisce dire la Chiesa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di parole diverse per indicare un'unica realtà: non si tratta di ricevere in noi lo Spirito, perché esso ci è stato donato dal Signore quando siamo diventati cristiani. Si tratta di liberare lo Spirito che è in noi, affidandogli la guida della nostra vita ed il potere assoluto sulla nostra persona e ciò avviene mediante un libero atto della nostra volontà illuminata dalla fede. Lo Spirito è pronto a prendere in mano la situazione della nostra esistenza, ma vuole il nostro consenso incondizionato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi racconto una storia che vi illustrerà meglio questo concetto. C'era un piccolo industriale a cui le faccende andavano piuttosto male. Allora pensò di associarsi un amico verso il quale aveva una grande stima. L'amico accettò di entrare in società con lui, ma gli fece un discorso molto serio: "lo ti sono amico e ti voglio bene - gli disse - Ho di te molta stima per quel che riguarda la tua. onestà, ma devo sinceramente dírti che non vali molto come industriale: non hai fiuto, non hai coraggio, non hai capacità amministrative. Io accetto di aiutarti, ma ad una condizione ben chiara: firmami una carta con la quale affidi a me la direzione dell'impresa senza alcuna riserva. Se fai questo, ti prometto che in poco tempo farò rifiorire la tua industria". Quell'uomo rimase perplesso: si trattava di un grande atto di fiducia che gli veniva richiesto: un atto in cui si giocava tutta la sua vita! Non mancarono perciò dubbi, incertezze, paure: ma la fiducia nel suo amico fu così grande che gli fece superare ogni remora e firmò la carta. Da quel momento l'industria, guidata da mani esperte, rifiorì ed egli cominciò ben presto a goderne i frutti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; CAMMINARE NELLO SPIRITO&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, lo Spirito Santo ci fa, più o meno, lo stesso discorsetto: “Vuoi vedere nella tua vita il frutto della santificazione? Allora non c'è che un mezzo. Tirati da parte e lasciami agire. Non mettermi bastoni tra le ruote, non riservarti nulla, ma affidati totalmente a me. Lasciati condurre da me e toccherai ben presto con le tue mani il mio frutto”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Troppo semplice, direte voi! Sì semplice, perché è semplice il Vangelo, ma non facile! Semplice è una cosa, facile un'altra. Infatti se è semplice capire come la soluzione consista nell'affidare al Signore tutta la nostra vita, non è facile per noi tirarci da parte! Quante persone, anche religiose ed impegnate nella pastorale, si consacrano al Signore e poi si riprendono, tutto od in parte, quanto hanno donato: la volontà, il cuore, la vita! Bisogna invece che facciamo come ha fatto Maria: Essa si è affidata senza riserva a Dio, ma ha vissuto tutta la sua esistenza in questa fede assoluta. Ha detto: "Si faccia di me secondo la Tua Parola" ed è stata coerente fino alla croce, lasciando che Dio operasse in Lei, senza mai tentare di far qualcosa di suo, di autonomo, ma agendo sempre come ancella del Signore! Lo Spirito Santo ha trovato in lei la disponibilità più radicale e ha prodotto in lei la pienezza del suo frutto, Cristo Signore. Inoltre Egli ha fatto di lei l'immagine vivente della sua "sposa", cioè della persona che si dona e si lascia possedere totalmente nell'amore. Se vogliamo essere anche noi ripieni di Spirito Santo e portare frutti di salvezza e di santità, dobbiamo fare come Maria: dobbiamo affidare al Signore tutta la nostra vita, senza riserva alcuna. Non si tratta però di un gesto unico, delimitato nel tempo e nello spazio, ma di un gesto continuo. Infatti noi viviamo in una successione di momenti, non in un momento fisso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perciò dobbiamo ripetere spesso, ad ogni nuova situazione, la nostra fede ed il nostro abbandono allo Spirito. E' un cammino di crescita fino al giorno in cui questo possesso di noi da parte del Signore sarà completo e definitivo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pratica vi consiglio di fare queste cose. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 - Confessare i vostri peccati e tutto ciò che blocca in voi l'azione dello Spirito Santo. Finché c'è in voi qualcosa, per piccola che sia, che lo Spirito detesta e che voi invece amate, non potrete esser riempiti di Spirito Santo. Bisogna buttare fuori tutto, mettendolo davanti al Signore, riconoscendolo lealmente come male nello stesso modo in cui lo riconosce Dio: pensieri, affetti, azioni, omissioni, sentimenti cattivi... Non dovete nascondere nulla, non dovete tenere il cuore attaccato a nulla che sia male agli occhi di Dio! Non è necessario che facciate sacramentalmente questa confessione generale se avete la certezza morale di essere già stati assolti dai vostri peccati. Basterà che li confessiate di nuovo davanti a Dio in quanto volete sciogliere ogni legame che ancora vi ricollega ad essi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa confessione a Dio ripetetela spesso, ogni giorno. Oltretutto sarà un'ottima preparazione alla riconciliazione sacramentale che è doveroso fare dopo ogni colpa grave ed è bene fare con una certa regolarità anche se non vi sono peccati mortali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 - Accettate Gesù come vostro Salvatore e Signore. In altre parole affidate la vostra salvezza e la vostra vita a Gesù consacrandola al suo servizio. Molti sono cristiani soltanto perché sono stati battezzati, ma non hanno mai affidato la loro vita al Signore affinché ne usi secondo la sua amorevole volontà. Si tratta di un grosso atto di fede perché con questo atto voi mettete nelle sue mani tutta la vostra esistenza, senza alcuna riserva. Anche questo atto va ripetuto spesso, non tanto perché Dio abbia bisogno di sentirselo ripetere, ma perché, come ho detto prima, cambia continuamente la situazione in cui viviamo ed è giusto che ogni nuova situazione sia affidata anche esplicitamente al Signore Gesù, alla sua Croce, alla sua Risurrezione, al suo Spirito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 - Infine spalancate le porte e le finestre al Soffio Santo di Dio, alla Terza Persona della Ss.ma Trinità affinché prenda possesso della vostra mente, del vostro cuore, dei vostri sensi, della vostra vita intera. Allora la potenza dello, Spirito vi invaderà e comincerà ad operare in voi! Attenti però a non misurare l'azione dello Spirito con il metro delle emozioni o dei sentimenti. C'è un abisso tra le due realtà. Le emozioni ed i sentimenti appartengono al mondo materiale, mentre l'azione dello Spirito appartiene al mondo spirituale e si può cogliere solo per fede! Una volta che abbiate compiuto i tre gesti di cui vi ho parlato, voi dovete camminare nella fede, cioè lasciarvi guidare unicamente dalla Parola di Dio. Uno dei primi frutti dello Spirito sarà proprio quello che Gesù fece ai suoi apostoli la sera di Pasqua: "Aprì le loro menti perché intendessero il senso delle scritture!" (Lc 24,45). Sarà la Parola di Dio, soprattutto le Promesse del Signore, che dovranno guidarvi d'ora in poi. Dovrete fondare la vostra certezza non su quello che voi provate o sentite, ma su quello che Dio afferma e promette. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi dice Egli "lo son con voi ogni giorno"? Ebbene voi dovete essere certi che Egli è realmente con voi oggi, ora, in questa circostanza. Come è possibile mettere in dubbio la Parola del Signore? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Spirito vi aiuterà in questo cammino di fede e vi offre anche un punto certo di riferimento e di verifica: il Magistero ed il Ministero della Chiesa! "Conferma nella fede i tuoi fratelli" ha detto Gesù a Pietro (Lc 22,31)! Il nostro cammino nello Spirito Santo sarà sicuro solo se in armonia continua con "coloro che lo Spirito ha posto quali ministri della sua Chiesa" (cfr Atti 20,28). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, cari amici, quanto volevo dirvi a proposito dello Spirito Santo che è vivificante, cioè datore di vita. Resta ora da vedere un altro aspetto di questa verità e cioè attraverso quali strumenti Egli comunichi a voi la vita di figli. Ne parleremo nel prossimo capitolo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Madonna vi ottenga luce e grazia, Lei che in ogni circostanza ha saputo vedere e accogliere la voce dello Spirito con - piena disponibilità e - generosa ubbidienza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; CONTEMPLAZIONE&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora mettiti davanti a Dio e compi con fede questi tre gesti per essere riempito di Spirito Santo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 - Confessa a Dio tutte le tue colpe con umiltà e sincerità. Così come le vede Lui, senza cercare scuse di sorta. Non è necessario che tu le richiami una ad una, ma quelle che Dio stesso ti mostra nell'intimo della tua coscienza... Poi prendi tutta la tua vita di peccato e mettila nelle mani di Gesù pregandolo che ti ottenga il perdono del Padre per i meriti del suo sangue versato per te sulla croce. Se lo ritenessi necessario o utile potresti anche fare la tua Confessione sacramentale generale, abbracciando cioè tutta la tua vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 - Riconosci che Gesù è il tuo personale Salvatore e Signore. Chiedigli perciò di venire nel tuo cuore riconoscendolo e accogliendolo esplicitamente quale tuo Salvatore e Signore. E' molto importante affidare questo gesto all'intercessione materna di Maria perché sia Lei a produrre in te questa disponibilità: è la sua missione materna nella Chiesa fino alla fine dei tempi... Perciò mettiti nelle mani di Maria riconoscendola come tua Mamma e accogliendola nella tua vita come ha fatto Giovanni sul Calvario: "E il discepolo la prese con se" (Gv 19,27). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;3 - Ora chiedi allo Spirito, in nome di Cristo, di prendere possesso di te senza riserva alcuna. Abbandona tutta la tua vita a Lui perché ti riempia di se e produca in te il suo frutto, che è Gesù, mediante i suoi doni e i suoi carismi. Accogli questo Dono dello Spirito con umiltà e con fede, certo che Egli ora è presente in te con tutta la sua pienezza di grazia secondo la promessa di Cristo: "In verità, in verità vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio Nome, Egli ve la darà" (Gv 16,23). E ancora: "Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del Cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!" (Le 11,13).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-5031965182738328369?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/5031965182738328369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/alle-sorgenti-della-pieta-xxiv-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/5031965182738328369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/5031965182738328369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/alle-sorgenti-della-pieta-xxiv-parte.html' title='Alle sorgenti della Pietà - XXIV parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-3011492848602967795</id><published>2012-01-09T17:44:00.001+01:00</published><updated>2012-01-09T17:45:07.325+01:00</updated><title type='text'>Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Quarantatreesimo appuntamento</title><content type='html'>&lt;b&gt;Torniamo ad approfondire la figura di Santa Faustina Kowalska, nota come l'Apostola della Divina Misericordia. Vediamo cosa ci mostra oggi il Suo Diario:&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;IN UN MOMENTO DEL 12.V.1935.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La sera, appena mi misi a letto mi addormentai, ma se mi addormentai alla svelta, ancor più alla svelta venni svegliata. Venne da me un bambino e mi svegliò. Questo bambino poteva avere circa un anno e mi stupì perché parlava benissimo, mentre i bambini di quell'età non parlano affatto, Oppure parlano in modo poco comprensibile. Era indicibilmente bello; somigliava al Bambino Gesù, e mi disse queste parole: «Guarda il cielo». E quando guardai il cielo, vidi le stelle splendenti e la luna. Allora il bambino mi chiese: «Vedi la luna e le stelle?». Risposi che le vedevo ed egli ribatté: «Quelle stelle sono le anime dei cristiani fedeli e la luna sono le anime degli appartenenti ad ordini religiosi. Vedi che grande differenza di luce c'è fra la luna e le stelle; così in cielo c'è una grande differenza fra l'anima di un religioso e quella di un cristiano fedele». E mi disse ancora che: «La vera grandezza sta nell'amare Dio e nell'umiltà». Inaspettatamente vidi una certa anima, che stava per separarsi dal corpo fra tremendi supplizi. O Gesù, dovendo scrivere questo, tremo tutta, avendo visto le atrocità che hanno testimoniato contro di lui... Ho visto come uscivano da una specie di voragine fangosa anime di bambini piccoli e più grandicelli, di circa nove anni. Queste anime erano ripugnanti e orribili, simili ai mostri più spaventosi, a cadaveri in decomposizione. Ma quei cadaveri erano vivi e testimoniavano ad alta voce contro quell'anima che stava agonizzando. E l'anima, che ho visto mentre stava in agonia, era un'anima che dal mondo aveva ricevuto tanti onori e tanti applausi, la conclusione dei quali è il vuoto ed il peccato. In ultimo uscì una donna, che in una specie di grembiule portava lacrime ed essa testimoniò molto contro di lui. Oh! ora tremenda, in cui bisognerà vedere tutte le proprie azioni nella loro completa nudità e miseria. Nessuna di esse andrà perduta; ci seguiranno fedelmente al giudizio di Dio. Non ho parole né termini di paragone per esprimere cose così terribili e, sebbene mi sembri che quell'anima non sia dannata, tuttavia le sue pene non si differenziano in nulla dalle pene dell'inferno. L'unica differenza è che un giorno finiranno. Un momento dopo vidi di nuovo lo stesso bambino che mi aveva svegliato, ed era di una bellezza stupenda e mi ripeté le stesse parole: «La vera grandezza di un'anima sta nell'amare Dio e nell'umiltà». Domandai a quel bambino: « Tu come lo sai questo, che la vera grandezza di un'anima sta nell'amare Dio e nell'umiltà? Queste cose possono saperle soltanto i teologi, mentre tu non hai studiato nemmeno il catechismo, e come puoi saperle? ». Ma egli mi rispose: «Le so, e so tutto», ed all'istante scomparve. Io però non mi addormentai affatto; la mia mente era stanca per quello su cui avevo cominciato a riflettere e per quello che avevo visto. O anime umane, come riconoscete tardi la verità! O abisso della Misericordia di Dio, riversati al più presto sul mondo intero, secondo quello che Tu Stesso hai detto! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;V.1935. IN UN CERTO MOMENTO.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Quando mi resi conto dei grandi disegni di Dio a mio riguardo, mi spaventai per la loro grandiosità e mi sentii totalmente inidonea ad eseguirli, tanto che cominciai ad evitare i colloqui interiori con Lui e quel tempo li sostituii con la preghiera orale. Lo feci per umiltà, ma in breve mi accorsi che non era vera umiltà, ma una grande tentazione di satana. Una volta che, invece della preghiera interiore, avevo cominciato a leggere un libro spirituale, udii nell'intimo queste parole in modo chiaro e forte: «Preparerai il mondo alla Mia ultima venuta». Queste parole mi colpirono profondamente e benché facessi finta di non averle udite, le avevo capite bene e non avevo alcun dubbio in merito. Una volta che, stanca per questa lotta d'amore con Dio e del continuo rifiutarmi col dire che non ero adatta a compiere quell'opera, volevo uscire dalla cappella, una forza misteriosa mi trattenne; mi sentii come paralizzata ed all'improvviso udii queste parole: « Hai intenzione di uscire dalla cappella, ma non uscirai da Me, poiché sono ovunque. Tu da sola con le tue forze non riesci a far nulla, ma con Me puoi tutto ». Durante la settimana, quando sono andata dal mio confessore e gli ho svelato lo stato della mia anima e specialmente che evito il colloquio interiore con Dio, mi è stato risposto che non devo evitare il colloquio interiore con Dio, ma devo ascoltare attentamente le parole che mi dice. Mi sono regolata secondo le indicazioni del confessore ed al primo incontro col Signore, mi sono gettata ai piedi di Gesù e col cuore straziato Gli ho chiesto perdono di tutto. Allora Gesù mi ha sollevato da terra e mi ha fatto sedere accanto a Sé e mi ha permesso di appoggiare il capo sul Suo petto, in modo che potessi comprendere e percepire meglio i desideri del Suo dolcissimo Cuore. Ed all'improvviso Gesù mi ha detto queste parole: « Figlia Mia, non aver paura di nulla. Io sono sempre con te. Qualunque avversario ti potrà nuocere soltanto per quello che Io gli permetterò. Tu sei la Mia dimora ed il Mio stabile riposo. Per te trattengo la mano punitrice; per te benedico la terra ». In quello stesso momento avvertii uno strano fuoco nel mio cuore; sento che vengono a cessare i miei sensi; non capisco quello che avviene attorno a me. Sento che lo sguardo del Signore penetra in me; conosco bene la Sua grandezza e la mia miseria. Una sofferenza misteriosa penetra nella mia anima ed una tale gioia, che non riesco a paragonarla a nulla. Mi sento inerte fra le braccia di Dio; sento che sono in Lui e mi sciolgo come una goccia d'acqua in un oceano. Non riesco ad esprimere quello che provo. Dopo una tale preghiera interiore sento una forza ed un impulso a compiere i più difficili atti di virtù; sento avversione verso tutte le cose che il mondo apprezza; desidero con tutta l'anima la solitudine e la quiete. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;V.1935.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Durante la funzione dei quaranta giorni, ho visto il Volto di Gesù nell'Ostia santa, che era esposta nell'ostensorio; Gesù guardava amabilmente a tutti. Vedo spesso il Bambino Gesù durante la santa Messa. E straordinariamente bello e in quanto all'età mostra circa un anno. Una volta che nella nostra cappella vidi lo stesso Bambino durante la santa Messa, fui assalita da un desiderio fortissimo e da una smania irresistibile di avvicinarmi all'altare e di prendere il Bambino Gesù. In quello stesso istante il Bambino Gesù fu accanto a me in fondo all'inginocchiatoio e si aggrappò al mio braccio con entrambe le manine, incantevole e gioioso, con lo sguardo profondo e penetrante. Però quando il sacerdote spezzò l'Ostia, Gesù era sull'altare e venne spezzato e consumato dal sacerdote. Dopo la santa Comunione vidi Gesù tale e quale nel mio cuore e Lo sentii per tutto il giorno fisicamente, realmente nel mio cuore. Un raccoglimento più profondo s'impadronì di me inavvertitamente e non dissi una parola con nessuno. Evitai per quanto mi fu possibile la presenza della gente. Risposi sempre alle richieste che si riferivano ai miei impegni; al di fuori di ciò nemmeno una parola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;9.VI.1935. LA DISCESA DELLO SPIRITO SANTO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Verso sera, mentre passavo per l'orto, udii queste parole: «Unitamente alle tue compagne, dovrai impetrare la Misericordia per voi stesse e per il mondo». Compresi che non sarò nella Congregazione nella quale sono attualmente. Vedo chiaramente che nei miei riguardi la volontà di Dio è un'altra. Tuttavia mi rifiuto continuamente davanti a Dio, dicendo che non sono idonea a compiere quest'opera. «Gesù, Tu naturalmente sai molto bene chi sono » e cominciai ad elencare davanti al Signore le mie manchevolezze e mi trincerai dietro a quelle, affinché riconoscesse il mio rifiuto, poiché non sono idonea a compiere i Suoi progetti. Ad un tratto, udii queste parole: « Non temere; lo stesso provvederò a tutto quello che ti manca ». Queste parole mi penetrarono nel profondo e conobbi ancora di più la mia miseria; conobbi che la parola del Signore è viva e penetra in profondità. Compresi che Iddio esigeva da me un sistema di vita più perfetto; tuttavia mi rifiutavo continuamente per la mia inidoneità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s320/73200I.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s320/73200I.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-3011492848602967795?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/3011492848602967795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/scopriamo-santa-maria-faustina-kowalska.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3011492848602967795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3011492848602967795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/scopriamo-santa-maria-faustina-kowalska.html' title='Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Quarantatreesimo appuntamento'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s72-c/73200I.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-7732777010789546846</id><published>2012-01-08T11:27:00.000+01:00</published><updated>2012-01-08T11:27:31.217+01:00</updated><title type='text'>Col battesimo diventiamo figli di Dio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-DaEQrwZklwk/Twlvh0FjGHI/AAAAAAAAAak/tW6Ayvwwt18/s1600/battesimo-di-gesu.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-DaEQrwZklwk/Twlvh0FjGHI/AAAAAAAAAak/tW6Ayvwwt18/s320/battesimo-di-gesu.jpg" width="237" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Torna l'appuntamento domenicale di meditazione del Vangelo: quest'oggi, meditiamo la pagina evangelica del Battesimo di Gesù, attraverso il commento di mons. Antonio Riboldi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt; Con la festa del Battesimo di Gesù, ricordiamo il grande dono del nostro Battesimo: un giorno che segnò la nostra vita e che dovrebbe farci infinitamente felici.&lt;br /&gt;Così descrive l'evangelista Matteo il Battesimo di Gesù:&lt;br /&gt;"In quel tempo. Giovanni predicava: "Dopo di me viene uno che è più forte di me ed al quale non sono degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo". In quei giorni Gesù venne da Nazareth di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di Lui come una colomba. E sentì una voce dal cielo: 'Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto". (Mt. 1,7-11)&lt;br /&gt;La Chiesa oggi ci offre da meditare e chiedere: "Come mai il Battesimo veniva amministrato da Giovanni Battista, prima di Gesù? Che cosa voleva dire essere battezzati dal Precursore? Che significato ha allora il 'mio' Battesimo?"&lt;br /&gt;Sappiamo che nel piano di salvezza di Dio, Giovanni Battista, voluto dal Padre in modo straordinario fin dalla nascita, doveva essere 'la voce che grida nel deserto: Preparate la via del Signore'. Era talmente forte la sua testimonianza alla luce, che tanti accorrevano a lui. Lo ascoltavano. Mettevano in discussione la propria esistenza. Chiedevano: 'Cosa dobbiamo fare?' e suggellavano la loro volontà di cambiamento di vita con questo segno pieno di significato come era immergersi totalmente nel Giordano e farsi versare l'acqua sulla testa da Giovanni.&lt;br /&gt;Quel 'lavarsi' era come professare apertamente quanto gli Ebrei a suo tempo avevano compiuto proprio nel passaggio del Giordano: lasciare la sponda della schiavitù in Egitto e conquistare la sponda della libertà nella Terra promessa.&lt;br /&gt;Anche Gesù va da Giovanni per farsi battezzare e dopo quel gesto viene annunciato dal Cielo chi davvero Egli è: "Tu sei il mio fìglio prediletto nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo".&lt;br /&gt;Più che un battesimo di conversione come quello di Giovanni divenne solenne proclamazione di Chi era veramente Gesù in cielo e tra di noi.&lt;br /&gt;Tutti noi, che abbiamo la grazia di essere cristiani, iniziamo la nostra vita da 'figli in cui il Padre si compiace' nel battesimo. Quando siamo nati, per il peccato originale, che tutti ci portiamo come eredità di Adamo ed Eva, eravamo come persone senza un domani di felicità. Sì, avevamo un papà ed una mamma che ci volevano un grande bene, ma in pratica ci mancava quella paternità del Padre che ci aveva fatto dono della vita.&lt;br /&gt;E che significato potrebbe avere una vita che non ha domani, sentendo che la propria vera Casa, per cui Dio ci ha fatto dono proprio della vita, è chiusa?&lt;br /&gt;Davvero si sarebbe orfani del Papà, Abba, Dio, dal cui Cuore tutti, senza eccezione, nasciamo.&lt;br /&gt;Credo che chi di noi ha vissuto da orfano, anche su questa terra, sa molto bene che cosa significa essere senza papà e mamma. E' come vivere su questa terra con il cielo dell'amore chiuso.&lt;br /&gt;Ogni uomo, se ama la verità e sa ascoltarsi profondamente, sente il bisogno del Padre.&lt;br /&gt;E' una nostalgia che non si può nascondere.&lt;br /&gt;Altro è essere figli di papà e mamma e altro è essere, oltre che figli dei nostri cari genitori, figli del Padre. I genitori di questa terra possono darci quell'amore che hanno per i figli, ma è un amore-vicinanza che può 'seguirci' per poco, ossia finché loro sono tra noi e noi con loro, poi ognuno prende la sua strada. Ma nessuno può sostituirsi a Dio, che non solo ci fa dono della vita, ma vuole come 'papà' che conosciamo ed esperimentiamo il Suo Amore, come Presenza continua e certa qui, ma soprattutto nell'eternità con Lui, dove ritroveremo anche l'amore profondo dei nostri genitori e di tutte le persone che abbiamo amato e da cui siamo stati amati, rinvigorito e reso eterno in Lui, perché è Dio l'Amore e solo in Lui ogni nostro piccolo e misero amore può diventare eterno.&lt;br /&gt;Per cui il Battesimo ci libera da quello stato di figli orfani di padre e senza domani.&lt;br /&gt;Nel Battesimo, con il segno dell'acqua, che il sacerdote versa sul nostro capo, di fatto rinasciamo alla vera vita e entriamo a pieno diritto nel numero dei figli del Padre.&lt;br /&gt;Dal Battesimo, dovremmo, prima con l'aiuto dei nostri cari e poi, diventati adulti, consapevolmente e responsabilmente, impostare la vita come un cammino verso il Cielo, accogliendo la Grazia della Presenza del Padre nella nostra esperienza su questa terra, per vivere nella fede la nostra quotidianità, motivando pensieri, parole e gesti con la carità stessa di Gesù,. Diventare figli di Dio nel Battesimo, inevitabilmente chiede di vivere continuamente la dignità donataci.&lt;br /&gt;C'era un tempo in cui si veniva battezzati appena nati, come a non lasciare spazio ad una vita senza domani. Sono nato il 16 Gennaio. I miei genitori non aspettarono mesi o giorni per farmi entrare nel Cuore del Padre. Mi portarono al Battesimo il giorno dopo, il 17 gennaio, per questo mi chiamarono Antonio. E da allora iniziò la scuola di figlio di Dio, giorno per giorno, una scuola verso la santità.&lt;br /&gt;Il Battesimo non era una bella cerimonia e festa che finiva lì, ma era uno stile di vita imperniato nel conoscere, amare e servire Dio, per poi essere, un giorno, quando vorrà, con Lui per sempre in Paradiso. Era questo il ritornello che sentivamo ogni giorno e la grande pietra angolare della vita. Ricordo che quando tornavo a casa sporco per aver giocato nella polvere, mamma mi accoglieva con questa parole: 'Non hai davvero più il volto di un figlio di Dio'.&lt;br /&gt;E che dovremmo dire di chi, ignorando di essere battezzato, ossia figlio del Padre, vive in peccato, senza rimorso, in altre parole incurante di vivere fuori Casa?&lt;br /&gt;Ma è possibile che un battezzato non si preoccupi o non conosca il grande dono che ha ricevuto nel Battesimo? E' possibile che non si renda conto dell'insensatezza di una vita vissuta solo con un misero orizzonte terreno e non avverta la nostalgia di 'altrò?&lt;br /&gt;Diceva il Card. Ballestrero, un grande pastore di anime: "Punto di partenza per tutti, laici e ministri, è il battesimo. Fonte inesauribile che crea nuovi figli di Dio, nuovi fratelli di Cristo, nuove creature..... Dal battesimo nasce e si sviluppa la varietà delle vocazioni, dei ministeri, dei carismi al servizio del Regno di Dio. Dal Battesimo fluiscono le ricchezze mirabili della Chiesa".&lt;br /&gt;E il Concilio usa parole ancora più solenni parlando di noi battezzati:&lt;br /&gt;"Uno è il popolo eletto di Dio: un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo comune è la dignità dei figli: comune la vocazione alla speranza e indivisa la carità. Nessuna ineguaglianza quindi in Cristo e nella Chiesa per riguardo alla stirpe o nazione, alla condizione e al sesso" ( L.G. 32)&lt;br /&gt;E' davvero un grande dono, sentirsi, nel Padre, tutti, senza distinzione di colore o razza, stessi figli e quindi fratelli. Vivere il Battesimo darebbe alla umanità il volto della giustizia e della carità.&lt;br /&gt;Forse troppe volte ci dimentichiamo del dono del Battesimo e viviamo come se non avesse valore nella vita. Ed è una vera scuola di santità nel Battesimo quanto scrive Paolo VI:&lt;br /&gt;"Teniamo bene presente questo fatto. Là, al Battesimo, noi abbiamo incontrato Gesù Cristo, incontro sacramentale e vitale. Fu il nostro vero Natale. Ora, attenzione. Che cosa comporta un simile incontro con Cristo? Ancora il Vangelo ci insegna: comporta seguire Cristo. Comporta uno stile di vita, comporta un impegno inscindibile: essere cristiani! Noi non faremo che ripetere ciò che abbiamo scritto, nella Enciclica 'Ecclesiam suam'. Bisogna ridare al fatto di avere ricevuto il santo Battesimo, e cioè di essere stati inseriti mediante sacramento nel corpo mistico di Cristo che è la Chiesa, tutta la sua importanza, specialmente nella cosciente valutazione che il battezzato deve avere della sua elevazione, anzi della sua rigenerazione alla felicissima realtà di figlio adottivo di Dio, alla dignità di fratello di Gesù Cristo, alla fortuna, vogliamo dire alla grazia, della inabitazione dello Spirito, alla vita nuova che nulla ha perduto di umano" (6.2.1974)&lt;br /&gt;E' bello rileggere oggi le parole del profeta Isaia:&lt;br /&gt;"Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano: ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni. Perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre" (Is. 42, 6-7)&lt;br /&gt;Con Tonino Bello prego: Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita. Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un'ala soltanto; possono volare solo rimanendo abbracciati.&lt;br /&gt;A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche tu abbia un'ala soltanto. L'altra la tieni nascosta, forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me.&lt;br /&gt;Per questo mi hai dato un'ala sola, perché io fossi tuo compagno di volo."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-7732777010789546846?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/7732777010789546846/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/col-battesimo-diventiamo-figli-di-dio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/7732777010789546846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/7732777010789546846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/col-battesimo-diventiamo-figli-di-dio.html' title='Col battesimo diventiamo figli di Dio'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-DaEQrwZklwk/Twlvh0FjGHI/AAAAAAAAAak/tW6Ayvwwt18/s72-c/battesimo-di-gesu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-221660820437808587</id><published>2012-01-06T11:54:00.000+01:00</published><updated>2012-01-06T11:54:51.548+01:00</updated><title type='text'>Solennità dell'Epifania: "Dio, Padre di tutti"</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-dUePIVufwSc/TwbS8fot7bI/AAAAAAAAAac/PWno9ZxhIyA/s1600/7dd.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-dUePIVufwSc/TwbS8fot7bI/AAAAAAAAAac/PWno9ZxhIyA/s1600/7dd.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Nel Giorno dell'Epifania del Signore, torna l'appuntamento di meditazione del Vangelo: quest'oggi, meditiamo il passo evangelico che ci riporta all'arrivo dei Re Magi, attraverso il commento di mons. Antonio Riboldi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo che la Chiesa sottolinea in modo solenne i giorni che raccontano il cammino che Dio ha fatto e fa per la salvezza di tutti gli uomini, anche e soprattutto dopo il peccato originale.&lt;br /&gt;Subito, dopo la Sua nascita, attraverso il racconto della incredibile ricerca dei Magi, Gesù volle manifestare che se Lui era tra noi, non lo era per alcuni privilegiati, come il popolo ebraico, ma per tutta l'umanità, senza distinzione: un amore universale.&lt;br /&gt;Ogni uomo o donna diventa, con l'Epifania, un chiamato a fare parte del Regno di Dio.&lt;br /&gt;Con questa solennità, la Chiesa ci ricorda che Dio chiama tutti e rende possibile che tutti, ma proprio tutti, siano Suoi figli, cui è preparata la vera Casa, il Suo Regno.&lt;br /&gt;Per questo l'Epifania è Festa solenne: festa in cui tutti noi ci dovremmo sentire felici nel sapere che Dio ci invita a tornare da Lui, sapendo che Lui è Colui che ci cerca per primo.&lt;br /&gt;Il racconto dell'Epifania ha il sapore, per il modo come è narrato, di una meravigliosa fiaba, ma tale non è, perché è grande e reale Evento, quasi impossibile da pensare in questo mondo.&lt;br /&gt;Siamo talmente abituati a cercare 'stelle della terrà, che sono le cose senza vita, o desideri che muoiono con noi, da non riuscire più ad affidarci alla delicatezza dell'amore che si fa cercare, cercandoci, ci guida come la stella dei Magi nella ricerca, per farsi trovare.&lt;br /&gt;Ma occorre alzare la testa in un mondo che fa di tutto per oscurare il cielo... come fecero i Magi! "Nato Gesù a Betlemme, al tempo del re Erode, alcuni magi giunsero dall'Oriente a Gerusalemme e domandavano: 'Dov'è il re dei Giudei? Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarLo'.&lt;br /&gt;All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: 'A Betlemme di Giuda, perché così è scritto per mezzo del profeta: 'E tu Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo Israele'.&lt;br /&gt;Allora Erode chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: 'Andate e informatevi accuratamente del bambino e quando l'avrete trovato fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo'. Udite le parole del re essi partirono.&lt;br /&gt;Ed ecco la stella, che avevano visto al suo sorgere, li precedeva finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il Bambino. A vedere la stella essi provarono una grandissima gioia e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro Paese". (Mt. 2, 1-12) C'è una ragione perché la Chiesa dà tanta importanza alla Epifania. E' il giorno della chiamata fatta a noi per appartenere al Regno dei Cieli. Non più orfani senza domani, una condizione inaccettabile, che pone la triste domanda su che serva nascere se non c'è un domani a lungo termine, che dimostri che vivere qui non è solo provvisorietà - anche se tante volte viviamo proprio delle provvisorietà, come se la salute, il benessere, la fama e quanto vogliamo di terreno, potessero essere sufficienti a riempire un cuore che vuole altro.&lt;br /&gt;Se siamo onesti con noi stessi - e dovremmo esserlo per fare onore alla nostra natura di persone dotate di intelligenza e capacità di ricerca continua - tante volte lo stesso desiderio che ebbero i Magi, diventa il nostro. E' quella ricerca soprannaturale che poi nella fede ci mostra Gesù come fu contemplato dai Magi.&lt;br /&gt;Tanti fratelli, nella storia, e forse li abbiamo conosciuti da vicino, hanno vissuto il tempo della vita, accontentandosi e cercando ciò che è terreno, come se la terra potesse dare ciò che non ha.&lt;br /&gt;Ma per tanti, c'è stato e c'è un momento che, raggiunti dalla Grazia, li ha portati a mettersi alla ricerca del Messia, e la loro vita è cambiata totalmente e questo non solo per grandi santi, come S. Francesco d'Assisi, S. Ignazio di Loyola, ma per una moltitudine di sinceri e veri cristiani.&lt;br /&gt;Ne ho conosciuti parecchi! Ricordo la vicenda di un uomo che a lungo si era completamente disinteressato della vita spirituale, convinto che a lui bastassero le gioie di quaggiù.&lt;br /&gt;Ma ci fu un momento in cui la Grazia fece cadere la scena illusoria su cui aveva impostato la vita e gli mostrò la luce. "Sono felice, mi diceva, adesso vivere è altro, sa di immensità del cielo e quello che è bello, in un mondo di finti amori e amici, si affaccia il volto del Padre che è davvero l'AMORE".&lt;br /&gt;D'altra parte, per la nostra stessa natura, non possiamo trovare la felicità in ciò che il mondo ci offre con ostinatezza. Tutto alla fine lascia l'amarezza e nulla riesce a rendere felici nelle profondità del nostro essere, così, poiché Dio continua con pazienza ed incessantemente a bussare alla nostra porta, viene il momento in cui si sente la voglia di alzare gli occhi e di trovare la sorgente della vera felicità. Credo che questa sia la storia di tanti che mi leggono!&lt;br /&gt;Basta avere il desiderio, l'ansia della ricerca, come quella dei Magi, e c'è sempre una stella che fa strada. Ma poi bisogna avere il coraggio di uscire dal chiasso e come i Magi provare a vedere e vivere la vita come ricerca di una gioia che ci appartiene.&lt;br /&gt;"Uno degli aspetti - affermava Paolo VI - oggi più considerati della festa della Epifania, è quello della universalità del cristianesimo. Cioè, dopo il Natale, la Chiesa si domanda: per chi è venuto Gesù Cristo? E risponde: per tutti gli uomini. Non era Ebreo il Signore? E non era il popolo ebraico un popolo chiuso nella sua razza e nella sua religione? Sì, ma è appunto questo l'aspetto meraviglioso della Incarnazione. Essa ha carattere universale: riguarda non soltanto il popolo eletto nell'Antico Testamento; ma riguarda tutti i popoli; riguarda tutti i tempi e tutti i luoghi; interessa la storia e interessa tutta la terra. E' destinata a tutta l'umanità, anzi crea il concetto nuovo e svela il vero destino della umanità".&lt;br /&gt;Ed è veramente il grande dono della Epifania, la chiamata dei popoli a fare parte del Suo Regno; è ciò che fa della solennità della Epifania una festa centrale della Chiesa.&lt;br /&gt;Quello che vorrei ancora sottolineare è la ricerca di Dio da parte dei magi e la loro gioia nel trovare il Bambino a Betlemme.&lt;br /&gt;Se è vero che tutti sentiamo la nostalgia di Dio, nostro vero Creatore e Padre, dovremmo fare della nostra vita una continua ricerca.&lt;br /&gt;Ma oggi è soprattutto giusto che con la Chiesa ringraziamo Dio di avere mostrato la Sua bontà.&lt;br /&gt;Non accettava di vederci figli senza casa patema e senza futuro, così, ha concretamente rotto, con l'Epifania, una barriera che ci divideva da Lui. Per questo è una grande Solennità.&lt;br /&gt;Purtroppo il consumismo è sempre pronto a cogliere le occasioni di feste religiose, per renderle un mercato di consumi. Basta pensare a come l'Epifania è diventata la festa dei doni, forse imitando i Magi, ma senza la loro fede.&lt;br /&gt;Occorre invece entrare nel vero spirito della Epifania: Dio che viene e chiama, come fece con i Magi. Scriveva don Tonino Bello:&lt;br /&gt;"Oggi è l'Epifania, festa della universalità della Chiesa. Festeggiamo cioè una Chiesa che si allarga a tutti i popoli: che non si chiude nel suo campanile, non rifiuta l'altro, ma ha le porte e le finestre aperte, anzi spalancate. La festa della Epifania ci ricorda che non siamo un insieme di persone chiamate a raccolta per giustificarci. La Chiesa è il popolo di Dio che annuncia la salvezza e lo fa con estrema liberalità, accettando la diversità. Accettare la diversità è una cosa grande. Mi sembra sciocco avere paura dell'irruzione dei terzomondiali perché sono maomettani.&lt;br /&gt;Ma che paura avete? Alcuni dicono, rimproverando noi vescovi o il Papa, di essere troppo solleciti nella accoglienza; dicono che stiamo imbarbarendo la cristianità.&lt;br /&gt;Ma che paura avete? Abbiamo avuto la grazia dal Signore di essere suoi fedeli, di stare al suo servizio. Nostra missione è di testimoniare Lui, il Risorto. Qualche volta con la parola, ma soprattutto con i gesti, con la vita. Se sono gesti buoni la gente lo vede. E' impossibile che non li veda". Non resta che ringraziare Dio che noi siamo stati chiamati al suo Regno, appena è iniziata la vita, nel Battesimo. Non ci resta che fare della nostra vita un continuo cammino e una appassionata ricerca per trovare e vivere in Gesù e con Gesù. Questo è il senso vero della nostra appartenenza alla Chiesa di Dio. Non resta che dire a tutti voi: FACCIAMO DELLA NOSTRA VITA, come i Magi, UNA CONTINUA RICERCA DI GESÙ, PER CONOSCERE E SPERIMENTARE LA VERA GIOIA. Auguri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-221660820437808587?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/221660820437808587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/solennita-dellepifania-dio-padre-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/221660820437808587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/221660820437808587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/solennita-dellepifania-dio-padre-di.html' title='Solennità dell&apos;Epifania: &quot;Dio, Padre di tutti&quot;'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-dUePIVufwSc/TwbS8fot7bI/AAAAAAAAAac/PWno9ZxhIyA/s72-c/7dd.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-1407149045221065554</id><published>2012-01-03T11:39:00.000+01:00</published><updated>2012-01-05T11:40:15.071+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;L'aggiornamento riprenderà Venerdì 06 Gennaio 2012&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;Buone feste a tutti!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-1407149045221065554?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/1407149045221065554/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/laggiornamento-riprendera-venerdi-06.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/1407149045221065554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/1407149045221065554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/laggiornamento-riprendera-venerdi-06.html' title=''/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-5982191561747982636</id><published>2012-01-01T09:12:00.000+01:00</published><updated>2012-01-01T09:12:29.278+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;AUGURI DI UN SERENO ANNO A TUTTI VOI!!!!! POSSA QUESTO 2012 ESSERE ANNO BENEDETTO DAL SIGNORE E DEDICATO ALLA RISCOPERTA DEI VALORI EVANGELICI!!!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.partecipiamo.it/natale/gif_anno_nuovo/anno_nuovo/italiano/04.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="279" src="http://www.partecipiamo.it/natale/gif_anno_nuovo/anno_nuovo/italiano/04.gif" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-5982191561747982636?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/5982191561747982636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/auguri-di-un-sereno-anno-tutti-voi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/5982191561747982636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/5982191561747982636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2012/01/auguri-di-un-sereno-anno-tutti-voi.html' title=''/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-3414394667399252577</id><published>2011-12-26T09:57:00.000+01:00</published><updated>2011-12-26T09:57:30.879+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;Carissimi nell'augurarvi nuovamente di trascorrere delle serene feste, comunico che l'aggiornamento resterà sospeso sino a Venerdì 30 Dicembre 2011!&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;Buone feste a tutti!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://benvenutiinitalia.it/wp-content/uploads/2011/12/buone_feste.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://benvenutiinitalia.it/wp-content/uploads/2011/12/buone_feste.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-3414394667399252577?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/3414394667399252577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/carissimi-nellaugurarvi-nuovamente-di.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3414394667399252577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3414394667399252577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/carissimi-nellaugurarvi-nuovamente-di.html' title=''/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-4841656751054294320</id><published>2011-12-25T00:00:00.001+01:00</published><updated>2011-12-25T00:00:03.394+01:00</updated><title type='text'>Sulla via di Betlemme - La nascita di Gesu'</title><content type='html'>&lt;iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/B-2zR_E06O4" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-4841656751054294320?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/4841656751054294320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/sulla-via-di-betlemme-la-nascita-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/4841656751054294320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/4841656751054294320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/sulla-via-di-betlemme-la-nascita-di.html' title='Sulla via di Betlemme - La nascita di Gesu&apos;'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/B-2zR_E06O4/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-1748246141431753231</id><published>2011-12-24T16:11:00.000+01:00</published><updated>2011-12-24T16:11:34.142+01:00</updated><title type='text'>Sulla via di Betlemme: Cardinal Angelo Comastri</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s200/the_birth_of_christ_1024x768.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s200/the_birth_of_christ_1024x768.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Concludiamo il nostro viaggio sulla via di Betlemme, che culminerà con la rievocazione del Santo Natale, attraverso la riproposizione di un bellissimo pensiero del Cardinal Comastri:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni Natale Tu sei il festeggiato, ma quante volte noi ci appropriamo della festa…&lt;br /&gt;E Ti lasciamo nell’angolo di un vago ricordo senza impegno, senza cuore e senza ospitalità sincera!&lt;br /&gt;Da duemila anni, ad ogni Natale noi ci scambiamo gli auguri perché avvertiamo che la tua Nascita è anche la nostra nascita, la nascita della Speranza, la nascita dell’Amore, la nascita di Dio nella grotta della nostra povertà.&lt;br /&gt;Però – quanto mi dispiace doverlo riconoscere! – il tuo Natale! Il tuo Natale è minacciato da un falso natale, che prepotentemente ci invade e ci insidia e ci narcotizza fino al punto di non vedere più e non sentire più il richiamo del vero Natale: il tuo Natale!&lt;br /&gt;Quante luci riempiono le vie e le vetrine in questo periodo!&lt;br /&gt;Ma la gente sa che la Luce sei Tu? E se interiormente gli uomini restano al buio, a che serve addobbare la notte con variopinte luminarie? Non è una beffa, o Gesù? Non è un tradimento del Natale? Queste domande, caro Gesù, si affollano nel mio cuore e diventano un invito forte alla conversione.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.comunita-czestochowa.it/mons_comastri.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.comunita-czestochowa.it/mons_comastri.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E noi cristiani mandiamo luce con la nostra vita? E le famiglie e le parrocchie assomigliano veramente a Betlemme? Si vede la stella cometa della testimonianza della vita abitata e trasformata dalla Tua Presenza?&lt;br /&gt;Questi interrogativi non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo evitarli se vogliamo vivere un autentico Natale.&lt;br /&gt;Dalle case e dai luoghi di divertimenti, in questi giorni, escono musiche che vorrebbero essere invito alla gioia. Ma di quale gioia si tratta? Gli uomini hanno scambiato il piacere con la gioia: quale mistificazione! Il piacere è il sollecito della carne e, pertanto, sparisce subito e va continuamente e insaziabilmente ripetuto; la gioia, invece, è il fremito dell’anima che giunge a Betlemme e vede Dio e resta affascinata e coinvolta nella festa dell’Amore puro. &lt;br /&gt;Sarà questa la nostra gioia, sarà questo il nostro Natale? Gesù, come vorrei che fosse così!&lt;br /&gt;Ma c’è un altro pensiero che mi turba e mi fa sentire tanto distante il nostro natale dal tuo Natale. A Natale, o Gesù, Tu non hai fatto il cenone e non hai prenotato una stanza in un lussuoso albergo di una rinomata stazione sciistica. Tu sei nato povero. Tu hai scelto l’umiltà di una grotta e le braccia di Maria (la “poverella” amava chiamarla Francesco d’Assisi, un grande esperto del Natale vero!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sarebbe bello se a Natale, invece di riempire le case di cose inutili, le svuotassimo per condividere con chi non ha, per fare l’esperienza meravigliosa del dono, per vivere il Natale insieme a Te, o Gesù! Questo sarebbe il regalo natalizio!&lt;br /&gt;A questo punto io ti auguro ancora, con tutto il cuore, buon compleanno, Gesù!&lt;br /&gt;Ma ho paura che la tua Festa non sia la nostra festa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambiaci il cuore, o Gesù, affinché noi diventiamo Betlemme e gustiamo la gioia del tuo Natale con Maria, con Giuseppe, con i pastori, con Francesco d’Assisi, con Papa Giovanni, con Maria Teresa di Calcutta e con tante anime che, con il cuore, hanno preso domicilio a Betlemme.&lt;br /&gt;Buon Natale a tutti… ma ora sapete di quale Natale intendo parlare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Card. Angelo Comastri&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-1748246141431753231?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/1748246141431753231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/sulla-via-di-betlemme-cardinal-angelo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/1748246141431753231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/1748246141431753231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/sulla-via-di-betlemme-cardinal-angelo.html' title='Sulla via di Betlemme: Cardinal Angelo Comastri'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s72-c/the_birth_of_christ_1024x768.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-2884239555630574888</id><published>2011-12-23T16:50:00.004+01:00</published><updated>2011-12-23T16:51:54.370+01:00</updated><title type='text'>Sulla via di Betlemme: Don Tonino Bello</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s200/the_birth_of_christ_1024x768.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s200/the_birth_of_christ_1024x768.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Sulla nostra via verso Betlemme non poteva non accompagnarci il caro don Tonino Bello che ci ha regalato sempre delle perle di saggezza che ancora oggi risuonano nei nostri cuori e nelle nostre orecchie. In particolare, oggi possiamo scorrere con gli occhi una lettera scritta dal Vescovo a Gesù che nasce...&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;A Gesù che nasce&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;... che vive e regna nei secoli dei secoli,&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;ma muore ed è disprezzato, &lt;/b&gt;&lt;b&gt;minuto per minuto,&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;nella vita degli ultimi.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;Caro Gesù,&lt;br /&gt;voglio scrivere a te. Per tanti motivi. Prima di tutto, perché so che tu mi leggerai di sicuro e la mia lettera non rischierà di finire come le tue. Ce ne hai scritte tante, e sono tutte lettere d'amore, ma noi non le abbiamo neppure aperte. Nel migliore dei casi, le abbiamo scorse frettolosamente e con aria annoiata.&lt;br /&gt;Poi, perché so che tu non ti fermi a fare l'analisi estetica di ciò che ti dico. Tu vai sempre al nocciolo, o alla radice, e sei imbattibile a leggere sotto le righe. E anche stavolta, ne sono certo, sotto le righe sai scorgere il mio cuore gonfio di paure e di speranze, di preoccupazioni e di tenerezze.&lt;br /&gt;Poi, perché tu rispondi sempre, e non passi mai nulla sotto silenzio. Non c'è volta che tu ti rifiuti di ricambiare il saluto o di accusare ricevuta. Con gli altri, lo sai, non sempre è così. Più che la «ricevuta», sembra che accusino «il colpo».&lt;br /&gt;Ma, soprattutto, scrivo direttamente a te, perché so che a Natale ti incontrerai con tantissime persone che verranno a salutarti. Tu le conosci a una a una. Beato te, che le puoi chiamare tutte per nome. Io non ci riesco.&lt;br /&gt;Dal momento, però, che passeranno a trovarti, se non nell'Eucaristia e nei sacramenti almeno nel presepe, perché non suggerisci loro, discretamente, che non te ne andrai più dalla terra e che, pur trovandoti altrove per i tuoi affari, hai un recapito fisso nella tua Chiesa, dove ti potranno incontrare ogni volta che lo vorranno?&lt;br /&gt;E, a proposito di «recapito», non pensi che la tua Chiesa, il cui grembo hai deciso di abitare per sempre dopo aver abitato per nove mesi quello di tua Madre, abbia bisogno di qualche restauro?&lt;br /&gt;Si tratterà, caro Signore, di restauri costosi, perché da ricca deve diventare povera, da superba deve divenire umile, da troppo sicura deve imparare a condividere le ansie e le incertezze degli uomini, da riserva per aristocratici deve divenire fontana del villaggio.&lt;br /&gt;Chi è profano in certe faccende pensa che sia un restauro quasi senza spese, sotto costo, perché si tratta di ridurre invece che di accrescere. Invece io so che occorre uno di quegli stanziamenti fortissimi della tua grazia, perché, se no, non se ne farà nulla.&lt;br /&gt;Visto che mi sono messo sulla strada delle «raccomandazioni», posso approfittare dell'amicizia per fartene qualche altra?&lt;br /&gt;Aiuta me e tutti i miei fratelli sacerdoti a lasciarci condurre dallo Spirito, che è Spirito di libertà e non di soggezione, Spirito di giustizia e non di dominio, Spirito di comunione e non di rivalità, Spirito di servizio e non di potere, Spirito di fratellanza e non di parte.&lt;br /&gt;Dona ai laici della nostra Chiesa la gioia di te, che fai «nuove» tutte le cose. Ispira in essi i brividi dei cominciamenti, le freschezze del mattino, l'intuito del futuro.&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.atma-o-jibon.org/images5/tonino_bello4.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.atma-o-jibon.org/images5/tonino_bello4.JPG" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Don Tonino Bello&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Esorcizza nelle nostre comunità la paura del vuoto, l'impressione che si campi solo sulle parole, il sospetto che, di ardito, amiamo solo le metafore.&lt;/div&gt;Metti nel cuore di chi sta lontano una profonda nostalgia di te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Asciuga le lacrime segrete di tanta gente, che non ha il coraggio di piangere davanti agli altri. Entra nelle case di chi è solo, di chi non attende nessuno, di chi a Natale non riceverà neppure una cartolina e, a mezzogiorno, non avrà commensali. Gonfia di speranze il cuore degli uomini, piatto come un otre disseccato dal sole.&lt;br /&gt;Ricordati dei ragazzi dell'Istituto *** che non andranno a casa perché nessuno li vuole. Ricordati della famiglia *** che abita in via ***, a Molfetta, e sono otto in una stanza senza luce. Ricordati dei quattro vecchietti che dormono nelle celle di un ex convento a Ruvo, col cartone al posto dei vetri alla finestra. Ricordati di Giovanni che si droga e ogni tanto mi telefona di notte per dirmi che sta male. Ricordati di Antonella lasciata dal marito. Ricordati di tutti i poveri e gli infelici, i cui nomi hanno trovato accoglienza sterile solo sulla mia agenda, ma non ancora nel mio impegno di vescovo, chiamato a presiedere alla carità. Ricordati, Signore, di chi ha tutto, e non sa che farsene: perché gli manchi tu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon Natale, fratello mio Gesù, che oltre a vivere e regnare per tutti i secoli dei secoli, muori e sei disprezzato, minuto per minuto, su tutta la faccia della terra, nella vita sfigurata degli ulti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Don Tonino Bello, Alla finestra la speranza, ed. Paoline, 1988&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-2884239555630574888?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/2884239555630574888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/sulla-via-di-betlemme-don-tonino-bello.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/2884239555630574888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/2884239555630574888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/sulla-via-di-betlemme-don-tonino-bello.html' title='Sulla via di Betlemme: Don Tonino Bello'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s72-c/the_birth_of_christ_1024x768.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-7403655529481025355</id><published>2011-12-22T16:27:00.000+01:00</published><updated>2011-12-22T16:27:04.772+01:00</updated><title type='text'>Sulla via di Betlemme: S. Alfonso Maria dé Liguori</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s200/the_birth_of_christ_1024x768.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s200/the_birth_of_christ_1024x768.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Torniamo sulla "via di Betlemme" e continuiamo a prepararci al Santo Natale attraverso S. Alfonso Maria de Liguori, con la Novena del Santo Natale. E' una bellissima meditazione che denota la grande sapienza del santo:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solennizzavano gli ebrei un giorno chiamato da essi dies ignis, giorno del fuoco, in memoria del fuoco col quale Neemia consumò il sagrificio, allorché ritornò co' suoi nazionali dalla schiavitù di Babilonia.2 Così ancora, anzi con maggior ragione dovrebbe chiamarsi il giorno di Natale, giorno di fuoco, in cui viene un Dio da bambino a metter fuoco d'amore ne' cuori degli uomini. Ignem veni mittere in terram, così disse Gesù Cristo, e in verità così fu. Prima della venuta del Messia, chi amava Dio sulla terra? Appena era egli conosciuto in un cantone del mondo, cioè nella Giudea; ed ivi pure quanti pochi erano quelli che l'amavano nel tempo che venne. Nel resto poi della terra chi adorava il sole, chi le bestie, chi le pietre, e chi altre creature più vili. Ma dopo ch'è venuto Gesù Cristo, il nome di Dio per tutto è stato conosciuto, e da molti amato. Fu più amato Dio dopo la venuta del Redentore tra pochi anni dagli uomini, accesi già da questo santo fuoco, che non era stato amato prima per quattro mila anni, da che gli uomini erano stati creati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti Cristiani sogliono per lungo tempo avanti preparare nelle loro case il presepio,3 per rappresentare la nascita di Gesù Cristo; ma pochi son quelli che pensano a preparare i loro cuori, affinché possa nascervi in essi e riposarvi Gesù bambino. Ma tra questi pochi vogliamo essere ancora noi, acciocché ancora noi siam fatti degni di restare accesi da questo felice fuoco, che rende l'anime contente in questa terra e beate nel cielo.- Consideriamo in questo primo giorno che il Verbo Eterno appunto a questo fine da Dio si fece uomo,4 per infiammarci del suo divino amore. Cerchiamo lume a Gesù Cristo ed alla sua5 santissima Madre, e cominciamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pecca Adamo il nostro primo padre; ingrato a tanti benefici ricevuti, si ribella da Dio, disubbedendo al precetto di non cibarsi del pomo vietato. Dio perciò è obbligato a cacciarlo qui in terra dal paradiso terrestre, ed a privare in futuro così Adamo, come tutti i discendenti di questo ribelle, del paradiso celeste ed eterno, che loro avea preparato dopo questa vita temporale. Ecco dunque gli uomini tutti condannati ad una vita di pene e di miserie, e per sempre esclusi dal cielo. Ma ecco Dio, come ci avvisa Isaia (Cap. LII), che a nostro modo d'intendere par che afflitto si lamenti, e pianga dicendo: Et nunc quid mihi est hic, dicit Dominus, quoniam ablatus est populus meus gratis? (Is. LII, 5). Ed ora, dice Dio, che mi è restato di delizia in paradiso, ora che ho perduto gli uomini ch'erano la mia delizia? Deliciae meae esse cum filiis hominum (Prov. 8, 31). Ma come, Signore, voi tenete in cielo tanti serafini, tanti angeli, e tanto vi accora l'aver perduti gli uomini? Ma che bisogno avete voi e degli angeli e degli uomini per compimento della vostra beatitudine? Voi sempre siete stato e siete in voi stesso felicissimo; che cosa mai può mancare alla vostra felicità ch'è infinita? Tutto è vero, dice Dio, ma perdendo l'uomo - gli fa dire Ugon cardinale sul citato testo d'Isaia - Non reputo aliquid me habere;6 io stimo di aver perduto tutto, mentre la delizia mia era di stare cogli uomini, ed ora questi uomini io gli ho perduti, ed essi i miseri son condannati a vivere per sempre lontani da me. Ma come può dire il Signore che gli uomini sono la sua delizia? Sì, scrive S. Tommaso, Dio ama tanto l'uomo, come se l'uomo fosse suo Dio, e come se egli senza l'uomo non potesse esser felice: Quasi homo Dei deus esset, et sine ipso beatus esse non posset (Opusc. LXIII, cap. 7).7 Soggiunge S. Gregorio Nazianzeno, e dice che Dio per l'amore che porta agli uomini par che sia uscito di se: Audemus dicere quod Deus prae magnitudine amoris extra se sit (Epist. VIII).8 Correndo già il proverbio che l'amore trae l'amante fuori di sé: Amor extra se rapit.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma no, disse poi Dio, io non voglio perdere l'uomo; via si trovi un Redentore che per l'uomo soddisfi la mia giustizia, e così lo riscatti dalle mani de' suoi nemici, e dalla morte eterna a lui dovuta. Ma qui contempla S. Bernardo (Serm. I, in Annunc.), e si figura di vedere in contesa la giustizia e la misericordia divina. La giustizia dice: Io son perduta, se Adamo non è punito: Perii, si Adam non moriatur. La misericordia all'incontro dice: Io son perduta, se l'uomo non è perdonato: Perii, nisi misericordiam consequatur. In tal contesa decide il Signore che per salvare l'uomo reo di morte muoia un innocente: Moriatur qui nihil debeat morti.9 In terra non vi era chi fosse innocente. Dunque, disse l'Eterno Padre, giacché tra gli uomini non v'è chi possa soddisfare la mia giustizia, via su, chi vuole andare a redimere l'uomo? Gli angeli, i cherubini, i serafini, tutti tacciono, niuno risponde; solo risponde il Verbo Eterno, e dice: Ecce ego, mitte me.10 Padre, gli dice l'unigenito Figlio, la vostra maestà, essendo ella infinita, ed essendo stata offesa dall'uomo, non può esser ben soddisfatta da un angelo ch'è pura creatura; e benché voi vi contentaste della soddisfazione di un angelo, pensate che dall'uomo sinora con tanti benefici a lui fatti, con tante promesse e con tante minacce, pure non abbiam potuto ancora ottenere il suo amore, perché non ha conosciuto sinora l'amore che gli portiamo; se vogliamo obbligarlo senza meno ad amarci, che più bella occasione di questa possiamo trovare, che per redimerlo vada io vostro Figlio in terra, ivi io prenda carne umana, ed io pagando colla mia morte la pena da lui dovuta, così contenti appieno la vostra giustizia, e resti all'incontro l'uomo ben persuaso del nostro amore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma pensa, o Figlio, gli rispose il Padre, pensa che addossandoti il peso di pagare per l'uomo, avrai da fare una vita tutta di pene. Non importa, disse il Figlio: Ecce ego, mitte me. Pensa che avrai da nascere in una grotta, che sarà stalla di bestie; di là dovrai fanciullo andare fuggiasco in Egitto, per fuggire dalle mani degli stessi uomini, che sin da fanciullo cercheranno di toglierti la vita. Non importa: Ecce ego, mitte me. Pensa che ritornato poi nella Palestina, ivi dovrai fare una vita troppo dura e disprezzata, vivendo da semplice garzone d'un povero artigiano. Non importa: Ecce ego, mitte me. Pensa che quando poi uscirai a predicare ed a manifestare chi sei, avrai sì bene alcuni, ma pochi, che ti seguiranno, ma la maggior parte ti disprezzeranno, chiamandoti impostore, mago, pazzo, samaritano; e finalmente ti perseguiteranno a tal segno che ti faran morire svergognato su d'un legno infame a forza di tormenti. Non importa: Ecce ego, mitte me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fatto dunque il decreto che 'l divin Figlio si faccia uomo, ed egli sia il Redentore degli uomini, s'invia l'arcangelo Gabriele a Maria; Maria l'accetta per figlio: Et Verbum caro factum est.11 Ed ecco Gesù nell'utero di Maria, ch'entrato già nel mondo, tutto umile e ubbidiente dice: Giacché, Padre mio, non possono gli uomini soddisfare la vostra giustizia da loro offesa, colle loro opere e sagrifici, ecco me tuo Figlio, vestito già di carne umana, a soddisfarla colle mie pene e colla mia morte in vece degli uomini. Ideo ingrediens mundum, dicit: Hostiam et oblationem noluisti, corpus autem aptasti mihi... tunc dixi: Ecce venio... ut faciam, Deus, voluntatem tuam (Hebr. V, 12).12&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque per noi miseri vermi, e per cattivarsi il nostro amore, ha voluto un Dio farsi uomo? Sì, è di fede, come c'insegna la santa Chiesa: Propter nos homines, et propter nostram salutem descendit de caelis,... et homo factus est.13 Sì questo ha fatto un Dio per farsi da noi amare. Alessandro il grande, dopo che vinse Dario e s'impadronì della Persia, egli per tirarsi l'affetto di quei popoli si fé vedere vestito alla persiana.14 Così appunto par che volle15 ancor fare il nostro Dio; per tirarsi l'affetto degli uomini, si vesti tutto alla foggia umana, e comparve fatt'uomo: Habitu inventus ut homo (Philip. II, 7). E così volle far vedere dove giungeva l'amore che portava all'uomo: Apparuit... gratia... Salvatoris nostri omnibus hominibus (Tit. II, 11). L'uomo non mi ama, par che dicesse il Signore, perché non mi vede; voglio farmi da lui vedere, e con lui conversare, e cosi farmi amare: In terris visus est, et cum hominibus conversatus est (Baruch, III, 38). L'amor divino verso l'uomo era troppo grande, e tal'era sempre stato ab eterno: In caritate perpetua dilexi te, ideo attraxi te miserans tui (Ier. XXXI, 3). Ma quest'amore non era ancora apparso quanto fosse grande ed incomprensibile. Allora veramente apparve, quando il Figlio di Dio si fé vedere da pargoletto in una stalla su della paglia: Benignitas et humanitas apparuit Salvatoris nostri Dei (Tit. III, 4). Legge il testo greco: Singularis Dei erga homines apparuit amor.16 Dice S. Bernardo che prima era già apparsa nel mondo la potenza di Dio nella creazione, e la sapienza nel governo del mondo; ma solamente poi nell'Incarnazione del Verbo apparve quanto fosse grande la sua misericordia: Apparuerat ante potentia in rerum creatione, apparebat sapientia in earum gubernatione, sed benignitas misericordiae maxime apparuit in humanitate (S. Bern. Serm. I, de Nat.).17 Prima che Dio apparisse in terra fatt'uomo, non poteano giungere gli uomini a conoscere quanta fosse la bontà divina; perciò egli prese carne umana, acciocché apparendo da uomo si manifestasse agli uomini la grandezza della sua benignità: Priusquam appareret humanitas, latebat benignitas. Sed unde tanta agnosci poterat? Venit in carne ut, apparente humanitate, agnosceretur benignitas (S. Bern., Serm. I, in Epiph.).18 E in qual modo poteva meglio il Signore dimostrare all'uomo ingrato la sua bontà e l'amor che gli porta? L'uomo disprezzando Dio, dice S. Fulgenzio, s'era da Dio separato per sempre; ma non potendo più l'uomo ritornare a Dio, venne Dio a trovarlo in terra: Homo Deum contemnens, a Deo discessit, Deus hominem diligens, ad homines venit (S. Fulg., Serm. sup. Nat. Christi).19 E prima lo disse S. Agostino: Quia ad mediatorem venire non poteramus, ipse ad nos venire dignatus est.20&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In funiculis Adam traham eos, in vinculis caritatis (Osee XI, 4). Gli uomini si fan tirare dall'amore; i segni d'affetto che taluno loro dimostra son certe catene che gli ligano e gli obbligano quasi per forza ad amare chi l'ama. A questo fine il Verbo Eterno volle farsi uomo per tirarsi con tal segno d'affetto - che maggiore non potea ritrovare - l'amore degli uomini: Deus factus est homo, ut familiarius ab homine diligeretur Deus (UGO de S. Vict., in Lib. Sent.).21 Ciò appunto par che volesse dare ad intendere il nostro Salvadore ad un divoto religioso francescano, chiamato il P. Francesco di S. Giacomo, come si narra nel Diario francescano a' 15 di dicembre. Gli si diede a vedere più volte Gesù da vago fanciullo, ma volendolo seco ritenere il divoto frate, il fanciullo sempre fuggiva; onde di tali fughe amorosamente si lagnava il Servo di Dio. Un giorno di nuovo gli apparve il S. Bambino, ma come? Gli si fé vedere con ceppi d'oro in mano, per dargli così ad intendere ch'era allora venuto ad imprigionare lui, e ad essere da lui imprigionato, per più da esso non separarsi. Fatto con ciò ardito Francesco, pose i ceppi al piede del Bambino, e se lo strinse al cuore; ed in fatti di là22 avanti gli parve di vedersi come nel carcere del suo cuore, fatto suo perpetuo prigioniero, l'amato Bambino.23 Ciò che fece questa volta Gesù con questo suo servo, ben lo fé con tutti gli uomini allorché si fece uomo; volle già con tal prodigio d'amore esser come da noi incatenato, ed incatenare insieme i nostri cuori, obbligandoli ad amarlo, secondo quel che già aveva predetto per Osea: In funiculis Adam traham eos, in vinculis caritatis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In diversi modi, dice S. Leone, aveva già Dio beneficato l'uomo; ma in niun modo meglio palesò l'eccesso della sua bontà, che inviandogli il Redentore ad insegnargli la via della salute ed a procurargli la vita della grazia: Diversis modis humano generi bonitas divina munera impertiit, sed abundantiam solitae benignitatis excessit, quando in Christo ipsa ad peccatores misericordia, ad errantes veritas, ad mortuos vita descendit (S. Leo, Serm. 4, de Nativ.).24 Dimanda S. Tommaso, perché l'Incarnazione del Verbo dicasi opera della Spirito Santo: Et incarnatus est de Spiritu Sancto. È certo che tutte le opere di Dio, chiamate da' Teologi opera ad extra, sono opere di tutte e tre le divine persone; e perché poi l'Incarnazione si attribuisce alla sola persona dello Spirito Santo? La ragion principale che ne assegna l'Angelico è perché tutte l'opere del divin amore si attribuiscono allo Spirito Santo, ch'è l'amore sostanziale del Padre e del Figlio; e l'opera dell'Incarnazione fu tutta effetto dell'immenso amore che Dio porta all'uomo: Hoc autem ex maximo Dei amore provenit, ut Filius Dei carnem sibi assumeret in utero Virginis (S. Thom., III p., q. 32, a. 1).25 E ciò volle significare il profeta dicendo: Deus ab austro veniet (Habac. III [3]). A magna caritate Dei in nos effulsit, commenta Ruperto abbate.26 A tal fine scrive ancora S. Agostino (Cap. 4, de Catech.) venne in terra il Verbo Eterno per far conoscere all'uomo quanto Dio l'amasse: Maxime propterea Christus advenit, ut cognosceret homo quantum eum diligat Deus.27 E S. Lorenzo Giustiniani (De casto connub., c. 23): In nullo sic amabilem suam hominibus patefecit caritatem, sicut cum Deus homo factus est.28&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quel che più fa conoscere l'amore divino verso il genere umano, è che venne il Figlio di Dio a cercarlo quando l'uomo lo fuggiva; ciò significò l'Apostolo dicendo: Nusquam... angelos..., sed semen Abrahae apprehendit (Hebr. II , [16]). Commenta S. Grisostomo: Non dixit suscepit, sed apprehendit, ex metaphora insequentium eos qui aversi sunt, ut fugientes apprehendere valeant (Hom. V, in Epist. ad Hebr.).29 Venne Dio dal cielo quasi ad arrestare l'uomo ingrato che da lui fuggiva, come se gli dicesse: Uomo, vedi che per tuo amore io son venuto a posta in terra a cercarti; perché mi fuggi? Ferma, amami: non fuggire più da me che tanto t'amo.- Venne dunque Dio a cercare l'uomo perduto, ed acciocché l'uomo conoscesse meglio l'amore che questo Dio gli portava, e si rendesse ad amare chi tanto l'amava, volle nella prima volta che l'avesse avuto a mirare visibile, apparirgli da tenero bambino, posto sulle paglie. O paglie beate, più vaghe delle rose e de' gigli, esclama S. Grisologo, e qual terra fortunata v'ha prodotte! E qual fortuna è mai la vostra in aver la sorte di servire di letto al Re del cielo! Ah! che voi - siegue a dire il santo - siete pur fredde per Gesù, mentre non sapete riscaldarlo in questa umida grotta, dov'egli ora se ne sta tremando di freddo; ma siete fuoco e fiamme per noi, giacché ci somministrate un incendio d'amore che non vagliono a smorzarlo tutte l'acque de' fiumi: O felices paleas, rosis et liliis pulchriores, quae vos genuit tellus? Non palearum momentaneum, sed perpetuum vos suppeditatis incendium, quod nulla flumina exstinguent, (S. Petr. Chrys., serm. 38).30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non bastò, dice S. Agostino, al divino Amore l'averci fatti ad immagine sua nel creare il primo uomo Adamo, se non si fosse fatto egli poi ad immagine nostra nel redimerci: In homine fecit nos Deus ad imaginem suam; in hac die factus est ad imaginem nostram.31 Adamo si cibò del pomo vietato, ingannato dal serpente che aveva detto ad Eva che chi avesse assaggiato quel frutto, sarebbe diventato simile a Dio, acquistando la scienza del male e del bene. E perciò disse allora il Signore: Ecce Adam factus est quasi unus ex nobis (Gen., cap. 3).32 Ciò disse Dio per ironia e per rimproverare l'audacia di Adamo; ma noi dopo l'Incarnazione del Verbo con verità possiam dire: Ecco Dio diventato come uno di noi: Nunc vere dicimus, ecce Deus factus est quasi unus ex nobis (Riccar. de S. Vict.).33 Guarda dunque, o uomo, parla S. Agostino: Deus tuus factus est frater tuus:34 il tuo Dio si è fatto come te, figlio di Adamo come sei tu, s'è vestito della stessa tua carne, s'è fatto passibile e soggetto a patire e morire come te. Poteva egli assumer la natura d'angelo; ma no, volle prendere la stessa tua carne, acciocché soddisfacesse a Dio colla stessa carne - benché senza peccato - di Adamo peccatore. E di ciò egli se ne gloriava, chiamandosi spesso figliuolo dell'uomo; onde ben possiamo chiamarlo nostro vero fratello. È stato infinitamente maggior abbassamento, un Dio farsi uomo, che se tutti i principi della terra, tutti gli angeli e santi del cielo colla divina Madre si fossero abbassati a diventare un filo d'erba o un pugno di letame; si perché l'erba, il letame, ed i principi, gli angeli e santi son creature e creature, ma tra la creatura e Dio vi è una differenza infinita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah che quanto più un Dio s'è umiliato per noi a farsi uomo, tanto maggiormente, dice S. Bernardo, ci ha fatto conoscere la sua bontà: Quanto minorem se fecit in humilitate, tanto maiorem se fecit in bonitate.35 Ma l'amore che ci porta Gesù Cristo, esclama l'Apostolo, troppo ci obbliga e ci stringe ad amarlo: Caritas... Christi urget nos (II Cor. V, 14). Oh Dio, che se la fede non ce ne assicurasse, chi mai potrebbe credere che un Dio per l'amore d'un verme, qual è l'uomo, siasi fatto verme come l'uomo! Se mai accadesse, dice un divoto autore, che voi camminando per una strada, a caso col piede schiacciaste un verme di terra, e l'uccideste; e poi avendone voi compassione, taluno vi dicesse: Or via, se volete voi restituire la vita a questo morto verme, bisogna prima che voi diventiate verme com'esso, e poi vi sveniate; e facendo un bagno dì tutto il vostro sangue, in quello dovrà immergersi il verme e riceverà la vita. Che rispondereste voi? E che m'importa, certamente direste, che 'l verme risorga o resti morto, ch'io abbia da procurar la sua vita colla morte mia? E tanto più ciò direste, se quello non fosse un verme innocente, ma un aspide ingrato, che dopo averlo voi beneficato, avesse tentato di torvi la vita. Ma se mai l'amor vostro verso quest'aspide ingrato giugnesse a tanto che vi facesse già soffrire la morte per rendere ad esso la vita, che ne direbbero gli uomini? E' che non farebbe per voi quel serpe, salvato colla vostra morte, se fosse capace di ragione? Ma questo ha fatto Gesù Cristo per voi verme vilissimo; e voi ingrato, se Gesù avesse potuto di nuovo morire, co' vostri peccati avete già attentato più volte di torgli la vita. Quanto siete più vile voi a riguardo di Dio, che non è un verme a riguardo di voi? Che importava a Dio che voi rimaneste morto e dannato nel vostro peccato, come già meritavate? E pure questo Dio ha avuto tanto amore per voi, che per liberarvi dalla morte eterna, prima si e fatto verme come voi, e poi per salvarvi ha voluto spargere tutto il suo sangue, ed ha voluto patire la morte da voi meritata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, tutto è di fede. Et Verbum caro factum est (Luca I).36 Dilexit nos et lavit nos... in sanguine suo (Apoc. I, 5). La santa Chiesa in considerare l'opera della Redenzione si dichiara atterrita: Consideravi opera tua, et expavi (Resp. III, in 2. noct. Circumc.). Prima lo disse il profeta: Consideravi opera tua et expavi. Egressus es in salutem populi tui, in salutem cum Christo tuo (Habach III).37 Onde con ragione S. Tommaso chiamò il mistero dell'Incarnazione, Miraculum miraculorum.38 Miracolo incomprensibile, dove Dio dimostrò la potenza del suo amore verso gli uomini, che da Dio lo rendeva uomo, da Creatore creatura: Creator oritur ex creatura, dice S. Pier Damiani  (Serm. I, de Nat.);39 da Signore lo rende a servo, da impassibile soggetto alle pene ed alla morte: Fecit potentiam in brachio suo (Luc. II).40 S. Pietro d'Alcantara in udire un giorno cantar l'Evangelio che si dice nella terza Messa di Natale, In principio erat Verbum, etc., in considerare questo gran mistero, talmente restò infiammato d'amore verso Dio, che in estasi fu portato per lungo tratto in aria a' piedi del SS. Sacramento (Vita, I. 3, c. 1).41. E S. Agostino diceva che non si saziava di sempre considerare l'altezza della divina bontà nell'opera della Redenzione umana: Non satiabar considerare altitudinem consilii tui super salutem generis humani (Confess., cap. 6).42 E perciò il Signore mandò questo santo, per esser egli stato tanto divoto di questo mistero, a scriver sul cuore di S. Maria Maddalena de' Pazzi le parole: Et Verbum caro factum est.43&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ama, non ama ad altro fine che per essere amato; avendoci dunque Dio tanto amati, altro da noi non vuole, dice S. Bernardo, che 'l nostro amore: Cum amat Deus, non aliud vult quam amari (Serm. 83, in Cant.).44 Onde poi ciascuna45 di noi esorta: Notam fecit dilectionem suam, ut experiatur et tuam.46 Uomo chiunque sei, hai veduto l'amore che ti ha portato un Dio in farsi uomo e patire e morire per te; quando sarà che Dio vedrà coll'esperienza e co' fatti l'amore che tu gli porti? Ah che al vedere ogni uomo un Dio vestito di carne, che ha voluto fare per lui una vita così penosa, ed una morte cosi spietata, dovrebbe continuamente ardere d'amore verso questo Dio cosi amante. Utinam dirumperes coelos et descenderes; a facie tua montes defluerent..., aquae arderent igni (Is. LXIV, 1, [2]). Oh se ti degnassi, mio Dio - diceva il profeta, allorché non era ancora venuto in terra il divin Verbo - di lasciare i cieli e scendere qui tra noi a farti uomo! Ah che allora al vederti gli uomini fatto come uno di loro, montes defluerent, si spianerebbero tutti gli ostacoli e tutte le difficoltà, che ora gli uomini incontrano nell'osservare le vostre leggi ed i vostri consigli. Aquae arderent igni, ah, che a questa fiamma che voi accendereste ne' cuori umani, l'anime più gelate arderebbero del vostro amore. Ed in fatti dopo l'Incarnazione del Figlio di Dio, che bell'incendio d'amore divino s'è veduto risplendere in tante anime amanti! È certo che solo dagli uomini47 è stato più amato Dio in un solo secolo, dopo che Gesù Cristo è stato con noi, che in tutti gli altri quaranta secoli antecedenti alla sua venuta. Quanti giovani, quanti nobili, e quanti ancora monarchi hanno lasciate le loro ricchezze, gli onori, ed anche i regni, per ritirarsi o in un deserto o in un chiostro, poveri e disprezzati, per meglio amare questo lor Salvatore! Quanti martiri sono andati giubilando e ridendo a' tormenti ed alla morte! Quante verginelle han rifiutate le nozze de' grandi per andare a morire per Gesù Cristo, e così rendere qualche contraccambio d'affetto ad un Dio che s'è degnato d'incarnarsi e di morire per loro amore!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, tutto è vero, ma - veniamo ora alle lagrime - è succeduto lo stesso in tutti gli uomini? Han tutti cercato di corrispondere a questo grande amore di Gesù Cristo? Oh Dio che la maggior parte poi l'han pagato e lo pagano d'ingratitudine! E tu, fratello mio, dimmi, come hai riconosciuto l'amore che ti ha portato il tuo Dio? L'hai ringraziato sempre? Hai considerato che cosa viene a dire un Dio farsi uomo per te, e per te morire?- Un cert'uomo assistendo alla Messa senza divozione, come fanno tanti, a quelle parole che in fine si dicono, Et Verbum caro factum est, non fé alcun segno di riverenza; allora un demonio gli diede un forte schiaffo, dicendo: Ingrato, senti che un Dio s'è fatt'uomo per te, e tu neppure ti degni d'inchinarti? Ah che se Iddio, disse, avesse fatto ciò per me, io in eterno starei per sempre ringraziandolo.48 - Dimmi, cristiano, che avea da fare più Gesù Cristo per farsi amare da te? Se il Figlio di Dio avesse avuto a salvar dalla morte il suo medesimo Padre, che più poteva fare che abbassarsi sino a prender carne umana, e sacrificarsi alla morte per la di lui salute? Dico più: se Gesù Cristo fosse stato un semplice uomo, e non già una persona divina, e avesse voluto con qualche segno d'affetto acquistarsi l'amore del suo Dio, che avrebbe potuto fare più di quello che ha fatto per te? Se un servo tuo per tuo amore avesse dato tutto il sangue e la vita, non ti avrebbe già incatenato il cuore, ed obbligato almeno per gratitudine ad amarlo? E perché Gesù Cristo poi, giungendo a dare sino la vita per te, non ha potuto sinora giungere ad acquistarsi il tuo amore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ohimè che gli uomini disprezzano il divino amore, perché non intendono, diciam meglio, perché non vogliono intendere qual tesoro sia il godere la divina grazia, la quale, come disse il Savio, è un tesoro infinito: Infinitus est thesaurus, quo qui usi sunt participes facti sunt amicitiae Dei (Sap. VII, 14).49 Si stima la grazia d'un principe, d'un prelato, d'un nobile, d'un letterato, d'una carogna; e la grazia di Dio non si stima niente da taluni, mentre la rinunziano per un fumo, per un gusto bestiale, per un poco di terra, per un capriccio, per niente. Che dici, caro mio fratello, vuoi tu ancora annoverarti tra questi ingrati? Vedi, se non vuoi Dio, dice S. Agostino, se puoi ritrovare altra cosa migliore di Dio: Aliud desidera, si melius invenire potes.50 Va, ti trova un principe più cortese, un padrone, un fratello, un amico più amabile, e che t'ha amato più di Dio. Va, ti trova uno che possa meglio di Dio renderti felice in questa e nell'altra vita. Chi ama Dio non ha che temere di male, mentre Dio non sa non amare chi l'ama. Ego diligentes me diligo (Prov. VIII, 17). E chi è amato da Dio, qual timore può mai avere? Dominus illuminatio mea, et salus mea, quem timebo? (Ps. II, 26).51 Così dicea Davide, e così diceano le sorelle di Lazzaro al Signore: Quem amas infirmatur (Io. XI, 3). Bastava lor sapere che Gesù Cristo amava il lor fratello, per credere che gli desse tutto l'aiuto per guarirlo. Ma come all'incontro può Dio, amare chi disprezza il suo amore? -Deh via risolviamoci una volta di rendere amore ad un Dio che tanto ci ha amato. E preghiamolo sempre, che ci conceda il gran dono del suo santo amore. Dicea S. Francesco di Sales che questa grazia di amare Dio è la grazia che dobbiamo desiderare e chiedere sopra ogni grazia, perché col divino amore ad un'anima viene ogni bene.52 Venerunt... omnia bona pariter cum illa (Sap VII, 11). Perciò diceva S. Agostino: Ama, et fac quod vis.53 Chi ama una persona sfugge quanto può di disgustarla, e va cercando sempre più di compiacerla. E così, chi veramente ama Dio non sa far cosa avvedutamente che gli dispiaccia, ma si studia quanto più può di dargli gusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per ottenere più presto e più sicuramente questo dono del divino amore, ricorriamo alla prima amante di Dio; dico a Maria sua Madre, che fu così infiammata d'amor divino, che i demoni - come dice S. Bonaventura - non aveano ardire di accostarsi a tentarla: A sua inflammata caritate pellebantur, ut non ausi sint illi appropinquare.54 E soggiunge Riccardo che anche i serafini poteano scendere dal cielo ad imparare dal cuor di Maria il modo d'amare Dio: Seraphin e caelo descendere poterant, ut amorem discerent in corde Virginis.55 E perché il cuor di Maria fu già tutto fuoco d'amore divino, perciò, ripiglia S. Bonaventura, tutti coloro che amano questa divina madre, ed a lei si accostano, tutti ella gli accende dello stesso amore, e simili a lei li rende: Quia tota ardens fuit, omnes se amantes, eamque tangentes accendit, et sibi assimilat.56&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se taluno ne' discorsi volesse addurre qualche esempio di Gesù bambino, potrà avvalersi degli esempi posti dopo le Meditazioni.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TRNqNy4Ns3I/AAAAAAAABqE/jCuFWDicFUc/s200/00Alfonso.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TRNqNy4Ns3I/AAAAAAAABqE/jCuFWDicFUc/s200/00Alfonso.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-7403655529481025355?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/7403655529481025355/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/sulla-via-di-betlemme-s-alfonso-maria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/7403655529481025355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/7403655529481025355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/sulla-via-di-betlemme-s-alfonso-maria.html' title='Sulla via di Betlemme: S. Alfonso Maria dé Liguori'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s72-c/the_birth_of_christ_1024x768.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-734077268688047331</id><published>2011-12-21T16:00:00.000+01:00</published><updated>2011-12-21T16:00:51.422+01:00</updated><title type='text'>Sulla via di Betlemme: San Gregorio Nazianzeno</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s200/the_birth_of_christ_1024x768.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s200/the_birth_of_christ_1024x768.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Torniamo sulla "via di Betlemme" avvicinandoci sempre più al giorno della rievocazione del mistero più grande di tutti. Meditiamo questa giornata attraverso le parole di San Gregorio Nazianzeno (Dai discorsi di san Gregorio Nazianzeno, vescovo) che si sofferma sulla grandezza di questo giorno unico che è il Natale poiché "di nuovo è nata la Luce" e il Verbo si è fatto carne, assumendo la nostra stessa condizione: &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristo è nato: rendetegli onore; Cristo è disceso dai cieli, venite ad incontrarlo; Cristo è sulla terra, gridate la vostra gioia. Canta al Signore, terra tutta. Si rallegrino i cieli ed esulti la terra a causa del Cristo celeste innanzitutto e del Cristo terrestre poi. Il Cristo infatti si è fatto carne: trasalite di timore e di gioia insieme; di timore per la colpa, di gioia per la speranza. Chi non dovrebbe onorare colui che fin dall'inizio esiste? Chi non dovrebbe glorificare colui che è il compimento di ogni cosa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di nuovo sono abolite le tenebre, di nuovo è nata la luce, di nuovo l'Egitto è punito con la notte, di nuovo Israele è illuminato da una colonna. Il popolo immerso nell'ombra dell'ignoranza contempli ora la grande luce della conoscenza. Le cose vecchie sono passate; tutto ecco è diventato nuovo. La lettera ha ceduto il posto allo spirito: essa trionfa; le ombre si dissipano, la verità avanza: un piccolo bambino ci è nato, ci è stato dato un figlio che porta sulla spalla l'insegna regale - attraverso la croce infatti egli è stato elevato - gli è stato dato come nome Angelo del gran consiglio, cioè del consiglio del Padre suo. Gridi dunque Giovanni: Preparate la strada del Signore. Anch'io proclamerò la grandezza di questo giorno: l'immateriale si incarna, il Verbo si fa carne; l'invisibile si mostra agli occhi; colui che le nostre mani non possono raggiungere può ora essere toccato, l'intemporale ha un inizio, il Figlio di Dio diventa Figlio dell'uomo: è Gesù il Cristo colui che ieri, oggi e nei secoli è per sempre. Si scandalizzino i Giudei, se ne facciano beffe i Greci, pruda la lingua agli eretici; crederanno quando l'avranno visto salire al cielo o almeno discendere dal cielo e sedere come giudice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Natale, la festa della Natività che oggi celebriamo ha due nomi, due appellativi che indicano la stessa cosa. Dio infatti, con la sua nascita, si è mostrato agli uomini: da un lato, egli esiste e da tutta l'eternità è generato dall'Eterno: il suo essere è perciò al di sopra di ogni ragione e giustificazione - in realtà nessuna causa potrebbe essere superiore al Verbo- d'altra parte è nato per noi, perché colui che ci dà l'esistenza ci faccia anche dono della felicità; o piuttosto per ricondurci grazie alla sua incarnazione all'innocenza che avevamo perduto a causa del peccato. La festa di oggi poiché ricorda l'apparizione di Dio sulla terra si chiama Theofania e in quanto suggerisce l'idea della nascita si chiama Natività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco dunque la solennità che celebriamo: l'arrivo di Dio presso gli uomini, perché noi possiamo andare a Dio o piuttosto, più esattamente, perché noi ritorniamo a lui, affinché, spogliato l'uomo vecchio, rivestiamo il nuovo e così come siamo morti in Adamo, viviamo in Cristo, nasciamo con lui, siamo crocifissi con lui, sepolti con lui e con lui risorgiamo. La mia vita deve subire infatti questa magnifica conversione: e come dopo i giorni felici vengono quelli tristi, così dopo la tristezza viene la felicità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Poiché lì dove regnò l'errore, la grazia ha sovrabbondato e se la sensualità è stata per l'uomo causa di perdizione, con quanta più abbondanza la passione di Cristo l'ha giustificato! Celebriamo così questa festa, non come una gioia mondana, ma in Dio, non come la capisce il mondo, ma in modo soprannaturale; vediamo in essa non il significato che noi vorremmo darle, ma quello che il Signore ha voluto, non le opere della debolezza, ma quelle del risanamento, non il miracolo della creazione, ma quello della restaurazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.donbosco-torino.it/image/02-03/San_Gregorio_Nazianzeno.gif" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://www.donbosco-torino.it/image/02-03/San_Gregorio_Nazianzeno.gif" width="204" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;San Gregorio Nazianzeno&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Cristo è sulla terra, gridate la vostra gioia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristo è nato, rendetegli onore.&lt;br /&gt;Cristo è disceso dai cieli, venite a incontrarlo; &lt;br /&gt;Cristo è sulla terra, gridate la vostra gioia. &lt;br /&gt;Canta al Signore tutta la terra.&lt;br /&gt;Anch’io proclamerò la grandezza di questo giorno: &lt;br /&gt;l’immateriale si incarna, il Verbo si fa carne; &lt;br /&gt;l’invisibile si mostra agli occhi; &lt;br /&gt;colui che le nostre mani non possono raggiungere &lt;br /&gt;pu? ora essere toccato, l’intemporale ha un inizio, &lt;br /&gt;il Figlio di Dio diventa Figlio dell’uomo: &lt;br /&gt;E' Gesù Cristo colui che ieri, oggi e nei secoli è per sempre.&lt;br /&gt;Ecco dunque la solennitá che celebriamo: &lt;br /&gt;l’arrivo di Dio presso gli uomini, perchè noi possiamo andare a Dio &lt;br /&gt;piuttosto o più esattamente, perchè noi ritorniamo a Lui...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Dal Sermone sulla teofania)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-734077268688047331?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/734077268688047331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/sulla-via-di-betlemme-san-gregorio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/734077268688047331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/734077268688047331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/sulla-via-di-betlemme-san-gregorio.html' title='Sulla via di Betlemme: San Gregorio Nazianzeno'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s72-c/the_birth_of_christ_1024x768.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-3830934914679323329</id><published>2011-12-20T16:31:00.001+01:00</published><updated>2011-12-20T16:31:15.806+01:00</updated><title type='text'>Sulla via di Betlemme: Sant'Agostino d'Ippona</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s200/the_birth_of_christ_1024x768.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s200/the_birth_of_christ_1024x768.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Torniamo sulla "via di Betlemme" avvicinandoci sempre più al giorno della rievocazione del mistero più grande di tutti. Ancora oggi, a distanza di duemila anni, rimaniamo sbigottiti dinanzi a quest'evento: come poteva il Signore entrare in un corpo piccolino, per di più in una mangiatoia? Il Figlio dell'Altissimo come poteva esser allattato e vivere da neonato? E' questa la grandezza di Dio ed è questo che più ci sconvolge: l'umiltà assoluta di Gesù. Erode lo cercò tra i ricchi e i potenti perchè mai avrebbe immaginato che il Re dei Re potesse nascere in una grotta fredda, al buio, in mezzo agli animali. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che il Messia tanto atteso potesse nascere di nascosto, in silenzio, senza chiedere nulla. Nessuno poteva immaginare che il Salvatore avrebbe chiamato a celebrarlo dei pastori, piccoli tra i piccoli. Insomma, Gesù è stato e continua ad essere un mistero grandissimo e bellissimo: la sintesi perfetta dell'umiltà e della grandezza del Signore. Continuiamo dunque a percorrere la via di Betlemme meditando insieme a Sant'Agostino, santo che si distinse per la sua sapienza:&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;DISCORSO 184&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NATALE DEL SIGNORE&lt;br /&gt;Il mistero dell'incarnazione rimane nascosto ai superbi.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.marginalia.it/mediawiki/images/thumb/SantAgostino.jpg/180px-SantAgostino.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.marginalia.it/mediawiki/images/thumb/SantAgostino.jpg/180px-SantAgostino.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;1. 1. È spuntato per noi un giorno di festa, una ricorrenza annuale; oggi è il Natale del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo: la Verità è sorta dalla terra 1, il giorno da giorno è nato nel nostro giorno. Esultiamo e rallegriamoci! 2 Quanto beneficio ci abbia apportato l'umiltà di un Dio tanto sublime lo comprendono bene i fedeli cristiani, mentre non lo possono capire i cuori empi, perché Dio ha nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le ha rivelate ai piccoli 3. Si aggrappino perciò gli umili all'umiltà di Dio, perché con questo aiuto tanto valido riescano a raggiungere le altezze di Dio; nella stessa maniera in cui, quando non ce la fanno da soli, si fanno aiutare dal loro giumento. I sapienti e gli intelligenti invece, mentre si sforzano di indagare sulla grandezza di Dio, non credono alle cose umili; e così trascurando queste non arrivano neanche a quella. Vuoti e frivoli, gonfi d'orgoglio, sono come sospesi tra cielo e terra in mezzo al turbinio del vento. Sono sì sapienti e intelligenti, ma secondo questo mondo, non secondo colui che ha creato il mondo. Se possedessero la vera sapienza, quella che è da Dio, anzi che è Dio stesso, comprenderebbero che Dio poteva assumere un corpo, senza per questo doversi mutare in corpo. Comprenderebbero che Dio ha assunto ciò che non era, pur rimanendo ciò che era; che è venuto a noi nella natura di uomo, senza essersi per nulla allontanato dal Padre; che è rimasto ciò che è da sempre e si è presentato a noi nella nostra propria natura; che ha nascosto la sua potenza in un corpo di bambino senza sottrarla al governo dell'universo. E come di lui che rimane presso il Padre ha bisogno l'universo, così di lui che viene a noi ha bisogno il parto di una Vergine. La Vergine Madre fu infatti la prova della sua onnipotenza: vergine prima del concepimento, vergine dopo il parto; trovata gravida senza essere resa tale da un uomo; incinta di un bambino senza l'intervento di un uomo: tanto più beata e più singolare per aver avuto in dono la fecondità senza perdere l'integrità. Quei sapienti preferiscono ritenere inventato un prodigio così grande anziché crederlo realmente avvenuto. Così nei riguardi di Cristo, uomo e Dio, non potendo credere alla natura umana, la disprezzano; non potendo disprezzare quella divina, non la credono. Ma quanto più essi lo disprezzano, tanto più noi accettiamo il corpo dell'uomo nell'umiltà del Dio; e quanto più essi lo ritengono impossibile, tanto più per noi è opera divina il parto verginale nella nascita del bambino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il Natale è gioia per tutti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. 2. Celebriamo pertanto il Natale del Signore con una numerosa partecipazione e un'adeguata solennità. Esultino gli uomini, esultino le donne: Cristo è nato uomo, è nato da una donna; ambedue i sessi sono stati da lui onorati. Si trasformi nel secondo uomo chi nel primo era stato precedentemente condannato 4. Una donna ci aveva indotti alla morte; una donna ci ha generato la vita. È nata una carne simile a quella del peccato 5, perché per suo mezzo venisse mondata la carne del peccato. Non venga condannata la carne ma, affinché la natura viva, muoia la colpa. È nato Cristo senza colpa perché in lui possa rinascere chi era nella colpa. Esultate, giovani consacrati, che avete scelto di seguire Cristo in modo particolare e non avete cercato le nozze. Non tramite le nozze è venuto a voi colui che avete trovato per seguirlo 6: e vi ha donato di non curarvi delle nozze, per mezzo delle quali siete venuti al mondo. Voi infatti siete venuti al mondo attraverso nozze carnali; mentre Cristo senza queste è venuto alle nozze spirituali: e vi ha donato di disprezzare le nozze, proprio perché vi ha chiamato ad altre nozze. Non avete cercato le nozze da cui siete nati, perché avete amato più degli altri colui che non è nato alla stessa maniera che voi. Esultate, vergini consacrate: la Vergine vi ha partorito colui che potete sposare senza perdere l'integrità. Non potete perdere il bene che amate né quando lo concepite né quando partorite. Esultate, giusti: è il Natale di colui che giustifica. Esultate, deboli e malati: è il Natale del Salvatore. Esultate, prigionieri: è il Natale del Redentore. Esultate, schiavi: è il Natale del Signore. Esultate, liberi: è il Natale del Liberatore. Esultate, voi tutti cristiani: è il Natale di Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Le due nascite di Cristo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. 3. Cristo, che nato dal Padre è l'autore di tutti i tempi, nato da una madre ci dà la possibilità di celebrare questo giorno nel tempo. Nella prima nascita non ebbe bisogno di avere una madre, in questa nascita non cercò nessun padre. Però Cristo è nato e da un Padre e da una madre; e senza un padre e senza una madre; da un Padre come Dio, da una madre come uomo; senza madre come Dio, senza padre come uomo. Chi potrà narrare la sua generazione? 7: sia la prima generazione che fu fuori del tempo, sia la seconda, senza intervento d'uomo? la prima che fu senza inizio, la seconda, senza modello? la prima che fu sempre, la seconda che non ebbe né un precedente né un susseguente? la prima che non ha fine, la seconda che inizia dove termina?.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. 3. Giustamente perciò i Profeti hanno preannunciato la sua futura nascita, mentre i cieli e gli angeli lo hanno annunciato già nato. Colui che sostiene il mondo intero giaceva in una mangiatoia: era un bambino ed era il Verbo. Il grembo di una sola donna portava colui che i cieli non possono contenere. Maria sorreggeva il nostro re, portava colui nel quale siamo 8, allattava colui che è il nostro pane 9. O grande debolezza e mirabile umiltà, nella quale si nascose totalmente la divinità! Sorreggeva con la sua potenza la madre dalla quale dipendeva in quanto bambino, nutriva di verità colei dal cui seno succhiava. Ci riempia dei suoi doni colui che non disdegnò nemmeno di iniziare la vita umana come noi; ci faccia diventare figli di Dio colui che per noi volle diventare figlio dell'uomo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-3830934914679323329?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/3830934914679323329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/sulla-via-di-betlemme-santagostino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3830934914679323329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3830934914679323329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/sulla-via-di-betlemme-santagostino.html' title='Sulla via di Betlemme: Sant&apos;Agostino d&apos;Ippona'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s72-c/the_birth_of_christ_1024x768.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-3053880062983293051</id><published>2011-12-19T16:22:00.000+01:00</published><updated>2011-12-19T16:22:57.721+01:00</updated><title type='text'>Sulla via di Betlemme: San Bernardo da Chiaravalle</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s1600/the_birth_of_christ_1024x768.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s200/the_birth_of_christ_1024x768.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Anche quest'anno torna il cammino insieme, non a caso denominato "Sulla via di Betlemme", che ci accompagnerà alla Festa più bella di tutte e cioè il Natale che ci ricorda proprio il tempo quando il "Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi". Per prepararci al meglio, iniziamo meditando una bellissima riflessione di San Bernardo da Chiaravalle che ci invita a riflettere sulla meraviglia e l'eccezionalità di questo momento magico, unico nella storia, che apre le porte alla salvezza di chi era perduto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Dai “Discorsi” di san Bernardo)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una parola di allegrezza è risuonata sulla nostra terra, grida di giubilo e di vittoria nelle tende dei peccatori. Si è fatta udire una parola intrisa di tenerezza, di consolazione, linguaggio fascinoso, degno di essere ricevuto da tutti. O monti, erompete in grida di gioia e di lode. Persino gli alberi della foresta battano le mani davanti al Signore, perché egli viene. Udite, cieli, e la terra presti ascolto: ogni creatura, ma l’uomo soprattutto sbalordisca e lodi il Signore. Gesù Cristo, Figlio di Dio, nasce a Betlemme di Giuda. (cf Mt 2,1) Quale cuore di sasso non si sentirebbe fondere a tale annuncio? Esiste messaggio più soave? Potrebbe essere trasmessa notizia più fausta? Nessuno udì mai cosa simile, né mai l’universo ascoltò analogo annunzio. Gesù Cristo, Figlio di Dio, nasce a Betlemme di Giuda. E’ un’umile parola che riguarda il Verbo umiliato, ma traboccante di fascino celeste.&lt;br /&gt;L’impressione prodotta stimola la mente. Essa si porta dentro come del miele in abbondanza che vorrebbe riversare di fuori con ancora maggior effusione; purtroppo le vengono meno le espressioni adeguate. Infatti la grazia insita in quell’annunzio è tale che mutandone anche una sola parola, esso comincia immediatamente a perdere la sua forza di attrazione. Gesù Cristo, Figlio di Dio, nasce a Betlemme di Giuda. Nascita di una impeccabile santità, degna di essere onorata dall’intero universo, amabile per ogni uomo a motivo della grandezza dei benefici che arreca: nascita inaccessibile agli angeli, tanto profondo è il suo mistero adorabile; per chiunque questa nascita è meravigliosa, tanto singolare ed eccellente ne è la novità Prima di essa non ne fu mai conosciuta una simile e non ve ne sarà mai in futuro. E’ un parto unico, estraneo al dolore e alla vergogna. immune da corruzione, che invece di scoprire ha consacrato il santuario di un seno virgineo. Nascita oltre la natura, ma al suo servizio: supera la natura umana per l’eccellenza del prodigio, ma la restaura tanto perfetto è il mistero che racchiude.&lt;br /&gt;Fratelli, chi narrerò questa generazione? (Is 53,8). L’annuncia un angelo, la potenza dell’Altissimo la ricopre con la sua ombra, lo Spirito sopraggiunge. Una vergine crede, una vergine concepisce nella fede, una vergine mette al mondo, pur rimanendo vergine. Possiamo non stupire? Il Figlio dell’Altissimo, Dio nato da Dio prima dei secoli, nasce ora nel nostro mondo. La Parola nasce senza parlare, piccina piccina. Potremo mai essere abbastanza stupefatti? E non si tratta certo di una nascita inutile. Stimarne la grandezza non è perdere tempo. Gesù Cristo, Figlio di Dio, nasce a Betlemme di Giuda. Ecco venire il Signore, egli porta la salvezza, il suo profumo soave. Arriva pieno di gloria. Difatti con Gesù è la salvezza a venirci incontro; con Cristo ecco l’unzione del balsamo olezzante; con il Figlio di Dio è qui la gloria, perché è lui stesso la salvezza, l’unzione, persino la gloria, come sta scritto: Il figlio saggio rende lieto e dà gloria al padre. (Pro 10,1)&lt;br /&gt;Beata l’anima che dopo aver gustato il frutto salutifero, inebriata dal profumo dello Sposo, si slancia per contemplare la sua gloria, questa gloria che egli ha dal Padre come Figlio Unigenito. Potete respirare di nuovo, o smarriti. Gesù è venuto a cercare e salvare quello che era perduto. Malati, state tornando sani: Cristo è venuto a guarire i cuori affranti con il balsamo della misericordia. Trasalite di gioia, tutti voi che aspirate a grandi realizzazioni: il Figlio di Dio è sceso verso di voi per rendervi coeredi del suo regno.Sicché ti supplico, Signore: guariscimi e sarò guarito, salvami e sarò Salvato; (Ger 17,14) glorificami e sarò glorificato. Davvero, benedici il Signore, anima mia: benedetto il suo nome santissimo da tutto il mio essere, ché egli perdona tutte le mie colpe e guarisce tutte le mie malattie, anzi sazia il desiderio del mio cuore. Salvezza per i peccati, balsamo per le malattie, gloria per l’anima: ecco, fratelli, quello che gusto quando ascolto l’annunzio della nascita di Gesù Cristo, Figlio di Dio.&lt;br /&gt;Perché il Redentore è chiamato Gesù se non per il motivo che e lui che salverà il suo popolo dai suoi peccati? (Mt 1,21). Perché volle chiamarsi Cristo se non perché il giogo cederà davanti all’abbondanza del profumo? Infine, come mai il Figlio di Dio si è fatto uomo, se non perché gli uomini divengano figli di Dio? Nessuno mai resistette alla sua volontà. Se Gesù ci giustifica, chi ci condannerà? Se Cristo ci risana, chi ci potrà lacerare? Se il Figlio di Dio ci innalza, potrà mai qualcuno abbassarci? Gesù nasce. Rallegratevi tutti., o peccatori, che vi sentite condannare nella vostra coscienza al supplizio eterno. La tenerezza di Gesù travalica il numero e l’estensione di qualsiasi ammasso peccaminoso. Cristo nasce. Esultate tutti voi, torturati da vizi e passioni, giacché di fronte al balsamo di Cristo nessuna malattia dell’anima regge, per quanto incallita possa essere.&lt;br /&gt;Gesù nasce: rallegratevi voi che anelate ad un destino glorioso; arriva il vostro benefattore. Fratelli, ecco l’erede, facciamogli buona accoglienza e avremo noi l’eredità. Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? (Rm 8,32). Nessuno dubiti o tentenni: Il segno che possediamo ha la più alta credibilità; Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14). Il Figlio unico del Padre ha voluto dei fratelli, per essere il primogenito di molti. Si è fatto uomo, figlio dell’uomo, fratello dei mortali, per far saltare ogni esitazione alla nostra umana pusillanimità che sempre dubita. Qualora poi una tale condotta divina sembrasse incredibile, gli occhi vengono in soccorso alla fede. Gesù Cristo, Figlio di Dio, nasce a Betlemme di Giuda. Che favore per questo villaggio! Non a Gerusalemme, la città dei re della Giudea, nasce Gesù, ma a Betlemme, il più piccolo dei capoluoghi di Giuda. Piccola Betlemme, ormai esaltata dal Signore; l’Altissimo si è fatto minimo in te, lui che ha fatto gran caso di te.&lt;br /&gt;Gerusalemme, inghirlanda il letto nuziale, ma che sia con l’ornamento dell’umiltà e di un cuore di povero. Sono questi i lini graditi al Signore; ecco le sete in cui gli piace essere avvolto. Offri dunque al tuo Dio in sacrificio quello che è abominio per gli Egiziani. Infine, fratelli, considerate che Cristo nasce a Betlemme di Giuda. Perciò cercate come potete diventare voi stessi un’altra Betlemme di Giuda. Allora il Salvatore non sdegnerà essere vostro ospite. Betlemme significa casa del pane e Giuda testimonianza. Se vi nutrite del pane della parola divina, per quanto indegni ne possiate essere, ricevete, con tutta la fede e la pietà di cui siete capaci, il pane che scende dal cielo e dà la vita al mondo. E’ il corpo del Signore Gesù questo pane, la sua carne di Risorto, piena di vita nuova, che riparerà e fortificherà il vecchio otre del vostro corpo. Una volta ricucito, esso potrà sopportare il vino nuovo immesso dentro di lui.&lt;br /&gt;Se poi vivete mediante la fede, e se in nessun modo avrete da gemere per aver dimenticato di mangiare il vostro pane, sappiate che siete diventati un’altra Betlemme, una casa di pane, davvero degna di accogliere il Signore, anche se magari lascia a desiderare la vostra testimonianza di vita. Che la Giudea sia il luogo della vostra testimonianza; rivestitevi di fede e di bellezza: ecco l’abito che Cristo desidera prima di tutto per i suoi ministri. Pane e testimonianza, l’apostolo li raccomanda ambedue in queste parole: “Con il cuore si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa professione di fede per avere la salvezza” (Rm 10,10). La giustizia in fondo al cuore è il pane nella casa. La giustizia è infatti pane che sazia, come sta scritto: Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati (Mt 5,6). Questa giustizia del fondo del cuore è la giustizia che deriva dalla fede, l’unica riconosciuta e stimata presso Dio. Bisogna poi che la vostra bocca renda testimonianza, per giungere alla salvezza. Allora potrete accogliere senza paura colui che nasce a Betlemme di Giuda, Gesù Cristo, Figlio di Dio.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://santiebeati.it/immagini/Original/24050/24050Z.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://santiebeati.it/immagini/Original/24050/24050Z.JPG" width="202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-3053880062983293051?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/3053880062983293051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/sulla-via-di-betlemme-san-bernardo-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3053880062983293051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3053880062983293051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/sulla-via-di-betlemme-san-bernardo-da.html' title='Sulla via di Betlemme: San Bernardo da Chiaravalle'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-xr5gsI0QNQ8/Tu9Wq37WDDI/AAAAAAAAAZc/igWXqGWBfqQ/s72-c/the_birth_of_christ_1024x768.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-3322521953284005409</id><published>2011-12-18T11:11:00.000+01:00</published><updated>2011-12-18T11:11:22.092+01:00</updated><title type='text'>L'angelo del Signore portò l'annunzio a Maria</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-cjaGOXcejZM/Tu28H-ojgJI/AAAAAAAAAZE/Y7Do7yeXpGk/s1600/annunciazione2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-cjaGOXcejZM/Tu28H-ojgJI/AAAAAAAAAZE/Y7Do7yeXpGk/s320/annunciazione2.jpg" width="210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Nella Quarta ed ultima Domenica di Avvento, torna l'appuntamento domenicale di meditazione del Vangelo: quest'oggi, meditiamo il passo evangelico che ci riporta al glorioso annuncio dell'angelo Gabriele a Maria, attraverso il commento di mons. Antonio Riboldi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono eventi nella storia dell'uomo che segnano come l'inizio della Storia per l'Umanità: un inizio, in questo caso, che ha nome Salvezza.&lt;br /&gt;Bisogna risalire alla nostra creazione, quando i nostri progenitori, creati da Dio con il solo fine di partecipare alla Sua felicità per sempre, dicendo "sì" al Suo amore, messi alla prova, preferirono l'offerta di un assurdo 'farsi come Dio', proposto da colui che divide, il diavolo, e con il loro gesto inevitabilmente rifiutarono Dio. Ma può una creatura, voluta per partecipare all'amore di Dio, conoscere la gioia, che è nel 'sì' a Chi ci ha creati per amore, se respinge la Sorgente stessa della felicità? Lo smarrimento di Adamo e di Eva si svelò subito e la Sacra Scrittura lo descrive così: Dio cercò Adamo e lo chiamò: 'Uomo dove sei?', 'Mi sono nascosto perché sono nudo'.&lt;br /&gt;E da lì l'espulsione dal paradiso e quindi la condanna a vivere lontani dal Padre, come figli privi, non solo del Padre, ma della ragione e bellezza di vivere con Lui e per Lui. Uomini senza domani.&lt;br /&gt;Ed è veramente la grande tristezza che ci prende quando siamo lontani dall'amore, che è il vero 'soffio della vità; è la stessa, a volte tragica, angoscia che sente il mondo, poiché, anche se non vuole ammetterlo, non è fatto per questa valle di lacrime, ma per qualcosa di più alto e concreto e senza fine. Ma la bontà immensa del Padre, subito, cercò il dialogo con chi aveva creato e che considera figli prodighi. Non poteva un Padre eternamente accettare di avere tanti figli senza casa. E ci volle tutta la storia di avvicinamento e di educazione paterna del Popolo eletto, raccontata nel Vecchio Testamento, per giungere al momento di riallacciare l'amicizia.&lt;br /&gt;Sembra quasi impossibile che la grandezza di Dio, pur offeso, abbia conservato e conservi la fedeltà all'amore verso di noi. Ma è così. Eppure tante volte continuo a chiedermi come sia possibile che Dio ci voglia tanto bene, nonostante il nostro continuo rinnegarLo o ignorarLo platealmente o per superficialità. Davvero Dio è Dio nella Sua incredibile fedeltà all'amore: è Amore assoluto ed eterno! Non è certamente del cuore di Dio il poter accettare una situazione di sue creature disorientate, disperse, angosciate, sofferenti, come non fossero suoi figli. E' proprio da qui che ci si spiega il ritorno di Dio tra noi per conquistarci e riaprirci la Sua Casa e il Suo cuore di Padre, dopo avere preparato la Sua dimora, in una donna, concepita senza peccato originale, Maria SS. ma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così lo racconta il Vangelo di Luca:&lt;br /&gt;"In quel tempo, Dio mandò l'Angelo Gabriele a Nazareth, un villaggio della Galilea. L'angelo andò da una fanciulla che era fidanzata ad un certo Giuseppe, discendente del re Davide. La fanciulla si chiamava Maria. l'angelo entrò in casa e le disse: 'Rallegrati, Maria, il Signore è con te. Egli ti ha colmata di grazia. Maria fu molto impressionata da queste parole e si domandava sul significato che poteva avere quel saluto. Ma l'angelo le disse: 'Non temere, Maria! tu hai trovato grazia presso Dio.&lt;br /&gt;Avrai un figlio, lo darai alla luce e gli metterai il nome Gesù. Egli sarà grande e Dio, l'Onnipotente, lo chiamerà Suo Figlio. Il Signore lo farà re, lo porrà sul trono di Davide, suo padre ed egli regnerà per sempre sul popolo di Israele. Il Suo regno non finirà mai'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora Maria disse all'angelo: 'Come è possibile questo dal momento che io sono vergine?'. L'angelo rispose: 'Lo Spirito Santo verrà su di te e l'Onnipotente Dio, come una nube, ti avvolgerà. Per questo il bambino che avrai sarà santo, Figlio di Dio. Vedi, Elisabetta, tua parente, alla sua età aspetta un figlio. Tutti pensavano che non potesse avere bambini, eppure è già al sesto mese. Nulla è impossibile a Dio!'. Allora Maria disse: 'Eccomi, sono la serva del Signore. Dio faccia con me come tu hai detto '. Poi l'angelo la lasciò". (Lc. 1,26-38)&lt;br /&gt;Si rimane affascinati dal modo con cui Dio si accosta alle sue creature, annunziando la possibilità di una riconciliazione con ciascuna, tramite la venuta di Suo Figlio Gesù nella nostra storia e, dall'altra parte, il sì di Maria. Impossibile sottrarsi alla stessa confusione di Maria nel contemplare come, nonostante la nostra debolezza e infedeltà, ma ancora più, nonostante il nostro nulla, agli occhi di Dio continuiamo ad essere quei figli che Lui ama di infinito amore. Una grandezza che non sempre rispettiamo o di cui abbiamo coscienza. Così come è bello contemplare l'umiltà di Maria, la sua garbata incapacità a cogliere un tale Evento e poi quella parola che da sola contiene la storia della salvezza: "sì".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse poche volte la nostra attenzione si ferma a questa divina manifestazione di affetto. Così come, forse, poche volte pensiamo che quell'apparente semplice 'sì' di Maria a Dio ci ha riaperto la via della salvezza. Ecco perché un tempo, e forse anche oggi, in tante chiese si ritma la giornata con il suono delle campane che sembra la scandiscano, ricordandoci che Dio ci ama. E' il suono dell'Angelus, il mattino, a mezzogiorno, la sera. Quelle campane vogliono ricordarci la gioia del nostro ritorno nel cuore di Dio. Era abitudine, e forse lo è ancora, per tanti, di accompagnare la giornata proprio con la recita di questo Vangelo, annuncio, ossia la recita dell'Angelus, come a voler rivivere in ogni istante della nostra quotidianità, la solennità della annunciazione: Dio è tra noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così commentava, quel grande Papa del sorriso che fu Giovanni XXIII, la bellezza di Maria SS. ma:&lt;br /&gt;"Colei che, in vista dei meriti di Suo Figlio redentore, è stata preservata dal peccato originale, ha avuto questo privilegio, perché predestinata alla sublime missione di Madre di Dio. Essa, che doveva una carne mortale al Verbo eterno del Padre, non poteva essere contaminata neppure per un istante dall'ombra del peccato. IMMACOLATA si dice dunque in dipendenza da Gesù Cristo, perché tutto la madre ha ricevuto in funzione del Figlio. Lo sbocciare in terra di questa corolla candidissima, è PRESAGIO SICURO DI RICONCILIAZIONE DELL'UMANITÀ CON DIO"&lt;br /&gt;Tocca ora a noi immedesimarci in questo grande Evento che ci avvicina al Natale di Gesù. Non poteva il Padre amarci di più. Sapere che Dio ci ama tanto da tornare tra noi con la semplicità che è nel racconto dell'Angelus ci commuove. Forse noi a volte non lo comprendiamo in pieno, perché frastornati dalle creature nel mondo, tanto fragili da durare poco lasciandoci poi vuoto e tristezza.&lt;br /&gt;Voglio pregare Maria, Madre di Gesù e nostra, con una preghiera che accompagnava il primo mistero del rosario: 'l'Annunciazione".&lt;br /&gt;Ogni giorno, o mia cara Madre, forse l'uomo popola la sua immaginazione di sogni. Sogna ogni giorno di ricevere una bella notizia: la notizia di un lieto avvenimento in famiglia, il sogno di star bene o di diventare ricco, ma a sera, poi, si ritrova sempre con le mani vuote.&lt;br /&gt;O Madre, i nostri sogni volano troppo in basso, non hanno l'impennata delle grandi cose, quelle che ci fanno conoscere l'ebbrezza del cielo.&lt;br /&gt;Tu, Maria, forse non avevi che un sogno: essere amata da Dio ed amarLo con tutto il cuore.&lt;br /&gt;Un amore così grande e totale e radicale da escludere dalla tua vita altri sogni che non si riferissero a Dio. Anche la scelta che facesti di Giuseppe, che appariva come tuo promesso sposo, forse era più un aderire alla consuetudine del tuo tempo, che una effettiva volontà di appartenergli.&lt;br /&gt;Tu non aspettavi notizie, come noi, ma a te fu riservata la più grande notizia che si possa dare ad una donna. Dio esprime il Suo amore e lo conferma donandoci suo Figlio, come aveva sempre promesso. Così venendo tra noi Gesù, poteva avere inizio la nuova creazione, come se l'uomo venisse di nuovo impastato e su di lui si posasse il Suo Spirito. Una notizia da cambiare tutti. Ed è la notizia che tu avesti dall'Angelo. Una notizia che si intuiva dal saluto dell'Angelo, o meglio, una notizia che aveva bisogno di essere preceduta da un saluto, che subito facesse prevedere cose grandi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;'Ave, Maria. piena di grazia, il Signore è con te'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un saluto da confondere chiunque, proprio come un dialogo tra due che si amano. Una notizia che non chiede attese, ma si fa subito evento. Chiede subito una risposta, coinvolge tutta la persona. Ti si chiedeva quello che tu non avevi mai immaginato, ossia di diventare 'madre dell'Altissimo', ma non per opera di uomo, ma per opera dello Spirito Santo. Ti si chiedeva di diventare 'madre dell'A1tsssimo. E non è cosa da poco, anzi è notizia che chiede una risposta immediata, perché dal sì dipendeva l'incredibile, ossia Dio tra noi e quindi un totale cambiamento dei nostri rapporti con il Padre.&lt;br /&gt;Il tuo 'sì' apriva la strada nel tempo ai nostri 'sì' che a loro volta ci riportavano come figli nella casa del Padre: la casa che Lui aveva preparato creandoci.&lt;br /&gt;O Maria, è stata grande la tua risposta. Con quel minuscolo 'sì' hai contribuito a creare la nuova storia del mondo.&lt;br /&gt;Davanti alla nostra povertà di amore, insegnaci come fare a dire i sì a Dio quando Egli ci chiama a prove che siano conferma di amore. Siamo pigri, titubanti, a volte paurosi, ma con il tuo aiuto, rendici capaci di dire: "Si compia in me la Tua volontà".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-3322521953284005409?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/3322521953284005409/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/langelo-del-signore-porto-lannunzio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3322521953284005409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3322521953284005409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/langelo-del-signore-porto-lannunzio.html' title='L&apos;angelo del Signore portò l&apos;annunzio a Maria'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-cjaGOXcejZM/Tu28H-ojgJI/AAAAAAAAAZE/Y7Do7yeXpGk/s72-c/annunciazione2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-2545142084913562938</id><published>2011-12-16T16:38:00.001+01:00</published><updated>2011-12-16T16:38:43.005+01:00</updated><title type='text'>Questa è la nostra fede - X parte</title><content type='html'>&lt;b&gt;Continuiamo l'approfondita analisi del documento pastorale della CEI "Questa è la nostra fede": questa settimana cominciamo possiamo vedere il richiamo verso noi stessi, membri della comunità cristiana, verso la diffusione del primo annuncio:&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;IV. “NOI LO ANNUNCIAMO A VOI”&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;18. Un compito di tutta la comunità&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più volte in questi primi anni del nuovo millennio è stata ribadita l’urgenza di intraprendere un coraggioso impegno pastorale per un rinnovato primo annuncio della fede. A conclusione di questi orientamenti, i Vescovi italiani ritengono opportuno offrire delle brevi e concrete indicazioni operative, riguardanti i soggetti, le forme, i possibili percorsi per assolvere tale impegno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il compito del primo annuncio riguarda innanzitutto la Chiesa in quanto tale, e in modo particolare le diocesi e le comunità parrocchiali. Infatti «dal momento che tutta quanta la Chiesa è per sua natura missionaria e che l’opera di evangelizzazione è da ritenere dovere fondamentale del popolo di Dio, tutti i fedeli, consci della loro responsabilità, assumano la propria parte nell’opera missionaria», si legge nel Codice di diritto canonico,[34] e nell’elencare gli obblighi e i diritti di tutti i fedeli, lo stesso Codice recita: «Tutti i fedeli hanno il dovere e il diritto di impegnarsi perché l’annuncio divino della salvezza si diffonda sempre più fra gli uomini di ogni tempo e di ogni luogo»[35]. Per l’evangelizzazione rimane sempre indispensabile la comunicazione interpersonale da parte di un credente nei confronti di un non credente, anche se occorre ricordare che, essendo fatto in comunione e a nome dell’intera comunità ecclesiale, l’annuncio non è mai un atto esclusivamente individuale: tutta la Chiesa ne è coinvolta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è bisogno, per il credente, di alcuna forma di investitura che vada al di là dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, né di alcuna delega speciale, né di alcuna competenza specifica per comunicare il Vangelo nella vita ordinaria: l’impegno dell’evangelizzazione non è riservato a degli “specialisti”, ma è proprio di tutta la comunità[36]. Infatti, perché un credente sappia comunicare con la testimonianza il primo annuncio della fede, non gli si richiede altro che credere e non vergognarsi del Vangelo; basta dire, con atteggiamenti concreti e con linguaggio appropriato, perché si è lieti e fieri di credere. Risulta quindi obiettivo imprescindibile per ogni comunità parrocchiale adoperarsi perché tutti e singoli i fedeli riescano effettivamente a diffondere la fede e siano efficaci testimoni del Vangelo, liberi e limpidi, convinti e coerenti, nel proprio ambiente di famiglia, di lavoro, del tempo libero, nelle situazioni di povertà, di malattia e in ogni circostanza, lieta o triste, della vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;19. L’annuncio nelle varie forme di azione pastorale&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per mettere in atto il primo annuncio, vanno promosse forme occasionali e, congiuntamente forme organiche di azione pastorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risulta piuttosto difficoltoso pianificare in modo esaustivo e sistematico una “pastorale occasionale” di primo annuncio: per sua natura essa è legata alle situazioni più varie, di cui unico “regista” è lo Spirito del Cristo risorto, come si può vedere nel libro degli Atti degli apostoli. Del resto «diventa difficile stabilire i confini tra impegno di rivitalizzazione della speranza e della fede in coloro che, pur battezzati, vivono lontani dalla Chiesa, e vero e proprio primo annuncio del Vangelo»[37]. Si tenga comunque presente che, per quanto difficilmente programmabile, la pastorale cosiddetta occasionale, rimane la via comune e la più ordinaria per l’annuncio del Vangelo. Anche nella comunicazione in forma pubblica e collettiva, non si può mai prescindere dal contatto da persona a persona, come chiaramente indicato dall’esempio di Gesù e dei primi missionari. Inoltre i tempi, i contenuti e i modi del primo annuncio andranno di volta in volta misurati sull’interazione fra annunciatore e destinatario, rifuggendo da semplificazioni approssimative e da qualsiasi rigidità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per le iniziative organiche di proposta del messaggio cristiano – facendo tesoro della ricca esperienza italiana della missione ad gentes, che è stata e resta la forma esemplare dell’evangelizzazione – si dovrà tener conto della struttura del primo annuncio, dell’età e delle situazioni dei destinatari, nonché delle risorse comunicative della pedagogia della Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.libreriacoletti.it/prdimages/big/9788/9788801005172.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.libreriacoletti.it/prdimages/big/9788/9788801005172.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-2545142084913562938?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/2545142084913562938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/questa-e-la-nostra-fede-x-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/2545142084913562938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/2545142084913562938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/questa-e-la-nostra-fede-x-parte.html' title='Questa è la nostra fede - X parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-7235739471198996112</id><published>2011-12-14T16:33:00.001+01:00</published><updated>2011-12-14T16:34:15.383+01:00</updated><title type='text'>Alle sorgenti della Pietà - XXIII parte</title><content type='html'>&lt;b&gt;Torniamo a meditare con l'opera di don Luigi Fusina che ha raccolto alcune meditazioni rivolte a semplici fedeli e capaci di sollecitare in loro un senso di meditazione e riflessione sulle grandi verità che generano nell'anima la vera pietà cristiana:&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;- Capitolo 21 - &lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt; "E' SIGNORE E DA' LA VITA" &lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;LA FONTE DELLA VITA&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Nel Credo, dopo aver affermato che lo Spirito Santo è una Persona, e precisamente la Terza Persona della Ss.ma Trinità, affermiamo altre due realtà: 1 ° che Egli è Signore; 2° che Egli dà la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;1 - Lo Spirito Santo è Signore. Che vuol dire? &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di una professione di fede nella divinità dello Spirito Santo: Egli è una Persona Divina in tutto uguale al Padre ed al Figlio. Tant'è vero che gli viene dato il medesimo titolo divino che nell'Antico Testamento si dava a Jahwè e nel nuovo Testamento a Gesù glorificato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di solito noi chiamiamo Signore il Padre e Gesù. Diciamo, per esempio: il Signore ha fatto il cielo e la terra. Oppure: vado a pregare il Signore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In queste espressioni intendiamo parlare semplicemente di Dio. Ma diciamo pure: Il Signore è morto e risuscitato per noi Ed in questo caso intendiamo parlare del Figlio di Dio, cioè di Gesù. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiamando Signore anche lo Spirito Santo intendiamo riconoscergli la medesima natura divina che è nel Padre e nel Figlio. Dire che lo Spirito Santo è Signore, significa dire che è Dio! Certo, per noi è difficile parlare della Ss.ma Trinità, tanto più che noi accompagniamo sempre le nostre parole con immagini e non c'è nessuna immagine che possa esprimere questo mistero. Certe immagini che vengono talvolta presentate non solo sono inadeguate, ma addirittura pericolose perché possono falsificare il vero mistero della Trinità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un mistero, cioè una realtà divina incomprensibile e basta! Noi l'accettiamo per fede, perché ce lo ha rivelato Gesù e non perché lo comprendiamo! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, proprio per fede noi crediamo che lo Spirito Santo è Dio come il Padre e come il Figlio: un unico Dio, il Dio che ci ha creati, il Dio che ci ama, il Dio che ci aspetta in Cielo. Ma è una Persona distinta sia dal Padre che dal Figlio. Una Persona con la quale, come abbiamo visto nel capitolo precedente, possiamo intrattenere rapporti di amicizia e di amore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 - Ma è il secondo titolo che ora c'interessa più da vicino: Egli è vivificante dice il Credo, cioè Colui che dona la vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' Gesù stesso che ce lo rivela al termine del suo grande discorso eucaristico nel cap. 6° di S. Giovanni. Egli dice: "E' lo Spirito che dà la vita!". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di quale vita si parla qui? Non della vita naturale, ma della vita soprannaturale quella che Gesù chiama vita eterna e che noi usiamo chiamare "Grazia di Dio". Certo, lo Spirito Santo è anche il donatore della vita in genere, come lo è il Padre, come lo è il Figlio. Infatti ogni vita viene da Dio Creatore, in modo particolare la vita degli uomini. Nell'uomo, infatti, la vita procede sì da una generazione biologica, ma c'è anche uno spirito immortale (che noi siamo abituati chiamare anima) e questo non può che essere dono di Dio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia la vita di cui si parla qui, nel Credo, è un'altra: quella della grazia. Si tratta di una realtà nuova, superiore ad ogni aspettativa ed esigenza umana che Dio dona ai discepoli di Gesù facendoli così diventare suoi figli di adozione. Questa parola "adozione" non deve trarci in inganno. Infatti altra è l'adozione umana, altra l'adozione divina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'adozione umana è una finzione giuridica mediante la quale un bambino viene accolto come figlio nella famiglia dell'adottante. Ne riceve il nome, l'eredità, i titoli: non però la vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece nell'adozione divina noi riceviamo una vita nuova: diventiamo partecipi della vita stessa di Dio! Come insegna S. Pietro nella sua Lettera (cfr 2Pt 1,4). E S. Giovanni afferma: "Non solo siamo chiamati figli di Dio: lo siamo nella realtà. Ora però non si vede questa realtà in maniera manifesta. Ma verrà un giorno in cui essa apparirà visibilmente. Allora vedremo Dio faccia faccia, cioè vivremo anche in maniera manifesta la nuova vita che abbiamo ricevuto" (cfr 1Gv 3,1-2). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa rivelazione è molto importante: è fondamentale! Non si riesce a capire il cristianesimo se non si coglie la realtà della nostra vita. Infatti Gesù è venuto proprio per darci questa nuova vita: "Sono venuto - Egli dice - perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza!" (Gv 10,10 ). Egli definisce se stesso "pane della vita" ed addirittura la vita" stessa: "Io sono la vita". Gesù usa paragonare questa vita di grazia all'acqua viva e paragona lo Spirito Santo alla sorgente che zampilla questa vita per tutta l'eternità (cfr Gv 7,37-38). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi siamo soliti dire che Gesù è venuto a togliere i nostri peccati ed a morire per i nostri peccati. Ed è giusto! Ma non è esatto fermarsi lì. Bisogna aggiungere che Egli è venuto a toglierci i peccati per darci la nuova vita ed è risorto perché noi potessimo avere questa vita mediante la sua risurrezione. Cerchiamo di spiegarci. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il peccato l'uomo si separa da Dio, fonte eterna della vita. Questa separazione è raffigurata nella Bibbia dal racconto del peccato originale, quando Adamo ed Eva furono cacciati via dal Paradiso Terrestre affinché non potessero più gustare i frutti dell'albero della vita. Quell'albero è un simbolo: il simbolo della vita eterna che Dio vuole donare all'uomo perché, pur restando uomo, possa partecipare alla felicità stessa di Dio! La vita umana ci viene data, sempre da Dio, per naturale generazione e mediante la creazione dell'anima immortale. Ma questa vita umana è inquinata di peccato ed ha come punto di riferimento prima la morte fisica, poi un'immortalità infelice, lontana da Dio. Questo è il destino dell'uomo dopo il peccato! Ma Dio non ha accettato questo destino: non si è arreso di fronte al peccato dell'uomo! Dio persegue il suo disegno d'amore nonostante il peccato. Dio, infatti, non ci vuole bene perché siamo buoni noi, ma ci vuol bene perché Lui è buono! Il suo amore scaturisce dalla sua bontà: non è frutto della nostra giustizia! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte al peccatore l'amore di Dio diviene misericordia, ossia un amore rivolto al misero, attratto dalla miseria, come l'acqua della sorgente corre a riempire le buche e le valli, fino alla grande buca del mare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dio, dunque, persevera nel disegno di fare dell'uomo un suo figlio di adozione. Ma per ottenere ciò è necessario ché l'uomo venga rifatto ex-novo, sia ri-creato cioè creato di nuovo, rigenerato cioè generato ex novo non più dalla carne, ma dallo Spirito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;San Paolo insegna che " la carne non possederà mai il regno di Dio" (1Cor 15,50). Con la parola carne Egli intende l'uomo peccatore discendente da Adamo. Occorre far "rf-nascere" l'uomo, ma dallo Spirito. Come? Ecco il meraviglioso disegno di Dio: Egli manda dal Cielo il proprio Figlio Unigenito come sorgente della nuova umanità. Egli sarà per gli uomini il nuovo Adamo, la fonte della nuova vita spirituale, il nuovo Albero della vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiunque viene innestato in questo albero, riceve una vita nuova, la vita eterna! Ma per essere innestati, bisogna prima essere staccati dal vecchio albero marcio: bisogna morire al peccato! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come può un uomo morire e rinascere? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco il grande mistero della Morte e della Risurrezione di Cristo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Figlio di Dio si fa uomo e si carica del peccato dell'uomo. Poi lo porta sulla croce dove muore. Muore non solo per espiare il peccato, ma perché la sua carne deve essere riempita di una vita nuova in modo da diventare sorgente di vita eterna per tutti noi. Con la morte di Gesù la vecchia umanità peccatrice muore, ed è distrutta sia nella carne, che nel peccato. Con la risurrezione di Gesù una vita nuova entra nella carne umana: una vita eterna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco: Gesù Risorto è l'Albero della Vita Eterna! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa deve fare un uomo per possedere questa vita? Una cosa sola: credere! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mediante la fede nel Salvatore e nel Signore Risorto l'uomo mangia, per così dire, il frutto dell'albero della vita "Io sono il Pane deUa vita... Chi mangia di Me non morrà in eterno!" (cfr Gv 6,48-51). La fede porta l'uomo ad unirsi alla morte ed alla risurrezione di Gesù nel Sacramento del Battesimo ed in ogni altro sacramento. Allora la Vita Eterna, che è Gesù stesso, fluisce in lui, lo vivifica ora nell'anima, un giorno anche nel corpo. Questa carne mortale deve passare, con Gesù, attraverso la morte fisica, ma per risorgere alla vita eterna! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è qui che lo Spirito Santo si mostra datore della vita, vivificante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' il Soffio Santo di Dio, la Terza Persona della Santissima Trinità, che compie in noi il passaggio dal peccato alla vita di grazia, dalla morte alla risurrezione. E' questa la Missione che Egli ha compiuto nella carne di Gesù ed è la Missione che compie nei credenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli ha riempito con il suo amore e con la sua potenza il seno verginale di Maria e l'ha fatta diventare Madre del Figlio di Dio e Madre di tutti i credenti. Egli ha fatto compiere alla carne (cioè alla natura umana) di Gesù il passaggio dalla morte alla vita. Ora Egli fa compiere questo passaggio ai credenti: prima nella fede e nei sacramenti, poi nella morte fisica e nella risurrezione: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo Gesù ha detto: 'E' bene che io me ne vada, perché se io non me ne vado non verrà a voi il Consolatore" (Gv 16,7). Una volta salito al Cielo alla destra del Padre, Gesù lascia l'umanità allo Spirito Santo che ha il compito di vivificarla. Lo Spirito porta la vita stessa del Figlio di Dio nel cuore e nella carne dei credenti per cui ogni cristiano può dire: "Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me". Verrà un giorno in cui questa vita nuova ed eterna si renderà visibile: sarà il giorno della risurrezione. Ora essa è già presente in noi, ma noi possiamo rendercene conto solo mediante la fede. Noi sappiamo che in noi c'è una vita nuova ed eterna, non perché la sentiamo, ma perché crediamo alla Parola del Signore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II fondamento della nostra certezza è la Parola del Signore. Questa Parola ci assicura che Gesù ora siede alla destra del Padre e che, di conseguenza, lo Spirito ci è stato donato come vivificante: Colui che porta la vita. "Quando sarò andato al Padre, vi invierò lo Spirito" ha promesso Gesù (cfr Gv 14,15-17). Dove è ora Gesù? E' alla destra del Padre! Dunque lo Spirito ci è dato, secondo la sua promessa! Non conta il sentirlo o non sentirlo: conta la Parola del Signore! "Carissimi, vi scrivo per dirvi che voi siete figli di Dio e che possedete la vita eterna" dice San Giovanni. Poi afferma: "Sappiamo che chiunque è nato da Dio non appartiene più al mondo del peccato: la vita di Dio lo salva ed il Maligno non può fargli alcun male. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo anche che noi veniamo da Dio, mentre il mondo appartiene al Maligno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo infine che il Figlio di Dio è venuto per darci la conoscenza del vero Dio (cioè la fede) e così inserirci (immetterci) in suo Figlio. Questo Figlio è vero Dio ed è la Vita eterna" (cfr 1Gv 5,18-20). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo: è la certezza della fede, fondata sulla Parola di Dio! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo nello Spirito Santo che dà la vita! Grazie, Signore! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maria, tempio dello Spirito Santo, prega per me! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;CONTEMPLAZIONE&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come spunto per la contemplazione di questo mistero immagina di trovarti con gli apostoli nel cenacolo e ascolta, con le orecchie del cuore, quello che Gesù dice. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Vangelo di Giovanni cap. 14 &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiatefede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via».&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre?&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete. Perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Ma il Consolatore. lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome. egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo, egli non ha nessun potere su di me, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-7235739471198996112?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/7235739471198996112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/alle-sorgenti-della-pieta-xxiii-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/7235739471198996112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/7235739471198996112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/alle-sorgenti-della-pieta-xxiii-parte.html' title='Alle sorgenti della Pietà - XXIII parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-5907929820501730535</id><published>2011-12-12T15:54:00.000+01:00</published><updated>2011-12-12T15:54:12.749+01:00</updated><title type='text'>Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Quarantaduesimo appuntamento</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Torniamo ad approfondire la figura di Santa Faustina Kowalska, nota come l'Apostola della Divina Misericordia. Vediamo cosa ci mostra oggi il Suo Diario:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;GIOVEDI’ SANTO 18.IV. 1935.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La mattina ho udito queste parole: «&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da oggi al rito della risurrezione non sentirai la Mia presenza, ma la tua anima sarà colma di una grande nostalgia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;» ed immediatamente una grande nostalgia inondò la mia anima. Sentii il distacco dall'amato Gesù e quando si avvicinò il momento di fare la santa Comunione, vidi nel calice in ogni Ostia il Volto sofferente di Gesù. Da quel momento provai nel mio cuore una nostalgia ancora maggiore. Il Venerdì Santo, alle tre del pomeriggio, quando entrai in cappella, udii queste parole: «&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Desidero che quell'immagine venga pubblicamente venerata&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;», e subito vidi Gesù che agonizzava sulla croce fra atroci tormenti e dal Cuore di Gesù uscirono gli stessi due raggi che ci sono in quell'immagine. Sabato. Durante i vespri vidi Gesù splendente come il sole, con una veste bianca, e mi disse: «&lt;strong&gt;Gioisca il tuo cuore&lt;/strong&gt;», ed una gioia grande m'inondò e mi trapassò da una parte all'altra la presenza di Dio, che è un tesoro inenarrabile per l'anima. Quando quell'immagine venne esposta, vidi il vivo movimento della mano di Gesù, che tracciò un gran segno di croce. La sera dello stesso giorno, mentre stavo mettendomi a letto, vidi che quell'immagine stava passando sopra una città e quella città era coperta di reti e trappole. Gesù passando tagliò tutte le reti ed in ultimo fece un gran segno di croce e scomparve. E mi vidi circondata da una moltitudine di figure maligne che avvampavano di un grande odio contro di me. Dalle loro bocche uscirono minacce d'ogni genere, ma nessuna mi toccò. Dopo un momento, quella apparizione scomparve, ma mi ci volle parecchio tempo per addormentarmi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;26.IV.&lt;/strong&gt; Venerdì, quando sono andata ad Ostra Brama, nel corso delle solennità durante le quali venne esposta quell'immagine, sono stata presente alla predica tenuta dal mio confessore. Quella predica trattava della Misericordia di Dio. Era la prima di quelle richieste dal Signore Gesù da tanto tempo. Quando cominciò a parlare della grande Misericordia del Signore, l'immagine prese un aspetto vivo ed i raggi penetrarono nei cuori della gente riunita, però non in egual misura; alcuni ricevettero di più, altri meno. Vedendo la grazia di Dio, la mia anima fu inondata da una grande gioia. Improvvisamente udii queste parole: «&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Tu sei testimone della Mia Misericordia. Starai per i secoli davanti al Mio trono come viva testimone della Mia Misericordia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;». Finita la predica, non attesi la fine della funzione, perché avevo fretta di tornare a casa. Fatti pochi passi, mi venne sbarrata la strada da una moltitudine di spiriti del male, che mi minacciarono terribili tormenti, mentre si udivano queste voci: «Ci ha portato via tutto quello per cui avevamo lavorato per tanti anni». Quando domandai loro: «Da dove venite in tale moltitudine?», quelle figure maligne mi risposero: «Dai cuori degli uomini. Non ci torturare!». Vedendo allora l'odio tremendo che avevano contro di me, chiesi aiuto all'Angelo Custode ed in un attimo comparve la figura luminosa e raggiante dell'Angelo Custode, che mi disse: «&lt;em&gt;Non temere, sposa del mio Signore; questi spiriti non ti faranno nulla di male senza il Suo permesso&lt;/em&gt;». Quegli spiriti maligni scomparvero immediatamente ed il fedele Angelo Custode mi accompagnò in modo visibile fin dentro casa. Il suo sguardo era modesto e sereno e dalla fronte gli usciva un raggio di fuoco. O Gesù, desidererei faticare, stancarmi fino alla spossatezza e soffrire per tutta la vita per quest'unico momento, in cui ho visto la Tua gloria, o Signore, ed i benefici che ne ricavano le anime &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DOMENICA 28.IV.1935.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Domenica in Albis, cioè festa della Misericordia del Signore, chiusura del Giubileo della Redenzione. Quando andammo a quella solenne funzione, il cuore mi batteva dalla gioia, poiché quelle due solennità erano unite strettamente fra di loro. Pregai Iddio perché concedesse Misericordia alle anime dei peccatori. Quando la funzione stava per finire ed il sacerdote prese il Santissimo Sacramento per impartire la benedizione, tutto a un tratto vidi il Signore Gesù con lo stesso aspetto che ha nell'immagine. Il Signore diede la benedizione ed i raggi si diffusero su tutto il mondo. All'improvviso vidi un bagliore inaccessibile, a forma di un'abitazione di cristallo intessuta con onde di luce, impenetrabile a qualunque creatura e spirito. Per accedere a quel bagliore c'erano tre porte e in quel momento entrò Gesù, con lo stesso aspetto che ha nell'immagine, in quel bagliore, attraverso la seconda porta, fino all'interno dell'unità. Questa è l'unità trina, che è l'incomprensibile infinito. Inaspettatamente udii una voce: «&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Questa festa è uscita dalle viscere della Mia Misericordia ed è confermata nell'abisso delle Mie grazie. Ogni anima che crede ed ha fiducia nella Mia Misericordia, la otterrà&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;». Mi rallegrai immensamente per la bontà e la grandezza del mio Dio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;29.IV.1935.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La vigilia dell'esposizione dell'immagine andai con la nostra Madre Superiora dal nostro confessore. Quando la conversazione cadde nell'argomento dell'immagine, il confessore chiese che una suora aiutasse ad intrecciare ghirlande. La Madre Superiora rispose che avrebbe dato una mano Suor Faustina. La cosa mi rallegrò enormemente. Quando tornammo a casa, m'interessai subito di procurare fronde verdi e con l'aiuto di un'educanda trasportammo il verde; ci fu d'aiuto anche una persona che sta presso la chiesa. Alle sette di sera era già tutto pronto, l'immagine era già stata appesa. Alcune signore però notarono che m'aggiravo in quei paraggi, dove certamente sono stata più d'impaccio che d'aiuto, perciò il giorno dopo chiesero alle suore che cosa fosse quella bella immagine e che significato avesse. «Loro suore lo sapranno di sicuro, dato che ieri c'era una suora ad adornarla». Le suore rimasero molto stupite, perché non ne sapevano niente. Ognuna di loro voleva vederla e sospettarono subito di me. Dissero: « Di sicuro suor Faustina è ben informata di tutto ». Quando cominciarono ad interrogarmi, non risposi, poiché non potevo dire la verità. Il mio silenzio fu motivo di maggior curiosità da parte loro. Raddoppiai la vigilanza su me stessa, per non mentire né dire la verità, poiché non ne avevo l'autorizzazione. Cominciarono allora a mostrarmi il loro malcontento ed a dirmi apertamente: «Come è possibile che gente estranea sia informata di ciò, e noi non ne sappiamo niente?». Cominciarono a circolare valutazioni di vario genere sul mio conto. Soffrii molto per tre giorni, ma una forza misteriosa penetrò nella mia anima. Gioisco di poter soffrire per il Signore e per le anime, che hanno ottenuto la Sua Misericordia in questi giorni. Vedendo il gran numero di anime che in questi giorni hanno ottenuto la Misericordia di Dio, considero proprio nulla le fatiche e le sofferenze, anche le più grandi ed anche se dovessero durare fino alla fine del mondo, poiché esse hanno un termine, mentre le anime che con questa festività si sono convertite sono state salvate da tormenti che durano in eterno. Ho provato una grande gioia nel vedere altri, che tornavano alla sorgente della felicità, in seno alla Divina Misericordia. Vedendo la dedizione e le fatiche del reverendo dr. Sopocko per questa causa, ammiravo la sua pazienza ed umiltà. Tutto questo è costato molto, non solo in sacrifici e dispiaceri di vario genere, ma anche molto denaro; ed a tutto ha provveduto il reverendo dr. Sopocko. Vedo che la Divina Provvidenza lo aveva preparato a compiere quest'opera della Misericordia, ancora prima che io pregassi Dio per questo. Oh, come sono misteriose le Tue vie, Dio, e felici le anime che seguono la voce della Tua grazia! Per tutto, anima mia, magnifica il Signore ed esalta la Sua Misericordia, poiché la Sua bontà non ha fine. Tutto passerà, ma la Sua Misericordia è senza limiti e senza termine. Sebbene la malvagità arrivi a colmare la sua misura, la Misericordia è senza misura. O mio Dio anche nei castighi coi quali colpisci la terra, vedo l'abisso della Tua Misericordia, poiché castigandoci in questa terra, ci liberi dal castigo eterno. Rallegratevi, creature tutte, poiché siete più vicine a Dio nella Sua infinita Misericordia, di quanto lo sia un lattante al cuore della madre. O Dio, Tu sei la pietà stessa per i più grandi peccatori sinceramente pentiti! Più grande è il peccatore, maggiore è il diritto che ha alla Misericordia divina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s320/73200I.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s320/73200I.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-5907929820501730535?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/5907929820501730535/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/scopriamo-santa-maria-faustina-kowalska_12.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/5907929820501730535'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/5907929820501730535'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/scopriamo-santa-maria-faustina-kowalska_12.html' title='Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Quarantaduesimo appuntamento'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s72-c/73200I.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-7311266613812032207</id><published>2011-12-11T09:38:00.000+01:00</published><updated>2011-12-11T09:38:41.438+01:00</updated><title type='text'>Rallegratevi, il Signore è vicino</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-RwxDYVa7Zvg/TtshPZ_unfI/AAAAAAAAAXg/5zikmArn6DI/s1600/foto+s_+giovanni+battista.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-RwxDYVa7Zvg/TtshPZ_unfI/AAAAAAAAAXg/5zikmArn6DI/s320/foto+s_+giovanni+battista.jpg" width="175" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Nella Terza Domenica di Avvento, torna l'appuntamento domenicale di meditazione del Vangelo: quest'oggi, meditiamo il passo evangelico che ci riporta nuovamente a colui che "doveva dare testimonianza alla luce", attraverso il commento di mons. Antonio Riboldi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sente e si vive, anche se meno chiassosa, quest'anno, per la crisi economica, la gioia nel sapere che Dio si fa vicino a ciascuno di noi nella solennità del S. Natale.&lt;br /&gt;Il Natale di Gesù ha un fascino particolare in tutti,... come se, nascendo Gesù, Dio tra noi, si entrasse in una vita di speranza, quasi presagendo che, quel canto degli Angeli sulla capanna di Betlemme, 'Pace in terra agli uomini che Egli ama', possa davvero far rifiorire la speranza, in questo nostro tempo che ha davvero bisogno di nutrirsi di consolazione, di sicurezza, di gioia vera e profonda ritrovata.&lt;br /&gt;La Chiesa, accostandosi al Natale, oggi ci fa pregustare la grande gioia che Dio ci ha donato con Gesù. S. Paolo nella lettera ai Tessalonicesi, così ci invita a ritornare ad essere:&lt;br /&gt;"Fratelli siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, ed in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie, vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male. Il Dio della pace vi santifichi interamente e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è colui che vi chiama: egli farà tutto questo" (1 Tes. 5,16-24)&lt;br /&gt;E' l'invito della Chiesa a noi, supponendo che per noi cristiani davvero il tempo di Avvento, ossia il desiderio che Gesù torni a nascere tra noi, sia un atto vissuto con fede e nella preghiera. Conosciamo tutti il rischio che questo tempo, anziché della gioia e del Natale di Gesù, si trasformi in una corsa a ciò che passa, la festa esterna, i regali... magari accontentandosi di un fugace, seppur speriamo sincero, scambio di auguri. Ma augurio per cosa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rischio che si cerchi di soffocare il bisogno della gioia di Cristo e del suo Natale, trasformando tutto in chiassoso e fugace momento di allegria esteriore, che lascia poi il vuoto del cuore, è grande ed è difficile sfuggirvi, perché è forte l'attrattiva della 'moda'.&lt;br /&gt;Bisognerebbe farsi riempire il cuore dai sentimenti del profeta Isaia, che così esprimeva la sua gioia: "Lo spirito del Signore è sopra di me, perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione, mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri, a fasciare le pieghe dei cuori spezzati, a proclamare la liberazione degli schiavi, a proclamare l'anno di misericordia del Signore. Io gioisco pienamente nel Signore: la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia, come uno sposo che si cinge il diadema e come una sposa che si adorna di gioielli" (Is. 61, 1-11).&lt;br /&gt;Sono davvero parole di profonda gioia quelle di Isaia che, al solo pensiero di vedere vicino Dio che viene esclama: "Io gioisco pienamente nel Signore".&lt;br /&gt;C'era un tempo, quando ero fanciullo, in cui gustavo la gioia della prossimità del Natale, nel cercare nei campi il muschio per preparare il presepio, che era il segno e il sapore della gioia che Gesù stava per venire tra di noi. Ma erano tempi in cui regnava la povertà e quindi c'era molto posto per tutto ciò che era il sacro.&lt;br /&gt;Era immensa contentezza cercare il muschio: ancora di più preparare il presepio, povero, come la grotta di Betlemme, ma capace di trasferirci nella serenità e pace del sacro Mistero.&lt;br /&gt;Suscita tanta, ma tanta tristezza, vedere come oggi, nelle nostre case, anziché quella gioia semplice, frutto della fede, che era nelle nostre famiglie, abbiano preso posto simboli del mondo: alberi e festoni, luci e Babbo Natale, decorazioni che nulla hanno a che vedere con la bellezza del semplice presepio.&lt;br /&gt;E' necessario rivitalizzare nuovamente la fede, oggi, con i suoi segni, semplici, ma profondi e veri, per ritrovare il giusto senso della vita, il suo valore più profondo, sorgente di pace e serenità vere. E' proprio la Pace che Dio dona, di cui tutti sentiamo nostalgia e bisogno. Un dono, che nulla può supplire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Affermava Paolo VI, con la sua passione per Gesù: "Ed ora vi dirò una cosa che tutti già conosciamo, ma che non meditiamo abbastanza nella sua fondamentale importanza e nella sua inesausta fecondità ed è questa: essere Gesù Cristo a noi necessario. Non si dica consueto il tema: esso è sempre nuovo. Non lo si dica già conosciuto, esso è inesauribile. "Tutto abbiamo in Cristo - afferma sant'Ambrogio - Tutto è Cristo per noi. Se vuoi curare le tue ferite, Egli è medico. Se sei ardente di febbre, Egli è la fontana. Se sei oppresso dall'iniquità, Egli è la giustizia. Se hai bisogno di aiuto, Egli è vigore. Se temi la morte, Egli è la vita. Se desideri il cielo, Egli è la via. Se sei nelle tenebre, Egli è la luce. Se cerchi cibo, Egli è l'alimento". Sì, Cristo è tutto per noi. Egli è dovere della nostra fede religiosa, bisogno della nostra umana coscienza. A Lui è legato il nostro destino, da Lui la nostra salvezza". (Quaresima 1955)&lt;br /&gt;Un efficace richiamo per tutti ad accostarci al Natale in questo Avvento almeno pregando la stessa fede: ossia riscoprire in noi la presenza di Dio che bussa alla nostra porta, perché ci vuole bene e sa che la nostra vita, senza di Lui, non ha senso: è come quella mangiatoia nella grotta, ma senza di Lui. Bisognerebbe che tutti noi, a cominciare dai sacerdoti, dai religiosi, ci adoperassimo perché la gente conosca profondamente Gesù, che oggi è tra noi e in noi, per sentire l'efficacia e la bellezza della Sua Presenza: una bellezza che mette in un angolo le cose di questo mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre ritrovare nella Sua Presenza quella sorgente di serenità che il mondo non ha e non può donare. Quando Gesù era già tra noi, ma non si era ancora manifestato e nessuno sapeva che Dio era in mezzo al Suo Popolo, narra il Vangelo di oggi, che 'a fargli strada' fu il grande Giovanni Battista. Un profeta che lasciava interdetti e curiosi quanti andavano ad ascoltarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così ce lo fa conoscere il Vangelo oggi: "Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo. 'Chi sei tu? Egli confessò e non negò e confessò: lo non sono il Cristo. Allora gli chiesero: 'Che cosa dunque sei? Sei forse il Messia?'. Rispose: 'Non lo sono'. 'Sei un profeta?'. Rispose: 'No'. Gli dissero: 'Dunque chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato? Che dici di te stesso?'. Rispose: 'Io sono voce di uno che grida nel deserto. Preparate la via al Signore, come disse il profeta Isaia'... Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi c'è uno che voi non conoscete; uno che viene dopo di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio dei sandali". (Gv. 1,6-19-26)&lt;br /&gt;E' davvero commovente e stimola anche la nostra missione di annunciare che GESÙ è tra noi, perché troppi non Lo conoscono, anche se tutti portiamo il suo nome dal Battesimo.&lt;br /&gt;E' davvero mortificante che troppi non avvertano nella vita la Presenza di CHI, nell'esistenza di ciascuno e per ciascuno è 'la via, la verità, la vità.&lt;br /&gt;Conosciamo tanti 'famosi', per mille motivi mondani, ma pochi conosciamo Gesù, Figlio di Dio. Quello che è peggio, è che, non conoscendoLo, praticamente impostiamo la vita sul nulla, perché nessuno nella vita può prendere il posto di GESÙ.&lt;br /&gt;Mi stupì un giorno l'incontro con una persona che parlava tanto di sé e della conoscenza di persone importanti come fossero degli dèi, rammaricandosi di non essere come loro.&lt;br /&gt;Ad un certo punto gli chiesi: 'Può essere interessante che tu conosca tanti 'grandi' ma il problema è che loro però non sanno neppure chi sei e se esisti. Ma conosci Gesù? E' Uno che, conoscendoLo bene non si fa solo ammirare, ma entra come meravigliosa componente della vita. Insomma con Lui trovi la vera importanza della vita, il vero senso dell'esistenza'.&lt;br /&gt;Mi rispose: "Ma chi è? E come può essere valore della vita?'.&lt;br /&gt;E' triste che ci sia chi sa poco o nulla di CHI E' IL SENSO VERO DELLA VITA. La vita senza Lui perde il senso.&lt;br /&gt;Non ci resta in questo tempo di Avvento che riscoprire Gesù tra noi e in noi e a noi tocca avvertirne la Presenza.&lt;br /&gt;Scriveva Carlo Carretto, che credo tutti abbiate conosciuto o di cui avete sentito parlare: "C'è un punto che devo superare; se ho capito che Dio è persona, e se ho capito che Dio è il Messia e se ho capito che il Cristo è colui che deve venire, c'è ancora una cosa che devo superare.&lt;br /&gt;E ha dovuto superarla colui che Gesù stesso ha lodato, il Battista; anche lui ha dovuto superare questo estremo punto della nostra fede. Il Battista ha creduto che Gesù era il Messia: l'ha preparato; ha detto delle cose stupende ai suoi discepoli, in un atto di umiltà. "Lasciate me e andate da Lui, è necessario che io scompaia e che Lui cresca".&lt;br /&gt;E' quello che dovremmo essere e fare noi più ci accostiamo a Gesù, come è nella solennità di Natale. Che vi aiuti, anzi, che Gesù ci prenda per mano per conoscerLo meglio e farLo conoscere a tanti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-7311266613812032207?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/7311266613812032207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/rallegratevi-il-signore-e-vicino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/7311266613812032207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/7311266613812032207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/rallegratevi-il-signore-e-vicino.html' title='Rallegratevi, il Signore è vicino'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-RwxDYVa7Zvg/TtshPZ_unfI/AAAAAAAAAXg/5zikmArn6DI/s72-c/foto+s_+giovanni+battista.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-1101745751915334370</id><published>2011-12-09T16:37:00.000+01:00</published><updated>2011-12-09T16:37:22.662+01:00</updated><title type='text'>Questa è la nostra fede - IX parte</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Continuiamo l'approfondita analisi del documento pastorale della CEI "Questa è la nostra fede": questa settimana concludiamo la parte relativa alla riscoperta dell'oggetto essenziale del primo annuncio e cioè Gesù risorto:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;III. GESÙ RISORTO È LA NOSTRA SPERANZA&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;15. “Convertitevi e fatevi battezzare nel nome di Gesù Cristo”&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno di Pentecoste, “Pietro con gli Undici si alzò in piedi e voce alta parlò» (At 2,14), comunicando alla folla la grande lieta notizia: «Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso» (At 2,36). Ponendo davanti agli occhi dei suoi uditori «quel Gesù» morto per amore dei peccatori, l’apostolo intende far prendere coscienza del mistero della malvagità umana: «questa generazione perversa» (At 2,40). È la malvagità per cui gli uomini non hanno esitato a condannare alla morte più infame il più giusto degli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È storia di sempre, è la nostra storia. Nell’affermazione di Pietro è racchiuso anche un altro aspetto della storia: quel Gesù che abbiamo crocifisso è morto per noi. Alla nostra cattiveria ha contrapposto il suo amore, al nostro rifiuto la solidarietà, e da questo confronto è uscito vincitore: il Padre lo ha costituito Signore e Messia. La risurrezione non è soltanto vittoria sulla morte, ma vittoria sul peccato del mondo. Non è pensabile una notizia più bella. Il racconto dell’evangelista Luca dice che al sentire queste parole gli ascoltatori «si sentirono trafiggere il cuore» (At 2,37). Nel linguaggio biblico il cuore non è la sede dei sentimenti e degli affetti, ma piuttosto il nucleo più profondo della persona, il luogo segreto dove avvengono le riflessioni più intime, dove si prendono le decisioni più importanti, dove nasce l’odio o l’amore, la scelta della verità o della menzogna. Le parole di Pietro raggiungono questo nucleo segreto e profondo degli ascoltatori, sconvolgendolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando la verità ti raggiunge nell’intimo, ti accorgi che spesso il tuo modo di pensare e di vivere è sbagliato; allora te ne dispiaci sinceramente e desideri cambiare. Essere toccati nel cuore significa tutto questo. Di qui la domanda: «Che cosa dobbiamo fare?». La risposta di Pietro è chiara e coinvolgente: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati» (At 2,37-38). Farsi battezzare nel nome di Gesù, credere nella morte e risurrezione del Signore, è percorrere a nostra volta la sua “via”, quella della croce. Non si può più vivere con la mentalità mondana: «Salvatevi da questa generazione perversa!» (At 2,40).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta di Pietro non è soltanto una serie di imperativi. È anche una promessa: «Riceverete il dono dello Spirito Santo» (At 2,38). Senza la venuta dello Spirito, la storia di Gesù sarebbe rimasta chiusa nel passato, non un evento perennemente contemporaneo. Senza la forza dello Spirito, il programma di rinnovamento resterebbe lettera morta e la nostra debolezza continuerebbe ad avere il sopravvento. Senza la grazia dello Spirito Santo, noi resteremmo chiusi nel nostro egoismo; con il dono del suo amore, ci è aperta la via della salvezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A conclusione di questa narrazione, il libro degli Atti annota: «Quel giorno furono aggiunte circa tremila persone» (At 2,41). Convertirsi, concretamente, significa entrare a far parte della Chiesa, comunità di fede e di vita, riunita nel nome del Signore risorto e vivente. Gesù non ha indicato semplicemente una serie di principi, non si è accontentato di invitare a un generico cambiamento, ma ha chiamato i discepoli a condividere la strada che egli stesso stava percorrendo. Allo stesso modo i primi missionari non si limitano ad annunciare l’esigenza della conversione né offrono semplicemente una nuova serie di criteri orientativi; più concretamente ed efficacemente invitano gli ascoltatori a entrare a far parte del cammino della nuova comunità, che negli Atti degli apostoli è chiamata, appunto la «via» (At 9,2). Il racconto di Luca mostra con grande chiarezza che l’annuncio di Gesù non è un semplice parlare di Gesù, né la pura offerta di una dottrina, e neanche solamente una nuova proposta di vita, ma un evento che crea comunione con il Signore nella sua comunità, la Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;16. “Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vicenda di Gesù rivela e racconta i tre protagonisti della nostra salvezza: il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo, non come termine di una speculazione della nostra mente, ma come i soggetti agenti del pieno manifestarsi e comunicarsi a noi dell’amore divino: tre Persone, un solo Dio. Ogni volta che la nostra esistenza si apre alle esperienze più ricche della libertà, della giustizia e dell’amore, ci fa intuire lo splendore della vita divina che nella Pasqua si rivela. Ogni volta che siamo esposti alle prove più dure, è alla Pasqua del Signore Gesù che siamo sollecitati a tornare. La Pasqua ci fa comprendere che, quando la vita risplende, non siamo in preda a illusione e, quando c’è la prova, non siamo sull’orlo della distruzione. Noi crediamo di vivere nel segno dell’amore del Padre che ci ha creati, del Figlio che ci ha redenti, dello Spirito che ci santifica e ci conduce per Cristo, con Cristo e in Cristo a Dio Padre onnipotente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra fede è questa: «in tutto e per tutto non c’è che un solo Dio Padre, un solo Verbo, un solo Spirito e una sola salvezza per tutti quelli che credono in lui»[32]. Il primo annuncio deve saper unire correttamente la professione di fede cristologica: “Gesù è il Signore”, con la confessione trinitaria: “Credo nel Padre e nel Figlio e nello Spirito Santo”, «poiché non sono che due modalità di esprimere la medesima fede cristiana. Chi per il primo annuncio si converte a Gesù Cristo e lo riconosce come Signore inizia un processo… che sbocca necessariamente nella confessione esplicita della Trinità»[33].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa fede è racchiusa nel segno della croce, il segno distintivo del cristiano, che contiene la professione brevissima della fede: non è una specie di riassunto a modo di slogan; non è un concentrato di formule ad uso delle persone che hanno fretta di definire cosa è il cristianesimo. Proprio perché la fede nella verità cristiana impegna tutta l’esistenza, l’unica concentrazione possibile, anzi necessaria, è la riduzione di ogni espressione alla radice permanente che è Gesù Signore. La formula breve della fede è una chiave per entrare nel mistero della persona di Gesù, come ci è testimoniata nelle sante Scritture e nella viva Tradizione della Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel segno della croce e nelle parole che l’accompagnano, insegnateci da Cristo stesso (cfr Mt 28,19), noi professiamo il chèrigma, il cuore del messaggio cristiano: l’incarnazione, morte e risurrezione di Gesù, la trinità e unità di Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo. Scaturito dalla Pasqua di Cristo, il segno della croce viene consegnato al cristiano nella sua Pasqua personale, il battesimo; apre e chiude il rito della Pasqua domenicale, l’eucaristia; diventa il segno della fede espressa nella vita quotidiana, nei momenti di gioia e di sofferenza, fino alla Pasqua senza tramonto. Nel segno della croce ogni credente ritrova la sorgente della fede, le ragioni della speranza, la forza della carità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;17. Professiamo la nostra fede&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Confessiamo con vera fede&lt;br /&gt;che tu, Gesù di Nazaret, sei il nostro unico Signore,&lt;br /&gt;&amp;nbsp;perché sei stato crocifisso per i nostri peccati&lt;br /&gt;e il Padre ti ha risuscitato per la nostra salvezza,&lt;br /&gt;&amp;nbsp;nella forza dello Spirito Santo.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Crediamo con cuore sincero&lt;br /&gt;che la tua Pasqua è stata il traguardo&lt;br /&gt;di un percorso breve ma intenso,&lt;br /&gt;&amp;nbsp;quanto la tua giovane vita,&lt;br /&gt;per proclamare l’amore di Dio agli uomini&lt;br /&gt;e per riconciliarci con lui.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Riconosciamo con vivo dolore&lt;br /&gt;di averti rifiutato con i nostri peccati,&lt;br /&gt;ma tu non ci hai abbandonato in potere della morte:&lt;br /&gt;hai steso le braccia sulla croce&lt;br /&gt;e hai dato la tua vita per noi fino all’ultimo respiro,&lt;br /&gt;per farci toccare con mano&lt;br /&gt;&amp;nbsp;quale grande amore il Padre tuo ha verso di noi.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Contempliamo stupiti e commossi,&lt;br /&gt;&amp;nbsp;nella tua obbedienza amorosa,&lt;br /&gt;la presenza di Dio come Padre&lt;br /&gt;che ti ha riconosciuto suo Figlio amatissimo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non ti ha lasciato nel mare oscuro della morte,&lt;br /&gt;ma ti ha fatto risorgere&lt;br /&gt;&amp;nbsp;nella potenza dello Spirito dell’amore&lt;br /&gt;e ti ha costituito Signore della vita&lt;br /&gt;di ogni persona, dei popoli, della storia.&lt;br /&gt;Accogliamo con intima gioia la lieta notizia:&lt;br /&gt;che tu, Signore Gesù Cristo, non ti sei dimenticato di noi&lt;br /&gt;e ci hai ottenuto dal Padre lo stesso Spirito&lt;br /&gt;che ha animato tutta la tua vita,&lt;br /&gt;fin da quando sei stato concepito nel grembo di Maria.&lt;br /&gt;A coloro che accolgono la tua parola,&lt;br /&gt;egli fa il dono di credere in te,&lt;br /&gt;e la grazia di diventare come te, figli del Padre,&lt;br /&gt;per entrare nella famiglia di Dio, la santa Chiesa,&lt;br /&gt;e annunciare la bella notizia del tuo Vangelo&lt;br /&gt;per la salvezza del mondo.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Camminiamo con fede, speranza e carità,&lt;br /&gt;fino a quando tu verrai&lt;br /&gt;per introdurci nella festa del tuo regno.&lt;br /&gt;Vieni, Signore Gesù!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.libreriacoletti.it/prdimages/big/9788/9788801005172.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.libreriacoletti.it/prdimages/big/9788/9788801005172.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-1101745751915334370?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/1101745751915334370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/questa-e-la-nostra-fede-ix-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/1101745751915334370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/1101745751915334370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/questa-e-la-nostra-fede-ix-parte.html' title='Questa è la nostra fede - IX parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-5265028082723887652</id><published>2011-12-08T09:36:00.001+01:00</published><updated>2011-12-08T09:37:14.295+01:00</updated><title type='text'>Immacolata Concezione</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.palermomania.it/public/img_news/21142_pnw_small_immacolata.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://www.palermomania.it/public/img_news/21142_pnw_small_immacolata.jpg" width="222" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;In questa giornata celebriamo, tutti insieme, l'Immacolata Concezione. Meditiamo il senso profondo attraverso le parole di Monsignor Antonio Riboldi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa settimana la Chiesa celebra la Solennità dell'Immacolata Concezione, ossia di come avremmo potuto essere tutti dal concepimento se... i nostri progenitori non avessero ceduto alla tentazione della superbia, macchiandosi quello che chiamiamo peccato originale: la spina che ci portiamo addosso, nel preferire a volte il male al bene, come avvenne per Adamo ed Eva. Facile cadere nella trappola.&lt;br /&gt;Per avere preferito l'orgoglio all'amore, persero le 'prerogative' di innocenza che Dio aveva loro donato, creandoli, dovendosi allontanare dalla Giustizia suprema, resi ormai orfani di Padre, e quindi senza Casa, che era il Paradiso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Dio non smentisce se stesso e continua ad amarci sempre e così concepisce il grande disegno del nostro riscatto, programmando di inviarci il Figlio Suo, Gesù, per riportarci a Casa.&lt;br /&gt;Ma Gesù, per poter essere tra di noi, condividendo tutto della nostra umanità, a cominciare dal concepimento, aveva bisogno di una donna. Non poteva essere una creatura macchiata dal peccato originale, doveva essere una degna dimora per il Figlio e così il Padre 'creò' Maria, redenta prima del concepimento: da qui il titolo di Concezione immacolata...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La purezza di Maria - commenta Paolo VI - è una purezza concepita nel primo istante, profondamente inserita nell'essere e nella storia di questa creatura eccezionale. Dobbiamo portare la nostra purezza, il nostro amore alla virtù nel cuore, dove nascono i nostri pensieri, dove veramente siamo noi stessi, nel cenacolo dei nostri pensieri. Lì dobbiamo essere amorosi di Dìo, lì desiderosi di essere buoni e puri, lì cercare di filtrare le impressioni cattive, che nascono dentro e fuori di noi e cercare che lì la fiamma del proposito cristiano sia pura. E se non riusciamo da noi, ecco che il Mistero di purezza e di vittoria che abbiamo contemplato, ci mette sulle labbra ancora questa invocazione: Madonna, dacci la forza, dacci la virtù. Dacci tu ciò che ci manca. E Maria, che non è un essere a noi lontano ed estraneo, ma è nostra Mamma, meravigliosa ed infallibile Mamma, a chi la invoca darà questa forza e questa purezza".&lt;br /&gt;Così pregava Madre Teresa di Calcutta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Cuore Immacolato di Maria, causa della nostra gioia,&lt;br /&gt;benedici noi tuoi figli, aiutaci a fare il bene che possiamo,&lt;br /&gt;tienici nel tuo Cuore tanto puro e immacolato,&lt;br /&gt;così che noi possiamo piacere a Gesù, Tuo diletto Figlio e nostro Signore, e così portare molte anime a Dio&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ecco ora un video creato dalla nostra cara amica Enza:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/NkFJB_fpVmI" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-5265028082723887652?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/5265028082723887652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/immacolata-concezione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/5265028082723887652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/5265028082723887652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/immacolata-concezione.html' title='Immacolata Concezione'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/NkFJB_fpVmI/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-6122794955764268319</id><published>2011-12-07T16:15:00.001+01:00</published><updated>2011-12-07T16:15:34.111+01:00</updated><title type='text'>Alle sorgenti della Pietà - XXII parte</title><content type='html'>&lt;b&gt;Torniamo a meditare con l'opera di don Luigi Fusina che ha raccolto alcune meditazioni rivolte a semplici fedeli e capaci di sollecitare in loro un senso di meditazione e riflessione sulle grandi verità che generano nell'anima la vera pietà cristiana:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;- Capitolo 20 - &lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt; "CREDO NELLO SPIRITO SANTO" &lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;LO SPIRITO SANTO&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;Noi proclamiamo: "Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato ed ha parlato per mezzo dei profeti". Poco prima, parlando di Gesù, si dice: "Si è incarnato per opera dello Spirito Santo nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono poche parole, ma densissime di significati. Voglio meditarle una ad una per meglio comprendere, per quanto ci è consentito dai nostri limiti umani, le meravigliose realtà divine in esse rivelate e proposte alla nostra fede. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 - La prima affermazione è la seguente: "Io credo nello Spirito Santo". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Richiamo il significato di quel " io credo in" che indica l'adesione di tutta la nostra persona non ad una verità astratta, ma a Qualcuno di concreto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo Qualcuno è lo Spirito Santo: credo nello Spirito Santo! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; CHI E' LO SPIRITO SANTO?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto sorge spontanea la domanda: ma Chi è lo Spirito Santo? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi adulti, che abbiamo studiato a memoria le risposte del vecchio catechismo, diciamo subito: lo Spirito Santo è la Terza Persona della Ss.ma Trinità! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esatto! Ma comprendiamo il senso di queste parole? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa significa che lo Spirito Santo è una Persona e precisamente la Terza Persona della Ss.ma Trinità? Che incidenza ha questa realtà nella nostra vita e nella nostra storia? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Procediamo con ordine. Intanto prendiamo atto che alcune sette pseudo cristiane (tipo i Testimoni di Geova) rifiutano la Persona dello Spirito Santo come del resto rifiutano tutto il mistero della Ss.ma Trinità. Per loro Dio (lo chiamano Geova sbagliando la traduzione del nome divino dall'ebraico) è una Persona sola. Gesù sarebbe soltanto un essere superiore a noi, ma creato da Dio. Quindi non suo Figlio nel senso proprio della parola, né tantomeno Dio lui stesso. Quanto allo Spirito Santo poi essi negano che sia una persona: lo presentano e lo ritengono soltanto una forza di luce e di amore che proviene da Dio: una "cosa", dunque, non una persona. Accanto ai Testimoni di Geova possiamo mettere, con sfumature diverse, i Mormoni e sette simili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti costoro non sono "cristiani" perché i cristiani sono i discepoli di Gesù, quelli cioè che accettano integralmente la rivelazione di Cristo, soprattutto quella riguardante la Ss.ma Trinità e la sua divinità. Così le vere chiese cristiane, fin dai primissimi secoli, hanno sintetizzato la dottrina cristiana nel Credo che noi recitiamo durante la Messa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esso viene recitato ed accolto dai Cattolici, dai Protestanti e dagli Ortodossi. In quanto Simbolo della Fede ci ritroviamo uniti, anche se ci dividiamo poi su altre cose. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perché i Testimoni di Geova ed altri rifiutano di accogliere l'insegnamento cristiano sulla Persona dello Spirito Santo? Semplicemente perché leggono con un criterio sbagliato la Sacra Bibbia e rifiutano la luce della Tradizione Apostolica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sapete bene, la Bibbia è composta da molti libri, parecchi dei quali sono stati scritti nell'Antico Testamento, ossia prima di Gesù; altri, invece, nel Nuovo Testamento, ossia dagli apostoli di Gesù e dagli evangelisti. Dio infatti ha rivelato se stesso e la propria opera di salvezza gradualmente, lungo il corso di molti secoli, ispirando alcuni uomini a raccogliere, nello scritto, tutto e solo quello che Dio voleva dire alla nostra umanità. Ciò significa che la luce della divina rivelazione ha fatto un certo cammino col passare del tempo. Dio non ha rivelato tutto e subito, ma un po' alla volta, gradualmente, man mano che la storia procedeva nel suo corso ed il popolo eletto maturava nella comprensione della Divina Parola. La pienezza della luce venne solo con Gesù. Solo Lui poté dire: "Io sono la luce del mondo" (Gv 8,12), come anche "Io sono la via, la verità, la vita" (Gv 14,6)! Gesù è, nella sua Persona e nella sua opera, la rivelazione piena del Padre: "Chi ha visto Me, ha visto il Padre!" (Gv 14,9). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di conseguenza se io voglio conoscere tutta la verità che Dio ci ha rivelato, guardo a Gesù, come ci insegna la Lettera agli Ebrei che dice: "Tenete fisso lo sguardo su Gesù autore e perfezionatore della Fede!" (Ebr 12,2). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se invece voglio seguire il cammino storico che la rivelazione ha percorso, allora comincio dall'Antico Testamento e, su su, arrivo fino alla luce del Nuovo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Bibbia tutto è ispirato da Dio, perché tutto viene da Lui: ma non tutto ha l'identica intensità di luce. La fiamma della candela è luce perché è fuoco. Anche il sole è luce, perché è fuoco! Ma quale differenza tra la candela ed il sole! La candela mi può servire per illuminare le tenebre della notte, ma quando brilla il sole è meglio spegnerla: non serve, o serve a poco. Anzi, al sole la fiamma della candela fa ombra per terra! Bene, i Testimoni di Geova commettono l'errore di leggere l'Antico Testamento senza prima tener conto della luce piena che c'è nel Vangelo. Questo lo fanno su tutte le verità della fede: sull'anima, su Gesù, sullo Spirito Santo, ecc. Sarebbe come uno che volesse illuminare il sole con la fiammella della candela! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi cristiani invece partiamo dalle parole di Gesù, dal suo Vangelo, perché in esso abbiamo la pienezza della divina rivelazione. Allora poi comprenderemo meglio gli sprazzi di luce che Dio ha donato nell'Antico Testamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, a proposito dello Spirito Santo, che cosa ci ha rivelato Gesù? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; UNA PERSONA DIVINA&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù ci ha rivelato tante cose sullo Spirito Santo, ma la prima di tutte è questa: lo Spirito Santo non è una "cosa" divina: è una Persona divina, come sono Persone divine il Padre e il Figlio. Vi cito soltanto alcune parole di Gesù in proposito. Durante l'ultima cena Egli ha detto ai suoi discepoli: "Io pregherò il Padre ed Egli vi manderà un altro Paraclito, lo Spirito di verità che procede dal Padre" (Gv 14,16-18). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per capire bene questo testo è necessario metterlo a confronto con un altro della prima Lettera di Giovanni dove si dice: "Vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, (sappia che) abbiamo un Paraclito presso il Padre, Gesù Cristo, giusto" (la Gv 2,1). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paraclito significa "avvocato difensore", colui che ci consola difendendoci, prendendo le nostre difese. Per questo viene tradotto anche con la parola "Consolatore". Orbene San Giovanni, nella sua Prima Lettera, ci rivela che i peccatori hanno in Cielo, presso il Padre, un Avvocato Difensore, un Consolatore che parla a loro difesa. Chi è? E' Gesù Cristo, il Giusto, cioè Colui che non ha mai peccato e che ci giustifica con la sua grazia. Dunque Gesù è il primo Paraclito. Ma Gesù è "una cosa" o una persona? Certamente è una Persona. Ora lo stesso Gesù parla di "un altro Paraclito" che ci viene donato dal Padre per sua richiesta: "lo pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Paraclito". Ciò vuol dire che come abbiamo una Persona (Gesù) che in Cielo prende le nostre difese, così abbiamo un'altra Persona che ci consola e ci difende qui in terra. E' lo Spirito Santo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;San Paolo ci rivela il medesimo mistero quando afferma che Gesù siede alla destra del Padre "in continua preghiera per noi", mentre lo Spirito Santo sta nel nostro cuore da dove fa salire una preghiera ineffabile che solo il Padre comprende. Vedete come appare chiaro dalle parole della Bibbia che lo Spirito Santo è una Persona! Solo di una persona, infatti si può dire che è "un altro avvocato difensore", solo di una persona si può dire che prega per noi! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un secondo esempio lo abbiamo ancora nel discorso dell'ultima cena, quando Gesù dice: 'Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa e vi guiderà verso la verità totale" (cfr Gv 14,26). Poi dice ancora: "Egli mi renderà testimonianza e anche voi mi renderete testimonianza" (Gv 15,26). Solo una persona può insegnare, può guidare verso la verità totale, può rendere testimonianza. Una "cosa" non può compiere azioni che sono proprie di una persona! Per questo Gesù usa il pronome personale "Egli" non solo in questo passo del vangelo, ma anche in altri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine nel libro degli Atti, gli apostoli, scrivendo ai credenti di Antiochia, dicono: "E' sembrato bene allo Spirito Santo e a noi insegnarvi queste cose" (cfr Atti 15,28). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Notate bene come lo Spirito Santo viene presentato come uno che decide insieme agli apostoli l'insegnamento da dare ai fedeli. Non può essere "una cosa": Egli è una persona! Questa è la grande affermazione che troviamo nel Nuovo Testamento sulla bocca di Gesù e degli Apostoli! Nell'Antico Testamento che cosa si dice? Ecco, nell'Antico Testamento si parla molto di Spirito Santo, ma non si dice mai che Egli è una persona. Si parla della potenza di Dio, non della Terza Persona della Ss.ma Trinità. Tutt'al più ci sono delle espressioni in cui la parola Spirito, di Dio equivale a Dio stesso, ma la rivelazione della Persona dello Spirito Santo si trova con chiarezza ed in maniera esplicita solo nel Nuovo Testamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'errore dei Testimoni di Geova, come delle altre sette affini, sta proprio nel guardare all'Antico Testamento senza aver prima ascoltato la Parola di Gesù e degli apostoli. Se non facessero così non cadrebbero in tutta quella caterva di errori in cui si trovano. Ma tant'è: chi abbandona la Chiesa che San Paolo chiama "colonna e fondamento della verità" (1Tm 3,15) non può che finire così! Ce ne dispiace, anche perché in genere si tratta di fratelli nostri che hanno abbandonato la nostra fede, probabilmente perché non l'hanno mai studiata a fondo e si sono lasciati ingannare dal Maligno! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; RELAZIONI CON LO SPIRITO&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ritorniamo a noi: lo Spirito Santo, dunque, è una Persona Divina! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa realtà costituisce per tutti noi una rivelazione che coinvolge tutta la nostra vita. Infatti con le Persone si intrecciano rapporti personali fatti di amicizia, di amore, di fede, di impegno. Se lo Spirito Santo fosse soltanto una cosa, una forza, noi non potremmo avere alcun rapporto con Lui, se non quello che si ha con un oggetto. Ma poiché Egli è una Persona, ecco che possiamo entrare in comunione con Lui, diventare suoi amici, parlare con Lui, pregarlo, amarlo, ascoltarlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è qui che manchiamo di fede! Diciamo che è una Persona e lo trattiamo come un estraneo! Purtroppo trattiamo da estraneo proprio Colui che ci è più vicino. Infatti Gesù è salito al Cielo e di là tornerà visibilmente tra noi solo alla fine del mondo. Nel frattempo Egli, vero Dio, vive nei nostri cuori mediante lo Spirito. Infatti il compito dello Spirito è proprio quello di metterci in comunione con Gesù nostro Salvatore e nostro Signore. Per questo Egli ce lo ha dato! Come lo Spirito ha misteriosamente, ma realmente, portato il Verbo di Dio, Gesù Cristo, nel seno di Maria, così, in modo diverso, ma in maniera sempre reale, Lo porta nei nostri cuori perché sia la nostra vita. Gesù ha detto: "Io sono la Vita!". E ha pure detto: "Sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza!" (Gv 10,10). Ora perché possiamo avere questa vita è necessario che Egli sia presente in noi. Ebbene questo è il compito dello Spirito Santo. Gesù è salito in Cielo come uomo perché lo Spirito potesse portarlo in noi come Dio e Vita nostra. Provate a pensare: se Gesù fosse rimasto sulla terra visibilmente sarebbe stato confinato in un unico luogo, come avviene per noi. Quanti di noi avrebbero potuto vederlo, toccarlo, ascoltarlo almeno una volta in vita? E come avrebbe potuto Gesù vivere nel cuore di ciascuno dei suoi discepoli ed amici? Ecco allora che Gesù "sale alla destra del Padre", cioè scompare alla vista umana, per essere presente invisibilmente, mediante la fede, in tutti i credenti. "lo sto alla porta e busso. Se uno mi ascolta e mi apre la porta, entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me" (Ap 3,20). Come abbiamo visto mediante la fede l'uomo apre la porta della sua vita a Gesù e Gesù entra in Lui portandogli una vita nuova: la sua stessa vita di Figlio di Dio. Ma è lo Spirito che porta Gesù nel cuore, così come lo ha portato nel seno di Maria. Vi ricordo l'esempio del soffio. lo porto nel vostro cuore il mio affetto dicendovi: vi voglio bene! E' il soffio delle mie labbra che fa arrivare queste parole alle vostre orecchie e le porta nel vostro cuore dove voi le accogliete con riconoscenza. Lo Spirito Santo è il "Soffio" di Dio. Egli prende Gesù, il Figlio di Dio, dal seno del Padre e Lo porta nel vostro cuore aperto dalla vostra fede. Così Gesù, che è la Vita Eterna, entra in voi e voi avete la vita: "Chi accoglie Gesù, il Figlio, accoglie la Vita Eterna!" scrive San Giovanni (cfr 1Gv 5,12). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora questo Soffio Divino è il nostro Amico Consolatore. Egli ci ama e proprio per questo porta dentro di noi Gesù! Come possiamo restare indifferenti a tanto amore? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come possiamo ignorare un Amico Divino così buono e così importante? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Madonna ci ottenga dal Signore la grazia di conoscere sempre più il grande dono che ci ha fatto Gesù quando ha effuso in noi il suo Spirito; Lei che è stata riempita di Spirito Santo sin dalla sua immacolata concezione; Lei nel cui seno verginale lo Spirito Santo ha portato il Figlio perché prendesse la nostra carne e diventasse uomo come noi; Lei che divenne subito dopo strumento dello Spirito Santo per santificare il Battista nel seno di Elisabetta e che, ispirata dallo Spirito, innalzò a Dio il meraviglioso Cantico di lode del Magnificat profetizzando l'avvento di un Regno di giustizia e di pace; Lei che, alle nozze di Cana, ottenne da Gesù il vino nuovo simboleggiante il dono dello Spirito ai credenti; Lei che, ai piedi della croce, accolse la prima effusione dello Spirito dalle labbra di Gesù morente e Lo contemplò nel segno misterioso dell'acqua e del sangue sgorganti dal Cuore trafitto del Redentore; Lei infine, che aprì allo Spirito il cuore della Chiesa nel giorno della Pentecoste. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali relazioni meravigliose ci furono tra Maria e lo Spirito Santo! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci aiuti la Vergine santa ad aprire il nostro cuore allo Spirito che vive in noi! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; CONTEMPLAZIONE&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come spunto per la contemplazione che segue questa riflessione sulla Persona dello Spirito Santo prendiamo il racconto dell'Annunciazione. Mettiamoci accanto alla Madonna e ascoltiamo con attenzione amorosa la rivelazione dello Spirito che scende su Maria. E' lo stesso Spirito che nel battesimo è sceso anche su noi. Guardiamo come Lo ha accolto Lei! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vangelo di Luca cap. 1 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».&lt;br /&gt;&amp;nbsp;A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo: il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio».&lt;br /&gt;Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-6122794955764268319?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/6122794955764268319/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/alle-sorgenti-della-pieta-xxii-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/6122794955764268319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/6122794955764268319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/alle-sorgenti-della-pieta-xxii-parte.html' title='Alle sorgenti della Pietà - XXII parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-6506586091320961288</id><published>2011-12-05T16:02:00.001+01:00</published><updated>2011-12-05T16:02:51.095+01:00</updated><title type='text'>Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Quarantunesimo appuntamento</title><content type='html'>&lt;b&gt;Torniamo ad approfondire la figura di Santa Faustina Kowalska, nota come l'Apostola della Divina Misericordia. Vediamo cosa ci mostra oggi il Suo Diario:&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;LA QUARESIMA.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Quando m'immergo nella Passione del Signore, spesso durante l'adorazione vedo Gesù sotto questo aspetto: dopo la flagellazione i carnefici presero il Signore e Gli tolsero la veste, che si era già attaccata alle Piaghe. Mentre gliela toglievano le Sue Piaghe si riaprirono. Poi buttarono addosso al Signore un mantello rosso, sporco e stracciato, sulle Piaghe aperte. Quel mantello arrivava alle ginocchia solo in alcuni punti. Poi ordinarono al Signore di sedersi su un pezzo di trave, mentre veniva intrecciata una corona di spine, con la quale cinsero la sacra Testa. Gli venne messa una canna in mano e ridevano di Lui, facendoGli inchini come ad un re. Gli sputavano in faccia ed altri prendevano la canna e Gliela battevano in Testa ed altri ancora Gli procuravano dolore dandoGli pugni, altri Gli coprivano il Volto e lo schiaffeggiavano. Gesù sopportò in silenzio. Chi può comprenderlo? Chi può comprendere il Suo dolore? Gesù aveva gli occhi rivolti a terra. Sentivo quello che avveniva allora nel Cuore dolcissimo di Gesù. Ogni anima rifletta su quello che ha sofferto Gesù in quei momenti. Facevano a gara per schernire il Signore. Riflettei per conoscere da che cosa potesse derivare tanta malignità nell'uomo. E purtroppo questa deriva dal peccato. Si erano incontrati l'Amore ed il peccato. Quando andai alla santa Messa in un certo tempio assieme ad una consorella, sentii la grandezza e la Maestà di Dio; sentii che quel tempio era imbevuto di Dio. La Sua Maestà mi investì completamente e, sebbene mi spaventasse, mi riempì di serenità e di gioia. Conobbi che nulla può opporsi alla Sua Volontà. Oh, se tutte le anime sapessero Chi abita nelle nostre chiese, non ci sarebbero tanti oltraggi e tante mancanze di rispetto in quei luoghi santi. O Amore eterno ed inesplicabile, Ti chiedo una grazia: rischiara il mio intelletto con la luce dall'alto, fammi conoscere e valutare tutte le cose secondo il loro valore. Quando vengo a conoscere la verità, ho nell'anima la gioia più grande. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;21.III.35.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Spesso durante la santa Messa vedo il Signore nell'anima; sento la sua presenza, che mi trapassa da parte a parte. Avverto il Suo sguardo divino. Parlo molto con Lui senza pronunciare una parola. Conosco quello che desidera il Suo Cuore divino e faccio sempre quello che Egli preferisce. Amo alla follia e sento di essere amata da Dio. In quei momenti quando m'incontro con Dio nel profondo del mio intimo, mi sento così felice che non riesco ad esprimerlo. Sono brevi momenti, poiché più a lungo l'anima non lo sopporterebbe; dovrebbe avvenire la separazione del corpo. Benché questi momenti siano molto brevi, tuttavia la loro potenza che si comunica all'anima, rimane molto a lungo. Senza il minimo sforzo entro in un raccoglimento profondo che, una volta che mi ha investito, non diminuisce, sebbene io parli con la gente, né m'impedisce di adempire i miei doveri. Sento la Sua presenza senza alcuno sforzo dell'anima. Sento che sono unita a Dio così strettamente, come è unita una goccia d'acqua ad un oceano immenso. Questo giovedì ho provato questa grazia verso la fine delle preghiere ed è durata eccezionalmente a lungo, cioè tutto il tempo della santa Messa; pensavo di morire dalla gioia! In quei momenti conosco meglio Dio ed i Suoi attributi e conosco meglio anche me stessa e la mia miseria e stupisco che Iddio si abbassi tanto, fino ad una misera anima come la mia. Dopo la santa Messa mi sentivo completamente immersa in Dio ed avevo presente ogni Suo sguardo che giungeva fino al profondo del mio cuore. Verso mezzogiorno entrai un momento in cappella e la potenza della grazia colpì di nuovo il mio cuore. Mentre me ne Stavo assorta, satana prese un vaso di fiori e io scagliò rabbiosamente a terra con tutte le forze. Notai tutto il suo accanimento e la sua invidia. Nella cappella non c'era nessuno, quindi mi alzai da dove stavo pregando e raccolsi i pezzi del vaso rotto e trapiantai il fiore e volevo rimetterlo a posto alla svelta, prima che entrasse qualcuno in cappella. Ma non ci riuscii, dato che entrarono subito la Madre Superiora, la suora sacrestana ed alcune altre suore. La Madre Superiora si meravigliò che avessi spostato qualche cosa sul piccolo altare e fatto cadere il vaso. La suora sacrestana mostrò il suo malcontento ed io m'impegnai a non dare spiegazioni e a non giustificarmi. Verso sera però mi sentii molto affaticata e non potei fare l'Ora santa e chiesi il permesso alla Madre Superiora di andare a riposarmi prima del solito. Appena mi misi a letto, mi addormentai subito, ma verso le undici satana diede uno scossone al mio letto. Mi svegliai immediatamente e cominciai tranquillamente a pregare il mio Angelo Custode. All'improvviso vidi le anime che stanno espiando in purgatorio. Il loro aspetto era come un'ombra e fra loro vidi molti demoni. Uno cercò di infastidirmi, gettandosi sul mio letto e sui miei piedi sotto forma di gatto ed era molto pesante, direi alcuni pud. Continuai per tutto il tempo a recitare il rosario. Sul fare del mattino quelle figure se ne andarono e potei prendere sonno. La mattina, quando arrivai in cappella, sentii nell'anima questa voce: «Sei unita a Me e non aver paura di nulla. Ma sappi questo, figlia Mia, che satana ti odia. Benché odi ogni anima, egli arde di un odio particolare contro di te, perché hai sottratto molte anime al suo dominio».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s320/73200I.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s320/73200I.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-6506586091320961288?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/6506586091320961288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/scopriamo-santa-maria-faustina-kowalska.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/6506586091320961288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/6506586091320961288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/scopriamo-santa-maria-faustina-kowalska.html' title='Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Quarantunesimo appuntamento'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s72-c/73200I.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-2329184629556299600</id><published>2011-12-04T08:29:00.000+01:00</published><updated>2011-12-04T08:29:14.694+01:00</updated><title type='text'>Giovanni Battista prepara la strada</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-RwxDYVa7Zvg/TtshPZ_unfI/AAAAAAAAAXg/5zikmArn6DI/s1600/foto+s_+giovanni+battista.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-RwxDYVa7Zvg/TtshPZ_unfI/AAAAAAAAAXg/5zikmArn6DI/s320/foto+s_+giovanni+battista.jpg" width="175" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Nella Seconda Domenica di Avvento, torna l'appuntamento domenicale di meditazione del Vangelo: quest'oggi, meditiamo il passo evangelico che ci riporta alla "voce di uno che grida nel deserto", attraverso il commento di mons. Antonio Riboldi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essendo la venuta di Gesù, Figlio di Dio, davvero, il grande Evento per l'umanità che soffre, e tanto, dovrebbe suscitare in tutti gli uomini, la gioia dell'attesa.&lt;br /&gt;Così il profeta Isaia si fa interprete: "Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la schiavitù, è stata sconfitta la sua iniquità, perché ha ricevuto dalle mani del Signore doppio castigo per tutti i suoi peccati ".&lt;br /&gt;Una voce grida: Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada del nostro Dio... Sali su un alto monte tu che rechi notizie in Sion; alza la voce con forza tu che rechi notizie in Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annunzia alle città di Giuda: Ecco il nostro Dio! Ecco il Signore Dio, viene con potenza, con il suo braccio egli detiene il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e i suoi trofei lo precedono.&lt;br /&gt;Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul seno e conduce pian piano le pecore madri. ( Is. 40, 1-11)&lt;br /&gt;Viviamo un tempo che è un mistero di iniquità e di nostalgia di Dio nello stesso tempo.&lt;br /&gt;Credo ci siamo posti tutti la stessa domanda di fronte ad un certo modo di pensare e di vivere.&lt;br /&gt;Da una parte si fa una grande professione di onestà, giustizia e amore, dall'altra siamo come circondati ed immersi in idee ed atteggiamenti, che contrastano con quanto professiamo.&lt;br /&gt;Al punto che non di rado si irride a ciò che è onesto, come se l'onestà, la trasparenza, la sincerità, la legalità, in ogni aspetto della vita, fossero caratteristiche di una civiltà superata, sostituita da un'altra che ha regole contrarie. Si fanno elogi alla fedeltà nell'amore, come un principio irrinunciabile, poi se ne accetta la fine, come una normale necessità, oppure si ricorre alla infedeltà e, quel che è peggio, giustificandola come segno di libel1à o di 'vero amore' e non come palese segno di ingiustizia... o, di fatto, incapacità di vero amore.&lt;br /&gt;Si hanno parole di fuoco contro ogni forma di emarginazione, che confina a volte nella più nera miseria, annientando la dignità della persona, e poi si fa della conquista della ricchezza una idolatria, che non fa più arrossire, né indignare, pur sapendo che l'attaccamento al denaro è la radice di tante povertà.&lt;br /&gt;Non si sa più cosa comporre per inneggiare alla castità, che è l'abito celeste del cuore, che illumina atteggiamenti del corpo e scelte di vita, e poi sfacciatamente si innalzano altari a tutte le pornografie che irridono alla dignità.&lt;br /&gt;Non ultimo non c'è chi di noi non inneggi al grande comandamento dell'amore, che è il cuore di ogni vita, ma nella realtà quotidiana non si contano i peccati che commettiamo contro l'amore, magari verso familiari e vicini, senza contare che siamo ben lontani dal "farci prossimi" a chi dovrebbe, più di ogni altro, contare sul nostro amore: i più deboli e gli 'ultimi'.&lt;br /&gt;Potremmo continuare all'infinito questo elenco di 'doppiezze' che a volte sono purtroppo lo stile di vita di tanti e forse anche nostro: un terribile groviglio che impedisce di capire ed accogliere Dio che viene tra di noi con il Natale.&lt;br /&gt;Se sulla nostra strada non si affacciasse la bontà del Signore a rompere l'equivoco o la perversità dei nostri cuori, come prega la Chiesa: "Mostraci Signore la tua misericordia e donaci la tua salvezza", davvero sarebbe difficile svegliarsi dal sonno dell'anima.&lt;br /&gt;Per fortuna Dio si è sempre fatto vicino all'uomo, che tante volte è fumo di iniquità e nello stesso tempo di nostalgia di Dio: un mistero di sete di verità e di pericolose ombre di egoismo. L'uomo ha bisogno di amare e di essere amato: con tanta voglia di essere amato e di amare.&lt;br /&gt;E Dio, che ci conosce nelle profondità del mistero che siamo anche per noi stessi, si fa vicino, sempre, con la pazienza tipica di un Padre che trabocca di amore.&lt;br /&gt;Si accosta a noi con discrezione, nel silenzio, con pazienza, tanta pazienza, rispettando i limiti della nostra debolezza, la nostra incapacità a farci coinvolgere dalla luce, fino a mettere in fuga tutte le oscurità che sono in noi. Ma Dio non si rassegna alla nostra ottusità. Sa che abbiamo tanto bisogno di luce: abbiamo bisogno che Lui si faccia vicino, perché senza di Lui è difficile sapere se il nostro vivere percorre il sentiero della gioia e della santità, o è un andare vagabondando senza mèta, senza senso.&lt;br /&gt;Dice l'apostolo Pietro nella seconda lettera:&lt;br /&gt;"Una cosa non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo. Il Signore non ritarda nell'adempiere alla promessa, come certuni credono, ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi. Il giorno del Signore verrà come un ladro: allora i cieli con fragore passeranno, gli elementi consumati dal fragore si dissolveranno e la terra con quanto c'è in essa sarà distrutta... Perciò carissimi, nell'attesa di questi eventi, cercate di essere senza macchia, irreprensibili davanti a Dio, in pace". (2^ Lettera 3, 8-14)&lt;br /&gt;Diventa compito di tutti vivere l'Avvento, la stessa nostra vita, che è 'avvento' dell'incontro con Dio alla fine, dando uno sguardo alla nostra esistenza per controllare dove è diretta.&lt;br /&gt;Proviamo a volte, confusione, ma sentiamo anche il bisogno che qualcuno ci aiuti a trovare la luce. Come ha fatto Dio, inviando Giovanni Battista affinché preparasse la strada alla venuta di Gesù:&lt;br /&gt;Così inizia il Vangelo di Marco:&lt;br /&gt;"Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come è scritto nel profeta Isaia: 'Ecco, io mando a voi il mio messaggero davanti a Dio, egli ti preparerà la strada. Voce di uno che grida nel deserto:&lt;br /&gt;Preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri".&lt;br /&gt;Si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme... E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano confessando i loro peccati... E diceva: "Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io sono degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo" ( Mc. l, 1-6)&lt;br /&gt;Ed è quello che dovrebbe essere il nostro compito in questo momento di Avvento.&lt;br /&gt;La Chiesa certamente ha il compito ora di invitarci alla preparazione del Natale. Ma saremo capaci di accogliere l'invito a 'farci battezzare in Spirito' per poter accogliere la venuta del Salvatore?&lt;br /&gt;Accogliamo l'invito di Paolo VI.&lt;br /&gt;"La Chiesa ci prepara al Natale ricordando quanto il Vangelo ci narra della prossimità dell'apparizione pubblica di Gesù, presentandoci il Battista in atto di annunziare il Messia.&lt;br /&gt;Cosa in realtà Giovanni diceva e faceva? Voleva predisporre gli spiriti dei suoi contemporanei, prodigandosi come per mettere a fuoco le anime dell'imminenza dell'incontro con Cristo, il quale, era in procinto di rivelare la sua presenza e la sua missione. Iddio, venuto dal cielo, incarnato, fatto Uomo, dà così principio al colloquio. Sono pronti gli uomini? Sono preparati? Lo sanno? Hanno maturato le condizioni interiori necessarie per cogliere il suono di quelle parole? Il senso di quelle parole?&lt;br /&gt;L'avviso di Giovanni suona così: bisogna rettificare la via per l'incontro con Dio. Quasi dicesse: badate, Egli può venire, passarvi vicino senza che voi ve ne accorgiate: e se non disponete bene le vostre anime e non volgete i vostri passi verso di Lui, l'incontro potrebbe mancare" (Enc. Ecc1esiam suam).&lt;br /&gt;Il rischio che Gesù rinasca tra di noi a Natale, e tutto finisca in una esteriorità senza senso, è grande. Facile farsi prendere dalle mille voci del consumismo che brucia la bellezza di Gesù che nasce tra noi. Occorre essere vigili come i pastori che nella notte di Natale vegliavano il gregge.&lt;br /&gt;In quel silenzio trova posto l'annunzio degli Angeli e la prontezza dei pastori a seguirli e trovare il presepio e con il presepio il Cielo vicino a noi.&lt;br /&gt;Viene da pregare: "Conducimi per mano, luce di tenerezza, fra il buio che mi accerchia, conducimi per mano. Cupa è la notte e io sono lontano da casa, conducimi per mano. Guarda il mio cammino: non pretendo di vedere orizzonti lontani, un passo mi basta.&lt;br /&gt;Un tempo ero diverso, non ti invocavo perché tu mi conducessi per mano.&lt;br /&gt;Amavo il giorno lontano, disprezzavo la paura. L'orgoglio dominava il mio cuore, dimentica quegli anni. Sempre fu sopra di me la tua potente benedizione; sono certo che essa mi condurrà per mano, finché si spenga la notte e mi sorridano all'alba volti di angeli amati a lungo e per un poco smarriti" (Newman)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-2329184629556299600?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/2329184629556299600/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/giovanni-battista-prepara-la-strada.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/2329184629556299600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/2329184629556299600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/giovanni-battista-prepara-la-strada.html' title='Giovanni Battista prepara la strada'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-RwxDYVa7Zvg/TtshPZ_unfI/AAAAAAAAAXg/5zikmArn6DI/s72-c/foto+s_+giovanni+battista.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-5307293452978187581</id><published>2011-12-02T17:16:00.003+01:00</published><updated>2011-12-02T17:17:05.972+01:00</updated><title type='text'>Questa è la nostra fede - VIII parte</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;Continuiamo l'approfondita analisi del documento pastorale della CEI "Questa è la nostra fede": questa settimana continuiamo la riscoperta dell'oggetto essenziale del primo annuncio e cioè Gesù risorto:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;III. GESÙ RISORTO È LA NOSTRA SPERANZA&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;13. Il Risorto è il Crocifisso per i nostri peccati&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’angelo della risurrezione non si limita ad annunciare alle donne che Gesù è risorto, ma attira volutamente l’attenzione sul Crocifisso: “Gesù, il crocifisso, è risorto”. È essenziale mantenere ferma l’identità fra il Crocifisso e il Risorto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La croce non è semplicemente l’icona di un martire qualsiasi, né la risurrezione si può ridurre all’esaltazione di un qualsiasi innocente. Croce e risurrezione insieme rivelano la vera identità di Gesù: il suo rapporto filiale, del tutto unico, con il Dio-Abbà, il Padre, e la sua dedizione fraterna verso ogni uomo per amore del Padre suo e Padre nostro. È questa specificità nel vivere la relazione con Dio e con l’uomo, fino a dare la sua vita, che ha portato Gesù in croce. La risurrezione è la prova che Dio si riconosce e si rivela nel suo Figlio fatto uomo. Da qualsiasi lato si osservino, croce e risurrezione si richiamano e si illuminano a vicenda. La croce dice il volto “nuovo” di amore e di vita del Dio di Gesù, e la risurrezione attesta che Dio in quel volto si è pienamente identificato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può dimenticare che la croce di Cristo rimane anche rivelazione del peccato dell’uomo, che rifiutando Gesù, ha rinunciato alla “pietra di fondamento” della propria salvezza. Ma la pietra che noi abbiamo scartata, Dio l’ha scelta come «pietra d’angolo» (Sal 118,22), su cui poggia tutta la costruzione della storia. La Chiesa da duemila anni annuncia al mondo intero che «in nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati » (At 4,12).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;14. Colui che “passò facendo del bene a tutti”&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È proprio il nome di Gesù che Pietro, a capo degli apostoli, annuncia alla folla il giorno di Pentecoste. Lo presenta come «uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua» (At 2,22). Al centurione Cornelio poi egli riassumerà la vita di Gesù con incisive espressioni sintetiche: «Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui» (At 10,38). Questa luce illumina in misura decisiva la Pasqua di Gesù. Egli è morto su una croce, perché è vissuto secondo una straordinaria logica di verità e di amore per Dio e per tutti gli uomini. Il suo ultimo respiro, con il perdono per i suoi uccisori e il pieno affidamento al Padre (cfr Lc 23,34.46), ha siglato tutta un’esistenza fatta di obbedienza fiduciosa a Dio e di cordiale vicinanza ai peccatori. Perciò fin dagli inizi fa parte del primo annuncio del Vangelo la narrazione della vita e missione di Gesù, come attesta Pietro alla comunità riunita dopo la Pasqua: «cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo» (At 1,22). E pian piano lo Spirito Santo guida gli apostoli a comprendere che fin dalla sua incarnazione nel seno di Maria e dalla sua nascita a Betlemme, Gesù è il Figlio di Dio, l’Emmanuele, il Dio con noi, il Verbo fatto carne venuto ad abitare in mezzo a noi (cfr Lc 1,35; Mt 1,23; Gv 1,14). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per rendere più comprensibile l’evento della Pasqua, i primi missionari del Vangelo ricorrono alla luce delle antiche Scritture e risalgono alla storia del popolo di Dio, che noi chiamiamo Antico Testamento. Lo stesso Cristo risorto aveva fatto così, la sera di Pasqua, con i due discepoli che se ne andavano tristi verso Emmaus. Sono delusi e scoraggiati perché il loro cuore è rimasto fermo al doloroso evento della croce. Per questo Gesù «cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui» (Lc 24,27). Pietro fa altrettanto a Pentecoste, risalendo dai fatti di Pasqua alle profezie dell’Antico Testamento, e parlando al centurione della coorte Italica, Cornelio, lo stesso Pietro concluderà l’annuncio di Gesù quale «Signore di tutti», attestando che «tutti i profeti danno questa testimonianza» (At 10,36.43).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fin dalle primissime formulazioni della fede cristiana, la Pasqua di Cristo Signore appare strettamente connessa con la storia del popolo di Dio: Gesù – scrive Paolo ai cristiani di Corinto – «morì per i nostri peccati secondo le Scritture… fu sepolto… ed è risorto il terzo giorno secondo le Scritture» (1Cor 15,3-4). Secondo le Scritture: significa che l’evento di Pasqua sta al centro di tutta la storia della salvezza, iniziata con l’alleanza di Dio con Abramo, anzi con la creazione dell’uomo e del mondo, proseguita con l’alleanza dell’esodo e del Sinai, annunciata come nuova alleanza dai profeti con la venuta del Messia. Gesù è il Messia, cioè il Cristo, che alla vigilia della sua passione, nell’ultima cena con i suoi, ha stabilito «la nuova alleanza» nel suo sangue (Lc 22,20), cioè con il sacrificio della sua stessa vita, aprendo il cammino della Chiesa, popolo di Dio, a tutte le nazioni, verso l’incontro definitivo, nella Pasqua eterna del suo regno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.libreriacoletti.it/prdimages/big/9788/9788801005172.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.libreriacoletti.it/prdimages/big/9788/9788801005172.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-5307293452978187581?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/5307293452978187581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/questa-e-la-nostra-fede-viii-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/5307293452978187581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/5307293452978187581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/12/questa-e-la-nostra-fede-viii-parte.html' title='Questa è la nostra fede - VIII parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-3111369519377408871</id><published>2011-11-30T18:50:00.000+01:00</published><updated>2011-11-30T18:50:07.944+01:00</updated><title type='text'>Alle sorgenti della Pietà - XXI parte</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Torniamo a meditare con l'opera di don Luigi Fusina che ha raccolto alcune meditazioni rivolte a semplici fedeli e capaci di sollecitare in loro un senso di meditazione e riflessione sulle grandi verità che generano nell'anima la vera pietà cristiana:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;- Capitolo 19 -&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; "... VERBA' NELLA GLORIA PER GIUDICARE I VIVI E I MORTI" (bis) &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;SAREMO GIUDICATI SULL'AMORE&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;Nel capitolo precedente abbiamo meditato sull'articolo del Credo che dice: "Di nuovo Egli verrà nella gloria per giudicare i vivi ed i morti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo visto come, con queste parole, noi esprimiamo la nostra fede nel ritorno del Signore Gesù quale giudice di tutti gli uomini. Quel giorno è conosciuto nella Bibbia con il nome di giorno del Signore perché allora sarà lui a dominare gli eventi. La prima volta egli non è venuto nella gloria, ma nell'umiltà, nella povertà, nella sofferenza. E' venuto per compiere l'opera della salvezza, mettendosi al nostro posto e pagando con il suo sangue ogni nostro peccato. In quel giorno, invece, tornerà nella gloria cioè con tutta la maestà e la potenza che gli è propria come Figlio Unigenito di Dio e verrà per fare il giudizio, cioè per discernere, per separare ciò che è suo, da ciò che è di Satana. Gesù ha raffigurato più volte quello che farà in quel giorno servendosi di parabole. In una ha parlato di pescatori che, seduti sulla riva, separano i pesci mangerecci dagli altri. In un'altra ha parlato di mietitori che separano il buon grano dalla gramigna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c'è una parabola soprattutto nella quale il Signore raffigura quel giorno come una grande opera di separazione: la parabola del Re Pastore che mette alla sua sinistra i caproni ed alla sua destra le pecorelle (Mt 25,31-46). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa parabola è densa di insegnamenti e rivelazioni... Facciamo soltanto alcune considerazioni: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) innanzitutto è facile comprendere chi è questo Re Pastore: è Gesù! Ed è facile pure comprendere che parla del suo grande giorno: l'ultimo di questa storia ed il primo di una storia nuova; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) anche chi rappresentano i capri e le pecorelle non è difficile capirlo: i capri rappresentano tutti quelli che non sono di Cristo, le pecorelle invece sono quelli che appartengono a Lui e che in altra parte del Vangelo egli chiama le mie pecorelle... i miei agnelli, il mio gregge; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) c'è un segno che distingue capri dalle pecore, coloro che appartengono a Gesù da coloro che non sono suoi: è l'amore. Quelli che non sono animati dall'amore, non sono di Dio perché "chi non ama non conosce Dio e non è nato da Lui" (1Gv 4,9). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; L'AMORE VERO&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora è importante capire di quale amore si parli, perché sotto l'etichetta della parola amore noi siamo abituati a contrabbandare molte altre cose, ben diverse dal vero amore. Ebbene qui è chiaro che Gesù parla dell'amore che viene da Dio, cioè della carità, ossia di quell'amore che nasce dal Cuore di Dio, si comunica al nostro cuore mediante la Grazia che ci eleva ad essere partecipi della divina natura in Cristo, e, attraverso noi, si dona ai fratelli nei quali vediamo e riconosciamo Gesù stesso. E' l'amore che parte dall'Amore e si espande nel mondo mediante i canali dei nostri cuori per poi ritornare all'Amore. Un po' come avviene per la pioggia. Nasce dall'oceano, si trasforma in nubi per irrorare la terra, poi ritorna all'oceano mediante i fiumi. Si tratta dunque del dono gratuito di sè, ad imitazione di Dio e ad imitazione di Gesù. Anzi si tratta dell'amore stesso di Dio, anche se non sempre illuminato in maniera esplicita dalla fede. Sembra quasi che Gesù, in questa parabola, parli soltanto di questa situazione, cioè della situazione di chi ama e dona a Dio senza saperlo. Infatti tutti gli interpellati si meravigliano di aver dato o rifiutato al Signore qualche cosa: "Quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato (o non ti abbiamo dato) da mangiare?". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù ci vuol rivelare qui una verità assai importante: ciò che ci rende figli di Dio è la presenza del suo amore in noi, non la conoscenza di esso. Se uno è figlio di un re, lo è perché generato da lui, perché nelle sue vene scorre il sangue reale, che egli lo sappia o meno. Non è il fatto del saperlo che lo rende figlio, ma il sangue che scorre in Lui! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così non è il fatto di sapere che Gesù è presente nel fratello, che ci manifesta figli di Dio. Anche Satana lo sa, eppure non è figlio di Dio! Quello che conta è che tu ami con l'amore stesso di Dio e che ami Dio concretamente nei tuoi fratelli: questo ti salva! Ora c'è della gente a questo mondo che sa per fede che Gesù vive nelle sue membra, cioè nei fratelli e c'è della gente che questa realtà non la conosce perché nessuno gliel'ha insegnata. Ma l'importante non è tanto il sapere questo, quanto piuttosto il fatto di amare concretamente Gesù nei fratelli. Certo, colui che conosce questa misteriosa presenza di Gesù nei fratelli è facilitato nell'amore. Una tale conoscenza è un dono! Ma è pure una grossa responsabilità perché non ha alcuna scusa se non ama i fratelli. Gesù non accetta per valida neppure la scusa di coloro che dicono: io non lo sapevo! Quanto meno accetterà scuse da coloro che lo sapevano o lo dovevano sapere, quali siamo noi cristiani! Gesù bada ai fatti, non alle parole. Davanti a lui ciò che conta non è che tu sappia o meno che Lui stesso vive nei fratelli, ma il fatto che tu lo abbia o non Lo abbia amato in essi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questo punto di vista credenti e non credenti sono messi sullo stesso piano: sul piano dell'amore! Hai la fede ed hai amato? Allora appartieni a Dio. Hai la fede e non hai amato? Allora la tua fede è sterile e tu non sei di Dio. Non hai avuto il dono della fede, ma hai amato? Tu non lo sapevi, ma di fatto appartieni a Dio, perché Dio è amore. Invece non hai la fede e non hai amato?'Allora tu non sei in Dio, perché chi non ama non vive in Lui! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fondo il giudizio di Dio è tutto qui: nel discernere quelli che vivono nel suo amore e del suo amore da quelli in cui domina invece l'egoismo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno si potrebbe domandare: ma perché proprio l'amore-carità è la discriminante tra i buoni ed i cattivi, tra i vivi ed i morti come dice l'articolo del Credo? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio tentare di rispondere a questa domanda perché mi pare che colga il cuore della vita cristiana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi sappiamo che Dio ci ha creati non perché restassimo per sempre su questa Terra, ma per il Regno dei Cieli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora in che cosa consiste il Regno dei Cieli? Quale sarà la vita che si vive in esso? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel libro dell'Apocalisse la Bibbia ci parla della vita eterna come di una luna di miele tra il Signore Gesù e la sua Sposa, la Chiesa, raffigurata nella Celeste Gerusalemme: una luna di miele che non avrà mai fine. Siamo infatti chiamati ad una felicità senza fine e questa è possibile soltanto in un amore senza fine, non inquinato da egoismo. Ora, come la vita coniugale deve essere preparata dal fidanzamento durante il quale l'uomo e la donna imparano a conoscersi, a rispettarsi e ad amarsi rinunciando progressivamente al proprio egoismo, ciò avviene anche tra noi e Dio. Qui sulla terra noi viviamo il nostro fidanzamento con Dio ed impanàmo a conoscerlo e ad amarlo. Per questo Egli si è fatto ih tutto simile a noi nell'umanità di Gesù. Inoltre Egli ci ha offerto nella Vergine Maria il modello della Sposa Celeste ed ha anticipato in Lei la gloria e la gioia del matrimonio che ci attende in Paradiso. Queste parole non sono elucubrazioni mistiche di un esaltato, ma dottrina biblica, ispirata da Dio. Infatti S. Paolo paragona la comunità cristiana di Corinto ad una giovane fidanzata: "Vi ho presentati a Cristo come fidanzata" (cfr 2Cor 11,2), egli scrive. E Giovanni Battista, il profeta del Nuovo Testamento, parlando di Gesù lo paragona al Fidanzato che viene per conoscere e sposare la sua ragazza: "Io - dice - sono soltanto l'amico dello sposo e sono felice che egli sia venuto e che la folla lo segua. E' giusto, infatti, che la sposa segua lo sposo, mentre all'amico dello sposo basterà condividerne la gioia" (cfr Gv 3,29). Diceva così perché i suoi seguaci erano invidiosi del successo di Gesù in mezzo alla gente. Ecco allora il segreto della vita cristiana: imparare ad amare per essere capaci, un giorno, di vivere in perfetta comunione con Dio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per aiutarci in questo cammino Gesù ci ha rivelato l'amore di Dio per noi, la sua bontà, la sua misericordia. Inoltre ci ha reso palpabile questo amore con il suo amore, fino a dare la vita per noi. "Così - ci ha detto - dovete amarvi tra di voi: proprio così, come io ho amato voi!" (cfr Gv 15,12). E' questa la lezione fondamentale che dobbiamo imparare da Gesù e non solo teoricamente, ma concretamente. Sarà proprio su questa lezione che dovremo dare l'esame in quel giorno! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voi capite bene che una fidanzata per quanto bella e piena di ottime qualità non vale niente se non ama il suo fidanzato. Al contrario se c'è in essa un grande amore, il fidanzato passerà sopra alle sue pecche. Quello che è fondamentale nel matrimonio è l'amore: allora ogni problema può essere risolto. Ma se manca l'amore, tutto il resto non vale niente. Così Dio ci esamina solo sull'amore perché a tutto il resto sa provvedere Lui con la sua infinita potenza e sapienza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; IL FUOCO PURIFICATORE&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa sarà il Purgatorio se non l'opera dell'amore purificante? Il Purgatorio non è un luogo di tormento vendicativo, ma uno stato d'amore in cui l'amore prende pieno possesso del nostro essere purificandolo da ogni egoismo e trasformandolo finché non sarà degno di entrare alle nozze eterne. Io penso che il fuoco del Purgatorio sia il fuoco dell'amore che brucia ogni residuo di egoismo fino a quando tutto in noi sarà dominato dall'amore. Solo allora potremo godere la gioia eterna della comunione con Dio. Questo fuoco d'amore comincia la sua opera quaggiù mediante la carità che lo Spirito Santo diffonde nei nostri cuori. Ci sono in noi come due fuochi: quello che nasce dalla nostra natura corrotta e produce l'egoismo con tutti i suoi frutti di peccato e quello che nasce dallo Spirito Santo e porta i suoi frutti di salvezza e di santità. La nostra vita è una continua lotta tra l'egoismo e la carità. In questa lotta noi commettiamo di solito un gravissimo errore ed è quello di far appello al nostro cuore per vincere l'egoismo. Ora il nostro cuore è proprio la sede dell'egoismo: è il suo trono. Ecco perché, nonostante i nostri buoni propositi, per quanto sinceri e santi, noi non riusciamo a vincere l'egoismo. Purtroppo succede che anche molti direttori spirituali cadano in questo errore consigliando di ricorrere solo o prevalentemente alla nostra buona volontà, al nostro impegno. Una volontà ed un impegno molto deboli ed essi stessi inquinati di egoismo. Che direste se in una battaglia si chiedesse aiuto agli alleati del nemico? Non sarebbe una cosa sciocca e pericolosa? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se vogliamo vincere l'egoismo che è in noi non rimane che una cosa da fare: fare spazio allo Spirito Santo che è in noi! E' Lui che diffonde nei nostri cuori l'amore che viene da Dio, l'unico capace di vincere e distruggere l'egoismo. Santo diventa non colui che ci mette più buona volontà soltanto, ma colui che prima di tutto fa più spazio allo Spirito del Signore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco allora la strategia spirituale da seguire, se vogliamo arrivare al Giudizio con il cuore colmo di carità ed essere accolti tra le pecorelle di Gesù: lasciarci dominare dallo Spirito Santo facendo continuo appello alla carità divina, soprattutto nel nostro rapporto con i fratelli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla luce della Parola di Dio lo Spirito ci fa scoprire Gesù nei fratelli. Non basta saperlo: bisogna esserne convinti concretamente. Ora questa convinzione è dono dello Spirito Santo. Tutti i cristiani hanno sentito dire che nei fratelli vive il Signore, ma solo pochi ne sono convinti. Per questo solo pochi sanno amare come ci ha amato Gesù. Ma se tu fai posto all'azione dello Spirito Santo, allora Egli formerà in te la convinzione della fede che ti farà vedere Gesù in ogni fratello, specialmente nel più povero e nel più piccolo. Di fronte a questa divina realtà la carità sgorgherà dal tuo cuore perché lo Spirito Santo è l'Amore di Dio che tende a Gesù. Come un vento impetuoso Egli ti trasporterà verso Gesù vivente nel fratello per amarlo con l'amore stesso di Dio! Molta gente, umile e semplice, vive questa carità magari senza rendersene conto del tutto. II fatto è che si lascia docilmente guidare e condurre, anzi portare, dalla potenza dello Spirito Santo. Invece c'è gente che conosce bene le Scritture e la Dottrina Cristiana, ma è superba ed è incapace di amare in questo modo. Lo Spirito non può agire in essi perché la loro autosufficienza Lo imprigiona e Lo blocca. Ritornando al tema del giudizio com'è presentato da Gesù nella parabola del Re-Pastore, ricordiamoci che saremo esaminati sull'amore perché solo chi ama può oltrepassare la frontiera del Regno dell'Amore Infinito ed Eterno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo, fin d'ora, impariamo ad amare Gesù nei fratelli. E' lì infatti che lo troviamo se ci lasciamo guidare e condurre dallo Spirito. Dice S. Paolo: "Chi ha lo Spirito di Cristo, appartiene a Cristo!" (Rm 8,9). Se lasciamo che lo Spirito Santo operi in noi e diffonda in noi la carità di Dio, allora siamo di Cristo, apparteniamo a Lui e non abbiamo nulla da temere nel giorno del Giudizio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; IL CUORE DI MARIA&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardiamo a Maria: lo Spirito che agiva sovranamente nel suo cuore l'ha condotta da Elisabetta e là si è servito di lei per compiere il primo atto di salvezza e di santificazione operato da Gesù su questa terra. Nel cuore di Maria agiva l'Amore di Dio perché era un cuore dominato dallo Spirito Santo. In questo cuore Egli non ha mai trovato resistenza, ma al contrario un perfetto abbandono e una perfetta obbedienza ai suoi impulsi di grazia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo la Chiesa ci propone il Cuore Immacolato di Maria come il modello più sublime dell'amore di carità verso Dio e verso i fratelli, fino a riassumere in esso tutta la persona e tutta la vita della Madre di Dio. Infatti quando noi parliamo del Cuore Immacolato di Maria prendiamo l'immagine del cuore come segno del suo amore e della sua stessa persona avvolta nella carità di Dio e riverberante questa carità su tutti gli uomini tradotta, per così dire, in termini materni. In Maria, per la sua intima e unica partecipazione alla vita della Ss.ma Trinità, si riversano come tre raggi di luce infuocata simboleggianti l'amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, come vide S. Matilde in una delle sue grandi visioni mistiche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci aiuti, dunque, la Vergine Santa ad abbandonarci a questo divino Spirito affinché la carità di Dio si serva dei nostri cuori a favore dei fratelli, specialmente di quelli più piccoli e più bisognosi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CONTEMPLAZIONE&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettiti davanti al S. Cuore di Gesù, come davanti ad una fornace di fuoco, così come Lo ha visto S. Margherita Maria Alacoque. Da questa fornace attingi, in silenziosa preghiera, il fuoco dell'Amore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immagina pure l'apparizione della Madonna a Fatima, quando mostrò ai pastorelli, avvolgendoli nella luce di Dio, il suo Cuore Immacolato. In silenzio contempla e immergiti nel suo amore materno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Prima Lettera ai Corinzi 13 &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.&lt;br /&gt;Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Prima Lettera di Giovanni cap. 4,7 ss. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Per questo l'amore ha raggiunto in noi la sua perfezione, perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio; perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo. Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-3111369519377408871?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/3111369519377408871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/11/alle-sorgenti-della-pieta-xxi-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3111369519377408871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/3111369519377408871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/11/alle-sorgenti-della-pieta-xxi-parte.html' title='Alle sorgenti della Pietà - XXI parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-5051828238681096770</id><published>2011-11-28T16:53:00.001+01:00</published><updated>2011-11-28T16:53:24.352+01:00</updated><title type='text'>Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Quarantesimo appuntamento</title><content type='html'>&lt;b&gt;Torniamo ad approfondire la figura di Santa Faustina Kowalska, nota come l'Apostola della Divina Misericordia. Vediamo cosa ci mostra oggi il Suo Diario:&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;MASSIME GENERALI&lt;/b&gt;. Sarebbe molto brutto, se una suora cercasse sollievo nella sofferenza. Ecco quello che ha fatto la grazia e la meditazione del più grande criminale. Colui che muore, ha un grande amore. Ricordati di me quando sarai in paradiso. Il pentimento sincero trasforma immediatamente un'anima. La vita spirituale va praticata con serietà e sincerità. L'amore dev'essere reciproco. Dato che il Signore Gesù per me ha bevuto il fiele fino in fondo, io Sua sposa, per dimostrargli il mio amore, accetterò tutte le amarezze. Chi sa perdonare si prepara molte grazie da parte del Signore. Ogni volta che guarderò la croce, perdonerò sinceramente. L'unione con le anime l'abbiamo ottenuta nel santo battesimo. La morte rafforza l'amore. Devo essere sempre d'aiuto per gli altri. Se sarò una buona religiosa sarò utile non solo alla Congregazione, ma anche a tutta la Patria. Il Signore Dio concede le grazie in due modi: con le ispirazioni e con le illuminazioni. Se chiediamo una grazia, Iddio ce la dà, ma dobbiamo volerla accettare, ma per accettarla occorre abnegazione. L'amore non è fatto di parole, né di sentimenti, ma di azioni. E un atto della volontà, è un dono, cioè una donazione; l'intelletto, la volontà ed il cuore, ecco le tre facoltà che dobbiamo esercitare durante la preghiera. Risorgerò in Gesù, ma prima debbo vivere in Lui. Se non mi distacco dalla croce, allora si manifesterà in me il Vangelo. Tutte le mie insufficienze le colma in me Gesù con la Sua grazia, che agisce incessantemente. La SS.ma Trinità mi trasmette la Sua vita abbondantemente col dono dello Spirito Santo. Le Tre Persone divine dimorano in me. Se Iddio ama, lo fa con tutto Se stesso, con tutta la potenza del Suo Essere. Se Iddio mi ha amato a questo modo, come debbo corrispondere io a questo, io, la Sua sposa? Durante una predica Gesù mi disse: «Nel piccolo grappolo scelto tu sei il dolce acino; desidero che il succo che circola in te venga trasmesso alle altre anime». Durante la rinnovazione dei voti vidi Gesù dal lato dell'epistola, con una veste bianca ed una cintura d'oro ed in mano teneva una spada terribile. Durò fino al momento in cui le suore cominciarono a rinnovare i voti. All'improvviso vidi un bagliore inimmaginabile. Davanti a quel bagliore vidi un piano formato da una nuvola bianca a forma di bilancia. In quel momento Gesù si avvicinò e pose la spada su di un piatto e questo con tutto quel peso si abbassò fino a terra, per poco non la toccò completamente. Proprio allora le suore finirono di rinnovare i voti. E subito vidi degli angeli che prendevano qualche cosa da ogni suora dentro un vaso d'oro, vaso che aveva la forma come di un incensiere Dopo che ebbero terminata la raccolta da tutte le suore e posto il vaso sull'altro piatto della bilancia, questo immediatamente prevalse sul primo, sul quale era stata posta la spada. All'istante dall'incensiere si sprigionò una fiamma, che raggiunse il bagliore della luce. Inaspettatamente udii una voce proveniente da quel bagliore: «Rimettete la spada al suo posto, l'offerta è maggiore». In quel momento Gesù ci diede la benedizione e tutto quello che avevo visto scomparve. Le suore avevano già cominciato ad accostarsi alla santa Comunione. Quando anch'io mi comunicai, la mia anima fu inondata da una gioia così grande, che non riesco proprio a descrivere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15.II.35 Partenza per la casa paterna per alcuni giorni, in visita a mia madre morente. Quando venni a sapere che mia madre era gravemente malata, ormai prossima alla morte e mi chiedeva di andare a trovarla, perché desiderava incontrarsi con me ancora una volta prima di morire, in quel momento mi si risvegliarono tutti i sentimenti del cuore. Come figlia sinceramente affezionata alla propria madre, desideravo ardentemente esaudire il suo desiderio, ma lasciai a Dio la decisione e mi rimisi completamente alla Sua volontà. Non tenendo conto del dolore del mio cuore, mi affidai alla volontà di Dio. La mattina del giorno del mio onomastico, il 15 febbraio, la Madre Superiora mi consegnò un'altra lettera della mia famiglia e mi diede il permesso di andare a casa, per esaudire il desiderio della madre morente. Cominciai subito a prepararmi per il viaggio e la sera partii da Wilno. Offrii tutta la notte per mia madre gravemente ammalata, affinché Dio le concedesse la grazia che le sofferenze che stava attraversando non perdessero nulla del loro merito. Durante il viaggio ebbi una compagnia molto piacevole, infatti nello stesso scompartimento viaggiavano alcune signore appartenenti ad un sodalizio. Mi resi conto che una di esse soffriva molto e che nella sua anima si stava svolgendo una lotta accanita. Cominciai a pregare mentalmente per quell’anima. Alle undici quelle signore passarono in un altro scompartimento per fare conversazione e nel frattempo nello scompartimento rimanemmo solo in due. Sentii che la mia preghiera aveva provocato in quell'anima una lotta ancora più accesa. Non cercai di confortarla, ma pregai con fervore ancora maggiore. Finalmente quell'anima si rivolse a me e mi chiese di dirle se era obbligata a mantenere una certa promessa che aveva fatto a Dio. In quello stesso momento conobbi interiormente quale era quella promessa e le risposi che era assolutamente obbligata a mantenere quell'impegno, diversamente sarebbe stata infelice per tutta la vita. Questo pensiero non le darà pace. Stupita da questa risposta, mi apri tutta la sua anima. Si trattava di una maestra che, prima di affrontare gli esami, aveva promesso a Dio che, se fosse stata promossa si sarebbe dedicata al Suo servizio, cioè sarebbe entrata in un convento. Però, dopo aver dato gli esami con esito molto favorevole, «ora mi sono lasciata prendere dal vortice del mondo e non voglio entrare in convento, ma la coscienza non mi dà pace e, nonostante i divertimenti, sono sempre scontenta». Dopo una lunga conversazione, quella persona era cambiata completamente e dichiarò che si sarebbe subito interessata, per entrare in convento. Mi chiese di pregare per lei ed io sentii che Dio non le avrebbe lesinato le grazie. La mattina arrivai a Varsavia ed alle otto di sera ero già a casa. È difficile descrivere quale grande gioia fu per i miei genitori e per tutta la famiglia. La salute di mia madre migliorò un po', ma il medico non diede alcuna speranza di una completa guarigione. Subito dopo esserci salutati, ci inginocchiammo tutti, per ringraziare Dio per esserci potuti incontrare ancora una volta tutti in questa vita. Quando osservai come pregava mio padre, mi vergognai molto, dato che io che ero vissuta tanti anni in convento non sapevo pregare con tanta sincerità e tanto fervore. Perciò ringrazio continuamente Iddio di tali genitori. Oh, come tutto è cambiato in questi dieci anni! Non mi ci oriento più. L'orto è molto più grande, è irriconoscibile, come non riconosco più i fratelli e le sorelle, che erano così piccoli ed ora sono tutti cresciuti e sono rimasta stupita di non averli trovati come quando ci siamo separati. Stasio mi accompagnava ogni giorno in chiesa. Sentivo che quella cara anima era molto gradita a Dio. L'ultimo giorno, quando non c'era più nessuno in chiesa, andai con lui davanti al Santissimo Sacramento e recitammo insieme il Te Deum. Dopo un momento di silenzio offrii quella cara anima al Cuore dolcissimo di Gesù. Quanto ho potuto pregare in quella chiesetta! Mi sono tornate in mente tutte le grazie che avevo ricevuto in quel luogo e che allora non comprendevo e di cui così spesso avevo abusato e mi sono meravigliata io stessa di essere stata tanto cieca. Mentre riflettevo su queste cose e mi rammaricavo per la mia cecità, improvvisamente ho visto Gesù nello splendore di una bellezza indicibile, che mi ha detto amabilmente: «O Mia eletta, ti concederò ancora maggiori grazie, affinché tu sia testimone per tutta l'eternità della Mia Misericordia infinita». Quei giorni a casa li ho passati in mezzo a tanta compagnia, poiché ognuno voleva vedermi e scambiare qualche parola con me. Spesso ho contato fino a 25 persone. Erano incuriositi dai miei racconti sulla vita dei santi. Immaginavo che la nostra casa appartenesse veramente a Dio, dato che ogni sera vi si parlava soltanto di Dio. Quando, stanca di raccontare e desiderosa di un po' di solitudine e di silenzio, la sera mi appartavo nel giardino per poter parlare un po' a tu per tu con Dio, anche questo non mi riusciva, poiché venivano subito i fratelli e le sorelle e mi riportavano a casa, dove dovevo continuare a parlare e con tanti occhi fissati su di me. Per fortuna riuscii a trovare il modo per riprendere fiato. Pregai i fratelli che cantassero per me, dato che avevano magnifiche voci e per di più uno suonava il violino ed un altro il mandolino. Allora potei dedicarmi alla preghiera mentale senza allontanarmi dalla loro compagnia. Un'altra cosa che mi costò molto, fu quella di dover baciare i bambini. Venivano le conoscenti coi loro bambini e mi pregavano di prenderli almeno un momento in braccio e di baciarli. Lo consideravano un gran favore e per me era un'occasione per esercitarmi nella virtù, poiché più di uno era abbastanza sporco ed allora per vincermi e non mostrare avversione, se il bambino era sporco lo baciavo due volte. Una conoscente mi portò il suo bambino malato agli occhi, che aveva pieni di pus e mi disse: «Sorella, prendilo un momentino in braccio». La natura provava un senso di ripugnanza, ma senza badare a nulla, lo presi in braccio e lo baciai due volte proprio sugli occhi infiammati e pieni di pus e pregai Dio che io facesse guarire. Ebbi molte occasioni di esercitarmi nelle virtù. Ascoltai tutti quelli che mi vollero raccontare i loro guai e notai che non c'era un solo cuore gioioso, perché non c'era un cuore che amasse sinceramente Iddio e non me ne meravigliai affatto. Mi dispiacque immensamente che non potei incontrarmi con due delle mie sorelle. Sentivo nel mio intimo in che grande pericolo erano le loro anime. Mi si stringeva il cuore dal dolore al solo pensare a loro. In un momento in cui mi sentii molto vicina a Dio, chiesi fervorosamente al Signore la sua grazia per loro ed il Signore mi rispose: “Concedo loro non solo le grazie necessarie, ma anche grazie particolari“. Compresi che il Signore le avrebbe chiamate ad una più stretta unione con Sé. Godo enormemente al pensiero che nella nostra famiglia regna un così grande amore. Quando salutai i genitori e li pregai di benedirmi, sentii la potenza della grazia di Dio che scendeva nella mia anima. Mio padre, mia madre e la madrina del battesimo, mi diedero la loro benedizione piangendo e mi augurarono la massima fedeltà alla grazia di Dio e mi dissero di non dimenticare mai le tante grazie che Dio mi aveva concesso, chiamandomi alla vita religiosa. Mi chiesero di pregare per loro. Nonostante che piangessero tutti, io non versai neppure una piccola lacrima. Cercai di essere forte e li consolai tutti come potei, ricordando loro il paradiso, dove non ci saranno più separazioni. Stasio mi accompagnò all'auto. Gli dissi quanto Dio ami le anime pure e l'assicurai che Dio era contento di lui. Quando gli parlai della bontà di Dio e di quanto si preoccupi per noi, si mise a piangere come un bambino e non ne fui sorpresa per lui, perché è un'anima pura, perciò conosce facilmente Dio. Quando presi posto nell'auto, diedi sfogo al mio cuore e piansi anch'io di gioia come una bambina, per le tante grazie che Dio aveva concesso alla nostra famiglia e poi m immersi in una preghiera di ringraziamento. La sera ero già a Varsavia. Prima di tutti salutai il Padrone di Casa e poi salutai tutta la comunità. Quando, prima di andare a riposare, entrai dal Signore per la buonanotte e chiesi perdono al Signore per aver parlato tanto poco con Lui durante il mio soggiorno a casa, ad un tratto nel mio intimo sentii una voce: «Sono molto contento di questo, che tu non abbia parlato con Me, ma che tu abbia fatto conoscere la Mia bontà alle anime e le abbia sollecitate ad amarMi». La Madre Superiora mi disse che l'indomani saremmo andate entrambe a Jozefinek «E così lei, sorella, avrà la possibilità di parlare con la Madre Generale. Mi rallegrai enormemente per questo. La Madre Generale è sempre la stessa, piena di bontà, di serenità e di spirito di Dio. Parlai a lungo con lei. Andammo alla funzione pomeridiana. Vennero cantate le litanie al Cuore dolcissimo di Gesù. il Signore Gesù venne esposto nell'ostensorio. Un momento dopo vidi Gesù Bambino, che usciva dall'Ostia e venne a riposare proprio Lui fra le mie braccia. Questo durò un attimo. Una gioia immensa inondò la mia anima. Il Bambino Gesù aveva lo stesso aspetto di quando entrai nella cappellina assieme alla Madre Superiora, e già mia Maestra di noviziato, Maria Giuseppina. Il giorno dopo ero già nell'amata Wilno. Oh, com'ero felice d'essere già tornata nel nostro convento! Mi sembrava quasi d'essermi fatta religiosa una seconda volta; non finivo di gustarmi la quiete ed il silenzio, in cui l'anima s'immerge così facilmente in Dio, tutti l'aiutano in questo e nessuno la disturba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s320/73200I.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s320/73200I.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-5051828238681096770?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/5051828238681096770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/11/scopriamo-santa-maria-faustina-kowalska_28.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/5051828238681096770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/5051828238681096770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/11/scopriamo-santa-maria-faustina-kowalska_28.html' title='Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Quarantesimo appuntamento'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-srGvIK49hfk/TX49YZfyQjI/AAAAAAAABv0/KtnJxIIFHsQ/s72-c/73200I.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-2247817270123988505</id><published>2011-11-25T17:09:00.001+01:00</published><updated>2011-11-25T17:09:31.437+01:00</updated><title type='text'>Questa è la nostra fede - VII parte</title><content type='html'>&lt;b&gt;Continuiamo l'approfondita analisi del documento pastorale della CEI "Questa è la nostra fede": questa settimana entriamo in una nuova parte che ci fa tornare alle basi del primo annuncio, alla scoperta del suo oggetto essenziale:&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;III. GESÙ RISORTO È LA NOSTRA SPERANZA&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;11. Il primo annuncio: “Cristo è risorto!”&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni anno i cristiani tornano alla sorgente della loro fede: è quanto avviene nella veglia di Pasqua, che sant’Agostino chiamava «la madre di tutte le sante veglie»[30], perché all’assemblea dei fedeli viene nuovamente comunicata la notizia lieta e sempre sorprendente: Gesù, il crocifisso, è risorto! La liturgia della veglia comincia con un rito suggestivo. La chiesa è al buio e in profondo silenzio; dal portale entra il grande cero pasquale, simbolo del Cristo risorto; da quella fiamma si propagano tante piccole luci, man mano che i presenti accendono le loro candele; poi si accendono tutte le lampade; e in mezzo all’assemblea si leva il canto gioioso della risurrezione. Gesù «ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita» (2Tm 1,10): la fede cristiana è luce accesa e alimentata dalla Pasqua del Signore. «Questo è il vero giorno di Dio, radioso di santa luce, nel quale il sangue divino lavò i turpi peccati del mondo, ridando fiducia ai peccatori, illuminando la vista dei ciechi»[31]. Questo è il vangelo che la Chiesa riceve fedelmente e fedelmente trasmette. Ci rendiamo conto che si tratta di un annuncio sconvolgente, che cambia la vita? Se Cristo non è risorto, la croce non ci salva, la causa del regno di Dio è sconfitta e la Chiesa non ha più nulla da dire. Ma il nostro Dio è grande nell’amore e non finisce di stupire: ridona agli uomini come salvatore il proprio Figlio che essi hanno rifiutato e ucciso. Mediante il Crocifisso risorto, il Padre si fa definitivamente vicino ai peccatori, ai poveri, ai malati, ai falliti della storia, ai morti inghiottiti dalla terra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La veglia pasquale è il contesto paradigmatico per la celebrazione del battesimo, sacramento fontale che ci rende partecipi della risurrezione di Cristo: veniamo sepolti con lui nella morte, per rinascere con lui a vita nuova. Insieme ai catecumeni, tutti i fedeli sono chiamati a rinnovare le promesse del santo battesimo: a rinunciare a Satana e alle sue opere e seduzioni, e a credere in Gesù Cristo, Figlio di Dio, al Padre suo onnipotente e allo Spirito Santo da lui effuso per la nostra salvezza. Questo è il nucleo vivo della fede cristiana, in cui sono presenti insieme i due misteri fondamentali del nostro credo: la morte e risurrezione del Signore Gesù, e la Trinità del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo nell’unità di un solo Dio. Dopo questa solenne professione della fede, in ricordo del battesimo, i presenti vengono benedetti “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;12. Il Crocifisso è risorto per la nostra salvezza&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto è cominciato non da una teoria, da una concezione del mondo e della vita umana, ma da un avvenimento testimoniato da persone concrete, in maniera affidabile e convincente. Il giorno di Pasqua, di buon mattino, alcune donne si recano al sepolcro di Gesù di Nazaret, ma lo trovano vuoto, e ne restano sorprese e impaurite. Un personaggio misterioso, seduto sulla destra del sepolcro, dice loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”» (Mc 16,6-7). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Andate, dite»: è quello che le donne fanno con lo stupore di cui sono pervase. Che il Crocifisso sia risorto è una notizia troppo grande per poter essere taciuta. Anche gli apostoli, dapprima impauriti e ripiegati su se stessi, diventano testimoni coraggiosi e aperti al mondo. La grande svolta avviene il giorno di Pentecoste, con la piena effusione dello Spirito Santo. Il primo segno della venuta dello Spirito è l’annuncio di Gesù Signore e Cristo, come fa Pietro alla folla accorsa: “Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi ben sapete –, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso. Ora Dio lo ha risuscitato…» (At 2,22-24). Anche al centurione Cornelio, rappresentante del mondo pagano, Pietro, primo missionario, non avrà altro da dire: “Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno” (At 10,39-40). Nessuna notizia è più importante della risurrezione di Gesù, perché nessun avvenimento della storia è più di essa decisivo. Dunque a ebrei e pagani viene comunicato lo stesso messaggio: Gesù è morto in croce, ma Dio lo ha risuscitato, e la prova è che ci è stato donato lo Spirito Santo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una fede cristiana senza l’adesione al messaggio della risurrezione di Cristo non è più conforme alla fede di Pietro, di Paolo, dei primi cristiani. E non è più la fede che Gesù ha chiesto per la sua persona. Tutt’al più è una idealizzazione dell’uomo Gesù, come un eroe o un saggio, non il nostro Salvatore e Signore. Chi si illude di poter fare a meno della risurrezione di Cristo, non è più fedele al suo messaggio di salvezza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.libreriacoletti.it/prdimages/big/9788/9788801005172.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.libreriacoletti.it/prdimages/big/9788/9788801005172.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-2247817270123988505?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/2247817270123988505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/11/questa-e-la-nostra-fede-vii-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/2247817270123988505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/2247817270123988505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/11/questa-e-la-nostra-fede-vii-parte.html' title='Questa è la nostra fede - VII parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-5241938623924157402</id><published>2011-11-23T15:55:00.000+01:00</published><updated>2011-11-23T15:55:00.724+01:00</updated><title type='text'>Alle sorgenti della Pietà - XX parte</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Torniamo a meditare con l'opera di don Luigi Fusina che ha raccolto alcune meditazioni rivolte a semplici fedeli e capaci di sollecitare in loro un senso di meditazione e riflessione sulle grandi verità che generano nell'anima la vera pietà cristiana:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;- Capitolo 18 - &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; "DI NUOVO VERRA' NELLA GLORIA PER GIUDICARE I VIVI E I MORTI" &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;IL GIORNO DEL SIGNORE&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;L'Ascensione gloriosa del Signore Gesù alla destra del Padre non pone la parola fine alla sua opera di salvezza. Egli continua la sua missione non solo in Cielo, ma anche quaggiù mediante il dono dello Spirito Santo ed il ministero della Chiesa che è il suo corpo, mentre lassù, come abbiamo visto, incessantemente intercede per noi. Così, con il passare degli anni e dei millenni, la Celeste Gerusalemme, anticipata dalla gloriosa Vergine Maria assunta e glorificata in Cielo, si va formando pietra su pietra, man mano che le anime dei giusti arrivano al porto della salvezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver professato la nostra fede in questa verità, il Credo ci fa dire: "E di nuovo verrà nella gloria a giudicare i vivi ed i morti". Con queste parole noi scavalchiamo la storia e ci collochiamo al suo termine, in quel giorno misterioso e meraviglioso che la Bibbia chiama "il giorno del Signore". Di solito lo si rappresenta come un giorno terribile, come il giorno del giudizio e della vendetta di Dio. Ciò è vero, ma per i non salvati, per i reprobi, per quanti non hanno posto la loro fiducia nel Signore Gesù. Ma per noi che abbiamo sperato in Lui e che Lo abbiamo accolto nella fede come nostro Salvatore e Signore, per noi sarà un giorno di gioia e di festa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi viene alla mente il giorno in cui le truppe alleate sono entrate vittoriose nelle città e nei paesi della Germania sconfitta. Quanti si trovavano da anni nei campi di prigionia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e di sterminio, trattati peggio delle bestie da parte di aguzzini spietati, appena sentirono il tuono dei cannoni avvicinarsi, furono tutti presi da una grande speranza e gioia: la liberazione era vicina, era alle porte. Certo, ci furono recrudescenze di ferocia da parte dei nazisti, i quali, talvolta, cercarono di sterminare quanti erano ancora in vita nella folle illusione di togliere di mezzo pericolosi testimoni. Ma il giorno dell'ira e della giusta punizione non poteva più essere fermato ed anche quelli che morivano pregustavano la soddisfazione che l'infamia stava per aver termine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, è per noi! Il mondo ride della nostra fede, ci tratta da pazzi e da illusi. Spesso ci perseguita, ci emargina, ci uccide. Ma noi sentiamo già il tuono del giorno del Signore che si avvicina e guardiamo a quel giorno con grande speranza. Sappiamo che verrà, anche se non ne possiamo conoscere il tempo. Con buona pace dei Testimoni di Geova e sette affini, quel giorno è un segreto di Dio e nessuno lo conosce. Dice infatti Gesù ai suoi apostoli: "Non spetta a noi sapere quando esattamente ciò accadrà: solo il Padre può deciderlo" (cfr Atti 1,7). Quanti vanno cianciando sulla prossima fine del mondo e quanti vanno facendo conti cabalistici basandosi su questo o quel testo della Bibbia interpretato cervelloticamente, devono fermarsi davanti a parole di Gesù così chiare ed esplicite: solo Dio conosce quel giorno, nessun altro! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo però che quel giorno ci sarà e sarà terribile per i malvagi e gioioso per i fedeli. A questi Gesù dice: "Quando queste cose cominceranno ad accadere, alzatevi e state sicuri, perché è vicino il tempo della. vostra liberazione" (cfr Le 21,28). Capite, amici? Non solo non dobbiamo aver paura di quel giorno, ma, al contrario, dobbiamo corrergli incontro, come si corre incontro al papà che finalmente torna a casa carico di doni e desideroso di abbracciarci! Credete voi che Gesù non desideri incontrarci ed abbracciarci? Che cosa aspetta &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli in Cielo se non che anche l'ultimo nemico del genere umano, cioè la morte, sia finalmente vinto e tutti i suoi fratelli possano partecipare in pienezza alla vita beata della risurrezione? Non è Egli venuto proprio per questo? E per questo non è Egli morto e risorto? A che cosa tende la sua continua intercessione lassù, in Cielo, alla destra del Padre, se non a che nessuno dei suoi discepoli vada perduto e tutti li possa abbracciare presto nel giorno del giudizio? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; LA GIUSTIZIA DI DIO&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voi mi direte: ma non dobbiamo temere il giudizio di Dio, noi che siamo peccatori? E' una domanda legittima ed importante, che merita una risposta chiara e completa. Certo, il peccatore deve temere Dio e la sua giustizia, perché Dio non lascerà impunito neppure il più piccolo peccato. Gesù afferma che "anche di una parola inutile ci verrà chiesto il conto" (cfr Mt 12,36). Se è così per le parole inutili, che cosa sarà per quelle cattive? Che cosa sarà per i pensieri ed i desideri malvagi, per le opere e le azioni indegne dei figli di Dio e persino degli uomini? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non dobbiamo fermarci qui, perché se tutto ciò è vero, è pure altrettanto vero che Gesù è "vittima di propiziazione per ogni nostro peccato!" (cfr 1Gv 2,2), il che significa che Egli ha pagato e cancellato con il suo sangue i nostri peccati uno ad uno, tanto il più grosso, quanto il più piccolo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginatevi di avere tra le mani numerose fatture di debiti che avete contratto e dobbiate presentarvi alla banca per pagarle. Colui che non avesse alcuna fonte cui attingere il denaro necessario, dovrebbe sì aver paura. Ma chi sa di avere in banca un conto aperto con un ingente deposito di denaro, perché dovrebbe temere? Ebbene noi abbiamo un conto aperto presso il Padre con un deposito infinito di meriti. Lo ha aperto il Signore Gesù quando è morto per noi sulla croce, quando ha versato tutto il suo sangue in riscatto per i nostri peccati. Questo deposito è così grande che supera di gran lunga tutta la lista delle nostre colpe. Anzi, dice S. Giovanni, supera anche quella di tutto il mondo! Perché allora aver paura del giudizio di Dio? Questa paura nasce da una fede che ha un falso fondamento. Una fede che mette a confronto la nostra miseria e la nostra cattiveria con la giustizia degli uomini. Ma noi non possiamo pensare alla giustizia di Dio come alla giustizia degli uomini. Sono due cose diverse. La giustizia degli uomini consiste nel dare a ciascuno il suo: ai buoni il premio, ai malvagi il castigo. La giustizia di Dio invece giustifica l'uomo peccatore, purché abbia fede in Cristo. "Secondo la tua giustizia, salvami!" si dice nei Salmi. La tua giustizia, non la mia, non quella fondata sul merito mio, ma quella fondata sul merito infinito di Gesù e che la Chiesa mi dona in nome e col potere di Cristo Redentore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti la giustizia di Dio è salvatrice. Proprio perché è giusto, Dio mi salva per i meriti infiniti di Cristo! Certo, se Egli guardasse soltanto ai miei peccati, mi dovrebbe punire. Ma non sarebbe giusto se il suo sguardo si fermasse lì. Il suo sguardo sale invece alla Croce ed al Sangue di Gesù ed allora, proprio per giustizia, mi perdona. Gesù infatti ha pagato tutto per me! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggete il Vangelo e ditemi se non è proprio questa la Buona Novella! Coloro che si dannano, sono quelli che vogliono presentarsi a Dio con la loro giustizia e rifiutano la grazia di Cristo. Costoro non vanno all'Inferno perché hanno peccato, ma perché, avendo peccato, non hanno accolto Gesù come loro Salvatore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche noi abbiamo peccato ed anche noi meritiamo l'inferno! Ma noi crediamo in Gesù, Lo accogliamo come nostro Salvatore, ci affidiamo al suo Spirito affinché ci liberi dal male e ci renda capaci di fare il bene mediante la nuova vita che ci ha portato! Perciò se da una parte dobbiamo temere Iddio e la sua ira e perciò evitare tutto ciò che lo offende, dall'altra dobbiamo guardare al suo giudizio ed alla sua giustizia con fiducia perché noi siamo perdonati e giustificati dalla nostra fede in Gesù. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; IL SACRAMENTO CHE CI RICONCILIA&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui, riscopriamo la bellezza dei sacramenti e, soprattutto, del sacramento della Riconciliazione. Vi ho detto, in altra occasione, che esso è celebrazione della divina misericordia. Ora aggiungo che è celebrazione anticipata del Giudizio finale. Infatti quando tu vai a confessarti ti sottoponi al giudizio di Dio per mezzo della Chiesa. Prendi i tuoi peccati, uno ad uno, e li metti lì davanti al sacerdote perché, in nome e con l'autorità ricevuta dal Signore, esprima il giudizio di Dio su di essi. Ma quale sarà il giudizio di Dio su questi peccati? Sarà un giudizio di condanna o un giudizio di assoluzione? Dipende da te, dalla tua fede! Se tu riconosci umilmente e sinceramente i tuoi peccati e credi nel perdono di Dio per i meriti infiniti di Cristo, il giudizio della Chiesa sarà un giudizio di assoluzione, un giudizio che porta fino a te il fatto della Croce ed il Sangue redentore, un giudizio che anticipa fin da ora l'assoluzione di Cristo quando dirà: "Venite, benedetti del Padre mio: prendete possesso del Regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo" (Mt 25,34). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sacerdote che ti assolve non fa che rendere attuale e tangibile questo giudizio di assoluzione. E' Gesù stesso che ti dichiara perdonato ed assolto perché ti ha lavato con il suo sangue e perciò ti ha già accolto come suo discepolo fedele nel Regno dei Cieli. Il tuo nome è scritto nel Libro della Vita senza alcun debito; tutto infatti è stato pagato dal Sangue Prezioso di Gesù! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni volta che andiamo a confessarci rinnoviamo, nella celebrazione sacramentale, il mistero della Croce e del Sangue che ci redime ed anticipiamo su di noi il giudizio assolutorio di Dio. In quel giorno tale giudizio sarà ufficialmente proclamato davanti a tutto il mondo, come oggi è proclamato nel segreto del confessionale o nella liturgia penitenziale comunitaria. Pensate, quanto siamo sciocchi noi peccatori che non ci accostiamo frequentemente al sacramento della riconciliazione e magari siamo pieni di timore e paura per il futuro giudizio di Dio! Abbiamo qui il mezzo per rinnovare anche ogni giorno, se lo vogliamo, la riconciliazione con Dio e l'anticipazione del suo giudizio finale di assoluzione e trascuriamo stupidamente un mezzo così efficace di pace e di serenità! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ce ne parla anche S. Paolo nella 1 a Lettera ai Corinzi, proprio là dove tratta dell'Eucarestia e dove raccomanda la purità di coscienza per non mangiare indegnamente il Corpo del Signore: "Se ci giudichiamo attentamente ora - egli dice - non cadremo sotto la condanna di Dio" (cfr 1Cor 11,31). In che modo ci possiamo giudicare ora? Riconoscendo i nostri peccati e confessandoli con fede perché siamo assolti dal Signore mediante il ministero della Chiesa: "Coloro ai quali rimetterete i peccati, li avranno rimessi!" (Gv 20,23). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Lettera ai Romani S. Paolo scrive: "Ora, non c'è più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù" (Rm 8,1). Perché? Perché Gesù ha inchiodato alla Croce la sentenza di condanna che era stata emessa contro di noi a causa dei nostri peccati e l'ha tolta di mezzo pagando ogni nostro debito con il suo Sangue. Quello che importa è che noi siamo in Cristo Gesù cioè uniti a Lui mediante la fede vera, quella fede cioè che è animata dall'amore! Se siamo in Cristo non dobbiamo più temere il giudizio perché, scrive S. Paolo, "chi potrà mai accusare quelli che Dio riconosce come suoi eletti? Nessuno, perché è Dio stesso che li dichiara non colpevoli. Chi allora potrà condannarli? Nessuno, perché il giudice, Gesù Cristo, proprio Lui, è morto per loro. Anzi, è risuscitato per loro ed ora si trova accanto a Dio, dove sostiene la loro causa!" (cfr Rm 8,31-39). Dio non può accusare quelli che Lui stesso ha reso innocenti, in quanto sono una cosa sola nel suo Figlio innocente! Gesù, il giudice del giudizio finale, non può condannare quelli che Lui stesso ha salvato con la sua croce e per i quali continua ad intercedere! Ha dunque ragione S. Paolo nel dire che "ora non c'è più alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù!" Com'è possibile, allora, aver paura del Giudizio? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S. Giovanni insegna: "Noi sappiamo e crediamo che Dio ci ama. Dio è amore e chi vive nell'amore è unito a Dio e Dio è presente in lui. Così è per Gesù e così e per noi in questo mondo. Se l'amore di Dio è perfetto in noi, ci sentiamo sicuri per il giorno del giudizio. Perché chi vive nell'amore di Dio non ha paura. Anzi, l'amore di Dio, quando è veramente perfetto in noi, caccia via la paura. Chi ha paura si aspetta un castigo, e non vive nell'amore di Dio in maniera perfetta" (cfr 1 Gv 4,16-18). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel leggere questo passo della Bibbia c'è il pericolo di fraintenderlo nel senso che si pensa all'amore che noi dobbiamo avere per Iddio. Se fosse così chi mai potrebbe dire: in me l'amore di Dio è perfetto? Ma San Giovanni non parla qui del nostro amore per Iddio, ma dell'amore di Dio per noi. Egli dice infatti: "Noi sappiamo e crediamo che Dio ci ama" e poi prosegue dicendo che questo amore, quando è perfetto in noi, caccia via la paura del giudizio. E quand'è che questo amore di Dio è perfetto in noi? Quando viene accolto per fede! Vi faccio un esempio: il sole brilla all'orizzonte ed illumina tutto il panorama. Quand'è che questo panorama e questa luce diventano perfetti, ossia pienamente reali, in me? Quando io apro gli occhi e guardo. Allora la luce porta dentro di me il meraviglioso paesaggio che mi sta dinanzi! Quand'è che l'amore che Dio mi porta diviene reale in me? Quando io credo a questo amore e ci credo pienamente! Ora se tu credi davvero che Dio ti ama, come puoi aver paura per il giorno del giudizio? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; UN SOGNO&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Permettetemi di raccontarvi un sogno che io ho fatto molti anni fa. Dategli il peso che merita un sogno, ma vedrete l'insegnamento in esso contenuto, molto vero e molto valido. Era morto da poco un ragazzo ed io ero preoccupato per la sua salvezza perché era morto tragicamente senza aver avuto la possibilità di ricevere i sacramenti della Chiesa. Pregai molto per lui. Poi il tempo me lo fece dimenticare. Altri problemi mi assillavano: tra questi quello del giudizio di Dio. Una notte vidi in sogno quel ragazzo: era tutto bello e felice. Meravigliato gli chiesi: ma tu non sei morto? Perché sei qui? Mi rispose: sono qui per te! Voglio dirti che sono con il Signore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Davvero? Ma, dimmi, come è stato il giudizio di Dio? E' vero che si tratta di un giudizio molto severo? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Non severo, ma esigente. Molto esigente... - Qui il ragazzo tacque quasi cercando le parole giuste. Poi, sorrise e mi disse: "esigente, ma paterno!". E disparve! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esigente, ma paterno! Non saprei come meglio parlare del giudizio di Dio! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esigente, perché Dio non potrà mai accettare neppure il più piccolo peccato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paterno, perché Dio ci ama quali figli diletti e ci vede in Cristo, quindi purificati dal suo sangue e santificati dal suo Spirito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuna paura, dunque, ma impegno. Quello si! Impegno ad evitare ogni peccato, per piccolo che sia, affinché Dio veda che viviamo da veri figli suoi, come Gesù! Ma se pecchiamo, non scoraggiamoci: ricordiamoci che "Gesù è propizíazione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per i nostri peccati" per ogni peccato e che in Cielo intercede sempre per noi! Ricorriamo subito al suo giudizio di misericordia e così eviteremo alla fine della vita ed alla fine della storia il giudizio di condanna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Madonna ci aiuti con la sua materna intercessione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CONTEMPLAZIONE &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immagina di essere davanti al Giudice Divino nel "grande giorno di Dio" mentre emana le sue sentenze. Poi rivolgiti a Maria e chiedi la sua materna intercessione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2729728124349213548-5241938623924157402?l=angolodiangelnellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/feeds/5241938623924157402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/11/alle-sorgenti-della-pieta-xx-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/5241938623924157402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2729728124349213548/posts/default/5241938623924157402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://angolodiangelnellavigna.blogspot.com/2011/11/alle-sorgenti-della-pieta-xx-parte.html' title='Alle sorgenti della Pietà - XX parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2729728124349213548.post-4647930184477879556</id><published>2011-11-21T16:08:00.001+01:00</published><updated>2011-11-21T16:09:04.297+01:00</updated><title type='text'>Scopriamo Santa Maria Faustina Kowalska - Trentanovesimo appuntamento</title><content type='html'>&lt;b&gt;Torniamo ad approfondire la figura di Santa Faustina Kowalska, nota come l'Apostola della Divina Misericordia. Vediamo cosa ci mostra oggi il Suo Diario:&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;29.1.1935&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Questo martedì mattina, durante la meditazione, ho visto interiormente il Santo Padre che celebrava la santa Messa. Dopo il « Pater noster » si è messo a parlare con Gesù della causa, di cui Gesù aveva ordinato a me di parlarGli. Benché io non abbia parlato di ciò personalmente col Santo Padre, dato che l'argomento è stato trattato da qualcun altro, in questo momento però io so, per conoscenza interiore, che il Santo Padre sta riflettendo su tale questione, che in breve tempo si evolverà secondo i desideri di Gesù. Prima degli esercizi spirituali di otto giorni, andai dal mio direttore spirituale, a chiedergli il permesso per certe mortificazioni da fare durante gli esercizi, tuttavia non ottenni il permesso per tutto quello che avevo chiesto, ma solo per alcune. Ottenni l'autorizzazione per un ora di meditazione sulla Passione del Signore Gesù e per certi atti di umiliazione. Ero rimasta però un po' insoddisfatta, per non aver ottenuto il permesso per tutto quello che avevo chiesto. Quando tornammo a casa, entrai un momento in cappella e subito udii nel mio intimo una voce: « &lt;b&gt;&lt;i&gt;Un'ora di meditazione sulla Mia dolorosa Passione ha
